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Archive for the ‘GIUSTIZIA’ Category


LA REALTÀ CHE SUPERA LA FANTASIA E UCCIDE

on 23 febbraio 2017 in ATTUALITA', GIUSTIZIA, MONDO Commenti disabilitati su LA REALTÀ CHE SUPERA LA FANTASIA E UCCIDE

realta supera la fantasia-500x500Campo minato. È un videogioco per PC molto famoso, anche se il nome, nel rispetto del tanto declamato politically correct, è stato poi modificato in Prato Fiorito. Il giocatore ha lo scopo di liberare un campo dalle mine nel minor tempo possibile. Ovviamente, c’è il rischio di imbattersi in una mina, momento in cui la tua missione fallisce e sei costretto a ricominciare, se proprio vuoi portare a termine l’obiettivo.  Stimolante per la mente, ma In alcune parti del mondo come Somalia, Mozambico, Bosnia – Herzegovina e Iraq, Campo minato supera la fantasia e diventa reale: il giocatore, in carne ed ossa, se mette un piede sopra una mina, esplode con essa e muore, senza possibilità di rimediare. Tiro al bersaglio. Puoi farlo in diversi modi, come arco e freccia, pistola, una palla da lanciare contro dei barattoli. Divertente, perché ti scarica, stimola la vista e l’autostima. Ci sono versioni in cui il bersaglio è l’essere umano, dove lo scopo è colpire l’avversario prima che lui lo faccia con te. C’è però una bella differenza tra l’essere colpiti da pallini di plastica o ceramica e l’essere presi da una pallottola di piombo: nel primo caso muori per finta, nel secondo la realtà supera la fantasia e uccide. Quest’ultima situazione, ultimamente, succede in buona parte del continente nero, in Siria ed in tanti altri luoghi, talmente tanti che se li elenchi tutti ne dimenticheresti sicuramente qualcuno. La realtà che supera la fantasia e uccide… e poi c’è PokemonGo: è un gioco per smartphone che trasforma come non mai prima il giocatore in un virtuale allenatore di Pokemon. E’ interessante, perché stimola le persone ad uscire da casa, a camminare, a respirare aria pulita. L’importante è che non si offuschi il cervello delle persone, perché mentre qui cerchiamo pokemon, ad Aleppo, in Darfur e non solo, uomini, donne e bambini cercano pace, cibo e divertimento, quello vero, che non uccide. La realtà che supera la fantasia e uccide.

Articolo del sottoscritto pubblicato qui: http://www.asslastazione.it/2017/02/23/la-realta-che-supera-la-fantasia-e-uccide/

GIUSTIZIA: CHE SIA DAVVERO #lavoltabuona?

on 15 maggio 2014 in GIUSTIZIA Commenti disabilitati su GIUSTIZIA: CHE SIA DAVVERO #lavoltabuona?

giustiziaIl settore delle toghe è stato tra quelli che più di tutti, nell’ultimo ventennio, ha fatto chiacchierare di sé. Il tutto comincia con la (mancata) rivoluzione che Tangentopoli aveva innescato, per poi passare all’elezione (1994) a Presidente del Consiglio di Silvio Berlusconi, sancendo l’inizio di una lunghissima serie di leggi ad hoc, a destra come a sinistra. Senza poi dimenticare le tantissime parole spese (fatti ovviamente 0) sulla lentezza della macchina giudiziaria, con processi spesso destinati alla prescrizione. E poi le carceri e tanto, tanto altro.

Eppure, nel 2014 una inversione di tendenza, seppur ancora molto timida, sembra registrarsi. Precisamente, cominciamo ad avere qualche segnale positivo nel momento in cui Matteo Renzi riceve la fiducia a Presidente del Consiglio:

  • diventa legge la proposta avanzata da Libera, esperti del settore e, in generale, da molti esponenti della società civile riguardante il voto di scambio politico – mafioso (http://www.deputatipd.it/Documents/Documents/33_Nuovo_416ter.pdf ). E’ da rilevare che non pochi sono stati i commenti positivi da parte dei promotori. Soprattutto, è da evidenziare la piena soddisfazione di Raffaele Cantone, attuale Presidente dell’ «autorità nazionale anticorruzione»;

  • Raffaele Cantone viene nominato Presidente dell’ «Autorità Nazionale Anticorruzione». Persona rispettabilissima, ha più volte evidenziato la disponibilità del governo ad imprimere miglioramenti nel funzionamento dell’apparato giudiziario. Da poco, è stato incaricato di occuparsi degli scandali riguardanti l’ «EXPO’».

Insomma, rispetto al passato ci sono dei segnali incoraggianti. La nuova dirigenza del Partito Democratico sembra andare ad una velocità doppia rispetto alla precedente, spesso farraginosa e timorosa.

Proviamo ad accennare i motivi di tutto ciò: Matteo Renzi potrà essere antipatico, spocchioso, bello, brutto, simpatico etc., ma una cosa va ammessa: è un politico furbo, forse anche più di Silvio Berlusconi. La maggioranza attuale si regge su una certezza: NcD e SC (o quel che ne resta) non possono permettersi il lusso di staccare la spina in qualsiasi momento. Basta guardare il loro consenso elettorale, tale da eliminarli dal Parlamento. Inoltre, la scissione interna al gruppo M5S al Senato permette di guardare con una certa attenzione ad una maggioranza alternativa. Dunque, in pillole: il PD di Matteo Renzi può permettersi (ma senza tirare troppo la corda) di fare la voce grossa in determinati ambiti.

Certo, restano i dubbi riguardo tutto il resto. In primis la riforma costituzionale del Senato e la legge elettorale approvata alla Camera. Non possiamo che aspettare.

DAMASCO 2 (il caso Fondi)

on 4 maggio 2012 in GIUSTIZIA Commenti disabilitati su DAMASCO 2 (il caso Fondi)

Il 4 settembre 2014 si è tenuta la sentenza di Cassazione riguardo la vicenda “Damasco 2”. A distanza di un mese e più, conviene rileggersi quanto è successo in questa cittadina della provincia pontina.

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Nel 2011, una città della Provincia di Latina era salita agli onori della cronaca nazionale per una delle tante vicende di collusione tra criminalità organizzata e istituzioni che, purtroppo, sono ormai una parte integrante della nostra Italia. Non passa anno che nel nostro Paese non si sciolgano Comuni per infiltrazioni criminali.Ci si viene da chiedere perchè, tra tante amministrazioni sciolte nel silenzio di televisioni e stampa, Fondi ha invece avuto un ruolo «privilegiato». Cosa aveva questo Comune del sud-pontino di così speciale da far chiacchierare per mesi l’Italia? Innanzitutto, non stiamo parlando di una città la cui amministrazione è stata sciolta per infiltrazioni criminali.Meglio fare un piccolo riassunto: nel luglio 2009 Riccardo Izzi, ex assessore del Comune di Fondi, viene arrestato. Dalla sua bocca escono le prime parole riguardo una collusione tra amministrazione comunale e criminalità organizzata avente il suo centro nel mercato ortofrutticolo comunale, il più grande in Italia e tra i primi in Europa. La Procura di Latina avvia così l’inchiesta che prenderà il nome di “DAMASCO 2”. Ciò che ne esce è sconcertante: Fondi per anni è stata governata da un’ «alleanza» centrodestrà – ‘ndrine (la famiglia Tripodo negli ultimi anni si è radicata nella Provincia pontina). Già a fine 2008, Bruno Frattasi aveva inviato una relazione di 500 pagine all’allora Ministro dell’Interno Roberto Maroni per chiedere lo scioglimento del Consiglio Comunale di Fondi. Maroni dichiarò: «è da sciogliere». Da qui si avvia la fase «mediatica» della vicenda. Il C.d.M. rinvia più volte la decisione. Si cade nel tragicomico: il Governo si rende protagonista di una vicenda ove doveva solo esprimere il proprio parere. Dagli atteggiamenti di alcuni esponenti politici si capisce che Fondi rappresenta qualcosa di più grosso: Silvio Berlusconi, allora premier, motivò un ennesimo rinvio perchè non c’erano prove sufficienti; l’allora Ministro della Pubblica Istruzione Gelmini negò la risposta al senatore dell’ I.D.V. Pedica (eletto nel sud-pontino) riguardo il perchè il Consiglio dei Ministri non si pronunciava. Anzi, addirittura Maroni chiese a Frattasi una nuova relazione. Il procuratore si rimise dunque all’opera. Dopo il secondo invio finalmente il Consiglio dei Ministri decide di pronunciarsi. E’ la fine del 2009, 1 anno dopo. Ma c’è un colpo di scena. La mattina del giorno in cui è prevista la seduta del C.d.M. i consiglieri di maggioranza e Sindaco si dimettono: è il tentativo estremo per evitare il commissariamento per infiltrazioni criminali. Il C.d.M. ci ripensa: Fondi NON è da sciogliere. E’ una sconfitta, un punto a favore del sistema politica – criminalità organizzata. Come è potuto accadere tutto ciò? C’è una sola spiegazione: qualcuno è riuscito a tessere un filo tra l’amministrazione comunale sotto inchiesta e il Consiglio dei Ministri, qualcuno che per fare ciò, non poteva che essere un parlamentare. Quel qualcuno è Claudio Fazzone (allora senatore in quota PDL, coordinatore del partito in Provincia di Latina; durante la puntata di «ANNOZERO» ha minacciato più volte di querela il direttore del quotidiano «Latina Oggi» per le notizie pubblicate riguardo l’inchiesta). Non ci ha impiegato molto – in quanto senatore di maggioranza – a stabilire un contatto diretto con il Governo e a guadagnare tempo con la speranza che si calmassero le acque. Alla fine, a giochi quasi fatti, ha lanciato l’ultima freccia: quella di far dimettere l’amministrazione di Fondi. Lo scioglimento è stato così evitato. Il Comune è stato commissariato perchè i consiglieri hanno rimesso le deleghe. Il commissariamento per infiltrazioni criminali avrebbe invece permesso una maggior pulizia a livello legale. Il prefetto Bruno Frattasi è stato spostato di competenza (mio pensiero: aveva lavorato «troppo bene». Il 19 dicembre 2011, il Tribunale di Latina ha inflitto oltre 100 anni di condanne così ripartiti: 15 anni per Venanzio e Carmelo Tripodo; 13 anni per Aldo Trani; 7 anni per Alessio Ferri; 7 anni e 5mila euro di multa per Vincenzo Bianchi; 5 anni per Antonio Schiappa, Giuseppe de Silva, Antonio d’Errigo, Franco Peppe, Igor Catalano; 6 anni per Riccardo Izzi; tante altre condanne minori. 

Il 26 giugno 2013 si è svolta la sentenza d’appello: 10 anni e 8 mesi per Carmelo e Venanzio Tripodo; 9 per Aldo Trani, 5 anni e 6 mesi per Antonino d’Errigo, 6 anni per Franco Peppe, 6 anni per Riccardo Izzi. Le condanne minori sono rimaste invariate.L’associazione per delinquere di stampo mafioso è stata riconosciuta a tutti coloro che l’avevano ricevuta in primo grado. Quindi, seppur con qualche riduzione, l’impianto accusatorio ha resistito.

Il 4 settembre 2014 i giudici hanno confermato in Cassazione le condanne per i promotori dell’assdciazione a delinquere, tra questi Carmelo e Venanzio Tripodo e Aldro Trani, annullando con rinvio la posizione di alcuni imputati: Riccardo Izzi, assistito dall’avvocato Renato Archidiacono, Antonio Schiappa, difesto da Giulio Mastrobattista e Vincenzo Biancò: per tutti loro servirà un nuovo processo in Corte d’Appello. Annullamento invece senza rinvio per Pasquale Peppe. Revocata infine la confisca dei beni per Tripodo e Trani con rinvio.

Ma da Fondi, la sentenza definitiva è questa:

  • la Provincia di Latina è ormai un terreno fertile per la criminalità organizzata. Purtroppo, non potrebbe essere altrimenti in una zona del centro – Italia dove sono previsti da anni grandi investimenti (Ospedale del Golfo, Bretella Cisterna – Valmontone…);

  • la politica locale e nazionale ha dimostrato una volta di più che, per tutelare il proprio interesse (Claudio Fazzone ha un grande bacino di voti nel sud – pontino, Latina e provincia per il centrodestra sono roccaforti indispensabili a livello soprattutto regionale), sull’illegalità ogni tanto ci si può passare sopra.

A Fondi lo Stato ha perso 2 volte: contro il sistema e contro la giustizia.