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Archive for giugno, 2014


5 mesi fa circa una frana danneggiava seriamente la Tangenziale di Roma nel tratto dell’ Olimpica, impedendone la fruizione a tutti coloro che, sempre o saltuariamente, dovevano utilizzare tale arteria. Un lavoro di ripristino durato troppo, andato a rilento… secondo molti. Parole provenienti soprattutto dall’opposizione di centrodestra, convinta che il recupero della Tangenziale si sarebbe potuto realizzare prima e con costi minori. A tal proposito conviene fare un flashback: durante la giunta di centrodestra targata Gianni Alemanno, la maggioranza di allora si vantò della revoca di un maxiappalto stradale approvato dalla precedente giunta Veltroni (centrosinistra), convinta che tale decisione avrebbe permesso a Roma meno buche e meno allagamenti.

Sappiamo tutti come andò a finire: http://www.unita.it/ambiente/nubifragio-a-roma-bloccate-metro-e-bus-1.343987 . Senza poi dimenticare questo: http://video.repubblica.it/edizione/roma/alemanno-emergenza-neve-a-roma-una-leggenda-metropolitana/116392/114812 (infatti: http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/04/falso-profilo-twitter-alemanno-scatena-lironia-reteemergenza-neve-abbandonate-citta/189049/ ). Oggi il sindaco Marino ha dichiarato che «
è
stato un lavoro duro e intenso per rimettere in sesto un danno idrogeologico che metteva a rischio gli abitanti della collina e gli automobilisti. 500 pali impiantati a terra per sostenere il versante, 300 chiodi di 5 metri, 1100 metri cubi di calcestruzzo, 2 trivelle e 20 operai con turni prolungati, per un totale di 18mila ore di lavoro » (fonte: http://cassia.romatoday.it/tangenziale-olimpica-aperta.html ). Non solo: prima del recupero si è realizzata una fase di studio con esperti idrogeologici, si sono analizzate tutte le abitazioni (casa per casa) della zona etc. allo scopo di valutare la soluzione migliore a livello di sicurezza. In poche parole, la giunta di sottoMarino ha deciso di utilizzare una via che oggi in politica sembra essere abbandonata se non, addirittura ridimensionata: la pacata riflessione. Oggi siamo abituati ai grandi annunci, alle opere lampo… Riflettere è un verbo che fa parte del passato. Ecco, innovare significa anche questo: tornare indietro e recuperare ciò che di importante abbiamo perso.

 

Bravo Sindaco Marino.

 

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NON SOLO CALCIO

on 19 giugno 2014 in SPORT Commenti disabilitati su NON SOLO CALCIO

Un pizzico di fortuna in più ed il Latina sarebbe andato in serie A. Alla fine, a salire nella massima serie è il Cesena, che si gusta dunque un gradito ritorno. Nonostante ciò, il campionato nerazzurro non è affatto da buttare. I pontini erano partiti con l’obiettivo della salvezza e, dopo le prime giornate storte, il cambio di allenatore ha impresso una accelerazione che domenica dopo domenica si trasformava in una storica rimonta, fermatasi solo il 18 giugno al goal di Cascione al 94° minuto. Chissà, forse la promozione è solo rimandata. Qualunque siano gli obiettivi futuri del Latina, la stagione 2014 – 2015 si preannuncia storica. Infatti, tra serie A e serie B, il Lazio sarà rappresentato da ben 4 squadre: Lazio e Roma in A, Frosinone e Latina in B. Penso che sia la prima volta che capiti una cosa del genere, ed è giusto che ciascuna formazione si impegni affinchè tale risultato continui a vivere il più a lungo possibile.

Eppure, il calcio non cessa mai di esporre la sua “pecora nera”: (quasi) monopolizzare i gusti sportivi degli italiani, relegando gli altri sport a spazi aperti solo in caso di successo delle relative formazioni. E’ successo con l’Italrugby nel 2012, è successo con il sestetto azzurro di volley negli anni d’oro… Altri, addirittura, trovano lustro solo nel periodo delle Olimpiadi. Pensieri che impediscono di restare stupiti quando poi ti trovi davanti i bilanci del CONI, che garantiscono elevatissimi investimenti al calcio e briciole a tutti gli altri.

Una situazione che, se trasferita dal nazionale al locale, trova un eloquente esempio proprio nella città di Latina. Il capoluogo pontino negli anni ha saputo esprimere importanti realtà giovandosi anche di progetti nati nei territori limitrofi: l’Andreoli Latina, nata a Cori (Icom Cori); Latina C5, titolo rilevato dall’Atletico Roccamassima. La città ha però il merito di mantenere vivi i progetti, anche con importanti soddisfazioni. E poi: la seria A di pallanuoto, il basket da anni tra le maggiori categorie nazionali etc. Il tutto contribuisce a creare un patrimonio che, se sfruttato bene, renderebbe Latina e provincia un importante polo sportivo, con tanto di vantaggi economici, lavorativi etc. Eccoci arrivare al punto dolente. Solo con la conquista della serie B, la città e la provincia sembrano essersi svegliatieda un tepore sportivo che durava da anni. Non si parla d’altro che di pallone, di goal, di stadio da adeguare… Appunto, lo stadio. Il «Francioni» è una struttura risalente all’epoca fascista, non adatta al momento per accogliere partite di livelli elevati quali la serie cadetta presenta. Sarebbe cosa buona e giusta intervenire. Eppure, fino ad oggi, chi aveva ospitato i maggiori successi era stato il «PalaBianchini», il palazzetto dello sport ove l’Andreoli ha conquistato la massima serie di volley, per due volte consecutive ha sfiorato la Challenge Cup, ha combattuto i play – off scudetto, ove il basket da anni cerca di restare tra le prime categorie nazionali… Senza poi dimenticare la massima serie raggiunta dalla pallanuoto, costretta però a cedere il titolo dopo lo storico accesso ai play – off scudetto. Ecco, prima del calcio (sport bellissimo), ben altre attività agonistiche avevano dato (e alcune ancora danno) lustro al Lazio meridionale, ma la cassa di risonanza non è stata così forte come invece oggi accade con l’11 nerazzurro. Quando una squadra locale raggiunge i vertici europei (volley), nazionali (pallanuoto) etc. e le infrastrutture capisci che non sono adeguate, sarebbe obbligo delle istituzioni locali lavorare per il loro adeguamento, renderle degne di ospitare il vertice dello sport. A Latina invece si continua con un palazzetto diviso tra non si sa quante squadre, con una piscina allo scoperto causa (forse) prima della fine della favola della Latina Pallanuoto… Con il calcio però, stiamone certi, sarà tutta un’altra musica: le richieste della società, a differenza di altre verranno accolte, ci sarà il massimo impegno affinchè la palla rotonda possa continuare la sua esaltante storia nelle categorie che contano. Gli altri devono accontentarsi di promesse mancate (quando vengono fatte), di auguri e complimenti (quando ovviamente si vince). Insomma: parole.

 

 

GRILLO RIDIMENSIONATO DA RENZI

on 15 giugno 2014 in POLITICA Commenti disabilitati su GRILLO RIDIMENSIONATO DA RENZI

Alla fine Matteo Renzi l’ha spuntata: M5S ridimensionato e costretto ad aprirsi ufficialmente al dialogo con il Partito Democratico. I pentastellati passano dalla politica bellica alla diplomazia. «Se non puoi batterli, unisciti a loro si dice». Per quanto sia critico nei confronti dell’operato di Matteo Renzi, devo riconoscere una notevole sagacia nella sua persona riguardo le modalità con cui ha «curato» i rapporti con Grillo ed il suo partito. Renzi(e) è riuscito lì dove avevano fallito Bersani (indimenticabile purtroppo lo streaming con Crimi e Lombardi) e Giuseppe Civati (tragica la vicenda dei 101). L’attuale premier aveva ragione: il Partito Democratico non deve essere passivo, ma deve sfidare Grillo. E così è stato. Dopo 6 mesi di dura lotta, i grillini sono costretti ad un armistizio pesante: cambiare radicalmente la strategia politico – comunicativa. E’ l’8 dicembre 2013: Matteo Renzi diventa segretario del Partito Democratico con una maggioranza bulgara. Durante il discorso della vittoria, il segretario lancia il guanto: «Beppe, firma qui!» dichiarava Renzi(e), intenzionato ad abolire il Senato o, perlomeno, a riformarlo e ad azzerarne le spese. Il M5S confermava la politica del NO. Ma il processo si era innescato, lento ed inesorabile aveva cominciato a mietere vittime. Nel tempo i NO alle 3 proposte di legge elettorale avanzate dal PD e la farsa dell’incontro Grillo – Renzi per le consultazioni (sfociato in una caterva di insulti da parte del primo nei confronti del secondo) avevano delineato una prima immagine di ciò che sarebbe stato il risultato definitivo sfociato alle Europee: Grillo intendeva distruggere, Renzi costruire. Intanto, il «toscanaccio» realizzava uno stupendo salto mortale: smentiva quanto promesso alle primarie e accettava di diventare premier con una maggioranza di fatto uguale a quella guidata da Enrico Letta. E’ un rischio: il PD rischia la scissione. Civati affida agli iscritti del PD il destino della sua area politica. Fortunatamente (per Renzi), il rischio rientra. Ancora, poco prima della fiducia: «Grillo, insieme possiamo fare grandi cose». Di nuovo NO. Il Movimento si ritrova isolato (e perde pezzi soprattutto al Senato): maggioranza PD – NcD – SC (o quel che ne resta) e accordo con FI per le riforme. A poco servono dichiarazioni del tipo «Lo vedete? Fanno accordi con il pregiudicato!»: Renzi chiedendo a loro, comunque rispondevano, si sarebbe coperto le spalle. Poco dopo, si entra nel vivo della campagna elettorale. Il modulo pentastellato è aggressivo: #vinciamonoi. Il PD inizialmente attende, poi si vira: piazze&Matteo Renzi. Le europee diventano una sfida «o noi, o loro!» Vs «Tra speranza e distruzione». I sondaggi danno PD avanti, ma l’aria che tira sembra prospettare un duello all’ultimo respiro. Sorpresa: finisce 40 – 20 per Matteo Renzi. Le giustificazioni (goffe) non bastano (brogli elettorali, colpa dei pensionati etc.). E’ Caporetto, occorre dialogare per salvare il salvabile.

FONTE: http://ilmalpaese.wordpress.com/2014/06/15/grillo-ridimensionato-da-renzi/


L’operazione #MareNostrum ha permesso di tutelare 39mila persone provenienti dal mare, in barconi privi di sicurezze, con bambini che vomitano, donne incinte, persone costrette a sopportare condizioni igieniche scandalose… Oggi, il Parlamento ha respinto una mozione di FI, LEGA e GAL che chiedevano la fine dell’operazione. Votare contro una proposta del genere è un DOVERE civico, che sancisce il fatto che l’Italia è un Paese solidale.

Stando a Cesare Damiano, di quei 39mila salvati, l’80% è rifugiato e non clandestino. Significa che nella stragrande maggioranza dei casi, si fugge dal proprio paese perchè si è perseguitati politici, perchè si rischia la morte causa un pensiero religioso diverso… Oltre a ciò, si aggiunga la necessità di scegliere tra una situazione economica, quella (soprattutto) africana, e quella europea (si, quella della crisi economica, della Troika… ma a chi fugge questi “pericoli” sono zuccherini).

Si dirà: sono troppi, intervenga l’Europa. Quale sarebbe l’alternativa? Fare una selezione natural – matematica di chi può venire e chi no? 50 li salviamo e 50 li condanniamo alla morte? Dovremmo fare come nel film “La scelta di Sophie”, dove la madre (Sophie) è costretta dai nazisti a scegliere quale dei due figli salvare? Ci mancherebbe altro.

Intervenga l’Europa. Ma l’Italia, fino a prova contraria, è membro dell’UE, addirittura è uno degli Stato fondatori. Dire “Intervenga l’Europa” significa affermare che il nostro governo DEVE FARE (renzianamente parlando). Tra i vari organi dell’UE, c’è il Consiglio Europeo, istituzione composta dai capi di Stato e di Governo dei Paesi membri dell’Unione, avente il potere di orientare la politica UE. Se veramente vogliamo un coinvolgimento maggiore, allora si faccia pressione negli organi preposti, e non si piangano lacrime di coccodrillo.

Stiamo parlando di persone, non di bestiame da macellare.

ELEZIONI EUROPEE 2014: CORI E GIULIANELLO SI SVEGLIANO «DEMOCRATICHE»

on 10 giugno 2014 in Senza categoria Commenti disabilitati su ELEZIONI EUROPEE 2014: CORI E GIULIANELLO SI SVEGLIANO «DEMOCRATICHE»

Un risultato in linea con il dato nazionale quello registrato dal Comune di Cori alle Elezioni Europee del 25 maggio 2014. Mentre la penisola esprime un’affluenza al voto del 58% circa, Cori e Giulianello raggiungono il 57,18%. Rispetto al 2009, si evidenzia un calo dell’affluenza del 14% (da considerare però che, all’epoca, era possibile votare nell’arco di due giorni).

Il comune lepino si conferma comunque “zona rossa”, con un Partito Democratico che raccoglie il 48,76% dei consensi, staccando di gran lunga il Movimento 5 Stelle (22,46%) e Forza Italia (13,97%). Risultati inaspettati alla vigilia, se si pensa alle tante parole spese riguardo un testa a testa tra PD ( + 15% rispetto al 2009) e M5S (il cui paragone possiamo farlo con le politiche del 2013, trattandosi della prima partecipazione alle Europee: – 1,36 % rispetto ai voti per il Senato; + 1,18% rispetto alla Camera dei Deputati). Debacle di Forza Italia ( – 13% circa rispetto al 2009, seppur all’epoca la formazione era il Popolo delle Libertà).

Anche nella battaglia delle preferenze, il Partito Democratico è di gran lunga il più votato: Simona Bonafè (435), Nicola Danti (340), Roberto Gualtieri (323), Maria Goffredo Bettini (277), Enrico Gasbarra (168), Ilaria Bonaccorsi (155). Riguardo gli altri partiti: nonostante il 22%, ad Agea Laura bastano 48 voti per risultare la «preferita» del M5S. Con molti voti di lista in meno rispetto ai pentastellati, Barbara Spinelli ( L’Altra Europa con Tsipras: 3,23%) fa decisamente meglio raccogliendo 52 preferenze. Ma il primo candidato ad «intromettersi» nel dominio dei democratici è Roberta Angelilli con 140 voti (Nuovo Centrodestra “Alfano” – Udc :6,12%), seguita a pochissime lunghezze dal forzista nonché ex presidente della Provincia di Latina Armando Cusani (133).

Cori dunque si tinge di rosso. Ma è un rosso non più forte come una volta, bensì sbiadito dall’elevatissima astensione, primo vero partito a livello locale e nazionale. Ovviamente, le forze di minoranza non se la passano molto meglio. Escluso il M5S, le altre rischiano di spartirsi le briciole in futuro.

La partecipazione politica è ai minimi storici. Sottovalutare ciò significa favorire il disinteresse verso la politica, non preparare talenti per il futuro locale, non affrontare i problemi economici, politici, sociali etc. Che i risultati delle Europee siano un modo per contrastare una delle maggiori piaghe del nostro tempo: la disaffezione alla politica.

Articolo apparso sul mensile LEPINI MAGAZINE di GIUGNO 2014

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COS’E’ IL MALPAESE… L’ITALIA SCRIVE.

on 2 giugno 2014 in Senza categoria Commenti disabilitati su COS’E’ IL MALPAESE… L’ITALIA SCRIVE.

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Da circa 4 anni collaboro con il blog http://www.ilmalpaese.wordpress.com . Si tratta di uno spazio online ove persone con la passione della scrittura e della politica, provenienti da diverse parti d’Italia e aventi opinioni politiche tra loro diverse, esprimono le loro idee su politica, società, ambiente, lavoro e tanto altro. Nato nel 2010, il blog negli anni 2012 – 2013 ha raggiunto importanti traguardi: 10° su BlogBabel (principale classifica italiana di blog), attualmente 1947° su E-Buzzing (altra classifica di blog) e 190° nella categoria politica del medesimo sito. Non solo: circa 1 milione di visitatori, 3342 followers su Facebook (numero in costante crescita). Sono risultati notevoli, se si considera che l’unico dispendio fatto è stato di energie e tempo, senza toccare denaro. Per festeggiare questi primi traguardi, si è deciso di realizzare un e – book gratuito dal titolo Cos’è IlMalpaese? – Voci dell’Italia che (r)esiste. Si tratta di una raccolta dei migliori articoli scritti da ciascuno dei blogger del sito in questi anni, suddivisi in diverse categorie: economia, donne, diritti, cultura etc. Riguardo il sottoscritto, troverete un contributo al progetto di 7 articoli. Di questi, 5 riguardano razzismo, immigrazione, memoria ed Europa: Francia negrizzata; Ricordando la tragedia di Lampedusa: immaginate se… ; Il giorno del ricordo… vero; Si può uscire dall’euro? Istruzioni per l’uso; Il discorso che ha sconfitto per sempre il razzismo. Altri 2 hanno invece un carattere prettamente più «provinciale», nel senso che riguardano vicissitudini del territorio pontino. In poche parole: la provincia di Latina. Si tratta di: Damasco 2 (il caso Fondi) e Mamma GoodYear, post volti a non far cadere nell’oblio quanto accaduto in questi ultimi anni e sperare che tali vicende non si ripetano nel futuro.

A seguire trovate l’e-book. Nella speranza che il contenuto sia di vostro interesse: buona lettura!