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Archive for ottobre, 2013


GIUSEPPE CIVATI: LE COSE CAMBIANO CAMBIANDOLE

on 25 ottobre 2013 in Senza categoria Commenti disabilitati su GIUSEPPE CIVATI: LE COSE CAMBIANO CAMBIANDOLE

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L’EUROPA IN TERZA PERSONA

on 24 ottobre 2013 in Senza categoria Commenti disabilitati su L’EUROPA IN TERZA PERSONA

Mazzini nell’ ‘800 sosteneva che l’Italia, per diventare UNA, INDIPENDENTE e REPUBBLICANA dovesse dar vita ad una Rivoluzione di popolo, basata sulle sue sole forze. Quindi, senza l’aiuto straniero. Non è stato così: i moti del 1820 – 21, del 1848 e le tre guerre d’indipendenza hanno sempre visto la necessità di un intervento straniero (La Francia di Luigi Filippo prima [che non intervenne rispettando il principio di “non esportare la Rivoluzione al di fuori dei confini francesi] e quella di Napoleone III al momento dell’avvenuta unificazione, lo Stato del Piemonte [l’Italia unita è in realtà un allargamento dell’allora Regno di Sardegna, ricordiamocelo bene] etc. ). Quando abbiamo provato a fare le cose da soli, nella stragrande maggioranza dei casi non abbiamo fatto bella figura (si pensi alla battaglia di Adua del 1896). La stessa Liberazione del 25 aprile 1945 è figlia si della lotta partigiana, ma un contributo notevole è venuto anche da coloro che, dall’8 settembre 1945 erano diventati i nostri nuovi alleati: GRAN BRETAGNA, STATI UNITI etc.

Dopo la Liberazione, e più in generale dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale nel resto del pianeta (conclusasi il 15 agosto 1945, quando l’Imperatore Hirohito annunciò la resa del Giappone), si cominciò a parlare concretamente di un nuovo ordine mondiale. Il 9 maggio del 1950, l’allora Ministro degli Esteri del Governo francese, Robert Schuman, pronunciò un discorso con il quale per la prima volta si parlava di una Europa come unione economica e, in futuro, anche politica tra i vari Stati europei. A questo progetto l’Italia entrò come Paese fondatore (1951: Trattato di Parigi, 1957 Trattati di Roma, 1965: Trattato di fusione etc. ). In pillole: l’Italia, come tanti altri Stati europei, avrebbe ceduto parte della propria sovranità (si pensi alla Lira sostituita dall’Euro) allo scopo di perseguire insieme determinate politiche.

Di tutto quanto quello che ho scritto si tengano presenti le due parole: STATO FONDATORE. Può uno Stato fondatore dell’Unione Europea dire “intervenga l’Europa”, utilizzare cioè una espressione in terza persona, come se noi non ci fossimo dentro? Personalmente ritengo che sia sbagliato. Ritengo che sia un modo per coprire le nostre incapacità. Perchè l’Italia non è in grado di perseguire da sola una POLITICA DI IMMIGRAZIONE E DI ACCOGLIENZA (eppure siamo un popolo figlio di tante culture che hanno occupato la nostra penisola (Greci, Romani, Fenici, Spagnoli, Francesi, Austriaci, Mori etc.); perchè l’Europa non la ascoltiamo quando ci dice che SIAMO TRA GLI ULTIMI PAESI AD UTILIZZARE I FONDI COMUNITARI; perchè l’Europa non la ascoltiamo quando ci dice di cominciare a pensare ad una POLITICA DI DECARBONIZZAZIONE e, in generale, A TUTELA DELL’AMBIENTE. Noi non diamo ascolto all’Europa quando ci dice che SIAMO TRA GLI ULTIMI PAESI A REALIZZARE POLITICHE GIOVANILI DI STAMPO COMUNITARIO etc.

Vogliamo utilizzare la terza persona? Perfetto,allora:

– che l’Europa intervenga nella politica di immigrazione, allo scopo di creare finalmente un corridoio umanitario;

– che l’Europa intervenga a combattere l’evasione fiscale, visto che noi non siamo capaci a sconfiggere questo maledetto male;

– che l’Europa intervenga a sconfiggere N’DRANGHETA, CAMORRA, MAFIA e tutte le forme di criminalità organizzata che da 150 anni ci portiamo dietro;

– che l’Europa intervenga ad attuare una politica di riforma della giustizia, affinchè i processi siano giusti e celeri (d’altronde, noi sappiamo parlare solo del processo di una sola persona);

– che l’Europa intervenga ad attuare una politica di ridimensionamento della disoccupazione giovanile e non;

– che l’Europa intervenga in ogni settore della vita politica, sociale, culturale, economica etc. della vita italiana, perchè  noi DA SOLI NON SAPPIAMO FARE NULLA.

O meglio, sappiamo scaricare su altri le colpe della nostra incapacità.

E questo non è bello nel Paese della Costituzione più bella al mondo, del patrimonio artistico, culturale e paesaggistico più elevato del globo etc.

Ecco, la Costituzione: forse è l’unica cosa veramente bella e giusta che siamo riusciti a fare da soli.

Perchè non si può un giorno chiedere l’intervento dell’Europa, e l’altro chiedere di uscirne.

SCUSATE LA LUNGHEZZA.

GIUSEPPE CIVATI A LATINA

on 23 ottobre 2013 in Senza categoria Commenti disabilitati su GIUSEPPE CIVATI A LATINA

PER RIDERE

on 22 ottobre 2013 in Senza categoria Commenti disabilitati su PER RIDERE

Ieri il giornale Repubblica scriveva che il deputato AlessandroDiBattista aveva dichiarato, nella trasmissione Ungiornodapecora, che #Casaleggio comanda su tutti, anche su BeppeGrillo.

Oggi la replica dell’interessato: quelle parole sono state dette nella trasmissione, ma << in un sano momento di “cazzeggio” >>. Insomma, giusto per farsi due risate.

Sarebbe bene, caro Di Battista, che la televisione non venga utilizzata solo per ridere. O per attaccare FabioFazio. All’onestà, aggiungeteci la serietà per favore.

2 GRANDI UOMINI DELLE ISTITUZIONI

on 19 ottobre 2013 in Senza categoria Commenti disabilitati su 2 GRANDI UOMINI DELLE ISTITUZIONI

PaoloPagani, assessore allo Sport di Cadorago (Como) [LegaNord] :

“Mettetela su un barcone. Assicuratevi che non affondi. Deve tornare in Africa, da dove è venuta. Poi saranno gli oranghi e le scimmie a stabilire se la riprendono o meno a casa loro. Ma a quel punto non sarà più un problema di noi italiani”

Parole ovviamente (purtroppo sta avvenendo quasi quotidianamente) rivolte al Ministro dell’Integrazione Kyenge.

RobertoMaroni:”Kyenge ha detto che non sa chi sono io: quindi non ho nulla da dire in proposito”.

Per quanto possa servire, tutta la mia solidarietà al Ministro Kyenge, una delle (poche) note felici di questo governo di larghe intese.

TUTTA QUESTIONE DI LUCIDITA’ E CONFIDENZA:

on 18 ottobre 2013 in Senza categoria Commenti disabilitati su TUTTA QUESTIONE DI LUCIDITA’ E CONFIDENZA:

Sul libro di Damilano “Chi ha sbagliato più forte” Massimo D’Alema dichiara che “confidenzialmente” suggerì a Bersani di farsi da parte e proporre Stefano Rodotà Presidente del Consiglio, per mettere in difficoltà il Movimento 5 Stelle. Secondo D’Alema, Bersani dopo le elezioni politiche <<aveva perso lucidità>>. Sicuramente il leader Maximo era lucido quando decise di contribuire alla sfiducia del I Governo Prodi, era lucido quando decise di dar vita alla Bicamerale, era lucido quando disse che Veltroni non sarebbe mai stato segretario del PD almeno fino a quando lui era in vita, era lucido quando dichiarò che il PD “era una amalgama mal riuscita”. Tutte cose che D’Alema dichiarò e/o attuò pubblicamente, mai in confidenza. Al momento di eleggere il Presidente della Repubblica, probabilmente D’Alema aveva perso la lucidità che gli permise di fare quelle giocate da grande stratega appena elencate: non più dichiarazioni pubbliche, ma CONFIDENZA. Chissà perchè non si dichiarò pubblicamente quando ce n’era veramente bisogno. Forse perchè ha detto una bugia: Bersani ha infatti smentito poco dopo quanto detto dal leader Maximo: “Ho già smentito più volte: nessuno mi ha mai suggerito altri nomi per l’incarico. Tutti sanno che non avrei mai impedito la nascita di governo se ostacolo ero io”

A proposito di lucidità: D’Alema e Bersani sostengono insieme il medesimo candidato (GianniCuperlo)

La verità

on 17 ottobre 2013 in Senza categoria Commenti disabilitati su La verità

Da quando seguo #MatteoRenzi devo dire, con tutta sincerità, che ancora non sono riuscito ad inquadrarlo. Non riesco a capire le sue posizioni, la sua linea politica per il #PartitoDemocratico.Quella personale la conosciamo tutti: vuole diventare Presidente del Consiglio. La verità: la linea politica per il partito non c’è, perchè quest’ultimo è per il sindaco di Firenze solo un “tramite” per raggiungere il tanto ambito obiettivo personale. D’altronde, basta vedere le tante giravolte a cui Renzi ci ha abituato in questi ultimi tempi:

– Il segretario del PD deve essere automaticamente il candidato premier (con#PierluigiBersani però non è stato così, si è preferito modificare lo Statuto);

– Il #rottamatore è ora diventato un “Rottamatore rottamato dai rottamati (o almeno coloro che tali dovevano essere). E’ riuscito a inglobare tutti (o quasi) coloro che lo hanno bollato come persona di destra, come berlusconiano etc. Almeno li educasse bene: gli dica ai parlamentari che lo sostengono che nel 2006 era favorevole all’amnistia mentre ora combatte per evitarla, giusto per evitare brutte figure;

– senza poi dimenticare l’idea di svolgere contemporaneamente le mansioni di Sindaco e di Segretario, le sue sconosciute posizioni sulle alleanze (destra? centro? sinistra? da soli? con i movimenti? )etc.

No, non è Matteo Renzi il segretario giusto per il PD.

Flashback: il caso Fondi, “Damasco 2”

on 13 ottobre 2013 in Senza categoria Commenti disabilitati su Flashback: il caso Fondi, “Damasco 2”

(epilogo definitivo)

Circa 1 anno fa, una città della Provincia di Latina era salita agli onori della cronaca nazionale per una delle tante vicende di collusione tra criminalità organizzata e istituzioni che, purtroppo, sono ormai una parte integrante della nostra Italia. Non passa anno che nel nostro Paese non si sciolgano Comuni per infiltrazioni criminali. Ci si viene da chiedere perchè, tra tante amministrazioni sciolte nel silenzio di televisioni e stampa, Fondi ha invece avuto un ruolo «da prima pagina»?. Cosa aveva questo Comune del sud-pontino di così speciale da far chiacchierare per mesi l’Italia? Inoltre, non stiamo parlando di una città la cui amministrazione è stata sciolta. Meglio fare un piccolo riassunto: nel luglio 2009 Riccardo Izzi, ex assessore del Comune di Fondi, viene arrestato. Dalla sua bocca escono le prime parole riguardo una collusione tra amministrazione comunale e criminalità organizzata avente il suo centro nel mercato ortofrutticolo comunale, il più grande in Italia e tra i primi in Europa. La Procura di Latina avvia così l’inchiesta che prenderà il nome di “DAMASCO 2”. Ciò che ne esce è sconcertante: Fondi per anni è stata governata da un «duo centrodestrà – ‘ndrine» (la famiglia Tripodo negli ultimi anni si è radicata nella Provincia pontina). Già a fine 2008, Bruno Frattasi aveva inviato una relazione di 500 pagine all’allora Ministro dell’Interno Roberto Maroni per chiedere lo scioglimento del Consiglio Comunale di Fondi. Maroni dichiarò: «è da sciogliere». Da qui si avvia la fase «assurda» della vicenda. Il C.d.M. rinvia più volte la decisione. Si cade nel tragicomico: il Governo si rende protagonista di una vicenda ove doveva solo esprimere il proprio parere. Dagli atteggiamenti di alcuni esponenti politici si capisce che Fondi rappresenta qualcosa di più grosso: Silvio Berlusconi, allora premier, motivò un ennesimo rinvio perchè non c’erano prove sufficienti, l’allora Ministro della Pubblica Istruzione Gelmini negò la risposta al senatore dell’ I.D.V. Pedica (eletto nel sud-pontino) riguardo il perchè il Consiglio dei Ministri non si pronunciava. Anzi, addirittura Maroni chiese a Frattasi una nuova relazione. Il procuratore si rimise dunque all’opera. Dopo il secondo invio finalmente il Consiglio dei Ministri decide di pronunciarsi. E’ la fine del 2009, 1 anno dopo. Ma c’è un colpo di scena. La mattina del giorno in cui è prevista la seduta del C.d.M. i consiglieri di maggioranza e Sindaco si dimettono: è il tentativo estremo per evitare il commissariamento per infiltrazioni criminali. Il C.d.M. ci ripensa: Fondi NON è da sciogliere. E’ una sconfitta, un punto a favore del sistema politica – criminalità organizzata. Come è potuto accadere tutto ciò? C’è una sola spiegazione: qualcuno è riuscito a tessere un filo tra l’amministrazione comunale sotto inchiesta e il Consiglio dei Ministri, qualcuno che per fare ciò, non poteva che essere un parlamentare. Quel qualcuno è Claudio Fazzone (allora senatore in quota PDL, coordinatore del partito in Provincia di Latina; durante la puntata di «Annozero» ha minacciato più volte di querela il direttore del quotidiano «Latina Oggi» per le notizie pubblicate riguardo l’inchiesta). Non ci ha impiegato molto – in quanto senatore di maggioranza – a stabilire un contatto diretto con il Governo e a guadagnare tempo con la speranza che si calmassero le acque. Alla fine, a giochi quasi fatti, ha lanciato l’ultima freccia: quella di far dimettere l’amministrazione di Fondi. Lo scioglimento è stato così evitato. Il Comune è stato commissariato perchè i consiglieri hanno rimesso le deleghe. Il commissariamento per infiltrazioni criminali avrebbe invece permesso una maggior pulizia a livello legale. Il prefetto Bruno Frattasi è stato spostato di competenza (mio pensiero: aveva lavorato «troppo bene»). Il 19 dicembre 2011, il Tribunale di Latina ha inflitto oltre 100 anni di condanne così ripartiti: 15 anni per Venanzio e Carmelo Tripodo; 13 anni per Aldo Trani; 7 anni per Alessio Ferri; 7 anni e 5mila euro di multa per Vincenzo Bianchi; 5 anni per Antonio Schiappa, Giuseppe de Silva, Antonio d’Errigo, Franco Peppe, Igor Catalano; 6 anni per Riccardo Izzi; tante altre condanne minori.

Il 26 giugno 2013 si è svolta la sentenza d’appello: 10 anni e 8 mesi per Carmelo e Venanzio Tripodo; 9 per Aldo Trani, 5 anni e 6 mesi per Antonino d’Errigo, 6 anni per Franco Peppe, 6 anni per Riccardo Izzi. Le condanne minori sono rimaste invariate.L’associazione per delinquere di stampo mafioso è stata riconosciuta a tutti coloro che l’avevano ricevuta in primo grado. Quindi, seppur con qualche riduzione, l’impianto accusatorio ha resistito.

Il 4 settembre i giudici hanno confermato in Cassazione le condanne per i promotori dell’assdciazione a delinquere, tra questi Carmelo e Venanzio Tripodo e Aldro Trani, annullando con rinvio la posizione di alcuni imputati: Riccardo Izzi, assistito dall’avvocato Renato Archidiacono, Antonio Schiappa, difesto da Giulio Mastrobattista e Vincenzo Biancò: per tutti loro servirà un nuovo processo in Corte d’Appello. Annullamento invece senza rinvio per Pasquale Peppe. Revocata infine la confisca dei beni per Tripodo e Trani con rinvio.

La macchina giudiziaria ne dovrà fare ancora di strada. Questa infatti è solo la sentenza di I° grado. Ma Fondi una sentenza definitiva l’ha data. Anzi, più di una:

  • la Provincia di Latina è ormai un terreno fertile per la criminalità organizzata. Purtroppo, non potrebbe essere altrimenti in una zona del centro – Italia dove sono previsti da anni grandi investimenti (Ospedale del Golfo, Bretella Cisterna – Valmontone…);
  • la politica locale e nazionale ha dimostrato una volta di più che, per tutelare il proprio interesse (Claudio Fazzone ha un grande bacino di voti nel sud – pontino, Latina e provincia per il centrodestra sono roccaforti indispensabili a livello soprattutto regionale), sull’illegalità ogni tanto ci si può passare sopra.

A Fondi lo Stato ha perso 2 volte: contro il sistema e contro la giustizia.

Vandalismo e videosorveglianza

on 12 ottobre 2013 in Senza categoria Commenti disabilitati su Vandalismo e videosorveglianza

Qualche tempo fa, in un mensile locale del Comune di Cori, «L’Acropoli», scrissi un articolo ove sostenevo che il “vandalismo è un cancro della nostra civiltà, un male figlio di una ridottissima minoranza” (per chi intendesse approfondire: http://issuu.com/ilgrido/docs/acropoli_luglio). Infatti, basta una sola persona per distruggere il risultato di un lavoro collettivo. Giulianello e Cori sono due paesi che non sono esenti da questo problema: negli ultimi anni la popolazione locale ha assistito a muri imbrattati da scritte razziste nei confronti degli immigrati, a panchine distrutte, cestini dell’immondizia danneggiati etc. C’è ora da chiedersi: come risolvere questo problema? In molti sostengono che la risposta migliore sia introdurre la videosorveglianza. L’idea in effetti non sarebbe male. Ma facciamo un breve ragionamento. Immaginiamo che l’amministrazione comunale decida di istituire un sistema di videosorveglianza: ciò significherà collocare videocamere lungo l’accesso della “Doganale” (devastata da pneumatici e mattoni), nel Parco “VerdeAzzurro” e in quello adiacente l’edificio della ex – stazione, lungo il Parco “Fratelli Cervi” (spesso oggetto di azioni di danneggiamento varie: danneggiamento del suolo, imbrattamento dei giochi per bambini etc.), in prossimità dei fossi (spesso trasformati in “discariche”) e di tante aree verdi del paese ove capita di imbattersi in pericoli come residui di amianto etc. In pillole: garantire un controllo del genere in quasi tutto il Comune porterebbe sì ad un maggior rispetto del bene collettivo ma contemporaneamente obbligherebbe l’amministrazione ad uno sforzo economico non indifferente. Se teniamo conto del sistema analogico, il più conveniente in ambito economico, l’acquisto di una sola telecamera è calcolato in poco meno di 150 euro. Supponiamo quindi di comprare un numero di telecamere adeguato per coprire l’intero Comune di Cori. Preciso: non sono completamente contrario alle telecamere, ma sono consapevole che in qualsiasi metro quadro di un paese può verificarsi un atto barbaro. Sareste d’accordo a vivere in un “grande fratello orwelliano” perenne?

Il problema riguarda l’intera penisola, e non solo una piccolissima parte di essa.

Per sconfiggere il vandalismo è necessaria una campagna di contrasto seria, che parta da tutti i livelli istituzionali ed entri nei luoghi dell’infanzia e della cultura, che faccia comprendere il valore ed il rispetto dei luoghi. Insomma cercare di rendere fatti le parole di Peppino Impastato:

Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà […]. È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore

(articolo pubblicato su “Lepini Magazine”, mese di ottobre 2013)

Angelo Cioeta