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Archive for aprile, 2012


“TOMMASO CONTI SINDACO” : chiusura della campagna elettorale

on 30 aprile 2012 in Senza categoria Commenti disabilitati su “TOMMASO CONTI SINDACO” : chiusura della campagna elettorale

 

“… per continuare il cammino intrapreso 5 anni fa … “

Walter Veltroni per Tommaso Conti Sindaco

on 28 aprile 2012 in Senza categoria Commenti disabilitati su Walter Veltroni per Tommaso Conti Sindaco

L’ospedale non chiude: “Ma và?”

on 27 aprile 2012 in Senza categoria Commenti disabilitati su L’ospedale non chiude: “Ma và?”

Il 20 aprile a Cori si è svolto il Convegno “Sanità pontina: attualità e prospettive”. Un evento organizzato dalla lista di centrodestra “Territorio Comune”, ove hanno parlato pezzi grossi della politica locale, regionale e nazionale.

Si, bisogna dire che questo centrodestra si sta dando tanto da fare in questa campagna elettorale: ha parlato la Polverini, un eurodeputato, un senatore… Verrebbe da dire: tutte le istituzioni convergono su Cori!

Ma, le prove muscolari (perchè di questo alla fine si tratta) non portano molto lontano.

E il convegno sulla sanità altro non è stato che una prova muscolare.

Dopo oltre 2 ore spese sul debito della Regione riguardo la sanità (si è parlato di risanamento grazie a “grandi sacrifici”, senza però rivelare la politica di chiusura degli ospedali attuata dalla Polverini), l’IMU, il governo tecnico ( ma non era un convegno sulla sanità?),verso le ore otto e un quarto di sera (finalmente) si parla dell’ospedale di comunità di Cori. Tutti in un’attesa trepidante: adesso parlerà la candidata a sindaco Cristina Ricci. Dalle sue parole dipenderà il destino dell’ospedale di Cori.

“L’ospedale di Cori non chiuderà, anzi, sarà potenziato”. Sospiro di sollievo.

Seriamente:

  1. solo 1 anno fa la Regione Lazio cercò di chiudere il punto di Primo Soccorso a Cori, le strutture sanitarie nei paesi limitrofi (Velletri…) sono state ridimensionate. Con questi presupposti, come può il centrodestra parlare non tanto di garantire l’attività, ma di potenziare la struttura corese?;
  2. ditemi voi il candidato di destra, centro, sinistra… che, anziché promettere di garantire la continuità del servizio ospedaliero, si impegna a chiudere la struttura.

Le prove muscolari e le promesse facili non portano da nessuna parte.

Soprattutto, Cori e Giulianello non ci stanno ad appoggiare chi garantisce il proprio sostegno solo quando il vento comincia ad essere favorevole (la Polverini, in quanto Presidente della Regione Lazio, non si sarebbe dovuta presentare a Cori in periodo di campagna elettorale).

Per questo, il centrosinistra ha previsto nel programma una modalità di autofinanziamento delle strutture sanitarie locali: “Sarà costituita una Fondazione per l’Ospedale di Comunità: costituita con fondi iniziali di bilancio comunale potrà essere incrementata con lasciti da parte di cittadini e e attraverso l’introduzione di una piccola tassa annuale di scopo che servirà a mantenere efficienti i servizi dell’Ospedale di comunità che spesso soffre delle carenze di finanziamento del SSR e a incrementare i servizi del Centro Sollievo Anziani Fragili tramite finanziamento per realizzazione palestra “.

 

 

  • Al consiglio comunale scrivi COCHI CHIARA;
  • Alla circoscrizione scrivi CIOETA ANGELO

CAMBIARE SI PUO’. CONTINUARE E MIGLIORARE SI DEVE.

on 26 aprile 2012 in Senza categoria Commenti disabilitati su CAMBIARE SI PUO’. CONTINUARE E MIGLIORARE SI DEVE.

 

In una realtà in continuo divenire in cui oggi è già ieri, e in cui domani diventa oggi, non si capisce come possano ancora esserci oggi, nel mondo in cui viviamo, venditori di fumo. Chi promette cose che non potremmo mai avere, chi seduce gli animi corruttibili dei deboli. I deboli siamo noi. Un popolo vittima delle atroci scelte di chi governa o vorrebbe governare senza un minimo di morale. Ed oggi ci troviamo spiazzati difronte agli errori di una generazione che passa. Prima erano i figli della modernità. Poi sono diventate le vittime delle guerre e delle dittature. Poi i seguaci di un sogno ricostruttore che come ogni cosa potenzialmente degenerante, è degenerato. Nell’abusivismo. Si è abusato di tutto. Della dignità umana, della persona, della famiglia, del lavoro, dei sogni e ancor di più della “res publica”. Il disgregamento dell’unità della cosa pubblica, dello Stato, per seguire vigliacchi interessi personali. L’anteposizione della parte al tutto, del bene proprio al benessere generale ha riportato in luce quella profonda crisi di valori che caratterizzò il primo Novecento. Un periodo in cui tutto fu messo in discussione. In primis la condizione dell’uomo nelmondo. Un mondo ormai privo di certezze. Travolto dal caos dell’incertezza della metafisica, della religione, della morale stessa. L’uomo che cerca continuamente se stesso. Che perde la sua identità prima come individuo poi come “animale sociale”. In preda ad una profonda crisi esistenziale che lo pone al centro del mondo. Un mondo che danza sui piedi del caso. Un mondo privo di certezze assolute. Il nichilismo. L’inesistenza di valori e dogmi assoluti. Perché “Dio è morto”, disse Nietzsche. È caduto il mondo idealistico delle speranze promesse, del fare oggi in questo mondo per esserne ricompensati in un altro. Il momento è adesso.Tutta l’antica filosofia greca ruotava intorno ad unico fine. Quello di ricercare l’ αλήθεια (alèteia = la verità). Il bello delle parole è che nascondono un significato intrinseco. E l’ αλήθεια non è solo la verità, ma più precisamente è “ciò che non può essere nascosto”. In un mondo oramai in preda ad una profonda crisi ideologica ed esistenziale come quello in cui tutti noi oggi viviamo, è facile trovare conforto in buone promesse e parole vuote. Ma diffidiamo della distorsione della realtà, della mistificazione del mondo. Diamo concretezza alle parole senza abboccare come pesci all’amo.In un famoso mito, il mito della caverna, Platone racconta di uomini fatti prigionieri (prigionieri delle credenze dell’umanità) che vivono al buio in una caverna costretti a vedere proiettate su un muro davanti a loro soltanto ombre di uomini. Questi credono che quelli siano i veri uomini (ma non sono altro che le ombre di piccole statuette tenute dai portatori di simulacri, che non sono altro che “venditori di sogni”). Il problema sta nel fatto che gli uomini-prigionieri scambiano le ombre con la realtà. Ma se solo uno di loro riuscisse a liberarsi dalle catene (cioè a staccarsi dall’ignoranza e dalle credenze) si accorgerebbe delle statuette e capirebbe che la realtà sono le statue e non le ombre. Ma se in seguito il prigioniero liberato, riuscisse ad uscire dalla caverna scoprirebbe che la vera realtà non sono nemmeno quelle statuette. In un primo momento, avendo vissuto per anni nell’oscurità, abbagliato dalla luce non riuscirà a distinguere le cose reali e guarderà solo le costellazioni e il firmamento. Poi potrà guardare il sole e distinguere le cose reali godendo della loro bellezza. Quale uomo, dopo tutto questo, vorrebbe tornare alla vita precedente? Eppure, per salvare i propri compagni di schiavitù, se l’uomo tornasse nella caverna per “svegliare” i suoi compagni, i suoi occhi offuscati dall’oscurità non riuscirebbero a distinguere più le ombre e quindi verrebbe deriso dai suoi compagni, che lo prenderebbero per pazzo, finché infastiditi dal tentativo dell’uomo di portarli fuori dalla caverna, lo ucciderebbero (la stessa fine che fece Socrate per aver detto quella verità di cui si parlava prima).Ucciso per essere “tornato alla caverna”. E ritornare nella caverna significa per l’uomo mettere quello che ha visto, le proprie conoscenze a disposizione della comunità. “Così lo Stato potrà essere costituito e governato da gente sveglia e non già, come accade ora, da gente che sogna e che si combatte per delle ombre e si contende il potere come se fosse un gran bene” (Nicola Abbagnano).Una crisi culturale profonda contagia la politica, perché la politica siamo noi. La πόλεις (poleis) è la città. E parte da noi la riforma della nostra società. Soltanto superando la fase transitoria di una grave crisi morale di valori si può dare un nuovo senso alla nostra comunità e alla politica. Altrimenti una crisi politica, generata dalla perdita di valori e dal disinteresse collettivo genera una distorta analisi della realtà che inevitabilmente creerà politiche economiche altrettanto degenerative. A discapito della società stessa. E del mondo intero. Siamo cittadini del mondo ed è impensabile che pochi uomini al mondo possano arbitrare come un burattinaio, le vite di milioni di uomini. Esiste la politica buona. E tutti noi ci crediamo perché tutti noi contribuiamo in un modo o nell’altro a renderla migliore. Esiste una economia buona, uno strumento che può rendere migliore la vita di moltissimi uomini, nella sua essenziale funzione di scienza sociale. Ma tutto questo sarà possibile solo quando tutte le nostre teste saranno pronte ad accettare il nuovo, il diverso. Perché cambiare è possibile se solo tutti ci credessero. Keynes sosteneva che la difficoltà non sta nell’introdurre nuove idee, ma nello sradicare le vecchie, che si ramificano in tutti gli angoli del nostro cervello. Siamo noi la nuova generazione del cambiamento. E allora cambiamo. Nel rispetto dei nostri limiti perchè l’uomo, come pensava Rousseau, nel passaggio dal suo stato di natura allo stato di essere sociale, diviene inevitabilmente limitato, per rispetto delle regole sociali che una comunità impone, in vista del bene collettivo. Ma il bene generale, l’interesse generale, la “volontè generale” di cui Rousseau parlava, non è la volontà di tutti, del fare tutto per tutti anche se qualcosa fra queste è ingiusta o sbagliata, ma il fare tutto in vista del bene di tutti, del benessere della comunità intera. Soltanto quando l’interesse di tutti verrà anteposto al fine particolare verrà meno quell’abusivismo morale dell’approfittarsi dell’ altro, dello sfruttamento di chi non può, moralmente o materialmente, migliorare la propria condizione. Perché l’io ha bisogno dell’altro. Perché il due è il contrario di uno.Perché insieme si può cambiare.

Gianmaarco Mattoccia

 

25 APRILE… SEMPRE!

on 25 aprile 2012 in Senza categoria Commenti disabilitati su 25 APRILE… SEMPRE!

 

“Avevo due paure
La prima era quella di uccidere
La seconda era quella di morire
Avevo 17 anni
poi venne la notte del silenzio
In quel buio si scambiarono le vite
Incollati alle barricate alcuni di noi morivano d’attesa
Incollati alle barricate alcuni di noi vivevano d’attesa
Poi spuntò l’alba
Era il 25 Aprile “
Giuseppe Colzani

Tommaso Conti sindaco per Cori e Giulianello

on 24 aprile 2012 in Senza categoria Commenti disabilitati su Tommaso Conti sindaco per Cori e Giulianello

 

Il 6 e 7 maggio alle elezioni comunali di Cori e Giulianello:

  • scrivi Chiara Cochi per il consiglio comunale (scrivi nome e cognome);
  • scrivi Cioeta Angelo per la circoscrizione di Giulianello (basta il cognome)

 

 

Fonte:http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=_ahSvQmX1u4

La << vera storia >> della scuola media di Giulianello

on 23 aprile 2012 in Senza categoria Commenti disabilitati su La << vera storia >> della scuola media di Giulianello

In campagna elettorale tutto fa brodo. E’ il caso della nuova scuola media di Giulianello “Salvatore Marchetti” i cui lavori sono (finalmente) iniziati il 14 aprile 2012.
Erano circa venti anni che si parlava di questa struttura fondamentale per la comunità, in quanto l’ex tabacchificio non era più in grado (o meglio, non lo era mai stato) di soddisfarne i requisiti richiesti (agibilità, palestra…).
Ma, come dicevo, in campagna elettorale tutto fa brodo. E così, anziché riconoscere i meriti alla giunta di centrosinistra targata Tommaso Conti, il centrodestra – non conoscendo ( o facendo finta di non conoscere) le vicissitudini legate a questa struttura nell’ultimo quinquennio – la bolla come un’opera di propaganda elettorale.
In effetti, la coincidenza della posa della prima pietra ( 14 aprile 2012) con il periodo elettorale (il 6 e 7 maggio si svolgeranno le elezioni), potrebbe far pensare a una azione propagandistica. Chi parla così è però allo stesso tempo maligno ed ignaro (o, ripeto, fa finta di esserlo) di come si sono svolti veramente i fatti.
Riassumo in poche parole la << verità >> :
Il 17 marzo 2010, la giunta Conti presenta il progetto della nuova scuola media “ Salvatore Marchetti” ( http://www.dagolab.eu/public/LatinaOggi/Archivio/58a282b19fc5d80beec2/pag20aprilia.pdf ) ;
i lavori dovevano cominciare nel corso del 2010. La burocrazia italiana però è quella che è: ciò che si potrebbe fare in 3 anni, in Italia ne servono almeno 6 (giusto per dirne una);
il 2 dicembre 2011 “Latina Oggi” pubblica un articolo che sa di doccia gelata per la giunta di centrosinistra: la “Edil Safer”, ditta che ha fatto ricorso al TAR, ottiene l’annullamento della gara d’appalto ( http://www.dagolab.eu/public/LatinaOggi/Archivio/58a282b19fc5d80beec2/pag20aprilia.pdf );
alla fine di marzo 2012, il Comune vince il ricorso al Consiglio di Stato, che sospende la sentenza del TAR: i lavori possono ricominciare ( http://www.h24notizie.com/news/2012/03/30/cori-ripartono-i-lavori-per-la-nuova-scuola-media-di-giulianello/ );
il 12 aprile 2012, come già detto, avviene la posa della prima pietra.

Smentire questo riassunto significa non solo calunniare me ma tutti i giornalisti dei quotidiani locali che hanno parlato di questa opera.
Il centrodestra preferisce riconoscere l’errore ( e scusarsi) oppure continuerà per la sua strada ( a suo rischio e pericolo)?

Cioeta Angelo

Il 6 e 7 maggio alle elezioni comunali di Cori e Giulianello:

  • scrivi Chiara Cochi per il consiglio comunale (scrivi nome e cognome);
  • scrivi Cioeta Angelo per la circoscrizione di Giulianello (basta il cognome)


A 15 giorni dalle votazioni, grazie al centrodestra scopriamo che:

  1. la giunta di centrosinistra ha lavorato con le cricche (quale siano queste, non è però dato saperlo);

  2. il sindaco uscente Tommaso Conti è un vigliacco perchè non ha voluto oggi spendere qualche parola al comizio del centrodestra a Giulianello (e poco importa se la candidata avversaria non si è presentata al rapporto sulla popolazione di Cori e Giulianello, non si è presentata all’incontro con la CARITAS e ha saltato il confronto pubblico su LAZIO TV);

  3. è colpa della giunta di centrosinistra la denatalità nel Comune di Cori (e poco importa se il problema riguarda l’Italia intera e non solo poche realtà);

  4. è colpa della giunta di centrosinistra se le aziende non ce la fanno a svilupparsi nel territorio (qualcuno si è dimenticato che è in atto una crisi globale);

  5. il libro “Un’altra città” che in questi giorni stiamo distribuendo casa per casa è in realtà un libro di sogni. Tipico comportamento di chi a Cori e Giulianello non ci gira da anni: gli impianti sportivi sono in fase di riqualificazione, a Giulianello sta sorgendo la nuova scuola media, molte strade sono state riqualificate e dotate di illuminazione pubblica, abbiamo l’ADSL, la raccolta differenziata, c’è un Consiglio Giovani… Domanda: di quale Cori e Giulianello stanno parlando i candidati del centrodestra?;

  6. il centrosinistra non ha fatto nulla per il lavoro. Ecco dunque scattare dal centrodestra la promessa di favorire l’occupazione giovanile. Domanda: in una fase di crisi globale, dove le imprese chiudono ogni giorno, i Comuni sono strozzati perchè lo Stato non da più soldi… non è un po’ da ipocriti fare promesse del genere, sapendo benissimo che non potranno mantenerle?;

  7. tema sanità: il centrosinistra è intenzionato a dar vita ad una fondazione per garantire i servizi dell’ospedale di comunità. Dopo il grande evento dell’arrivo della Polverini (attuale Presidente della Regione Lazio che, solo un anno fa, aveva intenzione di chiuderlo ), dopo il seguitissimo convegno sulla sanità pontina (cosa c’entravano il governo tecnico, l’ici et similia con la sanità pontina non è dato saperlo), cosa intende fare il centrodestra a livello locale? Ok, l’ospedale non chiuderà… e poi? ;

  8. la giunta Conti non ha sostenuto le associazioni. Poco importa se, proprio con questa giunta, Giulianello e Cori si sono dotate di un organo, il Consiglio Giovani, che ha favorito una grande collaborazione con le associazioni: SBANDIERATORI, LATIUM FESTIVAL, LA STAZIONE… Poco importa se ora, con le Officine dell’Arte, con i Lavatoi (Giulianello) riqualificati, con la nuova sala del centro anziani (Giulianello)… le associazioni possono ora scegliere tra più luoghi pubblici per realizzare i loro eventi;

  9. i giovani sono stati dimenticati. Primo: tra i candidati del centrodestra al Consiglio Comunale c’è un membro ancora in carica del Consiglio Giovani, che si è presentato solo alla prima e alla seconda riunione e poi ha disertato per 4 anni; un altro membro del Consiglio Giovani si presenta con il centrodestra al Consiglio Comunale, dopo aver partecipato solo il primo anno alle attività del C.d.G. Il sottoscritto, pienamente attivo per tutti e 4 gli anni con il C.d.G., risponde che per i giovani è stato fatto molto, talmente tanto che qui ci vorrebbero almeno due pagine. Basta leggere la sezione “Associazionismo e Politiche Giovanili” del <<libro dei sogni>>;

  10. fermiamoci qui che è meglio…

Ergo: ringrazio il centrodestra che, con le loro gaffes, ci permette di dire che in questi 5 anni è stato un fatto un lavoro importante, che ha favorito la rinascita di un Comune devastato finanziariamente da 7 anni di giunta Bianchi.

Movimento Autonomia Giulianello (MAG)

on 21 aprile 2012 in Senza categoria Commenti disabilitati su Movimento Autonomia Giulianello (MAG)

Negli ultimi anni a Giulianello si è affermato il “Movimento per l’Autonomia di Giulianello” (MAG), gruppo di persone avente a cuore l’interesse della comunità. Si tratta di un movimento che ha trovato accoglienza nel centrosinistra (sono parte integrante della coalizione “Cori e Giulianello insieme”) mentre è stato bistrattato dal centrodestra.

Il candidato sindaco Cristina Ricci incontra i giovani

on 21 aprile 2012 in Senza categoria Commenti disabilitati su Il candidato sindaco Cristina Ricci incontra i giovani

Riporto un interessantissimo articolo, frutto di una persona che conosco da una vita, non tesserato in alcun partito ma che, in questo caso, ci apre gli occhi.

 

Oggi(19 aprile, ndr) alle ore 18 si è tenuto a Cori presso l’oratorio SS. Pietro e Paolo un incontro tra il candidato sindaco Cristina Ricci (presenti anche i candidati consiglieri comunali Quintilio Carpineti e Antonio Betti) e i giovani.

Su ogni sedia si trova un opuscolo contenente il famigerato programma della lista TERRITORIO COMUNE. In tre piccole pagine si sintetizza un articolato programma redatto “non in una domenica ma in un mese intero, scritto anche di notte, frutto di continue annotazioni da me prese dopo aver girato per il paese ed aver ascoltato numerose famiglie e i le loro problematiche”.

In primo luogo lo sforzo del candidato sindaco Cristina Ricci nel ribadire la sua non appartenenza a partiti politici, confermata dal fatto che nella sua lista “sono presenti candidati di destra, sinistra, cattolici praticanti e meno praticanti”.

Inizia poi una lunga esposizione delle problematiche più sentite dai cittadini di Cori e Giulianello. Un breve excursus sull’ efficienza dell’Amministrazione Pubblica: “bisogna che gli uffici comunali rendano un servizio più efficiente, che dal momento dell’apertura degli uffici stessi i dipendenti siano lì presenti, al loro posto”, frase questa che viene sopraffatta dai sussurri delle persone ivi presenti che criticavano aspramente il comportamento dei dipendenti degli uffici comunali “che vanno a fumarsi la sigaretta”, “che vanno al mercato a comprare la frutta o il pesce”.

Poi si arriva ad un punto focale del programma della lista TERRITORIO COMUNE: il problema del lavoro. Questa è ormai una tematica che colpisce l’Italia intera, Regioni e Comuni compresi, per cui sarebbe superfluo disquisire sui problemi che ormai da anni attanagliano le famiglie italiane. Il fatto è che bisognerebbe iniziare a parlare non più del problema in sé, ma dei modi per poter uscire dal problema. E il candidato sindaco Cristina Ricci elogia le potenzialità del paese (Cori e Giulianello) focalizzando l’attenzione sulla rinascita del centro storico; propone ad esempio l’apertura delle cantine del centro storico, ognuna adibita alla vendita di un determinato prodotto tipico locale (olio, vino, sottaceti, …). Aggiunge a questa proposta il fatto che i potenziali turisti potrebbero non trovare di domenica nessuna bottega aperta per riportare a casa qualche ricordo eno-gastronomico del paese (in tutto questo non c’è stato un accenno al centro storico di Giulianello). A questo segue la proposta di utilizzare i fondi europei a disposizione del nostro Comune, “perché sono fondi che ci spettano di diritto. Le tasse che noi paghiamo ci rientrano sotto forma di fondi che poi potranno essere utilizzati sulla base di adeguati progetti”.

Questa potrebbe è una delle strade che la lista afferente al candidato sindaco Ricci propone per una maggiore occupazione e un progressivo sviluppo del turismo nel nostro territorio. Sul turismo poi si snoda una lunga esposizione da parte del candidato sindaco adducendo numerosi esempi riguardo piccoli paesi dell’Umbria o del Trentino Alto Adige. Frequenti sono i riferimenti alla pulizia della città. “Perché il bello attira il bello. È molto più difficile gettare a terra rifiuti quando le strade sono pulite”.

Ma il cuore del programma è sicuramente sul fronte della sicurezza e la lotta alla droga. Più volte il candidato sindaco Cristina Ricci (a Giulianello, nel comizio tenuto in un angolo di strada in mezzo al traffico e a Cori, in piazza affiancata dal suo “braccio destro”, nonché Presidente della Regione Lazio, Renata Polverini) ha sottolineato il fatto che “chi vive in condizioni disagiate è più propenso a compiere atti incivili e quindi a creare disagi sociali”, con particolare riferimento ai furti e agli scassi avvenuti nel Comune che spingono i cittadini a “barricarsi dentro casa con il lucchetto”. L’obiettivo della loro politica è quello di intensificare la sicurezza attraverso un potenziamento del servizio delle forze dell’ordine e dei sistemi tecnologici a loro disposizione, con l’apparente pretesto di risolvere la “questione sicurezza”. Particolare riferimento a tutti quei cittadini che affittano case agli stranieri tenendoli in condizioni pietose (“trenta persone che vivono in un’unica cantina”), dimenticando forse che le stesse persone affittano le stesse case (se così possono essere chiamate) anche a cittadini italiani a prezzi elevatissimi rispetto alla loro abitabilità generando una situazione simile.

Al che Le pongo una domanda.

 

Lei ha più volte ribadito il fatto che chi vive in condizioni sfavorevoli è più propenso a compiere atti incivili e quindi a creare disagi sociali. Sulla base di questo, considerando il fatto che ogni problema può essere analizzato dal punto di vista della CURA o della PREVENZIONE, non crede che invece di potenziare la cura e cioè l’intensificazione della sicurezza, attraverso imponenti investimenti, bisognerebbe incoraggiare la prevenzione, creando lavoro, occupazione e una maggiore integrazione?”

 

E’ quello che ho detto finora. Noi non vogliamo incentivare la discriminazione tra i cittadini italiani e la comunità straniera presente sul territorio, ma vogliamo poter vivere in un territorio sicuro in cui non ci si debba chiudere con il lucchetto per paura che possiamo venire derubati, in cui non sussista più la paura di uscire di casa di notte per via della delinquenza che può scaturire dal vivere in condizioni sfavorevoli, tanto dal punto di vista lavorativo che per quanto riguarda l’integrazione sociale della comunità straniera con la cittadinanza di Cori e Giulianello”.

 

N.B: Vista la risposta poco esaustiva, in cui quello che cercavo di dire era semplicemente che si potrebbe intervenire con serie politiche economiche di intervento finalizzate a creare maggiore occupazione e lavoro piuttosto che intensificare l’ordine e la disciplina, faccio notare al candidato sindaco che nella mia domanda non c’era alcun riferimento alla comunità straniera, che non ho fatto alcuna distinzione tra italiano o straniero, ma che ho semplicemente considerato chiunquevivesse in una condizione economica sfavorevole, il candidato sindaco Cristina Ricci si scusa adducendo, giustamente, che è stata lei nella sua risposta a citare la comunità straniera.

 

La presentazione del programma continua con l’imponente campagna antidroga che la lista TERRITORIO COMUNE vorrebbe attuare in vista della loro eventuale vittoria alle elezioni del 6-7 Maggio.

Il programma cita brevemente “lotta alla droga, mettendo in campo tutti gli strumenti preventivi utili ad allontanare tale pericolo”. Una frase poco esaustiva rispetto agli idilliaci progetti previsti dal candidato sindaco. Si parte dalle dichiarazioni ricevute dalle famiglie che “si dichiarano sorprese e al contempo impaurite dal fatto che i ragazzini di 14 anni già iniziano ad accostarsi alla droga e alle sostanze stupefacenti”. Quindi cosa fare? Non manca un appunto che il candidato sindaco ci tiene a puntualizzare, guardando anche, in cerca di sguardi di approvazione, due dei candidati consiglieri presenti all’incontro, e cioè che “Giulianello, ad esempio, mi dicono è un punto di distribuzione di droga”.

Sicuramente campagne di sensibilizzazione preventive sono previste nel programma della lista della candidata Ricci, che ci tiene a sottolineare che alcuni dei suoi le hanno fatto notare che inimicandosi le persone che fanno uso di sostanze stupefacenti essa potrebbe perdere moltissimi voti e di conseguenza anche le elezioni.

Non mi interessa di perdere voti se il valore in cui credo è giusto. Non sono io a dovermi sentire in difficoltà nei confronti di queste persone, ma sono proprio loro a doversi sentire in difficoltà e in imbarazzo”.

Su questo punto si potrebbe discutere molto a lungo, se dovessimo cercare le ragioni che spingono le persone a fare uso di droghe. Soprattutto quando ci sono persone che giustificano il fatto dicendo che “non ho altro da fare e allora mi faccio uno spinello” (affermazione di un ragazzo di Cori presente all’incontro).

Nel lungo discorso tenuto dal candidato sindaco Cristina Ricci (durato fino alle 20 inoltrate), si parla non solo di rivalorizzazione del centro storico (di Cori ovviamente, a Giulianello non si fa alcun riferimento per il centro storico), soprattutto di quello di Cori Valle “abbandonato e desolato rispetto al Monte”, ma anche di commercio (il sistema delle botteghe mono-prodotto sopracitato ), di turismo (con particolare riferimento al turismo religioso, “per le persone che vanno a visitare la residenza del Papa a Castel Gandolfo, che dormono non lì, ma nelle vicinanze, […], Marino ad esempio non ha nulla in più rispetto a Cori, sono centri che vivono solo di turismo, si pensi a Sermoneta, […] vivono di turismo organizzato, e la nostra intenzione è proprio quella di creare questa tipologia di turismo, basta parlare con i tour operator e inserire Cori all’interno di questi percorsi”) e di Lago di Giulianello.

Con il riferimento al turismo religioso probabilmente sfugge l’importanza del lago di Giulianello per i pellegrini della Via Francigena del Sud (risorsa quindi non solo naturale ma anche religiosa). Per quanto riguarda il Monumento Naturale Lago di Giulianello, il candidato sindaco ci tiene a sottolineare che “per la maggior parte quel territorio è più di Artena che di Cori” e che sono previste numerosi progetti di intervento da parte della sua Giunta (qualora vincesse le elezioni); fra questi, quello della rivalorizzazione del lago dal punto di vista turistico, ripristinando la strada di accesso al Lago “perché il giorno di Pasquetta mia figlia è dovuta scendere e farsi portare da un Suv e poi per l’ultimo tratto è dovuta andare a piedi, perché la strada era tutta disastrata”,“creando parcheggi idonei” per incentivare il turismo che le visite al lago potrebbero portare. “Ci sono paesi in cui il parcheggio si paga in questi luoghi, e spesso si pagano anche dei biglietti di ingresso per poter visitare luoghi naturali come questo” e poi ci tiene a precisare “non che io voglia far pagare i parcheggi al Lago”“Ad esempio sarei favorevole alla costruzione di un chiosco in legno che non deturperebbe l’ambiente circostante, con apposito cesto dei rifiuti”. E allora giù con il racconto della splendida Pasquetta al Lago con tanto di regalo di colombe pasquali “dove son intervenute molte persone, giovani e meno giovani, donne e bambini, mamme e nonne”. E ancora con i riferimenti al candidato consigliere Umberto Proietti che ha “ripulito il Lago facendo buste piene di rifiuti, che dopo numerosi sollecitamenti al Comune per prelevarli, sono rimasti lì fino a Pasquetta”.

E quando si tocca il Lago, mi viene spontaneo chiedere al candidato sindaco cosa pensa del MAG (Movimento per l’Autonomia di Giulianello).

 

Lei sa che a Giulianello esiste un movimento, il MAG, costituito da molti giovani, che si batte intensamente per la salvaguardia e la tutela del Monumento Naturale Lago di Giulianello? Ecco, che tipo di rapporti intende instaurare con loro nel caso dovesse vincere le elezioni?”

 

Il MAG non mi ha mai contattata, non mi ha mai chiesto cosa io intendessi fare per il Lago di Giulianello. E poi non capisco il loro appoggio alla lista del sindaco uscente Tommaso Conti…”

 

Perché è stato l’unico sindaco che ha prestato almeno un minimo di attenzione ai problemi e ai disagi che il MAG ha sollevato…”

 

Comunque è un Movimento falsato anche per il semplice fatto che nel suo nome porta il termine AUTONOMIA, di cui io non sono promotrice,perché credo nella comunità di Cori e Giulianello. In particolar modo il Lago ci appartiene. E’ di tutti noi e dobbiamo rispettarlo in quanto risorsa comune al nostro territorio. Giulianello non deve essere solo un punto di passaggio per Roma…”

 

Risulta difficile crederlo quando il candidato nelle sue esemplificazioni di sviluppo turistico prevede che “da Cori, dopo aver visitato il centro storico, le nostre bellissime chiese, si possa approfittare anche del Lago di Giulianello e non solo magari collegandosi anche con Norma, Sermoneta, Ninfa…”

E dov’è il nostro centro storico? Dove sono i nostri vicoli? Dov’è la nostra Chiesa? E la tanto venerata statua del Bambinello (la cui copia si torva all’ Ara Coeli a Roma)? E le nostre trattorie? E le nostre botteghe? E la nostra piazza? Il nostro Castello? E tanto altro ancora che Giulianello potrebbe offrire…

Il candidato sindaco si batte demagogicamente per affermare l’importanza che Giulianello ha nel suo programma ma poi nei fatti viene dimenticato anche dai suoi esempi, figuriamoci poi nei fatti.

Si parla confusamente di quanto la loro lista sia apolitica, ma fatta e “sostenuta da persone comuni”, di quanto sia fondamentale per loro la linea dello sviluppo e della crescita del Paese, quando poi non si fa altro che criticare quanto fatto dalla precedente Giunta, criticando un marciapiede rotto, o l’erbaccia che cresce intorno ad un giardino pubblico, o un lampione spento, quando poi tutti i seri problemi (lavoro, crescita, sviluppo,…) passano in secondo piano. E perché? Perché la gente ha bisogno di quelle piccole cose che possano poi far dire “che brava questo sindaco! Ci ha aggiustato la strada, ci ha messo la luce davanti casa,…” ma poi fondamentalmente si resta fermi. Perché questo Paese ha bisogno di tornare a crescere, ad affermarsi, non nel mondo (come alcune visioni lasciano intendere) ma affermarsi sul territorio, sulla comunità. E sicuramente non si riparte lasciando un fuori un pezzo importante di questo territorio, e cioè Giulianello.

Il candidato sindaco Cristina Ricci ripete continuamente l’impegno che metterà nell’amministrare questo Comune, qualora dovesse risultare vincitrice alle elezioni comunali, impegnandosi a raggiungere gli obiettivi fissati nel suo programma “lungo quindici pagine e scritto in un mese”. Ma come poter credere ad una improvvisata lista, costituita in poco tempo, che si prefissa di raggiungere futili obiettivi e di attuare severe politiche di sicurezza tanto per accontentare la cittadinanza? Sarebbe come credere ad una Maria Antonietta che prometteva croissant ai cittadini – sudditi francesi, afflitti dalla monarchia assoluta. Noi non abbiamo bisogno di croissant, abbiamo bisogno di fatti, di orecchie disposte ad ascoltare (soprattutto la comunità di Giulianello), di mani pronte ad operare e a saper accogliere anche chi, per squallide ragioni di opportunità politiche, non si piega a questa lista.

Abbiamo bisogno di continuare un cammino intrapreso già cinque anni fa e sicuramente di migliorarlo e renderlo ancora più efficiente in tutte le sue sfumature.

Un grande uomo, un grande economista, Federico Caffè, disse che il riformista è consapevole del fatto di creare qualcosa che poi altri disfaranno. Noi non abbiamo bisogno di disfare quanto è stato già fatto, semmai di continuare i progetti intrapresi, di migliorarli e di farne altri. E ancora:“l’intellettuale non può e non deve avere certezza; la sua funzione è un’altra, è quella di seminare dubbi, sollevare domande, di stimolare l’immaginazione politica di chi deve decidere”.

Prima ancora di stimolare l’immaginazione di chi dovrà decidere, spetta a noi, in primis porci delle domande, trovare una soluzione ai nostri dubbi, dare una risposta ai nostri perché, aprendo gli occhi, svegliandoci dal “sonno dogmatico” del “va tutto bene finché non mi tocca”, del “fate pure le discariche purché non dietro casa mia (filosofia NIMBY). Perché bisogna ribellarsi, alle cose ingiuste, all’ anti-politica, alla politica delle amicizie, alla demagogia gratuita, ai croissant promessi e offerti ad un popolo ignorante, perché un popolo ignorante è più facile da gestire e da “comandare”, bisogna ribellarsi perché “ribellarsi è giusto” (lo dice Massimo Ottolenghi, un novantacinquenne che lancia un monito alle nuove generazioni), perché i giovani non sono il futuro ma sono il presente, perché noi giovani di oggi, un domani saremo vecchi e faremo le cose per i giovani (diremo) e continueremo così restando praticamente fermi, immobili, trascinandoci dietro una politica malata e un debito pubblico spaventoso e tutte le tragiche conseguenze che da questo deriverebbero. Il momento è questo. E’ adesso che le cose si devono cambiare. E se non si riparte dai piccoli centri, dai Comuni, le istituzioni più vicine ai cittadini, sarà difficile poi cambiare l’Italia.

 

(Scusate la lunghezza)

 

Gianmarco Mattoccia