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Archive for the ‘ANGELO CIOETA’ Category


Il futuro demografico del Paese: l’Italia che verrà

on 28 aprile 2017 in ANGELO CIOETA, ITALIA Commenti disabilitati su Il futuro demografico del Paese: l’Italia che verrà

È uscito il report dell’#ISTAT, dal titolo Il futuro demografico del Paese, Previsioni regionali della popolazione residente al 2065. Stando ai dati, il nostro Paese, che attualmente conta circa 60,7 milioni di anime, sarà destinato a conoscere un decremento della popolazione, che toccherà i 58,6 milioni nel 2045 e i 53,7 milioni nel 2065. Nel giro di una cinquantina di anni, dunque, ci sarà un saldo demografico negativo di 7 milioni di abitanti… Per continuare a leggere, cliccare qui > http://it.blastingnews.com/cronaca/2017/04/il-futuro-demografico-del-paese-litalia-che-verra-001656957.html

Populismi: ore contate?

on 22 marzo 2017 in ANGELO CIOETA, ATTUALITA', MONDO, POLITICA Commenti disabilitati su Populismi: ore contate?

Articolo del sottoscritto pubblicato qui: http://www.wtnews.it/frequenze

È una previsione, dunque un’analisi di quello che accadrà che potrebbe essere soggetta ad una clamorosa smentita. Eppure, diversi segnali paiono indicare che l’avanzata dei populismi nel mondo sembra destinata a concludere la sua trionfale ascesa. L’unico modo per andare contro tale percezione, è una doppia vittoria del Front National in Francia e dell’AFD in Germania alle elezioni politiche. Altrimenti, la vittoria di Trump negli USA e la Brexit resteranno eventi clamorosi, importanti e storici, che porteranno sicuramente ad un radicale cambiamento degli equilibri internazionali, ma paradossalmente non tale da sancire la vittoria definitiva dei nazionalismi, la cui Berlino – rifacendosi al 2 maggio 1945 – consisterebbe nella dissoluzione dell’Unione Europea. Marine Le Pen è stata chiara negli ultimi anni: la Francia, in caso di sua vittoria, uscirà dall’UE. Discorso simile per l’AfD di Frauke Petry, che punta alla fine dell’euro e ad una riforma dell’UE in chiave anti-immigrazione. Si tratta di forze politiche che si sono foraggiate della crisi economica e del fallimento delle politiche adottate dalle forze moderate in questi ultimi anni (vedasi l’indice di gradimento del presidente francese Francois Hollande, il più basso dal dopoguerra ad oggi). Eppure, se la statistica non sbaglia, il consenso acquisito non è sufficiente per poter realizzare le proprie politiche. C’è poco da dire: se non ottieni la maggioranza per governare, non potrai realizzare una politica anti-europea. Al momento, infatti, in Francia la Le Pen è impegnata in un testa a testa con Emmanuel Macron al primo turno, ma al ballottaggio non sembra avere alcuna possibilità con nessuno dei candidati. In Germania, il consenso alla Merkel sembra in calo, ma la SPD si è rilanciata con la candidatura dell’europeista convinto Schultz. Brexit e Trump, seppur accolti con toni trionfali dai populisti, ora potrebbero diventare una clessidra pericolosa per gli stessi, quasi un boomerang. Tali eventi, infatti, mescolati alla consapevolezza che l’UE non potrebbe reggere all’uscita della Francia e della Germania, obbligano a prendere una maggioranza di governo nei Paesi interessati il prima possibile. Con il passare del tempo, infatti, le politiche utopistiche di Trump si scontreranno con la realtà (vedasi il ban per gli immigrati, bocciato dalla Suprema Corte); la Gran Bretagna vivrà un periodo di riorganizzazione delle sue politiche estera ed interna (accordi bilaterali, eventuale referendum scozzese, questione irlandese etc.), che sarà soprattutto lacrime e sangue per la popolazione. Inoltre, le forze europee stanno progressivamente rialzando la testa. La fine delle larghe intese nel Parlamento Europeo, ha tolto una ragione per sostenere i populismi. La SPD tedesca, inoltre, insegna che candidare una persona competente e stimata come Schultz, è la strada migliore per rilanciare le proprie idee, anche in un periodo in cui l’europeismo non convince in tanti. A tutto ciò, va aggiunto quello che sta succedendo in altri Stati: in Polonia Diritto e Giustizia, partito di estrema destra al Governo, ha perso molto del suo consenso, tanto da non permettergli una nuova vittoria alle future politiche; in Olanda, il Partito per la Libertà di Wilders è tra i primissimi, ma non ha il consenso necessario per governare, causa anche un sistema elettorale fortemente proporzionale. Insomma, parlando in termini storici, possiamo metterla così: se Brexit e Trump sono state la vittoria delle Ardenne e l’aggiramento della linea Maginot, le elezioni politiche del 2017 potrebbero risolversi in una operazione Leone Marino, preludio di lungo termine a Stalingrado, alla Normandia del D-Day e alla presa di Berlino che, a differenza di quanto accennato all’inizio, si tradurrebbe nella sconfitta dei populismi e in un rialzare definitivo della testa da parte delle forze europee. La clessidra del tempo, insomma, sembra ora essere l’arma più pericolosa per gli estremismi.

 

RadioImpegno intervista Emergency

on 23 febbraio 2017 in ANGELO CIOETA, ATTUALITA', ITALIA, MONDO Commenti disabilitati su RadioImpegno intervista Emergency

Nella notte tra il 22 e il 23 febbraio 2017, il sottoscritto e Luca Ianiri, sono stati intervistati da RadioImpegno (http://www.radioimpegno.it) per parlare di Emergency. Nel seguente video, è possibile ascoltare la replica integrale dell’intervista. Buon ascolto!

 

L’ospedale si piega ai dettami dell’ISLAM: falso !

on 7 febbraio 2017 in ANGELO CIOETA, ATTUALITA', ITALIA Commenti disabilitati su L’ospedale si piega ai dettami dell’ISLAM: falso !

Articolo del sottoscritto apparso qui: http://www.mondita.it/2017/02/ospedale-islam/

«Ieri nel reparto ostetricia una donna è stata trasferita di Camera perché era subentrata nella stessa una signora turca..il marito della signora turca ha fatto spostare di l’altra gestante perché lui non voleva che in quella Camera entrassero altri uomini!!! Giustamente ha pensato di essere in una clinica privata. .ma ce anche chi glielo ha permesso!! Vive l’Italia!Ps!!!! Mi chiedo se questi hanno firmato per le non chiusura del reparto!!!».  Così scrive Vittoria Stancanelli nel gruppo Facebook pubblico Mugugni d’Ineja e du portu, il giorno 26 gennaio 2017 (link). In poche parole, il 25 gennaio, presso l’ospedale d’Imperia, due futuri genitori di origine turca si presentano nel nosocomio perché la donna sta per partorire. La futura mamma viene quindi portata in una camera da condividere con un’altra paziente.

Ma, alla prima viene riscontrata una patologia infettiva, dunque si decide per il trasferimento dell’altra donna, allo scopo di evitare contagi. Il post su Facebook, però, miete le prime conseguenze dovute ad un racconto completamente diverso e falso, forse dovuto al nervosismo per il lieto evento (l’autrice nei commenti sotto il post specificherà che la donna trasferita era la figlia). Interviene un consigliere regionale, Alessandro Piana, esponente della Lega Nord che si lascia alle seguenti dichiarazioni: «Nell’epoca dell’ostentazione di finto buonismo e tolleranza accade che una ragazza italiana si veda costretta ad essere spostata perché il marito musulmano della sua compagna di stanza non vuole che ci siano uomini nella camera della moglie. Non ce la vengano a raccontare: questo è un autentico episodio di razzismo nei confronti di cittadini italiani, incomprensibilmente avvallato da qualche buonista “di reparto» (post del 27 gennaio 2017).

Aggiunge: «Ho parlato direttamente con le vittime di questa vergogna e non mi risulta che il trasferimento sia stato disposto per motivi sanitari, come sostenuto inizialmente dalla direzione dell’Asl1 Imperiese. Un ospedale è per tutti. Chi ha sbagliato deve pagare e, a questo punto, sarebbe opportuno aprire un’inchiesta interna sull’inaccettabile episodio di discriminazione, legittimata perfino nei nostri ospedali, spesso sovraffollati, per accertare le singole responsabilità. In tal senso, d’intesa con l’assessore e vicepresidente Sonia Viale, ho già predisposto un’interrogazione che verrà discussa in consiglio regionale con carattere d’urgenza. Il gravissimo fatto di razzismo ai danni di una giovane mamma di Imperia e dei suoi famigliari dimostra la disparità esistente anche nelle nostre strutture pubbliche. Difendiamo le nostre donne dai folli dettami dell’islam» (guarda questo link).

Cerchiamo di fare ordine. Innanzitutto, la pubblicazione di post come quello di Vittoria Stancanelli non è un caso isolato. Accade spesso, infatti, che le persone tendano a sfogare la loro rabbia sui Social Network, dovuta ad ingiustizie (vere o presunte) subite in ospedale. Questa forma di protesta, legittima, ha nella stragrande maggioranza dei casi un limite: non si specificano eventuali risposte che la struttura sanitaria ha dato alla persona “vittima” di ingiustizia. All’interno degli ospedali, infatti, esiste l’URP (Ufficio Relazioni con il Pubblico), a cui è possibile chiedere informazioni e spiegazioni su un determinato fatto. Nel post della Stancanelli, succede invece che lei motiva il trasferimento della figlia con questioni di razza e religione. Paradossalmente, forse senza accorgersene, nei commenti scrive un testo che la porta dalla parte del torto. Chiede infatti una persona: «Vittoria. ..ma voi non avete protestato con la direzione sanitaria? ??». La risposta: «Luciano…sono arrivata a cose avvenute..ma non per questo lascio cadere la cosa…». Troppo comodo: se il trasferimento non ti è piaciuto, puoi chiedere (se dimostri che ci sono validi motivi) di ripristinare la situazione precedente. Più in generale, prima di scrivere un post su Facebook, meglio chiedere al personale competente spiegazioni, se le tue intenzioni sono quelle di chiarire e non di sollevare polveroni inutili.

Passiamo ora alle parole del consigliere regionale. Anche qui, l’analisi è spietata. Piana parte subito con la certezza che il trasferimento è stato fatto su richiesta del marito. Di conseguenza, dichiara di aver parlato con le “vittime” del fatto e di aver ottenuto conferma che il trasferimento non era stato disposto per motivi sanitari. Quindi, avrebbe intrapreso le azioni necessarie per evitare il ripetersi di episodi di “razzismo” del genere. È un castello di carte:

  1. il consigliere ha dato adito ad un post su Facebook e ha parlato solo con le vittime, ma non ha proferito parola con la persona accusata. Se vuoi comprendere cosa veramente è successo, le parti le devi ascoltare tutte. Ci ha pensato Imperiapost a chiedere la versione dell’accusa, contattando direttamente Murat Kirik, persona incolpata dell’accaduto, che ha risposto: “Ma questi sono pazzi? Si sono inventati tutto. Pensano davvero che io possa avere una mentalità del genere? Ma per chi ci avete preso?Io avrei voluto che mia moglie fosse in camera con altre persone perché io sono sempre al lavoro e non riesco a starle vicino quanto vorrei in questo momento così importante della nostra vita […] Noi quella donna non l’abbiamo neanche mai vista  […] l’ospedale ci ha solo comunicato che mia moglie avrebbe dovuto restare in camera da sola. Quando siamo arrivati nella stanza doppia, una volta usciti dalla sala parto, infatti, all’interno non c’era nessuno”. “Le accuse nei miei confronti […] sono totalmente inventate. Io non ho mai chiesto niente tantomeno di non avere uomini insieme a mia moglie, ma che mentalità pensano che abbiamo? E’ stato l’ospedale a disporre il trasferimento […] Mi sono già fatto consegnare tutti gli articoli di giornale e i post su internet, sono pronto a querelare” (questa la fonte)
  2. il consigliere viene a sapere dalle vittime che non vi erano motivi sanitari, ma poi non chiede conferma al personale ospedaliero (almeno così lascia intendere nell’articolo). Sarebbe stata cosa buona e giusta conoscere la versione dell’ospedale. L’ospedale, infatti, una risposta la lascia: «“In ospedale si cerca, nel limite del possibile, di favorire situazioni personali di disagio. Non è una regola, ma se c’è un posto libero in un’altra stanza questa situazione viene favorita, ma questo riguarda cristiani, mussulmani e altre religioni.  Può succedere anche che uno abbia molti parenti e, per evitare che si crei confusione, siccome il reparto è nuovo e molto bello anche dal punto di vista dell’accoglienza, se si può si cerca di favorire le singole situazioni a tutela della privacy indipendentemente dalla religione». Inoltre, un comunicato era già stato emanato dalla ASL, ove si parlava della patologia infetta come causa e motivo del trasferimento:

Insomma, una semplice azione di tutela della salute si è trasformata in un ennesimo caso di guerra tra poveri, in strumento di propaganda politica anti – musulmana. Chissà se, a parti inverse, si sarebbe sollevato un polverone del genere.

IO HO FIRMATO

on 21 ottobre 2014 in ANGELO CIOETA Commenti disabilitati su IO HO FIRMATO

Manifestazione_PDContributo alla Discussione della Direzione Nazionale PD del 20 ottobre 2014

 

Il documento è stato prodotto da dirigenti, iscritti ed elettori del PD con la speranza di poter dare un contributo utile alla discussione presso la Direzione Nazionale del PD sul tema della Forma Partito in programma oggi, lunedì 20 ottobre.

Il documento intitolato “Per un Partito democratico e partecipato” ha l’obiettivo di cercare alternative all’organizzazione politica del PD. Un partito che, pur all’apice dei risultati elettorali, vede ridurre drasticamente la partecipazione alla vita del partito.

Alla base della proposta: dare un ruolo partecipato agli iscritti, ripensare la funzione delle primarie, una più chiara trasparenza a ogni livello dei bilanci, una riorganizzazione più adeguata ai nostri tempi, soprattutto nelle aree metropolitane. La creazione di una scuola di amministrazione per gli eletti e i loro collaboratori; la costituzione di un gruppo di lavoro per scrivere il regolamento dei referendum interni, mai attuato anche se previsto dallo Statuto.

“Per un Partito Democratico e Partecipato”

Un partito che vuole realizzare il sogno di Altiero Spinelli, Eugenio Colorni ed Ernesto Rossi degli Stati Uniti d’Europa, deve lavorare per superare l’attuale modello intergovernativo che si distingue per gli egoismi nazionali. Il modo migliore è dare senso alla sua adesione al PES, contribuendo alla trasformazione dello stesso, da sommatoria di partiti nazionali in un vero e proprio partito europeo trasnazionale, con l’obiettivo di contribuire alla creazione di una vera politica europea che punti sul lavoro e sui diritti, capace di stimolare la nascita di un welfare europeo impegnato a redistribuire la ricchezza in modo più equo.

Il Partito democratico, come gli altri corpi intermedi, sta attraversando una lenta metamorfosi che lo sta allontanando sempre più dalla propria base.

Le cause sono molteplici e vanno ricercate su vari fronti: la trasformazione della società sempre più connessa alla rete e sempre più frammentata; le primarie che hanno permesso – in particolare negli anni in cui è mancato un confronto attraverso i congressi – di votare per l’elezione degli organi del partito, segretario e assemblea a ogni livello, senza essere iscritti; la concorrenza dei talk show, dove grazie all’interazione dei social forum e ai temi trattati si può partecipare alla discussione.

Tutto ciò si mescola nel vento dell’antipolitica generato dalla cattiva politica e scoraggia l’iscrizione al partito. Infine, bisogna aggiungere il modello alternativo del Movimento 5 Stelle che ha fatto del web un strumento organizzativo utile, immediato ed economico.

Il Pd nacque con l’intento di aprire spazi di partecipazione dei cittadini alla vita politica cercando di integrare il modello tradizionale con uno più aperto. Ma il risultato, in buona parte, è consistito nella ricerca di posizioni verticistiche a tutti i livelli, ciò ha trasformato il Pd in un partito degli eletti e dei comitati elettorali riducendo la partecipazione dei cittadini alle sole primarie, nonostante lo Statuto preveda momenti di partecipazione più ampi come i referendum interni.

Il rinnovamento deve necessariamente passare attraverso l’apertura alla partecipazione dei cittadini utilizzando il metodo della condivisione attiva delle conoscenze, prevedendo la possibilità a vari livelli di partecipazione che implicano, di conseguenza, diversi oneri e responsabilità per chi è iscritto e chi non lo è.

E’ necessaria anche una più chiara trasparenza dei bilanci, insieme ad una equa ridistribuzione delle risorse economiche, soprattutto sui territori, per razionalizzare le sedi, contenere i costi e rafforzare il partito dando nuova centralità ai circoli.

Un partito forte non teme ma valorizza il dissenso, può crescere esaltando le diversità di opinioni, non deve temere chi resta, ma chi lo abbandona perché non si sente ascoltato. Un partito sano ha un rapporto trasparente e sereno con il potere, non occupa le cariche pubbliche a scapito di merito e competenze, ma rivendica la sua autonomia dallo Stato ed esercita la sua responsabilità per un futuro migliore.

La democrazia rappresentativa va incalzata con le nuove possibilità offerte dalla democrazia partecipativa e deliberativa, perché la democrazia non si esaurisce nella forma: non si applica, ma la si fa vivere. Si possono sperimentare da subito, anche attraverso la rete, occasioni di partecipazione e di deliberazione collettiva: non solo attraverso referendum (democrazia deliberativa) ma assemblee di discussione informate (condivisione cognitiva).

La partecipazione a sua volta implica un recupero di valori etici e di responsabilità collettiva, una diversa visione dell’eletto al servizio dei cittadini. La vecchia idea dell’uomo solo al comando non è più adeguata alla nostra complessità sociale. Ma la partecipazione non è semplice disponibilità all’ascolto. È necessario stabilire un autentico dialogo attivo con i cittadini per costruire insieme una democrazia orizzontale in cui paternalismo, verticismo, autoreferenzialità, trasformismo, opportunismo – vizi tipicamente italiani – dovrebbero essere visti come elementi appartenenti a un passato che non vogliamo ripetere.

A tale scopo dovremo riuscire a individuare e abbattere quelle barriere che oggi impediscono il dialogo, a cominciare dal linguaggio. Perché se nella fase dell’analisi è scontato che i concetti siano espressi con il linguaggio che le discipline sociologiche, giuridiche, politologiche richiedono, poi nello svolgimento del dibattito e nella comunicazione allargata bisogna fare uno sforzo per andare oltre superando il “democratichese” e le formule involute del “politichese” che ci allontanano dai cittadini.

Mettere al centro il concetto di partecipazione significa, per esempio, non limitarsi a individuare candidati segretari e candidato premier, ma adottare gli stessi criteri per l’elezione dei gruppi dirigenti a ogni livello e per partecipare ai processi decisionali.

Pensiamo che si possa realizzare davvero un partito aperto al confronto con i cittadini che usi strumenti di democrazia partecipativa e orizzontale in un progetto coerente che auspichiamo possa essere approvato in tempi rapidi.

Un partito meno burocratico, più coerente tra il “dire” e il “realizzare”, più trasparente nella gestione delle risorse, con una organizzazione più razionale ed efficiente. Da qui l’esigenza di modificare i regolamenti per:

  • Cambiare il sistema di elezione delle assemblee elettive, con sistemi di ponderazione per valorizzare il peso degli iscritti;
  • Creare una Scuola dell’amministrazione, aperta agli eletti e ai loro collaboratori;
  • Costituire un gruppo di lavoro per scrivere il regolamento dei referendum interni;
  • Dare vita ad una fondazione unica sul modello del SPD;
  • Istituire albo interno dei collaboratori degli eletti e riorganizzare le Federazioni tenendo conto dei costi e delle nuove esigenze che le Aree Metropolitane impongono;
  • Spostare una parte del potere decisionale ai circoli e agli elettori aggiornando gli strumenti per la consultazione della base;
  • Formare una rete di Forum tematici concepiti come organismi di partecipazione, aperti a iscritti e non iscritti.

Quindi razionalizzare risorse e strutture, rivalutare il grande capitale umano sono i punti centrali della riforma che può essere avviata dopo un processo di spending review interno, con l’intento di migliorare il rapporti tra eletti, partito e cittadini.

Il cuore della riforma deve riuscire a trasformare i circoli, da luoghi chiusi a spazi della partecipazione alla vita pubblica, razionalizzando le sedi e responsabilizzando il territorio a coinvolgere la società nella vita del partito. Aprendo gli spazi alle associazioni, ai comitati locali, al mondo del lavoro e sindacale, alle imprese e al sistema cooperativo, e coinvolgerli nei processi decisionali e nel delicato lavoro di ricostruzione del tessuto sociale, lacerato dalla crisi.

In questi anni la politica ha dimostrato che le competenze sono importanti per governare e per controllare l’operato di chi governa, in particolare negli enti locali e nelle regioni, dove sprechi e scandali incidono maggiormente. Così diventa importante la Scuola dell’Amministrazione, aperta agli eletti ed ai loro collaboratori, orientata alla promozione della partecipazione, alla tutela del bene comune e della legalità, con la possibilità di usare l’e-learning e di verificare la preparazione dei partecipanti, prima di assumere qualunque incarico.

Infine, l’albo interno dei collaboratori degli eletti nelle Istituzioni dei vari livelli (parlamentari, consiglieri, assessori), nel quale siano indicate in trasparenza professionalità, competenze ed esperienze utili a migliorare il lavoro degli eletti e il rapporto di quest’ultimi con il partito e con i cittadini.

Particolare attenzione va rivolta alle Aree Metropolitane che imporranno una necessaria ristrutturazione del modello organizzativo del partito, decentrando e allo stesso tempo omogeneizzando i territori per rafforzarne il potere, con l’obiettivo di contribuire a governare meglio l’Area metropolitana e pensare allo sviluppo del territorio.

Il modello di riferimento è quello delle sub-federazioni che, partendo dalla divisione del territorio in 4 quadranti e da un’area centrale, tenga in giusta considerazione le caratteristiche socio-economiche dei territori coinvolti e risulta più funzionale, anche grazie alla connessione con i Forum tematici.

Attivi su tutta l’Area e concepiti come organismi di partecipazione, aperti a iscritti e non iscritti, i forum tematici non possono restare palestre di discussione separate dai momenti decisionali e, a volte, avulse dal contesto politico più generale. Occorre introdurre l’obbligo per gli organismi dirigenti di prendere in considerazione le proposte dei forum.

In questo modo le federazioni periferiche potranno diventare centrali nell’azione politica del partito e allo stesso tempo potranno tornare a essere fucine di buona politica.

Primi firmatari

  1. Fabio Luciani – Assemblea Nazionale PD
  2. Raffaele Viglianti – Assemblea Nazionale PD
  3. Susanna Crostella – Direzione Romana PD
  4. Gloria Monaco – Assemblea romana PD
  5. Valentina Martino Ghiglia – Assemblea Romana PD
  6. Patrizia Patrignani – Direzione Regionale PD Lazio
  7. Aldo D’Avach – Direzione romana PD
  8. Marco Gentili – co-presidente Ass. Luca Coscioni, consigliere comunale PD Tarquinia
  9. Daniela Spinaci – Assemblea Nazionale PD
  10. Nicoletta Guelfi – Assemblea Nazionale PD
  11. Raffaele Micangeli – Segretario GD Rieti
  12. Giulia Bernardini Salvagni – Iscritta Circolo PD Monteverde Donna Olimpia
  13. Roberto Ceccarelli – Iscritto Circolo PD Mazzini, Roma
  14. Serenella Ranucci – Direzione Regionale PD Lazio
  15. Claudio Lombardi – Iscritto Circolo PD Capannelle, Roma
  16. Bernardino De Marco – Consigliere Comunale e Provinciale PD Rieti
  17. Enzo Genovese – Direttivo Circolo PD Ardeatina-Montagnola
  18. Ugo Baistrocchi – Attivista Partecipadem
  19. Carla Zironi – Segreteria Circolo PD Ladispoli
  20. Maria Elisa Pacifici – Direttivo Circolo Breda-Giardinetti
  21. Elisabetta Destasio – Direttivo PD Fiumicino (Rm)
  22. Guido Bianchi – Direttivo PD (dimissionario) Frosinone (Lt)
  23. Ileana Parasassi – Assemblea Romana PD
  24. Giovanna Frunzio – Circolo PD Formia (Lt)
  25. Francesca Valeriano – Circolo PD Formia (Lt)
  26. Salvatore Venuleo – Coordinatore Circolo on-line PD “Attilio Tonelli”
  27. Gabriella Della Fera – Attivista Partecipadem
  28. Emanuele Rallo – Consigliere Comunale e Direttivo circolo PD di Oriolo Romano
  29. Brunello Tirozzi – Attivista Partecipadem
  30. Cinzia Lancia – Assemblea Regionale PD Lazio, circolo Woody Allen Roma
  31. Roberta Pierro – Circolo PD di Gaeta (Lt)
  32. Catia Cialé – Attivista Partecipadem
  33. Saverio La Sala – Attivista Partecipadem
  34. Loredana Salerno – Circolo PD di Gaeta (Lt)
  35. Samantha Corvaro – Assemblea Regionale PD Lazio
  36. Bianca Maria Frabotta – Attivista Partecipadem
  37. Alessandra Borsini – ex iscritta PD Alessandrino, Roma
  38. Salvatore Porrello – ex-iscritto, ex Segretario del Circolo Casalotti, Roma
  39. Gabriele Verrecchia – Direttivo del Circolo PD Campagnano di Roma
  40. Erica Antonelli – Consigliere Comunale PD Fiumicino
  41. Piero Silva – Iscritto PD Caprarola (Vt)
  42. Lorenzo Camilli – Direzione provinciale PD Rieti
  43. Patrizia Pocheschi – Iscritta Circolo PD Cisterna di Latina
  44. Antonio Affuso – Attivista Partecipadem
  45. Laura D’Onofrio – Direttivo Circolo PD Cassino
  46. Mario D’Alessandro – Coordinatore segreteria provinciale di Frosinone
  47. Ivana Baldassarre – Direttivo Circolo PD Cassino
  48. Ernesto Fisucci – Assemblea Provinciale PD Frosinone
  49. Angelo Cioeta – Segretario Circolo PD Giulianello (Lt)
  50. Emanuela Pizzale – Direttivo Circolo PD di Paliano (Fr)
  51. Fernando Cancedda – Coordinamento Pd Centro storico, Roma
  52. Elisabetta Necci – Direzione provinciale PD Frosinone
  53. Pierluigi Sorti – Iscritto Circolo PD Mazzini, Roma
  54. Riccardo Greco – Direzione Provinciale PD Frosinone (dimissionario)
  55. Matteo Russo – Iscritto Circolo Oriolo Romano (Vt)
  56. Leonardo Jero – Iscritto Circolo Grottaperfetta, Roma
  57. Anna Maria Tedeschi – Direzione Provinciale PD Frosinone
  58. Fabio Iovine – Assemblea del PD Roma e del PD Lazio
  59. Mario Tosto – Iscritto Circolo PD Casal Palocco
  60. Antonia Spiezia – Assemblea Nazionale PD
  61. Carla Diddi – Iscritta PD Trastevere, Roma
  62. Serena Ubertini – Direttivo Circolo Alesi di Fiumicino (Rm)
  63. Roberta Strappini – Iscritta Circolo PD Casal dei Pazzi, Roma
  64. Guglielmo Galli – Iscritto Circolo PD Esquilino, Roma
  65. Antonella Baiocco – Segretaria del Circolo PD Contigliano (RI)
  66. Gaetano Capone – Assemblea Romana PD
  67. Enzo Bruno – Segretaria del Circolo PD Grottaperfetta, Roma
  68. Marino Beniamino – Segreteria Circolo Gad,  Ferrara
Se vuoi aggiungerti ai sottoscrittori del documento puoi farlo commentando il post o scrivendomi una e-mail a: [email protected]

PARLANO DI ME, DI NOI… “COS’E’ IL MALPAESE? VOCI DELL’ITALIA CHE (R)ESISTE”

on 28 agosto 2014 in ANGELO CIOETA, ATTUALITA', GIOVENTU', IL MALPAESE, SOCIETA' Commenti disabilitati su PARLANO DI ME, DI NOI… “COS’E’ IL MALPAESE? VOCI DELL’ITALIA CHE (R)ESISTE”

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