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Archive for agosto, 2014


PARLANO DI ME, DI NOI… “COS’E’ IL MALPAESE? VOCI DELL’ITALIA CHE (R)ESISTE”

on 28 agosto 2014 in ANGELO CIOETA, ATTUALITA', GIOVENTU', IL MALPAESE, SOCIETA' Commenti disabilitati su PARLANO DI ME, DI NOI… “COS’E’ IL MALPAESE? VOCI DELL’ITALIA CHE (R)ESISTE”

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(Un secchio di beneficenza & uno “Tsu – Nami” di problemi)

Banalmente parlando, l’ Ice Bucket Challenge ha colmato un vuoto estivo: l’assenza di un tormentone musicale. Anzichè andare a ballare in discoteca quello che, fino all’anno scorso, era il grande successo dell’estate, ci si mette in costume, a dorso nudo o come vi pare, si riempie un secchio di acqua gelata e, mentre uno ti riprende in video, ti rovesci il secchio in testa. Per qualche secondo tremi, ti ritrovi (quasi) in Siberia poi, camminando o correndo, ti asciughi e tutto passa. Ovviamente, nel video bisognerà nominare qualcuno affinchè faccia lo stesso. Un gesto tanto banale, eppure è diventato un fenomeno virale di questa (non) calda estate 2014. Come mai? Ormai lo sappiamo tutti: l’Ice Bucket Challenge è una iniziativa promossa da Pete Frates, giovane atleta ed ex capitano della squadra di baseball del Boston College colpito dalla SLA, e Corey Griffin, morto annegato a Nantucket, in Massachussets, lo scorso 16 agosto in seguito ad un incidente subacqueo. L’obiettivo è raccogliere fondi per la SLA. La Sclerosi Laterale Amiotrofica è una malattia neurodegenerativa progressiva che colpisce i mononeuroni, cioè le cellule nervose cerebrali e del midollo spinale che permettono i movimenti della muscolatura volontaria. Le cause della malattia sono sconosciute e, al momento, è possibile solo allungarne il decorso tramite cure palliative, determinate scelte di vita etico / culturali etc (Fonte: http://www.aisla.it ). Quest’acqua che esce dal secchio e ti rende per un breve lasso temporale un ghiacciolo a grandezza umana non è una sciatteria, ma ha un suo significato: l’acqua fredda ti intorpidisce per qualche secondo la muscolatura, facendoti provare una sensazione che i malati di SLA sono costretti a sopportare 24 ore su 24, per tutta la vita. Dunque, ritengo incomprensibile chi giudica questo semplice gesto uno spreco d’acqua. Ma di questo ne parlerò più in là. Concentriamoci un attimo sul «bilancio» di questa «moda»: al 24 agosto sono stati realizzati circa 2,4 milioni di video per un incasso mondiale di 70 milioni di dollari. L’anno scorso, nel medesimo periodo, il contatore si era fermato a 2,4 milioni. Insomma: 35 volte di più. Non è affatto poco. Stando a quanto dichiarato da Massimo Mauro, presidente dell’ AISLA (http://www.aisla.it ): «Da un mese tutto il mondo parla della ricerca sulla Sla: era una malattia dimenticata, ma adesso non lo è più grazie a questa vera e propria campagna di comunicazione». «Non ci sono dubbi, che l’idea delle secchiate d’acqua gelata abbia un “valore straordinario, considerando quanto in Italia sia difficile donare poiché, al contrario di quanto avviene negli Usa, le donazioni non sono detraibili». Dichiarazioni che: 1) rafforzano la bontà dell’ Ice Bucket Challenge; 2) ci offrono l’opportunità di comprendere come procedono secchio, acqua e freddo nella penisola. Allora, riconsideriamo quanto è stato raccolto nel mondo: circa 70 milioni di dollari. Ora quantifichiamo il contributo nostrano: circa 33mila euro (fonte: http://www.aisla.it ). In pillole: abbiamo contribuito solo per lo 0.47%. Vero, come dice Massimo Mauro, in Italia le donazioni non sono detraibili. Ma quanto vuoi detrarre da un contributo, anche simbolico, di 1, 5, o 10 euro? Soprattutto, fino a che punto è moralmente giusto (giuridicamente parlando, sarebbe pienamente legittimo) pensare alle detrazioni nel momento in cui sai che, banconote e monete che offri sono destinate a combattere una malattia che, una volta che ti prende, ti mangia i muscoli senza alcuna possibilità di salvezza? E poi, quanto può essere solida una affermazione del genere: «Buttarsi l’acqua addosso è uno spreco, meglio donare e basta!». I numeri parlano chiaro: in media ciascun italiano ha donato 55 centesimi di euro, bagnato o meno. In poche parole: siamo tra i bassifondi della solidarietà. Non c’è «ma» che tenga: dopo l’innalzamento del livello di intolleranza verso gli stranieri, con picchi che spesso toccano la soglia del razzismo, conosciamo dei passi indietro notevoli anche nel settore della solidarietà sociale, che pure ci ha sempre contraddistinto nel mondo. Colpa della crisi? Forse. Eppure, paradossalmente, questa triste congiuntura economica è (anche) un’occasione da non perdere: risparmiare, tirare la cinghia etc. potrebbe essere l’occasione per dare una sferzata alle nostre abitudini di vita che, nella stragrande maggioranza dei casi, sono andate al di là di ogni nostra logica comprensione. Riflettiamo un secondo: usiamo la macchina per destinazioni lontane, ma anche per raggiungere il supermercato a 250 metri da casa; accendiamo la luce della camera da letto e spesso dimentichiamo di spegnere quelle della cucina e del bagno; teniamo accesi (quasi contemporaneamente) televisione, lavatrice e lavastoviglie; andiamo a fare spesa, prendiamo una caterva di prodotti alimentari e, spesso, buona parte finiscono scaduti nella pattumiera etc. Tutto questo senza pensare che molte risorse non sono inesauribili, e non tutti ne godono in misura equitativa. E così, arriva il fatidico giorno dell’ EarthOver Shoot Day, ogni anno sempre più precoce. Insomma, nel momento in cui ci indigniamo per un po’ di H2O sui nostri crani, per il resto dell’anno non proferiamo parola riguardo il fatto che, sempre più in fretta, il pianeta Terra consuma le sue risorse, destinate a tutta l’umanità per l’intero anno. Provo a spiegarlo meglio: quest’anno l’EarthOverShootDay è caduto il 19 agosto. Da quel momento la Terra è «in riserva»: tutto ciò che consumiamo dal 19 agosto è in realtà quanto era stato destinato per il 2015. Di questo passo, nel giro di neanche mezzo secolo le guerre fratricide coinvolgeranno ciascuno di noi, perchè acqua, petrolio, generi alimentari… – con tanto di cambiamenti climatici – saranno talmente scarsi che potranno soddisfare pochissimi abitanti sul pianeta. Che strano questo mondo: ci si indigna per due gocce, ma si tace sullo «Tsu – Nami» che potrebbe colpire ciascuno di noi.

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ICE BUCKET CHALLENGE: aiutare dall’ Italia

on 24 agosto 2014 in Senza categoria Commenti disabilitati su ICE BUCKET CHALLENGE: aiutare dall’ Italia

LA SLA > La Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA), conosciuta anche come “Morbo di Lou Gehrig”,” malattia di Charcot” o “malattia dei motoneuroni”, è una malattia neurodegenerativa progressiva che colpisce i motoneuroni, cioè le cellule nervose cerebrali e del midollo spinale che permettono i movimenti della muscolatura volontaria.

Esistono due gruppi di motoneuroni; il primo (primo motoneurone o motoneurone centrale o corticale) si trova nella corteccia cerebrale e trasporta il segnale nervoso attraverso prolungamenti che dal cervello arrivano al midollo spinale. Il secondo (2° motoneurone o motoneurone periferico o spinale) è invece formato da cellule nervose che trasportano il segnale dal midollo spinale ai muscoli.

La SLA è caratterizzata dal fatto che sia il primo che il secondo motoneurone vanno incontro a degenerazione e muoiono. La morte di queste cellule avviene gradualmente nel corso di mesi o anche anni.

I primi segni della malattia compaiono quando la perdita progressiva dei motoneuroni supera la capacità di compenso dei motoneuroni superstiti fino ad arrivare ad una progressiva paralisi, ma con risparmio delle funzioni cognitive, sensoriali, sessuali e sfinteriali (vescicali ed intestinali).

Ha una caratteristica che la rende particolarmente drammatica : pur bloccando progressivamente tutti i muscoli, non toglie la capacità di pensare e la volontà di rapportarsi agli altri. La mente resta vigile ma prigioniera in un corpo che diventa via via immobile.

Le cause della malattia sono sconosciute .

Incidenza 3 casi ogni 100.000 abitanti

Prevalenza 10 ogni 100.000 abitanti

Attualmente sono ca 5.000 i malati in Italia.

L’incidenza della malattia rispetto al sesso risulta principalmente omogenea. Anche se vi è una lieve preponderanza nel sesso maschile. In Italia si manifestano in media tre nuovi casi di SLA al giorno e si contano circa sei-otto ammalati ogni 100.000 abitanti.

In una diversificazione di concetti possiamo affermare che, mentre l’incidenza, cioè il numero di casi che si presentano in un anno, sono gli stessi, aumenta la prevalenza, cioè il numero di persone che convivono con questa malattia. Questo aumento è sostanzialmente dovuto al miglioramento delle cure palliative, al generale miglioramento delle condizioni di vita della persona malata, al cambiamento etico/culturale nei confronti delle proprie scelte di vita, di quotidianità.

Pur ipotizzando interazione fra predisposizione genetica e fattori ambientali non è associabile il presentarsi della malattia rispetto all’appartenenza ad un’area geografica.

La malattia e l’età:

Prevalentemente colpisce persone adulte in un’età compresa fra i 40 e 70 anni.

Vi sono casi di incidenza giovanile con un’età compresa fra i 17 e i 20, così come in un’età anziana fra i 70 – 80 anni.

Non è significativamente presente un’incidenza in età infantile.

Ipotesi sulle cause della SLA

Le cause della SLA sono ancora sconosciute, comunque è ormai accertato che la SLA non è dovuta ad una singola causa; si tratta invece di una malattia multifattoriale, determinata cioè dal concorso di più circostanze.
Le numerose ricerche in corso mirano a chiarire il ruolo di alcuni fattori.

• Eccesso di glutammato: il glutammato è un aminoacido usato dalle cellule nervose come segnale chimico: quando il suo tasso è elevato ne determina un’iperattività che può risultare nociva. Tutto ciò sembra che giochi un ruolo importante nella SLA. Il Riluzolo, unico farmaco approvato nella terapia della SLA, agisce riducendo l’azione del glutammato.
• Predisposizione genetica
• Carenza di fattori di crescita: si tratta di sostanze, prodotte naturalmente dal nostro organismo, che aiutano la crescita dei nervi e che facilitano i contatti tra i motoneuroni e le cellule muscolari.
• Fattori tossico-ambientali: esistono diversi elementi (alluminio, mercurio o piombo) o alcuni veleni e certi pesticidi agricoli che possono danneggiare le cellule nervose e i motoneuroni.

Diagnosi di SLA
La SLA è una malattia molto difficile da diagnosticare. Oggi non esiste alcun test o procedura per confermare senza alcun dubbio la diagnosi di SLA. E’ solo attraverso un attento esame clinico, ripetuto nel tempo da parte di un neurologo esperto, ed una serie di esami diagnostici per escludere altre patologie che emerge la diagnosi. E’ tuttavia sempre utile, per la conferma della diagnosi, il supporto di un secondo parere specialistico.

La Sla in genere progredisce lentamente e la gravità può variare molto da un paziente all’altro. Anche nelle fasi più avanzate, la malattia colpisce soltanto il sistema motorio e risparmia tutte le altre funzioni neurologiche. Per approfondimenti clicca qui

La Cura
Al momento non esiste una terapia capace di guarire la SLA: l’unico farmaco approvato è il Riluzolo, la cui assunzione può rallentare la progressione della malattia.
Esistono anche altri farmaci per ridurre i sintomi ed ausili per migliorare l’autonomia personale, il movimento e la comunicazione; è possibile intervenire per evitare la denutrizione e per aiutare il paziente a respirare.
Negli ultimi anni le ricerche si sono moltiplicate e la speranza di trovare presto un rimedio definitivo si è fatta più concreta.

Inevitabilmente la SLA comporta dei cambiamenti nello stile di vita di tutti i componenti della famiglia, ma attraverso una adeguata e corretta presa in carico, l’utilizzo di alcuni ausili tecnologici ed una completa ed esaustiva informazione, è possibile mantenere in ognuno una qualità di vita degna di questo nome (Fonte: http://www.aisla.it/)

ICE BUCKET CHALLENGE: buttandosi un secchio d’acqua ghiacciata in testa si possono provare per qualche secondo le sensazioni di intorpidimento ai muscoli che prova costantemente un malato di SLA. Si tratta di una campagna virale volta a sensibilizzare la popolazione e ad effettuare donazioni.

DONARE DALL’ITALIA: vai sul sito http://www.aisla.it/ . Potrai effettuare la donazione online o mediante bonifico bancario e postale.

#ICEBUCKETCHALLENGE

In principio vi era Tangentopoli, la drammatica fine della I° Repubblica e la speranza di crearne una seconda più pulita e onesta, con un sistema istituzionale più funzionante ed incisivo nella vita di tutti i cittadini italiani. Poi ci fu l’avvento di Silvio Berlusconi sulla scena politica, e le speranze di cambiamento andarono a farsi fottere, sostituite da leggi ad personam, americanizzazione della politica, etichettature ad avversari politici e magistrati etc. Erano anche gli anni del centrosinistra, dell’Ulivo, dell’Unione, delle spaccature interne e dei governi che cadevano dopo poco tempo. E poi, il grande momento, l’occasione storica per eccellenza: le elezioni del febbraio 2013, che sembravano trasformare il governo Monti in una fase di transizione dalla seconda alla Terza Repubblica. Esito: crollo dei partiti tradizionali e boom del M5S, 101, Bersani che fallisce nella mediazione con Grillo e Governo Letta. Di nuovo: fine delle speranze di cambiamento. Fino ad arrivare ad oggi: Matteo Renzi attuale Presidente del Consiglio e 40% del PD alle Europee. Di treni ne abbiamo persi tanti, ma la cosa più grave è che abbiamo perduto qualcosa di più, un nostro modo di essere e di fare politica, di dialogare e non insultare, di vedere nell’avversario politico (appunto) un avversario e non un nemico, di vedere nella politica un campo ove si parla, si scambiano idee etc. e non un campo di guerra. In passato, dei delinquenti implicati in Mani Pulite non avrebbero mai avuto una seconda occasione per far danni 20 anni dopo, in occasione di Expo2015. Eppure sarebbe il male minore, perchè sarebbero sempre le stesse persone: non ci sarebbero, cioè, altri soggetti ex novo. In passato, un Giorgio Almirante avrebbe potuto salutare il suo «nemico storico» Enrico Berlinguer nel suo ultimo viaggio; oggi, un grave problema di salute è l’unica occasione (quasi) per vedere un gesto di umanità da parte di un avversario nei confronti di un altro. Soprattutto, era più facile vedere politici competenti, sicuramente attaccati ai loro interessi in molti casi, ma in grado di saper misurare le parole ed il proprio pensiero. Oggi invece assistiamo ad una seria degenerazione di tutto ciò: i giudici “antropologicamente diversi”, gli italiani “coglioni” che votano a sinistra, il “tricolore” con cui ci si pulisce il c**o etc. sono ormai espressioni superate, figlie di un passato che ci stiamo lasciando alle spalle. Oggi si preferisce proporre il dialogo con i terroristi, magari elevandoli a soggetti del diritto internazionale (Alessandro Di Battista), tanto “sti cavoli” che decapitano persone, seppelliscono vivi uomini, donne e bambini… Oggi c’è il coraggio di supporre “una coincidenza” tra la decapitazione di un giornalista americano e i raid americani (Davide Bono), senza il minimo rispetto per l’orrore provato dalla famiglia… La cosa peggiore è che tutto ciò è frutto di chi, 1 anno fa, si era presentato come il nuovo, la Rivoluzione… Si fosse trattato di estrema destra, di Lega Nord, uno neanche si stupiva più… In Italia abbiamo pagato l’onestà ad un prezzo troppo caro: abbiamo ucciso l’etica in cambio di incompetenza. 

Greta Ramelli e Vanessa Marzullo (Fotogramma)“Con l’idealismo dei vent’anni”… In Italia pare quasi una colpa essere giovani. Eppure, nel 1918 fu la leva del 1899 a contribuire alla vittoria di Vittorio Veneto; ventenni furono coloro che sacrificarono la propria vita durante la resistenza contro il nazifascismo; sono coloro che, secondo Enrico Berlinguer, se ” (i giovani) si organizzano, si impadroniscono di ogni ramo del sapere e lottano con i lavoratori e con gli oppressi, non c’è più scampo per un vecchio ordine fondato sul privilegio e sull’ingiustizia”; sono coloro che con il progetto ERASMUS, che facendo esperienze in Europa stanno contribuendo giorno dopo giorno a costruire il più grande progetto di pace e integrazione della storia: gli Stati Uniti d’Europa.  Sono coloro che, con le parole di Roberto Vecchioni, “difendono un libro, un libro vero così belli a gridare nelle piazze perché stanno uccidendo il pensiero” (in pillole: la Costituzione, la nostra Carta fondamentale)… Non voglio essere l’artefice di un conflitto generazionale, perchè sono assolutamente convinto che l’Italia possa ripartire solo con il rispetto tra chi ha venti, trenta, quaranta, cinquant’anni etc. Parlare così cinicamente di due ragazze, che sicuramente non sono esenti da colpe (ma l’anagrafe non c’entra nulla), è veramente atroce per loro, per chi lo dice, per la famiglia che sta in angoscia giorno dopo giorno per la loro sorte, e per tutto il Paese Italia, che ormai da tempo ha perso di vista i propri figli e sa solo bollarli come idealisti, inesperti etc.

Chissà, se ad essere rapiti fossero stati due settantenni cosa si sarebbe detto: forse sarebbero stati colpevoli di andare in Siria ad una età troppo avanzata… Anzi no: a partire da una certa età si può tutto…

Un’altra occasione di cambiamento va a farsi benedire. Non ci è bastato il treno perso a febbraio 2013, quando le elezioni politiche delineavano un quadro politico incerto ma che, allo stesso tempo, dava la possibilità di rompere con il passato. No, noi italiani non siamo un popolo di “approfittatori”, non azzardatevi a chiamarci così. Dite quello che volete: siamo pizza, spaghetti, mandolini etc. etc., ma “approfittatori” proprio no; ci piace essere modesti. E così, ieri ci siamo giocati la carta del calcio, nello specifico l’elezione del nuovo Presidente della F.I.G.C. E’ passato il nome di Carlo Tavecchio, voluto dalla stragrande maggioranza dei piani alti dello sport nazionale per eccellenza. Poco importa che se ne sia uscito con espressioni del tipo «Optì Pogba è un mangiatore di banane»: è una persona esperta, e questo basta e avanza. L’alternativa sarebbe stata un «giovane ed inesperto» Demetrio Albertini. In Italia funziona così: se sei giovane ( a 40 anni poi…) ti bollano subito, neanche ti danno il tempo di sbagliare; se sei in età avanzata molti errori te li passano. Dunque, siccome bisogna rompere con il passato, mettere un freno agli scandali (vedi calcioscommesse), fare pulizia, eleggiamo Carlo Tavecchio ( condannato a 4 mesi di reclusione nel 1970 per falsità in titolo di credito continuata in concorso, a 2 mesi e 28 giorni di reclusione nel 1994 per evasione fiscale e dell’IVA, a 3 mesi di reclusione nel 1996 per omissione di versamento di ritenute previdenziali e assicurative, a 3 mesi di reclusione nel 1998 per omissione o falsità in denunce obbligatorie, a 3 mesi di reclusione nel 1998 per abuso d’ufficio per violazione delle norme anti-inquinamento, oltre a multe complessive per oltre 7 000 euro”). Bisogna combattere razzismo e xenofobia negli stadi? Nessun problema: eleggiamo Carlo Tavecchio. D’altronde capita a tutti di fare qualche gaffe in pubblico. Dite che avremmo dovuto nominare un’altra persona perchè FIFA e Commissione Europea ritengono necessario contrastare le derive razziali? Capirai, in Europa già ci impongono sacrifici e di rispettare il bilancio statale. Noi siamo furbi, non ci facciamo coglionare 2 volte. Quindi, nel calcio decidiamo noi: voi non volete Tavecchio? E noi lo eleggiamo. Sentimento di amor patrio, non c’è che dire. Certo, bisogna anche dire che il cambiamento bisogna pretenderlo, avere coraggio nel decidere. Tavecchio ha potuto beneficiare in qualche misura anche di quel documento (inutile a parer mio) con cui 9 squadre chiedevano il ritiro delle candidature per far subentrare un commissario. Una regola del tipo: o tutti o nessuno. Uno parla, fa gaffes, e di conseguenza ci deve rimettere anche l’altro: ragionamento che non porta da nessuna parte. Sarebbe stato più dignitoso presentare una terza candidatura: non sia mai che qualche effetto positivo lo avrebbe portato. Vabbè, tante parole ma alla fine il risultato non cambia: Carlo Tavecchio nuovo Presidente della F.I.G.C. #siamopropriofuoridalmondo

Dopo neanche 3 mesi dalla pubblicazione, l’e-book “Cos’è il Malpaese? Voci dell’Italia che (r)esiste” ha generato risultati al di sopra di ogni più rosea aspettativa. Stando ai dati dell’editore (http://www.youcanprint.it ), l’opera è stata scaricata (dato aggiornato al 10 agosto 2014) 135 volte dai vari stores ove è possibile reperirla. Un risultato clamoroso, frutto del lavoro di 4 anni di vita del blog http://www.ilmalpaese.wordpress.com e che, parzialmente, è stato raccolto nell’ e-book. Non solo: è frutto della pubblicità online generata mediante il blog ed il passaparola. Insomma, in pillole: un grande risultato a costo 0. Certo, l’opera è scaricabile gratuitamente. Ciò però non significa che sia più facile “vendere”. “Cos’è Il Malpaese? Voci dell’Italia che (r)esiste” è una goccia in un oceano di opere digitali vendute a costo 0. Di queste, solo una piccola percentuale riesce ad ottenere una discreta visibilità: la nostra, fortunatamente, c’è riuscita.

Dunque, 135 volte grazie a chi ha deciso di scaricare l’e-book, a chi ci ha fatto pubblicità, a chi avrà intenzione di leggere queste 168 pagine in futuro.

Parlando per la mia (piccolissima) parte di contributo:

  • 135 significa che ora la vicenda della GoodYear di Cisterna è conoscibile più facilmente oltre i confini della Provincia di Latina e del Lazio;
  • 135 significa che ora la vicenda “Damasco 2, il caso Fondi” ha una cassa di risonanza che comincia a coinvolgere la penisola, nella speranza che resti un fatto isolato;
  • 135 significa cominciare a dare un calcio all’antipolitica e al razzismo (articoli su euro, Lampedusa e Cecile Kyenge);
  • 135 significa tanto, tantissimo…

Sembrava una notizia di lercio.it, una di quelle «bufale» messe in giro dalla rete e che i “fessacchiotti” non esitano a far girare, indignandosi e lanciando parole colorite. Invece, per una volta, i fessacchiotti potevano rendersi protagonisti di un bellissimo fatto: scambiare la notizia vera per bufala e divulgarla. Non è successo, pazienza. Però il fattaccio resta: l’ex comandante della Costa Concordia, Schettino, ha tenuto un intervento per spiegare «dal suo punto di vista, cosa è accaduto nella notte del naufragio e sulla gestione di quei momenti di panico » (fonte: corrieredellasera.it ). Era il 5 luglio; l’occasione: «ll seminario “Dalla scena del crimine al profiling” organizzato nell’ambito del Master in Scienze criminologiche e psicopatologico-forensi della facoltà di Medicina », tenuto dal docente e criminolo Vincenzo Maria Mastronardi. Proprio non ci si riesce a non fare figuracce, a essere un Paese normale. Non ci basta aver creduto e votato più volte un plurindagato e pregiudicato; non ci basta di aver dato retta alla miracolosa «democrazia della rete», dove basta un click da casa per cambiare il mondo… No, non siamo mai contenti. O meglio, siamo incontenibili. Ora permettiamo all’artefice di un disastro (32 morti, 110 feriti, 1 disperso), ancora sotto processo, di parlare davanti agli studenti di gestione del panico. Lui si difende sostenendo di essere un esperto del settore (!). Ma guarda un po’, in un Paese di 60 milioni di persone non si è riusciti a trovare una persona esperta di «gestione del panico», che non si è mai macchiata di crimini del genere. No, serviva il comandante Schettino, quello secondo cui il detto «il capitano è sempre l’ultimo ad abbandonare la nave» va (quasi) ribaltato. Eravamo il Paese di Dante, Leonardo, Raffello, Michelangelo etc. Ora qui, al massimo, ci possono vivere Pinocchio e Lucignolo.