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Federico Castillo è un ragazzo che ha avuto modo di visitare il VietNam. Da questa esperienza, ha realizzato un piccolo “reportage”, un interessante contributo che ci permette di avvicinare un’area di mondo ai più ancora sconosciuta. Buona lettura!

Nella serie B del calcio italiano c’è un giocatore che sta esaltando una squadra, il Perugia, traghettandola ai vertici del campionato, con buonissime probabilità di ottenere la promozione al campionato di Serie A.

Non si tratta di un brasiliano, di un argentino, di un nostro connazionale, o comunque di un giocatore proveniente da uno dei Paesi dalla grande tradizione calcistica. Arriva da lontano, dal Paese più chiuso e misterioso del mondo, che spesso fa parlare di sé solo per curiosità tragicomiche (non sempre veritiere, intendiamoci), odio verso gli americani e progetti nucleari: la Corea Del Nord […] (per continuare a leggere, cliccare qui: http://www.mondita.it/2017/10/un-bravo-calciatore-nord-coreano-in-italia/)

Sulla scia di quanto scritto negli ultimi due articoli (Prima parte;  Seconda parte), proseguiamo nel percorso volto ad offrire spunti per comprendere la veridicità o meno di una notizia.

La lotta politica: la bufala è per molti un ottimo strumento per cercare di strappare consenso o comunque seminare scompiglio. Nella precedente campagna referendaria, sul progetto di riforma della Costituzione, hanno avuto un alto livello di viralità news, del tipo “Matteo mi spiace, ma voterò NO al referendum” (dichiarazioni attribuite ad Agnese Landini, moglie di Matteo Renzi, ma mai dette)[1] oppure “NOTIZIA SCHOCK! Referendum: trovate 500mila schede già segnate con il SI. Condividete!” (la notizia è stata pubblicata dal sito italiani-informati.com[2] e localizzata nel Comune di Rignano sul Membro; ovviamente, anche questo è un clamoroso falso, soprattutto perché tale Comune non esiste[3]). Sono ormai una triste tradizione, invece, le bufale dei 30 euro agli immigrati, degli alberghi di lusso ai profughi etc. (riguardo ciò, si consiglia di rimandare alla lettura della sezione dedicata all’immigrazione). Prima di fare un favore a colui che è dietro la notizia bufala, cerchiamo di comportarci con lucidità, trovando conferme su internet o altri canali informativi […] (per continuare a leggere, cliccare qui: http://www.mondita.it/2017/10/il-sottile-confine-tra-bufala-e-verita/)

A lungo il punto lettura Gianluca Canale di Giulianello è stato un luogo molto frequentato dal sottoscritto, soprattutto per motivi di studio e associazionismo. Poi, è arrivata la laurea e sono subentrati altri impegni, che mi hanno portato a frequentare sempre meno il posto. Con l’inizio dei corsi di laurea magistrale, ogni tanto mi capita di tornare lì per studiare. Devo ammettere che, rispetto al passato, mi sono trovato davanti un ambiente più vuoto e riflessivo, ideale per lo studio ma adatto anche a snocciolare qualche interessante riflessione. Mi ero abituato a mattinate, pomeriggi ed eventi in compagnia, con un bel viavai di persone che andavano e venivano, che si fermavano per studiare o usare la sala informatica, che passavano pochi minuti, giusto il tempo di chiedere in prestito qualche libro da leggere. Negli ultimi tempi, invece, la calma piatta sembra farla da padrone, almeno per quello che ho potuto notare. Probabilmente si tratta di un periodo momentaneo, di una fase temporanea destinata a concludersi quanto prima. È però giusto approfittarne per fare una riflessione di più ampio respiro, che riguarda tante parti d’Italia. I luoghi della cultura, come i punti – lettura, le biblioteche e i musei, sono servizi culturali fondamentali nella vita di una comunità. Quando questi attirano costantemente persone, allora significa che sono vivi, che funzionano, che riescono a realizzare l’obiettivo a cui sono chiamati: far innamorare uomini e donne alla lettura, all’arte, alla bellezza, a tutto ciò che di positivo sa esprimere la cultura. Sono luoghi di aggregazione e presidi contro l’illegalità e l’ignoranza, il degrado sociale e molto altro. Viceversa, quando viene meno il flusso di persone, perché non motivate ad andare in quel luogo o, ancora più semplicemente, non ne conoscono l’esistenza, il museo e la biblioteca diventano lande desolate, destinate a sparire se non si pone subito rimedio. In tal caso, la comunità si impoverisce, perde vivacità, il degrado sociale e culturale prendono il largo. Si rischia la parabola del Nuovo Cinema Paradiso, il film premio Oscar di Giuseppe Tornatore. Inizialmente, e a lungo, principale luogo di aggregazione per gli abitanti del posto, capace di proiettare film importanti e di saper affrontare a lungo il progresso (la pellicola ignifuga, per esempio), termina la sua gloriosa storia nel peggiore dei modi: abbandonato da tutti causa soprattutto l’avvento delle videocassette, verrà abbattuto per far posto ad un centro commerciale. La cultura deve colmare il più possibile i vuoti che ci sono in una comunità. E’ un lavoro arduo, intenso e importante, che lo si può realizzare in diversi modi: coinvolgimento costante delle scuole, organizzazione di seminari, presentazione di libri, dibattiti. La cultura è uno dei motivi per cui si dà alla comunità il senso di essere tale: non disperdiamola.

Gentile Sindaco,
in questa epoca di lettere di studenti anonimi e di cittadini delusi dalla sua azione amministrativa, qualcosa mi ha spinto ad imitare la loro azione, decidendo di scriverle un mio pensiero su questa moda della corrispondenza e sull’attività politica e amministrativa della sua maggioranza.
Come è stato ben espresso in campagna elettorale, la città di Latina non poteva accontentarsi di voltare pagina, ma doveva assolutamente scrivere un libro nuovo, perché il manuale degli orrori scritto dalle amministrazioni precedenti era ormai un palese e consolidato disastro. Dopo un anno di azione amministrativa, legittimamente molti cittadini fanno notare che questo cambio di passo non c’è stato, criticando la sua amministrazione perché capace solo di giustificarsi con gli errori del passato. Lo studente anonimo chiede i fatti, cinquanta cittadini e più le scrivono facendole notare che il corso della storia non è cambiato, anzi è peggiorato. A queste critiche, però, vorrei porre una domanda: come si può scrivere un libro nuovo per una città di centomila abitanti nel giro di un solo anno? Scrivere un libro è un lavoro lungo e impegnativo, che prima di vedere la luce è preceduto da una intensa attività di ricerca e studio, di parole, frasi, paragrafi e capitoli scritti, modificati, cancellati e poi riscritti. Tale concetto è applicabile nei libri e in altri documenti (es.: la tesi universitaria). Può sembrare romantico, roba da romanzi, ma è necessario accettare l’idea che l’amministrazione è un libro complesso. Non lo dico per giustificare errori della sua amministrazione o al puro scopo di difenderla. Il mio pensiero si basa sull’esperienza amministrativa che c’è stata nell’ultimo decennio nel Comune in cui vivo: Cori. Cercando di essere il più sintetico possibile, credo sia utile riassumere quanto accaduto nella mia città nell’ultima decade. Nel 2007, dopo 8 anni passati tra amministrazioni di centrodestra e un commissariamento dovuto alla fine anticipata della seconda giunta Bianchi, Cori torna al centrosinistra. Il bilancio è in rosso, sputa sangue in ogni sua voce, il rischio di dissesto è fortissimo. Assumersi la responsabilità di dichiarare il fallimento dell’ente avrebbe comportato un immediato fallimento politico della nuova amministrazione, ma soprattutto condannato la comunità a vivere a lungo in una città con cantieri bloccati, scuole che necessitavano di ristrutturazioni, servizi culturali e sociali ridotti al minimo. Si decise quindi di intraprendere la strada del pagamento dei debiti, accompagnata, nei limiti del possibile, da provvedimenti per continuare a fare di Cori un paese adeguato ai tempi. Per i primi tre anni, però, questo cambio di passo fu quasi impercettibile. Ma il centrosinistra si sarebbe riconfermato nel 2012 e nel 2017, riuscendo a ridisegnare le sorti della città, che oggi può vantare una nuova scuola media, impianti scolastici recuperati, un Condominio dell’Arte, una Biblioteca, una Sala – lettura e molto altro. Tutto ciò non è stato fatto dall’oggi al domani, ma è stato il frutto di anni, di cui la prima parte caratterizzata da uno studio delle carte, mentre la seconda è stata una fase più operativa e di concretizzazione dei risultati.
Quanto scritto è per dire, Signor Sindaco, a chi critica e pretende, che non è sufficiente un anno per giudicare un’amministrazione. Piaccia o no, decenni di malagestione non si recuperano con uno schiocco di dita o con la bacchetta magica. Ci vuole il tempo necessario, quantificabile (forse) in decenni. Ben venga la dialettica tra cittadini e amministrazione a colpi di lettere (meglio se non anonime) e articoli, ma occhio a pretendere la luna. Latina si sta svegliando ora da un sonno lungo decadi, dove il dibattito politico sta cominciando a maturare, ma la strada è ancora lunga. Non si può, infatti, fare una caciara assordante sull’intitolazione di un parco a Falcone e Borsellino, in nome di una identità già devastata da altri scempi, per poi votare all’unanimità strade intitolate a Peppino Impastato e Sandro Pertini. Davanti a certi argomenti, il secondo comportamento dovrebbe essere l’unico riconosciuto da parte delle forze politiche. Non ci si può scandalizzare ora delle condizioni degli impianti sportivi di Latina, dopo anni ai vertici nazionali di alcune squadre cittadine (vedasi il Volley, ove il Latina ha saputo raggiungere anche due finali europee). Non ci si può lamentare delle condizioni delle scuole e chiedere ai nuovi amministratori di risolvere il tutto ora e subito.
Piaccia o no, Signor Sindaco, devo dire a chi critica e pretende che il tempo dei lamenti è finito, che ora comincia quello della pazienza per risollevare la città.
Agli occhi di un osservatore esterno, Latina si presenta come una città mancata, che doveva avere le terme e un aeroporto, che voleva essere protagonista di un progetto olimpico e ospitare l’Agenzia Europea del Farmaco. Di tutto ciò, sono rimasti soldi buttati al vento, rammarichi e risate da parte delle opposizioni. In compenso, Latina è città della discarica di Borgo Montello e ospiterà il deposito temporaneo di scorie nucleari.
A chi pretende, signor Sindaco, andrebbe risposto che ogni città si fonda su un patto tra cittadini e istituzioni. Se tale patto, a lungo rinnovato con più o meno gli stessi attori non è piaciuto e ha prodotto soprattutto risultati negativi, adesso non resta altro che prenderne atto, rimboccarsi le maniche e attendere i risultati.
Non c’è alternativa. Il libro, se deve essere scritto da zero, ha bisogno dei suoi tempi.
Buon lavoro e cordiali saluti.

Cioeta Angelo

Ci eravamo illusi. La vittoria di Macron e i risultati al di sotto delle aspettative del Front National in Francia, i passi in avanti un po’ azzoppati di Willers in Olanda e il crollo di consenso dello UKIP in Gran Bretagna, sembravano eventi in grado di poter dire che l’Unione Europea era entrata nella fase della riscossa. Le elezioni politiche in Germania, in tale contesto, potevano passare (ironia della sorte) per la presa di Berlino e la capitolazione dei populismi. Invece, non è stato affatto così. Ad uscirne con le ossa rotte sono stati i principali partiti del Paese: la CDU di Angela Merkel (vincitrice ma con un consenso ridottosi del 10%) e l’SPD di Schulz, la cui formazione politica ha raggiunto il minimo storico. Dal dopoguerra ad oggi, mai un partito di estrema destra era riuscito ad entrare nel Bundestag, il Parlamento tedesco. Questa volta, ce l’ha fatta l’AFD di Alice Weidel, ottenendo un risultato in doppia cifra e probabilmente molto al di sopra delle aspettative: 12,6% e 94 seggi, triplicando quanto ottenuto nella campagna elettorale precedente. I populismi, dunque, rialzano la testa, proprio nella terra dove si confrontavano due candidati europeisti conosciuti e rispettati, che sembravano capaci di ridimensionare il fenomeno di estrema destra. Come detto all’inizio, si è trattato di una triste illusione: la realtà, sotto i nostri occhi, si è presentata in forma molto diversa. Senza necessità di fare un’analisi politica approfondita, è sufficiente evidenziare i probabili motivi che hanno portato a questo stravolgimento politico nel panorama tedesco. Innanzitutto, è emblematico l’intervento di Schulz dopo le prime proiezioni. Il candidato alla cancelleria, infatti, ha annunciato la fine delle larghe intese con la CDU e il ritorno all’opposizione da parte dell’SPD. L’annuncio è stato accolto dai sostenitori con applausi e urla di giubilo, chiaro messaggio a coloro che in questi anni hanno spinto per governare con i conservatori. In più, le questioni economiche e sociali che i tempi di oggi ci pongono, non sembrano trovare risposte nella politica tradizionale, ma nel frattempo individuano un megafono per ampliare la loro voce nella estrema destra. Sembra un paradosso, ma ormai è una costante: i socialisti europei non riescono più ad essere portavoce dei disagi delle persone (vedasi l’umiliazione del PS francese e il pessimo risultato di Schulz). Nel frattempo (forse unica nota positiva), Melenchon fa l’exploit in Francia, mentre la LINKE e i Verdi crescono timidamente in Germania. Non c’è poi da dimenticare la rimonta di Corbyn in Gran Bretagna. Nella sfera della sinistra, insomma, sembra realizzarsi un processo volto a trovare nuovi attori protagonisti della lotta contro il populismo. Nel frattempo, questi lotta a testa alta. Una cosa è comunque certa: le larghe intese, nate per contrastare il populismo, si stanno rivelando le maggiori artefici della crescita esponenziale dell’estremismo. Oggi lo abbiamo verificato in Germania, ma in passato l’Italia ha già dimostrato questa situazione, con la crescita del M5S prima e il decollo delle forze sovraniste poi (in primis, la Lega Nord). Da quando i partiti hanno smesso di fare politica e si sono dati alla responsabilità, con compromessi di governo al ribasso con forze politiche opposte, a trarne giovamento sono state quelle formazioni che hanno sempre rifiutato accordi del genere, portando avanti i loro programmi e le loro idee. L’auspicio, dunque, è quello di tornare il prima possibile ad una dialettica politica caratterizzata da blocchi contrapposti e coerenti nei loro piani, dove la destra fa la destra e la sinistra fa la sinistra. In Germania, l’SPD sembra averlo capito, mentre Angela Merkel ancora no, viste le sue intenzioni di perseverare nelle larghe intese. In Italia, come nostro solito, siamo ancora più indietro: il PD ormai preferisce Alfano alla sinistra, mentre questa continua nella sua eterna frammentazione. Dall’altra parte, invece, un progetto di centrodestra moderata è riposto nelle mani del solito Silvio Berlusconi, ben lontano però da quello del 1994 e dei primi anni Duemila. In tutto ciò, comunque, il senso di responsabilità è diventato corresponsabile dell’emergere dei nuovi fascismi.

Loro non ci hanno dimenticato

on 27 agosto 2017 in Senza categoria | Commenti disabilitati su Loro non ci hanno dimenticato
Ogni tanto capitava di giocare a calcio con i cassonetti della differenziata. Non di rado, il pallone finiva lì dentro. Se si era fortunati, il cassonetto era pieno e ci permetteva di recuperarlo facilmente. Quando era vuoto, invece, il recupero si presentava più difficoltoso e bisognava utilizzare una scopa, un bastone o un qualcosa in grado di fungere da “gancio”. Un giorno, ci venne in aiuto un signore anziano che abitava da quelle parti. Era Ermerindo, che vedendoci in difficoltà nel riprendere il pallone, finito nel secchione della carta, uscì di casa, lo “pescò” e ce lo diede. Ermerindo era solo uno dei tanti anziani che popolavano il luogo e che ci hanno visto crescere. Quasi quotidianamente, infatti, specie in primavera e in estate, si radunavano in una zona ombreggiata, muniti di sedie, e iniziavano a parlare tra di loro, allo scopo di passare un po’ di tempo in compagnia. Nel mentre, noi giocavamo e ogni tanto andavamo da loro per condividere un po’ di divertimento “intergenerazionale”. Oggi, quegli scambi di chiacchiere e risate non esistono più. Buona parte di quelle persone sono morte: se ne è andato Ermerindo; ci ha lasciato Giuseppina, che seppur non facente parte di quel “cenacolo”, era diventata una persona molto nota e rispettata per il suo talento poetico e per la solidità delle sue idee. Sempre fuori da quel contesto, ma non per questo da dimenticare, è Antonella, andatasene troppo presto causa una grave malattia. Del “cenacolo” di cui si diceva prima, ci sono altre due bandiere da annoverare: Nella e Pino. Moglie e marito, hanno lasciato questo mondo pochi anni fa, a distanza di poco tempo l’uno dall’altra. Fino all’ultimo, però, nonostante una memoria debilitata dalla vecchiaia, si sono ricordati di noi. Una volta, mi capitò di vedere Nella al pronto soccorso di Cori. Forse fu il nostro ultimo incontro. Io e mio padre la salutammo, lei ci impiegò un po’ a capire chi eravamo ma, appena ci riuscì, mandò i suoi saluti a tutta la nostra famiglia. Una scena simile capitò, qualche tempo dopo, con Pino. Era una delle ultime volte che si sarebbe fatto vedere dal balcone di casa sua. Un giorno lo vidi lì, seduto a prendere una boccata d’aria. Lo salutai, mi chiese chi ero e gli dissi che ero figlio a Bruno, l’“infermiere”. Senza dire altro, si ricordò di mia madre e di mio fratello. Come fece Nella, mi disse di mandare loro i suoi saluti. Queste persone sono solo alcuni dei nomi che ci hanno lasciato (altre si sono trasferite in altri lidi), ma che hanno comunque contribuito a scrivere un pezzo di vita in quel luogo. Non ci hanno dimenticato; lo stesso dovremo fare noi.
 

Una sinistra di governo e di cultura

on 29 luglio 2017 in Senza categoria | Commenti disabilitati su Una sinistra di governo e di cultura
Negli ultimi anni buona parte della sinistra, raffigurata soprattutto nel Partito Democratico, ha conosciuto una accentuata tendenza verso il perseguimento della politica della vittoria e del consenso, del governare i territori anche a costo di sacrifici pesanti. Tra gli esempi che portano a suffragare ciò, è sufficiente ricordare le dichiarazioni di qualche tempo fa, dell’allora candidato alla segreteria PD (era il 2013) Matteo Renzi, secondo cui per vincere era necessario “prendere i voti della destra”. Sull’aspetta della sinistra “di governo”… (Per continuare a leggere, cliccare qui: https://issuu.com/walkietalkie/docs/frequenze_07/8)

Inkiostro: anche l’edizione 2017 è stata un successo

on 24 luglio 2017 in Senza categoria | Commenti disabilitati su Inkiostro: anche l’edizione 2017 è stata un successo

Ennesima affermazione per la rassegna di musica e scrittura Inkiostro, che nella cornice del centro storico di Giulianello, borgo medioevale al confine tra le province di Latina e Roma, il giorno 22 luglio #2017 ha saputo radunare un gran numero di persone in un contesto tematico anni ’90, a cui quest’anno l’evento era ispirato (per continuare a leggere, cliccare qui: http://it.blastingnews.com/cultura-spettacoli/2017/07/inkiostro-anche-ledizione-2017-e-stata-un-successo-001873967.html

Musica, Parole e Immagini 2017: edizione positiva

on 23 luglio 2017 in Senza categoria | Commenti disabilitati su Musica, Parole e Immagini 2017: edizione positiva

Si è svolta il 21 luglio, presso la cornice del Forte San Gallo di Nettuno, una nuova edizione di #Musica, Parole e Immagini, evento di raccolta fondi annualmente organizzato nella città marina dal gruppo territoriale Emergency – Cisterna di Latina. Si è trattato di una serata all’insegna della musica, della presentazione dell’associazione e delle sue attività, soprattutto del perseguimento di quella che è la stella polare dell’associazione: la solidarietà (per continuare a leggere, cliccare qui: http://it.blastingnews.com/cultura-spettacoli/2017/07/musica-parole-e-immagini-2017-edizione-positiva-001869877.html )