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Archive for gennaio, 2014


DI BATTISTA, BERLINGUER E GANDHI AL TEMPO DEL BERLUSCONISMO

on 31 gennaio 2014 in POLITICA, SOCIETA' Commenti disabilitati su DI BATTISTA, BERLINGUER E GANDHI AL TEMPO DEL BERLUSCONISMO

Il 26 gennaio 1994 accadeva una “rivoluzione della comunicazione politica”: Silvio Berlusconi annunciava tramite video televisivo la sua discesa in campo perchè non voleva vivere in un Paese caratterizzato «da un passato fallimentare come quello della sinistra». In pillole: intendeva tutelare i suoi interessi personali. Eppure, il suo modo di comunicare era una innovazione che forse non si vedeva dai tempi dei «discorsi al caminetto» di Franklin Delano Roosvelt. Pochi mesi dopo, sapendo interpretare con grande capacità la legge elettorale (il Mattarellum) e facendo leva sulle promesse facili, diventava Presidente del Consiglio. Non sarebbe finita lì: il linguaggio aggressivo e populista (cito questo termine a fatica, perchè ormai viene utilizzato solo nel senso negativo) sarebbe stata una caratteristica che lo avrebbe tenuto in piedi per un ventennio: «coglioni» gli italiani che votavano a sinistra, «pulire» la sedia di Travaglio, i fucili carichi della Lega etc. Quei tempi, con la sua estromissione dalla vita politica, sembravano essere finiti. Invece no, qualcuno ha deciso di prendere il suo posto: l’americanizzazione della politica ormai ha preso il sopravvento. Anzi, ora si è evoluta: non più solo TV, ma anche WEB. Sommando il tutto al fatto che all’italiano piace il politico che sa comunicare, ecco a voi un nuovo esponente politico “che sa parlare bene”.  Paradossalmente, pochi giorni dopo che Forza Italia celebrava il suo ventennio di attività, si è verificata una scenetta tra Speranza (PD) e Di Battista (M5S). Ho visto quel video, ed è stato il peggio del peggio: Speranza entra in sala stampa per lasciare delle dichiarazioni, Di Battista si intromette e comincia a guardare in faccia il deputato del PD rilasciandogli le solite «frasi di circostanza» (“voi avete fatto accordi con il pregiudicato” etc.). I toni ovviamente si alzano, sia dall’una che dall’altra parte, Speranza li etichetta come fascisti. Dopo un po’ decide di rilasciare dichiarazioni da un’altra parte. Intanto, una telecamera sta riprendendo tutto come fuori – onda, ma Di Battista lo sa e già lo sapeva: mentre Speranza lascia la sala il grillino si rivolge alla telecamera e comincia a dire frasi del tipo: «a noi potete guardarci negli occhi, a loro no». Infine, lancia un monito al “malcapitato” Speranza: «gli italiani hanno fame e voi gli avete tolto il pane!». Quegli occhi (spiritati) e quelle urla mi hanno messo più paura di tutto il ventennio berlusconiano. Il deputato Di Battista dimostrava definitivamente il pensiero che il sottoscritto ormai ha da tempo: la regola dei due mandati scotta. Quindi, bisogna assolutissimamente alzare il tiro per evitare che il prossimo, oltre ad essere l’ultimo, sia l’ennesimo all’opposizione. Nel giro di 24 ore, alcuni (presunti) miti utilizzati dal M5S crollavano: la Costituzione innanzitutto, colpita da una mitragliatrice che faceva fuori

  • l’art.21: «Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione». Perchè, caro Di Battista, anche se Speranza doveva dire delle bugie, era lecito lasciarlo parlare: lo avresti potuto smentire tranquillamente un minuto dopo, scrivendo nel blog, parlando ai giornali o come ti pare);
  • l’art. 54 («I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore», non vorrà mica dire che il suo sia stato un comportamento che ha rispettato questo dettame?).

Altro mito: la battaglia «non violenta» di Gandhi. Il Mahatma predicava si la liberazione dell’India senza spargimenti di sangue, ma cosa direbbe davanti a così tanta e gratuita violenza verbale? Perchè non esiste solo quella fisica.

Infine, ho letto il suo post, dove cita Enrico Berlinguer. Non fu il compianto segretario del Partito Comunista Italiano a dire «“la corruzione è una nemica della Repubblica. E i corrotti devono essere colpiti senza nessuna attenuante, senza nessuna pietà. E dare la solidarietà, per ragioni di amicizia o di partito, significa diventare complici di questi corrotti”», bensì Sandro Pertini. Al di là di questo (su berlinguer comunque dovrebbe fare un ripassino, ogni tanto è consigliabile), lei ha mai visto Berlinguer rivolgersi con quella prepotenza ai suoi avversari politici? Berlinguer al massimo non stringeva la mano ad Almirante, ma non arrivava a tanto. Inoltre, le consiglio il libro di PierPaolo Farina: Casa per Casa, Strada per Strada. Troverà delle citazioni di Enrico che sicuramente non le piaceranno: «Certo si può immaginare un mondo nel quale la politica si riduca solo al voto e ai sondaggi; ma questo sarebbe inaccettabile perchè significherebbe stravolgere l’essenza della vita democratica»; «non si potrà mai capire cosa pensa davvero la gente se l’unica forma di espressione democratica diventa quella di spingere un bottone»; «noi combattiamo l’illusione di credere nell’autosufficienza politica di un governo che fosse espressione soltanto del finalmente raggiunto 51% dei voti alle sinistre. La stabilità, le possibilità operative e la stessa compattezza di un simile governo sarebbero tutte da verificare quando esso ponesse mano effettivamente a trasformazioni profonde delle strutture economiche e sociali del Paese, avendo però contro di sé, ostilmente schierato, il restante 49% dell’elettorato e del Parlamento». Pensa un po’ lei, caro Di Battista: si ritrova in un movimento che fa dei sondaggi la sua essenza fondamentale, dove chiede ai (pochissimi) cittadini di esprimere opinioni o contribuire a fare le leggi. Soprattutto vorrebbe governare con un voto in più per cambiare le cose.

 

Voi dite spesso agli italiani di avere pazienza. Intanto ci avete messo un attimo ad entrare in Parlamento per la porta di servizio.

 

#daltrondesiamoinItalia

 

Il boia

on 29 gennaio 2014 in ATTUALITA', ETICA Commenti disabilitati su Il boia

Il boia era colui che aveva il compito (inumano) di tagliare la testa ad un condannato. Era un mero esecutore di ordini. Adesso, secondo il parlamentare della Repubblica Giorgio Sorial, il Capo dello Stato è un boia. L’ho detto più volte: pensavo fossero finiti i tempi in cui con il tricolore «ci si puliva il sedere», in cui gli italiani che votavano Romano Prodi erano « coglioni » che sostenevano «la concimazione dei terreni bollendo bambini». E fermiamoci qui, altrimenti la lista sarebbe troppo lunga. Nel febbraio 2013 il Movimento 5 Stelle si era presentato come il nuovo (giustamente, era alla sua prima avventura alle elezioni politiche), otteneva un 25% di consensi che avrebbero potuto cambiare le sorti del BelPaese. Invece, non è cambiato nulla: opposizione e intransigenza, non sporcarsi neanche il mignolo con il sistema partitico, imponiamo le larghe intese… e poi, quando si tornerà a votare, sicuramente prenderemo un voto in più degli altri. Insomma, la crisi e i problemi degli italiani possono continuare a crogiolarsi per un bel po’, possono aspettare. Eppure, riflettendoci bene, se boia è veramente «sinonimo» di tagliare, allora l’Italia è un Paese boia. Nella nostra penisola è consuetudine occupare posizioni di rilievo o raggiungere comunque traguardi ambiziosi tagliando, scegliendo scorciatoie: raccomandazioni anziché selezioni per merito, mazzette etc. E non dimentichiamoci delle istituzioni: fino al febbraio 2013 per entrare in Parlamento dovevi essere nominato. Da quel momento si sono aggiunte altre due possibilità: primarie per i Parlamentari, come ha fatto il Partito Democratico (ma, ovviamente, chi va a votare pagando due euro è un «poveraccio» colluso con il sistema, a cui fa comodo mantenere lo status quo) oppure primarie online, di cui il M5S è il pioniere. Queste ultime soprattutto, sono molto semplici: chiedi di diventare iscritto certificato, fai domanda di candidatura, prendi una manciata di voti e, grazie al megafono Grillo ti ritroverai comodo comodo in Parlamento. Cittadino Sorial, non pensa anche lei che questo metodo, da lei sfruttato, sia un modo come tanti per giungere alle camere del potere utilizzando scorciatoie? Non si sente boia anche lei?

 

 

 

Francia negrizzata

on 27 gennaio 2014 in Senza categoria Commenti disabilitati su Francia negrizzata

Il titolo ricopia quello pubblicato sulla prima pagina di un giornale italiano negli anni ’30, periodo in cui cominciarono ad essere emanati i provvedimenti per la difesa della razza italiana. In questa prima pagina, vi era una foto con una madre e il figlio entrambi di carnagione scura. Una didascalia, più o meno «descriveva» i caratteri dei due soggetti fotografati. E’ servita la Carta del 1° Gennaio 1948 per sancire con due articoli (21:«Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione»;3:«Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.») l’evitare il ripetersi, nel nostro Paese, di obbrobri simili.

Spesso, quando si tratta della soluzione finale hitleriana, si parla solo di ebrei sterminati. Dimentichiamo spesso, che non furono soltanto gli ebrei ad essere condannati alle camere a gas, bensì antifascisti, portatori di handicap (a tal proposito, segnalo questo articolo interessantissimo:http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/01/26/giornata-della-memoria-i-disabili-e-la-shoah-ai-giorni-nostri/856364/ ), Rom, Sinti etc. Motivazione? Erano diventati un peso per la società, erano una sottorazza («Un mondo imbastardito e «negrizzato» sarebbero perduti per sempre i concetti dell’umanamente bello e del sublime, nonché ogni nozione d’un avvenire idealizzato del genere umano» /«La concezione nazionale, razzista, riconosce il valore dell’umanità nei suoi primordiali elementi di razza. In conformità coi suoi pricipii, essa ravvisa nello Stato soltanto un mezzo per raggiungere un fine, il fine della conservazione dell’esistenza razzista degli uomini. Con ciò, non erede affatto ad un’eguaglianza delle razze, ma riconosce che sono diverse e quindi hanno un valore maggiore o minore; e da questo riconoscimento si sente obbligata ad esigere, in conformità con l’eterna Volontà che domina l’Universo, la vittoria del migliore e del più forte, la subordinazione del peggiore e del più debole» > Adolf Hitler nel Mein KampfLa mia battaglia). Il Giorno della Memoria è volto a ricordare le atrocità compiute. Ma, ultimamente mi chiedo: che senso ha, ricordare cosa subirono ebrei, Rom, Sinti, portatori di handicap etc. negli anni degli autoritarismi, quando oggi, nell’epoca in cui viviamo, assistiamo ad un razzismo più sottile? Nella millenaria storia della civiltà umana, abbiamo assistito a persecuzioni atroci (l’Europa del ’500 è un esempio «lodevole» di cui ci si ammazzava causa le diversità religiose: musulmani, ebrei, protestanti ugonotti francesi etc. erano tutte minacce all’idea diImpero universale che all’epoca impazzava in Europa; solo una fede doveva prevalere: quella cristiano – cattolica). Oggi, vedendo le tragedie di Lampedusa, quei poveracci provenienti da Paesi diversi sottoposti a veri e propri lavori forzati e sottopagati da gente che se ne approfitta, i disabili che spesso – nonostante i loro problemi – sanno affrontare la vita con molta più gioia rispetto a chi è (fortunatamente) esente da questi problemi… mi viene da pensare:

  • è razzista la persona che sostiene l’idea in cui gli immigrati devono andarsene dal nostro Paese, perchè rubano il lavoro, delinquono… Come se mafia, camorra, n’dranghetaSacra Corona Unita, le stragi degli anni di piombo etc. fossero opera di persone provenienti dal Nord Africa o da chissà dove; come se gli italiani fossero tutte persone disposte ad accettare il primo lavoro che si ritrovano sottomano (soprattutto: pagano tutti il biglietto dei mezzi pubblici quando li utilizzano, le attività commerciali fanno sempre lo scontrino… insomma: come se italiano fosse sinonimo dionestà);

  • è razzista quella persona che ti viene a chiedere: «e i disabili come fanno? Ci avete pensato a questo» solo per rinforzare la ragione nella propria tesi. Sicuramente, a tutti sarà capitato, almeno una volta nella vita, di incontrare persone lamentarsi delle isole pedonali perchè imporrebbero cambi nella propria vita quotidiana (cambi salutari dopotutto: anziché utilizzare la macchina, dovresti adoperare i mezzi pubblici oppure andare in bici o a piedi; insomma: quello che si faceva fino a mezzo secolo fa, quando i problemi ambientali erano quasi assenti) e cercano di «ristabilire la situazione» facendo leva sui disabili. Salvo poi dimenticarsene per il resto della propria vita;

  • quanti esempi potrei fare ancora. Comunque, la risposta a questi problemi è una: la solidarietà tra esseri umani. Parola che versa da tempo nell’oblio.

Oggi il razzismo è taciturno, sottile e subdolo. E’ molto più pericoloso di quello passato. Oggi, tanta persone che ricordano gli stermini, sono le medesime che da domani ricominceranno a prendersela con il«diverso» dei problemi attuali. Per dire: il colpevole è sempre un altro.

P.S.: ovviamente il titolo è un tentativo di provocazione. Chi ha letto l’articolo, sicuramente lo ha capito. Ma quanta gente si ferma al titolo?

Fonte: http://ilmalpaese.wordpress.com/2014/01/27/francia-negrizzata/

IL DISCORSO CHE HA SCONFITTO PER SEMPRE IL RAZZISMO

on 17 gennaio 2014 in Senza categoria Commenti disabilitati su IL DISCORSO CHE HA SCONFITTO PER SEMPRE IL RAZZISMO

Copio ed incollo qui il discorso dell’anno, scritto da Marco De Cave (http://www.vongolemerluzzi.wordpress.com).

Il testo è stato preso da una conversazione online.

Scusate se mi metto a fare il maestrino – cosa che non mi va – ma me lo portate a fare perché tutte le affermazioni precedenti sono basate su CONVINZIONI IDEOLOGICHE e non su DATI RIPORTATI DA ENTI ACCREDITATI.
Innanzitutto, il mito per cui gli stranieri rubano lavoro.
Gli occupati stranieri nel 2012 ammontano a circa 2 milioni e rappresentano il 10,1% degli occupati totali. Sono in quei settori lavorativi che gli “italiani” rifiutano di fare. Un Rapporto della Banca d’Italia sulle economie regionali, scardina il senso comune. Agricoltura, costruzioni, ristorazione, servizi per gli anziani: settori con prevalente presenza straniera. Ma, invito ancora una volta a leggere i giornali, sì proprio i giornali, per capire come questi settori, per via della crisi, si stiano ritialinizzando. La presenza di stranieri, come prosegue lo studio della Banca d’Italia, afferma che l’arrivo di stranieri ha aumentato l’offerta di lavoro, piuttosto che diminuirla. Gli immigrati pagano oltre 5 miliardi di euro all’INPS che coprono, per ora, le pensioni degli italiani; gli immigrati, ovvero persone non italiane che hanno deciso di spostarsi e scommettere sul nostro territorio, hanno aperto oltre 100 mila imprese negli ultimi anni, in piena crisi. Guardiamo Cori e Giulianello: senza rumeni e indiani (chiedo scusa per l’estrema semplificazione che sto attuando) agricoltura, panificazione e servizi per gli anziani sarebbero morti. M-o-r-t-i. Non venitemi a dire: loro prendono di meno. Vi ricordo che sono gli italiani che pagano meno, facendo una differenziazione tra italiani e non-italiani. Quando andate a lavorare in nero nel cogliere l’uva ve lo farò notare: o non vi piace domandare?
SECONDO MITO da sfatare. Dati Istat e Caritas Migrantes (anche loro dicono bugie?) dicono che non esiste alcuna correlazione tra aumento di criminalità in Italia e l’arrivo di stranieri. Anzi, spesso la condizione di criminalità collegata agli stranieri è solo dovuta (nella maggioranza dei casi) alle assurde leggi sull’immigrazione che postulano una immigrazione sempre sul punto di diventare criminosa. Il tasso di criminalità tra gli stranieri regolari residenti in Italia che abbiano più di 40 anni d’età è inferiore rispetto a quello dei loro coetanei italiani. La ricerca conferma poi che il tasso di criminalita’ degli immigrati regolari, nel nostro paese, e’ “solo leggermente piu’ alto” di quello degli italiani (tra l’1,23% e l’1,4%, contro lo 0,75%) ma, ad esempio, e’ inferiore tra le persone oltre i 40. Quindi non si può parlare in maniera generica e senza ausilio di dati
TERZO MITO da sfatare: fanno tutto in nero e noi paghiamo le tasse. Risulta molto bassa l’incidenza degli stranieri sul totale delle denunce per reati come rapine in banca (3%) o uffici postali (6%), evasione fiscale e contributiva (5,8%), omissione dei contributi previdenziali (8%), associazione per delinquere (10,6%). Si stima (e non lo stimo io, ma studi anche statunitensi) che l’evasione in Italia equivale al 20% del PIL (prodotto interlo lordo, ovvero la ricchezza prodotta dal nostro Paese). Non credo sia un problema di immigrati: l’economia del sud, senza evasione, sarebbe scomparsa. L’evasione, poi, non nasce dalle piccole attività, ma dalle grandi società. E non sono certo straniere, ma italiane. La crisi l’abbiamo creata noi, per il nostro debolissimo senso civico. Il fatto che gli stranieri lavorino in nero deriva dall’assenza di documenti di immigrazione, persi o mai ottenuti grazie alle nostre leggi che impongono l’avere un lavoro fisso. 
Ecco la parolina magica: in un momento in cui neanche gli italiani hanno un lavoro fisso, come è possibile pretendere che gli stranieri lo abbiano? E se lo perdono? Diventano irregolari, ovvero passibili di espulsione. Ecco cosa dice la nostra fantastica legge Bossi-Fini. Allora, facciamo così. Provoco. Cacciamo anche gli italiani che perdono il proprio posto. Facciamoli diventare italiani irregolari. Ecco, cosa succede. Una guerra civile tra poveri. 
Uno studio di Boeri (noto economista italiano, uno di quelli che non sono dalla parte dei cattivi però, DI FAMA MONDIALE e ho paura se non lo conoscete!!!) fa vedere come nei grandi centri urbani italiani aumenti lo schiavismo per gli stranieri, con lo sfruttamento ad opera principalmente di datori italiani. Peccato che nessuno parli dei cattivoni italiani.
MITO DA SFATARE ULTIMO: CLANDESTINITA’ = CRIMINALITA’. La perversione di questo nasce dalla Legge Bossi-Fini, condannata anche in sede europea per la propria componente spiccatamente antieuropeista. Praticamente la logica della riforma sta nel fatto che, se hai lavoro, sei legale nel paese Italia, altrimenti hai max 6 mesi e te ne stai fuori. Dunque, in un momento di estrema crisi, vi sfido a trovare un lavoro a tempo indeterminato/determinato per uno straniero. MATEMATICAMENTE IMPOSSIBILE. Da qui la necessità di togliere il reato di clandestinità.
Poi rispondo a chi ha detto che l’Africa sbarcherà in Italia. FALSO. Il 60% dei clandestini sono in reatà turisti (quindi regolari) che arrivano in Italia mediante normale visto turistico e che, rimanendo di più, diventano “CLANDESTINI”. Questa parola risulta ODIOSA: lo sapete?? Da Lampedusa, nello scorso anno, è arrivata più o meno una quantità grande come CORI. MA VI RENDETE CONTO INVECE DI BLATERARE COSE A CASO?
In particolar modo è anche FALSO che l’Europa sia un colabrodo. Esiste una politica delle frontiere comuni che si chiama FRONTEX il cui obiettivo è la creazione di quella che in gergo viene chiamata FORTEZZA EUROPA. Ovviamente, l’obiettivo è quella di regolarizzare l’immigrazione. Purtroppo l’immigrazione, di per sè, è un fenomeno che nasce al di là degli stati nazione (a cui vedo molti commentatori e ‘likers’ sono attaccati). Vi voglio dare un esempio che vale per tutti. Tra Italia e Svezia negli scorsi due anni c’è stato un conteso per quanto riguarda la presenza di rifugiati politici. L’Italia li ha mandati in Svezia perché non se ne voleva occupare, ma la Svezia si è appellata alla corte europea dei diritti umani che, però, ha dato torto alla Svezia PERCHE’ L’ITALIA E’ INCAPACE DI FAR FRONTE ALL’IMMIGRAZIONE. SIGNIFICA CHE SIAMO UN PAESELLO DI SERIE B 
Non vi sto dicendo che le persone straniere sono tutte buone. Vi sto dicendo che il fenomeno dell’immigrazione è complesso. Cacciare non porta a nulla. Usare la polizia, telecamere, repressione ecc. come uniche soluzioni non porta a nulla. L’immigrazione è fatta di bambini con tantissimi colori che parleranno italiano volentieri se si sentissero parte di una società civile. Che non andranno a rubare se vivono in maniera dignitosa, come aspettiamo anche per gli italiani. Il parlare e dire: prima gli italiani o prima gli stranieri? Non ha senso. Dobbiamo uscire da questa alternativa distruttiva. Riformare la politica. ”

[…]

“Non si tratta di opinioni, ma fatti. Vi consiglio di leggere fonti e non di parlare in maniera generica e facile. La nostra generazione fallirà come quelle precedenti se non analizziamo in maniera critica. Basta con il minestrone. Non ce la faccio più. Parliamo di persone, di visi, di volti. Quando dite clandestino non mettete in conti che sono PERSONE, non animali, non mandrie. Si chiamano con tantissimi nomi, sono persone perbene, che cercano solo una vita dignitosa. Poi un conto è distinguere chi è un malfattore e chi non lo è. Ma queste persone hanno una dignità, avevano un lavoro: chi in Afghanistan, chi in Perù, chi in Somalia, chi in Uzbekistan. Ma l’hanno perso e vengono in Italia, ma sono ‘clandestini’ perché non sono in regola con la legislazione italiana. Non sono ANIMALI E CRIMINALI PER NATURA. Chi è un ladro va condannato, a prescindere dall’estrazione sociale. Le aspirazioni del popolo italiano (con tutte le sue bellissime sfumature) vanno difese per tutti. TUTTI. ARTICOLO 3 DELLA COSTITUZIONE.”

[…]

“La legge esiste e fa riferimento alla legge Turco-Napolitano, modificata in parte dall’intervento Bossi-Fini. Non esiste l’organicità. Gli sconosciuti esistono e anche tu sei uno sconociuto quando viaggi con gli sbandieratori: quando fai il visto e arrivi potresti, come fanno molti, semplicemente rimanere e dopo un po’ diventare clandestino. Ma ciò non significa che tu sia un ladro, ecco ciò che ti sto dicendo. Invece, a differenza di altri, tu ritorni a casa. Ciò non toglie che sei stato uno sconosciuto in Cina, Giappone od ovunque tu sia stato. Ti posso assicurare che US e Canada hanno vedute molto più limitate delle nostre e basta analizzare la legislazione che hanno (ripeto: non parliamo per propaganda, ma fatti precisi). Ci sono leggi e ne abbiamo. Le persone si muovono ed è un fatto: non puoi fermare i flussi. E’ un’idea ottocentesca delle cose. Il punto è che fa più comodo tenere quelli che tu chiami ‘sconosciuti’ in uno stato di serie B perché fa prendere voti, perché aumenta la paura. Quando sei stato in Cina o in Russia nessuno ti ha impedito di farlo e non sei stato trattato di serie B semplicemente perché europeo, perché stiamo strenuamente lottando per mantenere i nostri diritti a scapito di chi viene. Io non ho spostato, tra l’altro, il discorso. Ho preso i punti di cui tu parli e li ho sviscerati: così fa un vero anti-razzista. Il razzismo, caro Marco, e non la faccio una posizione verso di te ormai si è spostato su argomentazioni come: “mandiamoli fuori”, “lavoro per gli italiani” , “sì al reato di clandestinità”. Io rompo così tanto perché sono miei argomenti di studio, di analisi e di aspirazione. Il numero degli immigrati, se ti conforta, è diminuito drasticamente nel 2012 a causa della crisi economica (-500mila unità). Tranquillo, se ne vanno da soli perché l’Italia è diventata una terra arida per TUTTI. Ecco, il diritto a cui aspiriamo. Spero tu riesca a comprendere che una legge NON BASTA. Mettiamo anche che tu effettivamente riesca ad approvare democraticamente una legge che dice “max 200mila persone” entreranno quest’anno. Dopo cosa fai? Ti senti più tranquillo? Come la implementi la leggi? Come selezioni? Come distingui? Che accordi prendi? Chi è che ti viene a bussare a casa? Nessuno!! Nessuno più vuole stare qui in Italia. Tutti puntano alla Germania, Svezia, Norvegia, Danimarca, Finlandia. Quindi così avresti risolto il problema? Ti faccio tutte queste domande perché vorrei che tutte le persone che hanno messo un like al tuo commento ragionassero, pensassero, problematizzassero. Non si tratta di libertà di opinione, ma di opinione sensata, con fatti e analisi. Poi possiamo certamente discutere di qualunque cosa. Questo è il senso della politica. Mi dispiace se non riesci a capirmi, ma non solo me. Tante persone che stanno cercando un sogno e che neghiamo perché siamo troppo miopi per ragionare in maniera futuribile”

Marco De Cave

 

UNA SPERANZA IN PIU’

on 16 gennaio 2014 in Senza categoria Commenti disabilitati su UNA SPERANZA IN PIU’

Oggi Telethon mi ha inviato una mail. Si tratta di un messaggio che da speranza perchè è stato fatto un passo in avanti riguardo il tumore al seno.

 TERAPIA GENICA: LA TECNICA MESSA A PUNTO DALL’ISTITUTO “TELETHON”

DI MILANO APPLICATA PER LA PRIMA VOLTA SUL TUMORE AL SENO

Caro Angelo,
oggi sono felice di poter condividere con te un’importante notizia sulla ricerca Telethon che tu sostieni in prima persona.Come saprai, in luglio il gruppo di ricerca Telethon di Luigi Naldini aveva annunciato, sulla autorevole rivista Science, il successo della terapia genica su due gravissime malattie genetiche rare: la leucodistrofia metacromatica e la sindrome di Wiskott-Aldrich.Questa terapia già sperimentata, ha portato benefici a bambini come Arseny e Giovanni… Ma ora è stato fatto un altro passo avanti: è stato dimostrato che con la stessa tecnica è potenzialmente possibile curare patologie molto diffuse come il tumore al seno.

Una conferma della qualità eccellente della ricerca finanziata da Telethon, che ha investito oltre 50 milioni di euro nei laboratori che lavorano sulla terapia genica, una tecnica innovativa ed efficace. Questo è, per tutte le persone che credono nel lavoro dei nostri ricercatori, un nuovo stimolo e un motivo in più per sostenere la nostra organizzazione: donare per la nostra ricerca significa investire nella salute. Di tutte le persone.

Fortunato Pagano
Responsabile Programma di Donazioni Regolari

 http://www.telethon.it 

(In)coerenza e ipocrisia

on 16 gennaio 2014 in Senza categoria Commenti disabilitati su (In)coerenza e ipocrisia

incoerenza

Che Matteo Renzi vada a parlare di legge elettorale con un condannato in via definitiva per frode fiscale è un’azione che assolutamente non condivido. Ma questo pensiero è legittimo nella mente di chi ha da sempre avversato Silvio Berlusconi e ha sempre cercato di fare della legalità un principio basilare della democrazia. Quando esponenti non solo del Partito Democratico , ma di buona parte della sinistra italiana dell’ultimo ventennio gettano critiche alle intenzioni dell’attuale segretario di dialogare con uno dei principali artefici del disfacimento culturale, morale, politico etc. del nostro Paese, sinceramente mi viene l’orticaria. Perchè non si può far cadere 2 volte Romano Prodi, impallinarlo alla Presidenza della Repubblica, fare una Bicamerale, fare per due volte una maggioranza con un individuo del genere, e poi indignarsi se a fare cose simili sono gli altri. Un minimo di coerenza quindi. Detto questo, non condivido neanche le proteste di un Movimento che ormai da tempo immemore si erge a baluardo dell’intransigenza. Ma come si fa ad attaccare Matteo Renzi e la sua volontà di parlare con un politico discutibilissimo, dopo aver trattato Pierluigi Bersani come se fosse un pupazzo senza vita a cui gli puoi dire di tutto (tanto non può rispondere)? Come si fa a criticare quando, a 3 proposte di legge elettorale rispondete sempre e solo NO, perchè così vuole Casaleggio? Per favore, non venite a darci lezioni di alcun genere, perchè non ne avete affatto i requisiti.

P.S.: un avviso a quei parlamentari NON del PD che si appellano ai “cittadini onesti che votano Partito Democratico”, affinchè facciano cambiare decisioni indigeste ad altri. Evitate di strumentalizzare chi in questi anni ha deciso, con il proprio voto libero e segreto, di dare fiducia al Partito. Evitate di essere ipocriti fino a questo punto: non si può fare appello a loro quando poi si insultano coloro che hanno deciso di pagare 2 euro per andare a votare alle Primarie. Evitate di dire di essere oltre l’ideologia, di rappresentare la Nazione e altre parole del genere. Perchè, prima di utilizzare termini del genere, bisogna saperne il significato.

 

Bulgaria e Romania entrano nell’area Schengen

on 4 gennaio 2014 in Senza categoria Commenti disabilitati su Bulgaria e Romania entrano nell’area Schengen

 

Dal 1° gennaio 2014 Bulgaria e Romania entrano a far parte definitivamente della Convenzione di Schengen, trattato firmato il 14 giugno 1985 nell’omonima città lussemburghese a cui inizialmente aderirono solo Belgio, Francia, Germania, Lussemburgo, Paesi Bassi e, successivamente ed in maniera progressiva, gli altri Paesi dell’Unione Europea (l’ Italia aderì il 27 novembre 1990). Tale convenzione si pone i seguenti obiettivi: abolizione dei controlli sistematici delle persone alle frontiere interne allo spazio Schengen ( viene introdotta la libera circolazione per i cittadini degli Stati firmatari) e rafforzamento delle frontiere esterne alla Convenzione;collaborazione delle forze di polizia e possibilità di uscire dai propri confini in determinati casi (es.: inseguimento di membri della criminalità organizzata); coordinamento degli Stati nella lotta alla criminalità organizzata di stampo internazionale; nascita del SIS (Sistema di Informazione Schengen), volto ad integrare le banche dati delle forze di polizia. Cosa cambia per Bulgaria e Romania? Innanzitutto, bisogna dire che i due Paesi fanno parte dell’Unione Europea già dal 2007. Ma, come per ogni nuovo membro, le condizioni previste dalla Convenzione di Schengen non entrano contemporaneamente in tutti i Paesi membri dell’UE, ma devono essere trattate Stato per Stato. In pillole: mentre per l’Italia le condizioni erano state trattate nel 2012, a partire dal 1° gennaio 2014 queste decadono anche nei rapporti con Germania, Austria, Belgio, Francia, Gran Bretagna, Lussemburgo, Malta e Olanda. Per spiegare ancora meglio la questione, ricorriamo ad un esempio: mentre fino al 31 dicembre 2013, i cittadini romeni che intendevano trasferirsi in Germania dovevano presentare un contratto di lavoro, a partire dal 1° gennaio 2014 potranno cercarlo direttamente sul posto. Si tratta di un evento storico, che secondo due studi tedeschi (fatti per la Germania, ma che possono valere anche per l’Italia), la definitiva apertura delle frontiere ai due Paesi porterà l’innesto di figure professionali altamente qualificate, come medici e ingegneri (per maggiori informazioni: http://www.iza.org/de/webcontent/index_html / http://doku.iab.de/aktuell/2013/aktueller_bericht_1305.pdf ). Insomma, la locomotiva europea da oggi potrà godere di maggiore carburante per ripartire. A ratificare Schengen mancano due Stati: Cipro e Croazia: il primo è membro dell’UE dal 1° maggio 2004, il secondo Paese è membro dal 1° luglio 2003. Ma entrambi ancora non hanno dato concretezza agli accordi. Cipro dovrà prima fare i conti con la crisi finanziaria, la Croazia probabilmente entrerà nel 2015.