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Archive for ottobre, 2012


VENDOLA: LACRIME DI INNOCENZA

on 31 ottobre 2012 in Senza categoria Commenti disabilitati su VENDOLA: LACRIME DI INNOCENZA

GRAZIE MAMMA!

on 30 ottobre 2012 in Senza categoria Commenti disabilitati su GRAZIE MAMMA!

 

Mia madre è un’ostetrica, fa uno dei mestieri ( secondo me) dove le tante responsabilità sono compensate da uno dei gesti più umani che ci possano essere: il poter mettere in braccio un bambino. Da lei ho ereditato soprattutto questo: il piacere di mettere in braccio un bimbo neonato, giocarci, farlo sorridere… Pochi giorni fa, ad una ragazza che conosco, diventata mamma da poco, gli chiesi se potevo prendere un secondo il figlio. Mi ha risposto con il sorriso sulle labbra: << certamente! >>. Lo presi tra le mie braccia, e pochi secondi dopo ho ricevuto dalla madre uno dei complimenti più semplici ma belli che si possano ricevere: << Hai un’ottima presa! >>. In quel momento, l’unico pensiero che mi veniva in mente era: << GRAZIE MAMMA! >>.

BOTTA E RISPOSTA

on 22 ottobre 2012 in Senza categoria Commenti disabilitati su BOTTA E RISPOSTA

“Caro direttore, ho deciso di scriverle dopo aver letto il suo articolo di fondo di domenica scorsa, 30 settembre.

Sono cresciuto in casa con un nonno, contadino, che mi diceva che i soldi nella vita non hanno alcun valore, che la cosa più importante sarebbe stato lo studio e la conoscenza. Quando sono stato eletto sindaco per la prima volta, nel 2007, mio padre, bracciante contadino che allora aveva settanta anni, mi ha preso da parte e mi ha detto: «Io ho lavorato una vita per voi, adesso vorrei riposarmi, almeno con la testa. la sera mi piace andare a giocare a carte al bar; non farmi sentire chiacchiere, se ti dovessero servire soldi lascia stare quelli del Comune che sono di tutti, rivolgiti a me che per quanto possibile ti aiuterò». Ci rimasi male; forse no sarebbe servita questa ulteriore lezione, ma pensò bene di impartirmela, perché non si sa mai un figlio si faccia trascinare dalle tentazioni della vita. Al momento della mia elezione l’indennità che mi sarebbe spettata per legge di circa 2.200, euro netti. me la sono ridotta autonomamente, cinque anni e più or sono, in tempi no sospetti, portandola a 1.780, 00 euro netti; di questi 270 mensili vanno al partito Democratico; me ne restano 1.500,00 mensili. La riduzione è stata operata anche sull’indennità degli assessori e tuttora perdura; il risparmio proveniente dalla decurtazione lo abbiamo destinato per gli insegnanti di sostegno ai bambini disabili, a proposito quanto da lei detto sull’attenzione per i più deboli nel suo articolo. Sempre a proposito di soggetti deboli, nella scorsa consiliatura a Cori, abbiamo istituito un centro per il sollievo per gli anziani fragili e dedicato particolare attenzione alle politiche sociali, grazie anche ad un’assessora che si è impegnata molto in quel settore. Se le interessa aiutiamo anche finanziariamente le carenze dell’ospedale di comunità, che dovrebbe essere competenza della Asl e da cinque anni abbiamo lasciato inalterate le tariffe del trasporto scolastico e delle mense, per non creare problemi alle famiglie. Le telefonate di funzione, quelle legate all’incarico di sindaco, le faccio con il mio telefonino a mie spese; lo stesso avviene per gli spostamenti istituzionali; con la mia macchina, a mie spese. Senza rimborsi, Non ho mai chiesto una lira al PD, che anzi sovvenziono da quando sono Sindaco, attenendomi al regolamento interno. Raramente partecipo a cene, mi piace mangiare a casa, il cibo è più salutare; e nemmeno ai convegni se non quando mi interessano particolarmente. Non scrivo questa lettera per diventare protagonista di un dibattito; non cerco candidature; il mio viaggio nella politica finirà quando scadrà il mo secondo mandato di sindaco; per me è stato un onore ed è stato anche fin troppo. Quello che mi ha fatto indignare e che mi ha spinto a scriverle è questa necessità di gettare tutto in un tritacarne con i toni di un tramonto dove ogni gatto è grigio; tutti uguali, tutti coinvolti. Persino tutti gli amministratori comunali lontani anni luce dal contesto in cui è accaduto lo scandalo; senza nessun potere di controllo e mi permetta, neppure senza alcuna conoscenza diretta del fenomeno. Nessuno obbliga infatti l’amministratore di un Comune a conoscere l’entità dei fondi a disposizione dei gruppi regionali e l’uso che ne veniva fatto; e siccome non ho rapporti di confidenza con nessuno dei consiglieri regionali, se non rapporti politici, non posso dubitare su eventuali usi impropri fatti su quei fondi. Mi offende questa espressione: «come se le paranze locali non fossero a loro volta destinatarie e fruitrici di buona parte di quelle spese a man bassa». Il termine paranze non lo conosco. Io sono montanaro di origine contadina ed è al di fuori del mio lessico. Durante il mio mandato ho fatto tre viaggi; uno ad Auschwitz con i ragazzi della scuola, in pullman e non con l’aereo come alcuni miei colleghi; mi sono pagato la quota del viaggio: 500,00 euro. Uno con gli Sbandieratori di Cori a Mosca e mi sono pagato il biglietto aereo di andata e ritorno mentre il soggiorno era a carico dell’organizzazione. A Torino, due giorni a «terra madre», con le donne di Giulianello, cantrici contadine di particolare suggestione, con spese a mio carico. Dall’alto delle lezioni che ho ricevuto nella mia vita, non le riconosco la legittimazione a darmi lezioni di onestà. Lo so, il suo è un ragionamento di carattere generale, con poco spazio per le distinzioni, ma comunque mi sembra lei non abbia interesse a farle. E questo mi pesa molto, perché nella mia vita non solo quella politica e da sindaco, ho cercato sempre di estire l’abito dell’one stà, con piacere; e anche perché non ritebgo giusta questa generalizzazione, conoscendo molti altri amministratori locali, di destra e sinistra, che agiscono come me. E siccome lei cita Corrado Alvaro, io le dirò che i miei appresero la lezione dell’onestà, che forse era già insita in loro, nelle sezioni del Pci di Cori negli anni 50 dalla voce di Giovanni Ricci, che insegnava ai contadini chi fosse Gramsci e l’importanza di far studiare i loro figli. Per non farsi passare la mosca al naso, quel naso che mi sono sentito prudere leggendo le sue parole”

Tommaso Conti

Caro sindaco, apprezzo la sua lettera soprattutto perchè c’è
bisogno di testimonianze come la sua. «Molto più importante
accendere una piccola candela che maledire l’oscurità» dice Confucio.
Una frase nella quale lei ed io siamo insieme benchè opposti.
Spero lei abbia più ragione di me.

Direttore “Latina Oggi”

Caro Bersani ti scrivo…

on 22 ottobre 2012 in Senza categoria Commenti disabilitati su Caro Bersani ti scrivo…

Ecco la lettera che un ragazzo di 22 anni ha scritto al segretario del PD Pierluigi Bersani. Io faccio mia ogni singola parola.

“Caro Segretario Bersani,

scrivo a Lei perché la ritengo una persona saggia ma soprattutto una persona per bene.

Ho 22 anni e sono il coordinatore di un Comitato Giovani per Matteo Renzi. Non voglio parlare di idee e di programmi, di rottamazione o di persone attaccate alla poltrona. Sono argomenti che oggi non mi interessano, perché stasera c’è qualcosa che va oltre.

Le voglio raccontare la breve storia di otto ragazzi. Hanno un nome, ognuno diverso: si chiamano Giacomo, Francesca, Lorenzo, Francesco, Vanni, Edoardo, Giovanni e Lorenzo. Mi hanno avvicinato qualche settimana fa, chiedendomi di fondare tutti assieme un Comitato per le primarie del centrosinistra, a sostegno di Matteo Renzi. Inizialmente avrei voluto non coinvolgerli, lasciarli stare da una parte, con il timore che la politica, con questi chiari di luna, potesse bruciarli o comunque in qualche modo deluderli.

Poi, ripensandoci e confrontandomi con altri più grandi di me, abbiamo pensato di provare a introdurli alla politica. Abbiamo pensato che – forse – queste primarie potevano essere un’occasione per avvicinare questi giovani all’interesse per il Bene Comune. In fondo a me hanno insegnato che la politica è il modo più bello di mettersi a servizio delle nostre comunità, l’azione più nobile che un cittadino possa compiere verso qualcuno diverso da sé. Ho pensato che fosse un’opportunità per loro per sentirsi “un po’ più cittadini” e per la politica di trovarsi un po’ più vicina a loro. Non sto facendo un calcolo di voti, nell’ottica della candidatura di Matteo Renzi. Questi ragazzi e queste ragazze sono Persone, prima ancora che Voti.

Stasera, appena appresa la notizia, ho sentito l’amaro in bocca pensando che dovrò informarli domani – se nessuno l’avrà ancora fatto – che non potranno scegliere il loro prossimo Presidente del Consiglio. Perché, ricordiamocelo, qui non stiamo contando dei numeri, stiamo chiedendo a delle Persone di esprimere una scelta. Loro, a differenza di altri in passate occasioni, non avranno la possibilità di scegliere il loro capo del Governo.

Ebbene, caro Segretario Bersani, oggi il nostro Partito Democratico ha perso una grande occasione. L’occasione di svegliarsi a primavera e sentire un giovane sedicenne dire “Anche io ho scelto il mio Presidente del Consiglio”. Tuttavia non sarà questo il male peggiore: sceglieremo noi un po’ più grandi il nostro e il loro Presidente, come d’altro canto prevede la nostra Costituzione.

Il vero rammarico, per il nostro Partito Democratico, è aver perso la grande chance di avvicinare questi giovani alla politica da protagonisti veri. Da attori diretti che, nel loro piccolo, tentano di partecipare attivamente alla scelta del proprio futuro. Giacomo, stamani, mentre facevamo volantinaggio, studiava un modo per buttare giù un semplice volantino: voleva spiegare ai suoi compagni di scuola che anche loro avrebbero potuto votare. Come spiegheremo loro, adesso, che non è più il loro turno, che le regole sono cambiate e che il loro segno di matita non sarà più esprimibile? Se Lei si ricorda l’emozione della prima volta che è entrato in una cabina elettorale, forse non sarà così semplice motivargli tutto questo con serenità. Io ho iniziato a votare pochi anni fa e ancora oggi, ogni volta che prendo la matita in mano, inizio a tremare dalla trepidazione.

Questa è l’occasione per rinnovare la nostra classe dirigente, siamo tutti d’accordo ormai. Ma questa era, ancora di più, la grande occasione per rinnovare la nostra partecipazione sui territori, nelle singole realtà. Le primarie potevano essere lo strumento per raccontare – a qualcuno forse per la prima volta – che la politica è una cosa meravigliosa, che insieme possiamo progettare il futuro di questo paese.

Ecco, caro Segretario Bersani, domani inviterò ognuno di questi ragazzi a rinnovare il proprio impegno in queste settimane. E soprattutto li inviterò a perseguire il gravoso e meraviglioso percorso della formazione politica. Se qualcuno però mi manderà a quel paese, dicendomi che il Partito Democratico l’ha escluso e quindi deluso, non avrò più nessuna legittimità nel rinnovargli ancora quell’invito.

Avremo così forgiato una nuova germogliante generazione di Giovani Delusi Democratici.

Non mi sembra proprio l’obiettivo iniziale delle nostre gloriose Primarie.”

 

Fonte:http://www.alessandrocozzolino.it/?p=1473

SE ESSERE DI CENTROSINISTRA…

on 21 ottobre 2012 in Senza categoria Commenti disabilitati su SE ESSERE DI CENTROSINISTRA…

  • … vuol dire difendere l’ambiente… ALLORA SI: sono orgoglioso di essere di centrosinistra;

  • … vuol dire garantire diritti alle unioni civili… ALLORA SI: sono orgoglioso di essere di centrosinistra;

  • … vuol dire rendere pubblico il servizio idrico… ALLORA SI: sono orgoglioso di essere di centrosinistra.

UN NUOVO ALUNNO

on 17 ottobre 2012 in Senza categoria Commenti disabilitati su UN NUOVO ALUNNO

Primo giorno di scuola,

in una scuola Americana, la maestra presenta alla classe un nuovo
compagno arrivato in USA da pochi giorni: tale Sakiro Suzuki (figlio di
un alto dirigente della Sony).

Inizia la lezione e la
maestra dice alla classe: Adesso facciamo una prova di cultura. Vediamo
se conoscete bene la storia americana.

Chi disse:
Datemi la liberta o datemi la morte ?

La classe tace, ma Suzuki alza la mano.
Davvero lo sai, Suzuki?
Allora dillo tu ai tuoi compagni!
Fu Patrick Henry nel 1775 a Philadelphia!
Molto bene, bravo Suzuki!

E chi disse: ll popolo non deve scomparire nel nulla ?
Di nuovo Suzuki in piedi: Abraham Lincoln nel 1863 a Washington!

La maestra stupita allora si rivolge alla classe:
Ragazzi, vergognatevi, Suzuki è giapponese, è appena arrivato nel nostro paese e conosce la nostra storia meglio di voi che siete americani .

Si sente una voce bassa bassa: Vaffanculo a sti bastardi giapponesi!!!

Chi lo ha detto? – chiede indispettita la maestra.

Suzuki alza la mano e, senza attendere, risponde: Il generale Mac Arthur nel 1942 presso il Canale di Panama e Lee Iacocca nel 1982 alla riunione del Consiglio di Amministrazione della General Motors a Detroit.

La classe mormora, ma si sente una voce dal fondo dire:
Oddio ! Mi viene da vomitare! Ho sentito! Fa la maestra – questa volta voglio sapere chi stato a dire questo!! urla la maestra.

Suzuki risponde al volo: George Bush Senior rivolgendosi al Primo ministro Giapponese Tanaka durante il pranzo in suo onore nella residenza imperiale a Tokyo nel 1991.

Uno dei ragazzi allora si alza ed grida scazzato: Succhiamelo!

Questo è troppo ! Basta! Chi è stato ? urla inviperita la maestra che sta perdendo il controllo della situazione..

Suzuki intanto risponde imperterrito: Bill Clinton a Monica Lewinsky nel 1997, a Washington, nello studio ovale della Casa Bianca.

Un altro ragazzo si alza e urla: Suzuki del cazzo!

E Suzuki prontissimo : Valentino Rossi rivolgendosi a Ryo al Gran Premio del Sudafrica nel Febbraio 2005.

La classe esplode , la maestra sviene.

Si spalanca la porta ed entra il preside: Cazzo, non ho mai visto un casino simile!

E il giapponesino :Silvio Berlusconi, luglio 2008, nella sua residenza di
Arcore la sera dello scandalo Ruby

Il preside prosegue gelido : “ORA VI SISTEMO IO PER LE FESTE . “

“Mario Monti, Novembre 2011 alla vigilia delle festività di fine anno, dopo l’incarico ricevuto dal Presidente della Repubblica”

Con Monti il Comune di Fondi sarebbe stato sciolto

on 10 ottobre 2012 in Senza categoria Commenti disabilitati su Con Monti il Comune di Fondi sarebbe stato sciolto

Sciolto dal Governo il Comune di Reggio Calabria. Se ci fosse stato Governo Monti nel 2009 sarebbe stato sciolto anche il Comune di Fondi.

Sfido chiunque a sostenere il contrario.

Con quella scelta scellerata il Governo Berlusconi ha lasciato una ferita  profonda nella cultura della legalità del Paese e mandato un messaggio gravissimo d’impunità alle mafie presenti nel nostro territorio.

Fonte: http://fabioluciani.wordpress.com/2012/10/09/con-monti-il-comune-di-fondi-sarebbe-stato-sciolto/

A SOSTEGNO DELLA LISTA N.1

on 5 ottobre 2012 in Senza categoria Commenti disabilitati su A SOSTEGNO DELLA LISTA N.1
ASBUC: PER “LUCA DEL FERRARO PRESIDENTE”