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Archive for the ‘DIRITTI’ Category


DA LASSÙ, ALTIERO VI RINGRAZIA

on 10 aprile 2017 in DIRITTI, EUROPA, MONDO Commenti disabilitati su DA LASSÙ, ALTIERO VI RINGRAZIA

Mi chiamo Altiero. Insieme a Eugenio, Ernesto e Ursula, tra il mare e la sabbia, tra le bombe e la sofferenza del confino a Ventotene, ho avuto l’onore e il piacere di posare la prima pietra della costruzione europea. Ho avuto modo, fino a quando la vita me lo ha concesso, di assistere alla crescita di una creatura stupenda, dove le persone viaggiano di Stato in Stato senza particolari problemi alle frontiere, dove i rappresentanti di Governo risolvono le controversie seduti ad un tavolo, senza ricorrere alla guerra. Voi non potete immaginare cosa significa, per me, uomo del 1907, vedere francesi e tedeschi abbracciarsi, dopo che per secoli si sono affrontati sui campi di battaglia, spargendo sangue umano in nome di una futile Ragion di Stato. Così come è commovente vedere il Brennero aperto, la circolazione nella stessa via di persone provenienti da Spagna, Portogallo, Croazia, Estonia, Ungheria e tutti gli altri Paesi uniti sotto la bandiera dalle stelle gialle e con sfondo azzurro. Quanto eravate belli il 7 gennaio 2015 a Place de La République, a manifestare in difesa delle vostre libertà, a protestare contro il terrore di chi vorrebbe tornare alla guerra tra popoli e religioni, contro chi vorrebbe distruggere l’idea che siamo tutti cittadini del mondo e non di un solo Stato. A nome di mia moglie, Ursula Hirschmann, dei miei amici Eugenio Colorni ed Ernesto Rossi, di tutti coloro che hanno messo a disposizione la propria vita per realizzare questo sogno, vi ringrazio. Grazie a voi, la casa comune europea compirà, nel 2017, 60 anni fatti di pace, speranze e sogni. Affinché non ci siano più degli Adolf, dei Benito e dei Tito pronti a sacrificare vite umane in nome di pazzi e fanatici ideali; affinché non si ripetano dolorose ferite come Srebrenica; affinché i sogni spezzati di Valeria Solesin, Lorenza di Leo e Giulio Regeni non diventino la vittoria della paura, bensì voglia rabbiosa di un mondo la cui unica nazione dovrà chiamarsi Terra.

Altiero.

Articolo del sottoscritto pubblicato qui: http://www.asslastazione.it/2017/04/05/da-lassu-altiero-vi-ringrazia/

Portes Ouvertes

on 14 novembre 2016 in ATTUALITA', DIRITTI, MONDO, SOCIETA' Commenti disabilitati su Portes Ouvertes

accoglienza (1)Dire padroni a casa nostra oppure chiudiamo i confini, sicuramente ti da il batticuore. Ma le emozioni più belle sono quelle che ti fanno uscire la lacrimuccia dall’occhio, dove i protagonisti sono i ponti e non i muri. In questa Unione Europea di egoismi emergenti c’è un Paese, l’Italia, che ai nazionalismi sa contrapporre esperienze di solidarietà passate e attuali che fanno rabbrividire, per quanto sono belle. C’è ad esempio Brindisi, capoluogo pugliese di 90mila abitanti, che il 7 marzo 1991 si ritrovò ad accogliere 25mila profughi albanesi in fuga da decenni di regime comunista. Un esodo allora considerato biblico, che vide le istituzioni nazionali impreparate a reagire adeguatamente (ci vollero 5 giorni per i primi aiuti strutturati), ma compensate dal grande cuore degli abitanti della città, che non ebbero paura di aprire le porte: 36 scuole divennero subito dormitori, le mense aziendali fecero duemila pasti in più al giorno rispetto al normale… 25 anni dopo, Lampedusa non è più solo un’isola da citare in geografia, Mare Nostrum non richiama più solo all’epoca romana… E, «sconfinando» un momento, scopriamo che le porte diventano ouvertes. E il 13 novembre 2015: Parigi viene scossa da una serie di attentati. All’inferno del Bataclan, i cittadini rispondono con l’hashtag #PortesOuvertes, offrendo protezione a chi scappava dal terrore. Tornando in Italia scopriamo che, 25 anni dopo, Riace non è più solo la città dei bronzi. Lo deve al sindaco, che ha deciso di avviare un programma di accoglienza per rifugiati, connesso al rilancio della città. Un’idea che ha portato alla rinascita del centro storico, al rilancio di attività artigianali, al sorpasso della natalità nei confronti della mortalità. Oggi Riace è un modello unico nel suo genere, è uno dei tanti baci d’amore tra due mondi, uno ricco e l’altro povero. Insomma, i confini qui non sono pervenuti. Per fortuna.

Articolo del sottoscritto apparso su: http://www.asslastazione.it/2016/11/13/portes-ouvertes/

L’eutanasia come percorso di vita

on 18 ottobre 2016 in ATTUALITA', DIRITTI, ETICA Commenti disabilitati su L’eutanasia come percorso di vita

eutanasia

Ci sono percorsi che nella vita non scegli, strade che ti ritrovi a praticare perché vittima di un destino crudele. Giusto per fare un esempio, si pensi a chi viene colpito da malattie neurodegenerative. Nasci, cresci, giorno dopo giorno conosci il mondo, realizzi le tue esperienze d’amore, ti trovi un lavoro. Se sei fortunato, riesci addirittura a sposarti e a trovare una stabilità familiare. Ma, se sei stato « nominato », sarà impossibile per te sfuggire alla sfida che ti viene proposta. Quando i muscoli cominciano progressivamente e lentamente a morire, inizia un percorso di vita del tutto nuovo e tragico. Attorno al tuo corpo si crea un labirinto che sei costretto a percorrere. Potresti utilizzare un filo e ripercorrere all’indietro il tragitto. Troppo facile: una volta che sei entrato nel labirinto, la porta alle tue spalle si chiude. Il tuo obiettivo è trovare la via d’uscita intesa come salvezza, come sconfitta della malattia. Hai un tempo da rispettare. Il decorso della malattia è la tua clessidra, la sabbia scorre lenta ma inesorabile. Ad un certo punto, ti ritrovi attaccato ad un respiratore artificiale: game over. La « luce in fondo al tunnel » che tanto desideravi diventa un bivio: girare a sinistra per staccare la spina e porre fine alle proprie sofferenze, oppure svoltare a destra e sperare in un miracolo che non arriverà mai. Poi guardi meglio e vedi un segnale stradale che ti obbliga a girare a destra, perché in questo strano Paese chiamato Italia non puoi scegliere.

16 maggio 2015: cittadini italiani in marcia a difesa dei loro diritti

on 16 maggio 2015 in DIRITTI Commenti disabilitati su 16 maggio 2015: cittadini italiani in marcia a difesa dei loro diritti

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 BOLOGNA, 16 MAGGIO 2015

 

Si, sono rom e sinti, perchè anche loro sono cittadini italiani. Non lo sapevate? Bene, ora lo sapete.

COMMISSIONE EUROPEA E IMMIGRATI: UN BREVE SULLE QUOTE

on 13 maggio 2015 in DIRITTI Commenti disabilitati su COMMISSIONE EUROPEA E IMMIGRATI: UN BREVE SULLE QUOTE

mare nostrumLa Commissione Europea ha approvato il progetto per la redistribuzione degli immigrati, mediante un sistema di quote. L’Europa accoglierà 20mila persone (il 9,94% spetteranno all’Italia) mentre, riguardo il collocamento degli immigrati già arrivati in Europa, al nostro Paese spetterà l’11,84%.
Un grande passo in avanti, purtroppo rovinato da una forte spaccatura riguardo tale tematica: Gran Bretagna, Slovacchia e Repubblica Ceca hanno risposto con un deciso NO. Sinceramente, non mi preoccupo di ciò: il processo di costruzione degli Stati Uniti d’Europa è lungo, va realizzato mattone dopo mattone. Non si può pretendere che Paesi che, per secoli si sono fatti la guerra tra loro, nel giro di meno di un secolo accettino facilmente determinate politiche (ovviamente, non mi riferisco solo a UK, Repubblica Ceca e Slovacchia, ma a tutta l’area dell’UE). Oggi è stato messo un mattone importante, andiamo avanti su questa strada, le future generazioni ce ne saranno grate.

Non importa se sei nero e bianco, ispanico, asiatico o nativo-americano,

giovane o vecchio, ricco o povero, abile o disabile,

omosessuale o eterosessuale, negli Stati Uniti ce la puoi fare,

se solo hai voglia di provarci”

(Barack Obama)

CONSULTA:

 

  • 15 novembre 1938: Integrazione e coordinamento in testo unico delle norme già emanate per la difesa della razza nella scuola italiana > decreto con effetto retroattivo, vieta agli ebrei di essere impiegati nelle scuole ove siano presenti alunni italiani. Gli ebrei non possono far parte di Istituti d’Arte, Accademie etc. E’ consentita l’iscrizione alle scuole di alunni di razza ebraica solo se professano «la religione cattolica nelle scuole elementari e medie dipendenti dalle Autorità ecclesiastiche ». Il decreto vieta l’adozione di libri di testo di matrice ebraica. Inoltre: «Per i fanciulli di razza ebraica sono istituite, a spese dello Stato, speciali sezioni di scuola elementare nelle località in cui il numero di essi non sia inferiore a dieci. Le comunità israelitiche possono aprire, con l’autorizzazione del Ministro per l’educazione nazionale, scuole elementari con effetti legali per fanciulli di razza ebraica, e mantenere quelle all’uopo esistenti. Per gli scrutini e per gli esami nelle dette scuole il Regio provveditore agli studi nomina un commissario. Nelle scuole elementari di cui al presente articolo il personale potrà essere di razza ebraica; i programmi di studio saranno quelli stessi stabiliti per le scuole frequentate da alunni italiani, eccettuato l’insegnamento della religione cattolica; i libri di testo saranno quelli di Stato, con opportuni adattamenti, approvati dal Ministro per l’educazione nazionale, dovendo la spesa per tali adattamenti gravare sulle comunità israelitiche » (Art.5); «Scuole d’istruzione media per alunni di razza ebraica potranno essere istituiti dalle comunità israelitiche o da persone di razza ebraica. Dovranno all’uopo osservarsi le disposizioni relative all’istituzione di scuole private. Alle scuole stesse potrà essere concesso il beneficio del valore legale degli studi e degli esami à sensi dell’art.15 del R. decreto-legge 3 giugno 1938-XVI n.928, quando abbiano ottenuto di far parte in qualità di associate dell’Ente nazionale per l’insegnamento medio: in tal caso i programmi di studio saranno quelli stessi stabiliti per le scuole corrispondenti frequentate da alunni italiani, eccettuati gli insegnamenti della religione e della cultura militare. Nelle scuole d’istruzione media di cui al presente articolo il personale potrà essere di razza ebraica e potranno essere adottati libri di testo di autori di razza ebraica» (Art.6); «Per l’insegnamento nelle scuole elementari e medie per alunni di razza ebraica saranno preferiti gli insegnanti dispensati dal servizio a cui dal Ministro per l’interno siano state riconosciute le benemerenze individuali o famigliari previste dalle disposizioni generali per la difesa della razza italiana. Ai fini del presente articolo sono equiparati al personale insegnante i presidi e direttori delle scuole pubbliche e private e il personale di vigilanza nelle scuole elementari» (Art.9);
  • 17 novembre 1938: Regio Decreto per la difesa della razza italiana > il cittadino italiano di razza ariana non può contrarre matrimonio con persona di altra razza; chi intende contrarre matrimonio con persona straniera dovrà attendere il via libera da parte del Ministero degli Interni. Art.8: « Agli effetti di legge: a) È di razza ebraica colui che è nato da genitori entrambi di razza ebraica, anche se appartenga a religione diversa da quella ebraica; b) È considerato di razza ebraica colui che è nato da genitori di cui uno di razza ebraica e l’altro di nazionalità straniera; c) È considerato di razza ebraica colui che è nato da madre di razza ebraica qualora sia ignoto il padre; d) È considerato di razza ebraica colui che, pur essendo nato da genitori di nazionalità italiana, di cui uno solo di razza ebraica, appartenga alla religione ebraica, o sia, comunque, iscritto ad una comunità israelitica, ovvero abbia fatto, in qualsiasi altro modo, manifestazioni di ebraismo. Non è considerato di razza ebraica colui che è nato da genitori di nazionalità italiana, di cui uno solo di razza ebraica, che, alla data del 1°Ottobre 1938-XVI, apparteneva a religioni diversa da quella ebraica ». Art.10: «I cittadini italiani di razza ebraica non possono: a) prestare servizio militare in pace e in guerra; b) esercitare l’ufficio di tutore o curatore di minori o di incapaci non appartenenti alla razza ebraica c) essere proprietari o gestori, a qualsiasi titolo, di aziende dichiarate interessanti la difesa della Nazione, ai sensi e con le norme dell’Art. 1 del Regio decreto-legge 18 Novembre 1929-VIII, n. 2488, e di aziende di qualunque natura che impieghino cento o più persone, né avere di dette aziende la direzione né assumervi comunque, l’ufficio di amministrazione o di sindaco; d) essere proprietari di terreni che, in complesso, abbiano un estimo superiore a lire cinquemila; e) essere proprietari di fabbricati urbani che, in complesso, abbiano un imponibile superiore a lire ventimila. Per i fabbricati per i quali non esista l’imponibile, esso sarà stabilito sulla base degli accertamenti eseguiti ai fini dell’applicazione dell’imposta straordinaria sulla proprietà immobiliare di cui al Regio decreto-legge 5 Ottobre 1936-XIV, n. 1743. Con decreto Reale, su proposta del Ministro per le Finanze, di concerto coi Ministri per l’Interno, per la Grazia e Giustizia, per le Corporazioni e per gli scambi e valute, saranno emanate le norme per l’attuazione delle disposizioni di cui alle lettere c), d), e) ».Il Decreto non termina qui: «Il genitore di razza ebraica può essere privato della patria potestà sui figli che appartengono a religione diversa da quella ebraica, qualora risulti che egli impartisca ad essi una educazione non corrispondente ai loro principi religiosi o ai fini nazionali » (Art.11); è fatto divieto agli ebrei di avere cittadini italiani di razza ariana alle proprie dipendenze; gli ebrei non possono essere dipendenti di enti pubblici e del PNF; «Le concessioni di cittadinanza italiana comunque fatte ad ebrei stranieri posteriormente al 1° Gennaio 1919 si intendono ad ogni effetto revocate» (Art.23 etc.).

Fine Parte 3


8 APRILE 2015: GIORNATA INTERNAZIONALE DEI ROM E DEI SINTI.

Lo sapete che:

1) Rom e Sinti sono la più grande minoranza europea (oltre 12 milioni di persone)?

2) non hanno Patria e non hanno mai fatto una guerra per rivendicarne una?

3) in Italia sono oltre 150mila, di cui la metà e più hanno cittadinanza italiana?

4) durante il nazismo, oltre 500mila tra Rom e Sinti furono sterminati?

ROM e SINTI si suddividono in tante sottocategorie: intellettuali, operai, delinquenti, studenti etc. Insomma, come gli ITALIANI: ci sono italiani intellettuali, italiani studenti, italiani delinquenti…

Per questo discriminare è un atteggiamento da idioti, perché in questo Pianeta apparteniamo tutti ad un unico genere: quello umano.

«Abbiamo imparato a volare come gli uccelli,

a nuotare come i pesci,

ma non abbiamo imparato l’arte di vivere come fratelli»

(Martin Luther King)


Parte 1

La Costituzione repubblicana ovviamente ancora non c’era. Però, una Carta che reggeva il nostro ordinamento esisteva: lo Statuto Albertino, emanato nel 1848 per il Regno di Sardegna e poi esteso a tutta la penisola nel 1861 ad unificazione avvenuta. L’art.1 citava: «La Religione Cattolica, Apostolica e Romana è la sola Religione dello Stato. Gli altri culti ora esistenti sono tollerati
conformemente alle leggi ». Era l’inizio di un percorso che, negli anni, avrebbe portato ad una progressiva laicizzazione dello Stato: introduzione del matrimonio civile (1865), laicizzazione dell’istituto del giuramento (1876), deconfessionalizzazione degli istituti di beneficenza (1890), legge Coppino (1877: eliminazione dell’insegnamento della religione cattolica nelle scuole secondarie e non obbligatorio alle elementari). Addirittura, fin dalla Legge Sineo del 1848, si stabiliva che «la differenza di culto non forma eccezione al godimento dei diritti civili e politici ed alla ammissibilità alle cariche civili e militari». L’Italia era nata da poco, ma sul piano dei diritti civili aveva fatto notevoli passi in avanti. D’altronde siamo nell”800, il secolo delle rivoluzioni, dell’emergere dell’ideologia socialista, del pensiero liberale, della necessità di garantire una legislazione in grado di salvaguardare la giovane unità italiana.

Fino al fascismo non avremo particolari problemi di stampo razziale nel nostro Paese. Certo, ci sarà il nazionalismo che esalterà la politica coloniale nel nostro Paese (richiamando Adua, Dogali etc.), ma rispetto a quello che succedeva in altre parti del mondo la situazione era nettamente migliore: si pensi solo ai pogrom nell’Europa dell’Est.

L’Italia, nella sua storia unitaria non aveva mai avuto particolari problemi tra minoranze (soprattutto) religiose: l’unica questione da risolvere, importantissima, era quella dei rapporti tra il Regno e l’ex Stato Pontificio di Pio IX.

Quello che mancava allo Statuto Albertino – permettendo una degenerazione in senso fascista della vita politica italiana – era la presenza di una Corte Costituzionale o di un sistema rigido in grado di garantire alla Carta di sprigionare senza problemi i suoi effetti. Così, dopo la presa (legale) del potere da parte di Mussolini, nel giro di poco tempo si avviava un processo di (re) confessionalizzazione, accompagnato da assurde leggi sulla razza: i Patti Lateranensi del 1929, il Manifesto della Razza (1938) e le leggi a tutela della razza (1938 – 39).

Nel 1929 si conclude un lungo contenzioso storico tra il Regno d’Italia e la Santa Sede: si riconosce lo Stato del Vaticano, si introduce l’esame di Stato obbligatorio, il Papa di fatto ottiene onori e privilegi pari a quelli di qualsiasi altro sovrano, l’associazionismo cattolico godrà di una posizione favorevole nel Regno, torna obbligatorio l’insegnamento della religione cattolica etc. Ma i Patti Lateranensi sono poca roba rispetto a quello che accadrà alla fine degli anni ’30:

  • 14 luglio 1938: manifesto sulla purezza della razza Italiana. Detto in (molte) pillole:
  1. le razze umane esistono; 2) esistono razze grandi e razze piccole; 3) è certo che ci sia una razza che abbia il dominio assoluto sulle altre; 4) la popolazione italiana e la sua civiltà hanno un carattere nettamente ariano, riuscendo a cancellare quasi del tutto i geni delle popolazioni pre – italiche; 5) «È una leggenda l’apporto di masse ingenti di uomini in tempi storici. Dopo l’invasione dei Longobardi non ci sono stati in Italia altri notevoli movimenti di popoli capaci di influenzare la fisionomia razziale della nazione. Da ciò deriva che, mentre per altre nazioni europee la composizione razziale è variata notevolmente in tempi anche moderni, per l’Italia, nelle sue grandi linee, la composizione razziale di oggi è la stessa di quella che era mille anni fa: i quarantaquattro milioni d’Italiani di oggi rimontano quindi nella assoluta maggioranza a famiglie che abitano l’Italia da almeno un millennio» (art.5 del Manifesto); 6) «Esiste ormai una pura “razza italiana”. Questo enunciato non è basato sulla confusione del concetto biologico di razza con il concetto storico-linguistico di popolo e di nazione ma sulla purissima parentela di sangue che unisce gli Italiani di oggi alle generazioni che da millenni popolano l’Italia. Questa antica purezza di sangue è il più grande titolo di nobiltà della Nazione italiana » (art.6 del Manifesto); 7) è giunto il momento che gli italiani si proclamino razzisti; 8) è pericoloso sostenere l’origine africana di alcune popolazioni europee; 9) «Gli ebrei non appartengono alla razza italiana. Dei semiti che nel corso dei secoli sono approdati sul sacro suolo della nostra Patria nulla in generale è rimasto. Anche l’occupazione araba della Sicilia nulla ha lasciato all’infuori del ricordo di qualche nome; e del resto il processo di assimilazione fu sempre rapidissimo in Italia. Gli ebrei rappresentano l’unica popolazione che non si è mai assimilata in Italia perché essa è costituita da elementi razziali non europei, diversi in modo assoluto dagli elementi che hanno dato origine agli Italiani » (Art.9 del Manifesto); 10) è necessario salvaguardare i caratteri fisici e psicologici degli Italiani;
  • 25 luglio 1938: comunicato della segreteria del PNF sulla razza italiana. Si dichiara che, fin dalla sua nascita, il governo fascista ha perseguito una politica «di miglioramento quantitativo e qualitativo della razza», oltre che di lotta a quelle ritenute inferiori. Inoltre, si legge nel comunicato: «Con la creazione dell’Impero la razza italiana è venuta in contatto con altre razze, deve quindi guardarsi da ogni ibridismo e contaminazione. Leggi «razziste» in tale senso sono già state elaborate e applicate con fascistica energia nei territori dell’Impero. Quanto agli ebrei, essi si considerano da millenni, dovunque e anche in Italia, come una razza diversa e superiore alle altre, ed è notorio che nonostante la politica tollerante del Regime gli ebrei hanno, in ogni Nazione, costituito – coi loro uomini e coi loro mezzi – lo stato maggiore dell’antifascismo». Il comunicato si conclude annunciando che, nell’immediato futuro, sarebbero state emanate diverse leggi razziste.

FINE PARTE 1

Quanto siete belli. Soprattutto, quanto siete solidali con gli altri. Forse siete (non tutti) anche quelli che hanno vestito la maglia ‪#‎jesuischarlie‬ e che, addirittura, sono scesi in piazza qualche giorno dopo a Parigi. Qualche giorno fa un ragazzo, Davide Raggi, è stato ucciso da un marocchino già espulso dall’Italia e rientrato con i barconi. Non avete esitato un attimo a condividere quel meraviglioso video con il quale vi scagliate contro lo Stato, contro i “buonisti” che “difendono l’immigrazione clandestina… Anzi, addirittura pretendete che noi, “difensori dell’immigrazione clandestina”, andiamo dalla famiglia di Davide a chiedere umilmente scusa. Siete dei poveracci, persone che non capiscono nulla. Guardate il video che avete condiviso: si parla di un ragazzo “sgozzato” (ci avete pensato al dolore di una famiglia che, quando va su internet, si ritrova questo video in faccia e gli ricorda quella triste vicenda?) “da un marocchino” (sicuramente voi avreste condiviso comunque il video, qualora la nazionalità dell’assassino fosse stata “italiana”). “”Lo Stato è dalla parte dell’immigrazione clandestina” (ovviamente queste cose le leggete su quei siti tipo UNAR, UNCHR etc., ma cosa dico? Voi le uniche sigle che conoscete sono FIFA e FIGC), dicono molti di voi. E poi, il ricordo del ragazzo: “ciao Davide! A noi piace ricordarti cosi!”. Eh si, chissà quanti bei momenti insieme avete passato con quel ragazzo, quanti viaggi avete condiviso con lui. Forse nemmeno lui sapeva di avere tuttiquesti “amici” (oltre ventimila fino a qualche giorno fa). Chissa’,;forse vi sarete fatti anche un selfie con la sua salma, giusto per dare un estremissimo saluto con scatto fotografico.

Però, ci fosse stato un solo cane che avesse scritto qualosa su quei poveracci di giornalisti che, senza scorta, combattono la criminalità organizzata. Ci fosse stato qualcuno di questi che avesse scritto “LA MAFIA È UNA MONTAGNA DI MERDA”, che avesse preso le difese di quel 21enne picchiato da CASAPOUND (scusate, BLOCCO STUDENTESCO, ah è la stessacosa) solo perché gay…

Ecco, queste persone che si presentano come solidali sono le peggiori: trasformate in martirio la morte diun poveraccio (per i vostri interessi), vi scagliate contro gli immigrati ma non avete le palle di urlare contro il crimine organizzato…

Fate schifo!

Il video lo trovate qui: https://www.facebook.com/video.php?v=759600950814397&pnref=story

Una semplice quanto fondamentale relazione è uscita dal Parlamento Europeo il giorno 12 marzo 2015. Infatti, con 308 voti a favore, 229 contrari e 48 astenuti si è sancito che i matrimoni tra persone dello stesso sesso sono un diritto umano su cui gli Stati devono impegnarsi in tal senso. Forse è la prima volta che si usa l’espressione citata in neretto riguardo tale tema. Fino ad oggi la questione dei matrimoni gay era stata affiancata – a ragione – ad espressioni come diritto all’uguaglianza, pari opportunità, “concessione” (nei casi dispregiativi( etc. Adesso, si è arrivati ad una svolta: tali matrimoni sono un diritto fondamentale dell’essere umano, che va tutelato dinanzi ad ogni minaccia contraria. «Purtroppo» la relazione non ha valore legislativo ma solo di orientamento per i Governi degli Stati membri. Dunque, il percorso è ancora lungo prima di portarlo a termine, in quanto adesso spetta muoversi all’ordinamento interno di quegli Stati che ancora non hanno adeguato la loro legislazione (tra cui l’Italia). Resta però un dato di fatto: crolla tutto quel castello di sabbia volto a respingere le tesi di coloro che vedevano nella famiglia naturale padre – madre – figlio l’unico vero matrimonio. Fortunatamente il mondo non è solo quello cattolico, ma è anche (e soprattutto) quello del diritto privato, che evidenzia che non esiste un modello universale di famiglia riconosciuto. L’importante è essere felici e garantire felicità ai propri figli. Ciò lo puoi fare anche se a sposarsi sono due uomini o due donne. Insomma, quel pezzo di carta votato dal Parlamento Europeo ci impedisce di tornare indietro: è una bellissima notizia.