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Archive for dicembre, 2013


SIAMO STATI FIN TROPPO BUONI

on 15 dicembre 2013 in Senza categoria Commenti disabilitati su SIAMO STATI FIN TROPPO BUONI

Dietro alle Primarie del Partito Democratico si celavano, per Beppe Grillo ed il suo movimento, due pericoli: Giuseppe Civati e Matteo Renzi. Il primo non era nuovo a tentativi di mediazione tra i parlamentari del suo partito e quelli del movimento; il secondo, con una capacità mediatica in grado di scontrarsi alla pari con quella dell’ex comico genovese, giovane e soprattutto convinto che i grillini andassero sfidati sul loro campo. D’altronde basta vedere come, più volte, i due «giovani rampanti» del PD siano stati bollati dai pentastellati: l’ «inno» di Giuseppe Civati diventava – secondo il blog di Grillo – «Pippo non lo sa», il deputato diventava la persona del «vorrei ma non posso», colui che «vorrebbe essere come noi, ma non può», secondo un “esimio parlamentare a 5 stelle” era uno avente molte caratteristiche in comune con Borghezio, un incoerente etc.; il secondo diventava l’ «ebetino di Firenze», «Renzi(e)», sempre secondo il medesimo esimio parlamentare a 5 stelle «il buco con la camicia intorno» etc. In poche parole, per il bene del suo movimento, una volta tanto ed in cuor loro, Beppe Grillo ed i suoi tifavano per la nomenklatura, per quella parte del PD che per 20 anni ha guidato il gruppo dirigente. In poche parole: sperava nella vittoria di Gianni Cuperlo. Come era largamente prevedibile, così non è stato; il nuovo segretario del Partito Democratico è Matteo Renzi.E, come promesso, ha deciso di lanciare il guanto di sfida. Il Partito Democratico è disposto a rinunciare ai 42 milioni di euro di rimborsi elettorali (tematica questa da discutere meglio, in quanto c’è il rischio di lasciar cadere la politica nelle mani di qualche lobbies, tra cui una di queste è la Casaleggio Associati), ma contemporaneamente, il Movimento 5 Stelle se la sente di firmare per la conversione del Senato in Camera dei Comuni, rompendo con la peculiarità del sistema istituzionale italiano (l’unico al mondo dove le due Camere hanno poteri e funzioni parificate) e facendo risparmiare allo Stato 1 miliardo di euro? Ovviamente, i destinatari della proposta non ci hanno pensato su due volte a ripetere quelle due lettere che ormai, da tempo immemore, sembrano far comprendere che il «nuovo che avanza» ci fa rendere nostalgico il vecchio: NO! Almeno le motivazioni della risposta fossero nel merito. Giusto per dirne due: il PD deve restituire «quanto scippato», Renzi fa proposte di marketing e da I° Repubblica. Caso curioso, quest’ultimo, per due motivi: 1) Se c’è uno che fa marketing è Casaleggio; 2) la filosofia del “noi diciamo SI se…”, in questa legislatura, è stata utilizzata per primo proprio dai grillini, nel periodo in cui Bersani proponeva loro il famoso accordo di governo sugli “8 punti per il cambiamento” (basta andarsi a guardare qualche video del deputato di Di Battista per accertarsi di ciò).
Arrivando al sodo: Renzi ha messo in seria difficoltà Beppe Grillo:
nel giro di pochi giorni, le stoccate di Riccardo Nuti a Davide Faraone sono state rispedite al mittente dall’interessato. D’altronde, è difficile prendere lezioni da chi si è candidato alle Comunali di Palermo con scritto sulle schede elettorali “Riccardo Nuti detto Grillo”, da chi è entrato in Parlamento prendendo 174 voti online e presentandosi agli elettori con un video di 90 secondo (per dire: è inutile attaccare le primarie del PD quando si hanno certi scheletri dentro l’armadio);
Matteo Renzi ha proposto l’abolizione del Senato, ma su ciò non è stato dato alcun giudizio. Si è preferito dribblare la questione, con generiche (e ormai scontate) considerazioni sugli sprechi della politica.
Inoltre:
dopo l’umiliazione subita da Bersani;
dopo le etichettature ricevute da Civati
scusatemi, ma il «muso duro» di Renzi ci voleva. Da oggi il coltello dalla parte del manico ce l’abbiamo noi.

Siamo stati fin troppo buoni. Adesso la musica cambia.

LA STORIA CONTINUA

on 8 dicembre 2013 in Senza categoria Commenti disabilitati su LA STORIA CONTINUA

Quando un partito ti porta a votare 2 milioni e mezzo di persone nonostante lo scandalo del tesseramento gonfiato, l’incostituzionalità della legge elettorale, le larghe ( ora un po’ meno) intese, la disaffezione alla politica etc., significa che il cuore pulsante di quel partito continua ad essere sano e robusto. Questo cuore pulsante sono i tesserati, i militanti, tutti coloro che si sono spesi in questo anno per la buona riuscita del Congresso Nazionale. E da domani inizieranno a spendersi per rendere questo partito ancora più grande. La vittoria di Matteo Renzi viene vista da molti come la fine della sinistra. Non sono d’accordo. Vero, buona parte della nomenklatura ha deciso di rinnegare quanto detto durante le primarie di coalizione del 2012, ma Matteo Renzi non potrà rinunciare del tutto a quello che era il suo progetto iniziale: «rottamare» la classe dirigente del Partito Democratico. Alla conclusione delle primarie dell’anno scorso, quando Pierluigi Bersani fu incoronato candidato premier di «Italia Bene Comune», la prima cosa che mi venne in mente fu quella di unire gli slogan dei due candidati che avevano raggiunto il ballottaggio: «Il coraggio dell’Italia. Adesso!». Ecco, ora mi piacerebbe che si cominciasse a dire: «L’Italia cambia verso, con un partito bello e democratico, che la pensa come te». Non si tratta di ammettere la sconfitta di chi, come me, ha sostenuto Giuseppe Civati o, come altri, Gianni Cuperlo; tutt’altro. Il Partito Democratico è, per dirlo con le parole di Gianni Cuperlo, «una comunità di persone» che vede nelle Primarie lo strumento ideale per decidere, insieme alle persone, i candidati ideali alle cariche pubbliche. Certo, non sempre ci riesce; non sempre riusciamo a capire le esigenze delle persone; spesso parliamo di problemi interni al partito, ma non di quelli reali, che il Paese vive tutti i giorni. Però una cosa è certa: chi è dentro il Partito sa benissimo che il risultato delle Primarie va accettato, altrimenti queste non avrebbero motivo di esistere. E si ricadrebbe nell’unica alternativa possibile: il partito basato sulla persona. Ma di questi in Italia ne abbiamo fin troppi.

 

Detto questo,

 

  • auguro buon lavoro al Segretario Matteo Renzi;
  • lancio un affettuoso saluto ai compagni di viaggio di questa avventura.

 

W IL VOTO!

on 6 dicembre 2013 in Senza categoria Commenti disabilitati su W IL VOTO!

Caro elettore, cara elettrice,

 

siamo giunti alla fase finale del Congresso 2013 del Partito Democratico. L’8 dicembre, come oramai tutti sanno, voteremo ed eleggeremo il nuovo Segretario Nazionale Con questo post lancio l’ultimo accorato appello a partecipare al voto. Si tratta di una forma di partecipazione politica fondamentale e molto più potente dell’astensionismo. Una forma di partecipazione politica che permette di evidenziare gli errori, correggere e migliorare il Partito Democratico, nonché di lanciare nuove e giovani potenzialità. Il giorno 8 dicembre, quando voi, cittadini di Giulianello, vi recherete alla Delegazione Comunale per esprimere il vostro diritto, incontrerete una scena che oserei dire, di questi tempi, “curiosa”: 3 ragazzi di età compresa tra i 21 e i 22 anni (Angelo Cioeta, Jury Canale e Gianmarco Mattoccia), con una forte passione per la politica, staranno tutto il giorno lì a garantire lo svolgimento delle votazioni. A ciò aggiungo che, dal 2 novembre 2013 (giorno in cui sono stato eletto coordinatore del circolo PD di Giulianello), nel direttivo Ci sono 2 ventenni (Jury Canale e Rachele Gasbarra). Non finisce qui: a Cori è stato eletto un coordinatore poco più grande di me (Giuseppe Cardilli) e a Cisterna una ragazza di 25 anni (Elisa Giorgi). Inoltre, nell’Assemblea Provinciale c’è una nutrita rappresentanza di giovani. Ovviamente, all’età anagrafica bisognerà affiancare la freschezza delle idee e le competenze. Ma intanto, un obiettivo è stato raggiunto: si è garantito un «principio» di ricambio generazionale. Questo ricambio però deve diventare una tipicità del PD. Ma il partito non è (solo) un passaggio di testimone tra generazioni. Il Partito Democratico è l’organizzazione politico – istituzionale più grande d’Italia, è il tassello più grande di un mosaico di partiti che garantiscono la sopravvivenza della democrazia. Partito non è sinonimo di «organizzazione a fini personali», bensì è un’associazione di persone che condivide i medesimi principi, che si riconosce sotto un unico simbolo, che partecipa alle elezioni, che presenta una struttura a tre pilastri (elettorato, eletti nelle istituzioni, dirigenti di partito). Inoltre, affinché possa garantire una funzione storica e tipica di ogni partito (strumento di intermediazione tra le esigenze della società e gli enti istituzionali) deve avere una struttura ben radicata sul territorio. Il PD è l’unico che ha una copertura su (quasi) tutto il territorio nazionale (permettendogli di conoscere tutte le realtà, da quelle più piccole a quelle più grandi), è veramente l’unica possibilità di riscatto per il Paese.

 

Allora, cari elettori e care elettrici,

 

votare Matteo Renzi, Gianni Cuperlo e Giuseppe Civati, non significherà avere sprecato parte del proprio tempo e/o aver buttato 2 euro. Significherà essersi affiancati a tanti tesserati e militanti che, ogni giorno, lavorano e combattono per un partito migliore, punto di partenza per una Italia più giusta.

 

W IL VOTO!