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Archive for the ‘Senza categoria’ Category


E’ un Dio che è morto

on 16 maggio 2017 in Senza categoria Commenti disabilitati su E’ un Dio che è morto

Articolo del sottoscritto pubblicato qui: http://www.asslastazione.it/2017/05/15/e-un-dio-che-ricorda/

Si narra che siamo tutti corrotti dal peccato originale. Chissà cosa gli sarà saltato in testa a questo Dio misericordioso, nel decidere di condannare tutte le generazioni esistenti sulla Terra per l’errore di una coppia e la complicità di una mela e di un serpente. Chissà se anche lui si sarà fatto un esame di coscienza dopo aver letto Se un Dio esiste, dovrà chiedermi scusa in quel di Auschwitz. Probabilmente avrà capito di aver sbagliato, che non è stato giusto scaricare la punizione su tutte le persone del pianeta per l’insipienza di Adamo ed Eva. E se proprio se ne sarà accorto del suo errore, del suo essersi lasciato guidare dalla rabbia, mi auguro che abbia una memoria bella grande, o perlomeno un registro con i nomi delle persone a cui chiedere scusa, una ad una, che hanno lasciato ingiustamente e troppo presto la vita terrena. Che sia chiaro a tutti: non c’è Regno dei cieli che tenga nel lasciar morire bambini soffocati dal gas nervino o caduti dentro un pozzo, nel vedere persone umiliate fino alla morte da loro simili per motivi etnici o religiosi, nell’assistere a violenze sessuali sulle donne per “amore” o “divertimento”. Certo sarà un lavoro lungo, perché secoli e secoli di guerre, pestilenze e calamità varie hanno generato milioni, forse miliardi di vittime. Se però questo Dio ha una sua coscienza e memoria, questa sua opera di pentimento dovrà farla. Qualora non fosse così, non mi resterà altro che dare ragione a ciò che canta Francesco Guccini in Dio è morto.

Amministrative 2017: tra risultati (forse) scontati e novità

on 15 maggio 2017 in Senza categoria Commenti disabilitati su Amministrative 2017: tra risultati (forse) scontati e novità

 

Cori (LT) – tempio di Ercole

I numeri delle amministrative 2012* e delle primarie 2017 sembrano anticipare un esito di queste elezioni abbastanza scontato: una netta riconferma del centrosinistra. C’è un aspetto su cui è inutile girarci troppo intorno: il centrodestra parte dalla seconda fila, stando a quanto accaduto negli ultimi 5 anni. Partiamo innanzitutto dai risultati delle amministrative 2012, quando candidati alla carica di Sindaco erano il Primo Cittadino uscente Tommaso Conti (centrosinistra), e Cristina Ricci (centrodestra). Il primo riconquistò la carica con il sostegno di una lista che riuscì ad ottenere 4348 voti (64,35%) contro gli appena 2220 (32,85%) della squadra di Cristina Ricci.

Nel confronto sulle preferenze tra gli attuali candidati a Sindaco, la storia continua ad avere un senso unico: nel 2012 Mauro De Lillis, come candidato consigliere, ne prese 513, mentre Angelo Sorcecchi si fermò a 76. Potrebbe però trattarsi dell’aspetto meno importante, perché entrambi possono comunque vantare incarichi amministrativi alle spalle. De Lillis, infatti, durante la giunta Conti ha ricoperto il ruolo di Assessore al Bilancio e alle Attività Produttive. Sorcecchi, invece, durante la gestione di Tommaso Bianchi, è stato Vice – Sindaco e Assessore ai Servizi Sociali, Sanità e Sport. Almeno in questo caso, dunque, l’esperienza e la capacità di gestione della cosa pubblica potrebbero cambiare le carte in tavola. Ma il dato che è da tenere molto probabilmente più in considerazione, in quanto è il più recente, è quello delle primarie. L’esito, infatti, sembra certificare quella griglia di partenza di cui si accennava prima, con il centrosinistra in prima fila e il centrodestra indietro. Il dato è abbastanza chiaro: hanno votato in 2356, un numero che già supera il consenso acquisito dal centrodestra nel 2012 (2220).

Alla luce di tutto ciò, dunque, le elezioni dell’11 giugno sembrano quasi una prassi, una passerella volta solo a riconfermare gli stessi equilibri di forza degli ultimi anni. Si tratta però di numeri, che non sempre sono sinonimo di verità certe. Il contesto degli ultimi anni, inoltre, ci insegna ad essere cauti: l’emergere del M5S, la vittoria di Trump e la Brexit ci fanno capire che la sorpresa è sempre dietro l’angolo.

Qualunque sarà il risultato, comunque, queste elezioni hanno il potenziale per lasciare importanti novità nel panorama politico locale. Mentre nella lista di centrodestra, infatti, spiccano le assenze di nomi “storici”, come quelli di Bruno Canale e Tommaso Bianchi, dall’altra parte della barricata emergono le figure di Elisa Massotti, Nicoletta Izzo e Chiara D’Elia, con quest’ultima che potrebbe ritrovarsi ad essere la prima consigliera comunale con un passato nel locale Consiglio Giovani, quando si trovò a ricoprire la carica di Vice – Presidente.

Certezze, smentite e novità sono dunque gli ingredienti che animeranno queste elezioni e il post-11 giugno.

*I dati delle elezioni amministrative 2012 sono consultabili cliccando il seguente link: http://www.comune.cori.lt.it/amministrative_2012.html

LE LISTE E I NOMI DEI CANDIDATI

 

Tumori: l’Italia registra progressi importanti nella guarigione

on 13 maggio 2017 in Senza categoria Commenti disabilitati su Tumori: l’Italia registra progressi importanti nella guarigione

In un mondo caratterizzato da una cruda lotta tra vaccinisti e non, e dalla diffidenza verso le cure per la propria salute, la lettura di dati che indicano progressi importanti in malattie spesso difficili da combattere è uno squarcio di luce in un mondo dove le tenebre dell’ignoranza stanno avendo un momento di gloria… Per continuare a leggere l’articolo, cliccare qui: http://it.blastingnews.com/salute/2017/05/tumori-litalia-registra-progressi-importanti-nella-guarigione-001691111.html

L’opera buffa del Consiglio di Comunità

on 11 maggio 2017 in Senza categoria Commenti disabilitati su L’opera buffa del Consiglio di Comunità

Ogni 5 anni è la stessa storia: coresi e giulianesi sono chiamati ad andare a votare per rinnovare il Consiglio Comunale. Questi ultimi si ritrovano addirittura due schede, perché dovranno esprimersi anche per la composizione del Consiglio di Comunità, un organo propositivo e consultivo che, in linea teorica, dovrebbe farsi portavoce delle istanze della popolazione giulianese. Ad ogni ciclo elettorale, invece, il Consiglio di Comunità si ripresenta come un film già visto, ma con attori quasi sempre diversi, diretto da registi che, più o meno, sono sempre gli stessi. Funziona così: il partito A decide di non presentare una sua lista, consapevole del fatto che tale organo è più un fardello che una risorsa. Di parere contrario è il partito B, sempre pronto a presentare una lista, che sa che non potrà mai vincere le elezioni amministrative. Dunque, il Consiglio di Comunità diventa un intralcio, un ulteriore strumento di opposizione all’operato dell’amministrazione. E se B si presenta da solo, il monopolio dell’organo giulianese è cosa fatta. Dunque, A cambia idea e comincia una affannosa ricerca di nomi disposti a candidarsi al Consiglio di Comunità, al semplice scopo di controbilanciare la forza del partito B. Nessuna scelta è basata sulle competenze, perché l’importante è che ci siano teste disposte a sedersi attorno al tavolo della Delegazione Comunale di Giulianello. D’altronde, quando si chiede alle persone di presentarsi al Consiglio di Comunità, il ragionamento che viene fatto loro (spesso) è molto semplice: Stai tranquillo, tanto non dovrai impegnarti molto, perché il Consiglio di Comunità, dopo pochi mesi dalle elezioni, già non conterà più nulla. Insomma, ogni 5 anni i Giulianesi sono chiamati ad andare a votare per un organo inutile. Eppure, all’interno di questa opera buffa esiste il sogno rivoluzionario: rilanciare il Consiglio di Comunità tramite la fondamentale opera di revisione dello Statuto. Solo che poi, quando i consiglieri cominciano a parlare di certi argomenti, questi vengono interrotti da un pubblico abbastanza particolare, composto soprattutto da Consiglieri Comunali che con arroganza passano sulla voce dei Consiglieri di Comunità e fanno lunghi monologhi allo scopo di orientare il loro voto a favore della propria parte politica. Oppure, succedono inghippi strani: Presidenti che si dimettono senza prima riunirsi con la lista che li ha eletti, lunghe e cruente lotte affinché il primo dei non eletti diventi il nuovo Presidente, noncuranti del fatto che persone che si erano spese per quell’organo meritavano maggiore considerazione. Ce ne sarebbero altre da dire, come alcuni Consiglieri Comunali che rinfacciavano ai loro “colleghi” di non aver fatto nulla (opera buffa alla massima potenza: esponenti di un organo più potente criticano di nullafacenza membri di un Consiglio con pochissimi poteri).  Anche quest’anno, molto probabilmente, lo spettacolo non mancherà: a delle persone verrà chiesto di sacrificare la propria faccia per una presunta Ragione di Stato e perché servono pedine sempre nuove per una scacchiera politica dove, a muovere le parti, sono più o meno sempre le stesse persone. Non sono parole al vento, ma pensieri di chi è stato Consigliere di Comunità ed è, dunque, consapevole di quali ardue prove “psicologiche”, politiche e non solo bisogna affrontare in quell’arena. Candidarsi va bene, ma solo se si è convinti di voler mettere il proprio tempo e le proprie competenze per rendere “utile” qualcosa di “inutile”. Farlo invece per “perdere tempo”, significa umiliare sé stessi e la comunità che si rappresenta.

 

Buon voto.

 

#Fermiamolinvasione

on 11 maggio 2017 in Senza categoria Commenti disabilitati su #Fermiamolinvasione

Per leggere l’articolo del sottoscritto, dal titolo #Fermiamolinvasione, cliccare il seguente link: http://www.mondita.it/2017/05/fermare-linvasione/ 

Elezioni Amministrative Cori 2017: Intervista a Chiara Cochi, candidata alle Primarie del Centrosinistra

on 20 aprile 2017 in Senza categoria Commenti disabilitati su Elezioni Amministrative Cori 2017: Intervista a Chiara Cochi, candidata alle Primarie del Centrosinistra

Ho proposto ai candidati alle primarie del centrosinistra, Chiara Cochi e Mauro De Lillis, di rispondere a 5 quesiti. Di seguito, riporto l’intervista a Chiara Cochi, che ringrazio per la disponibilità. In attesa di quanto dirà Mauro De Lillis, vi auguro una buona lettura.

 

  1. Due parole su di te…Chiara, 36 anni.  Studio psicologia, sono una counselor e collaboro attivamente all’interno dell’associazione ADYCA a.s.d. con sede a Roma. Qui mi occupo di formazione e di percorsi di crescita personale in un’ottica di salutogenesi.

    Eletta consigliera nei due mandati dell’amministrazione Conti, sono stata nel primo delegata alle Politiche Giovanili e nel secondo assessore alle Politiche Sociali, Politiche Giovanili Associazionismo e Sport.

  2. Hai deciso di presentarti alle primarie del centrosinistra. Quali sono i motivi che ti hanno portato a fare questo passo?
  3. La mia candidatura nasce da una fitta collaborazione e dall’intensificarsi di una rete di rapporti tra forze politiche (partito socialista italiano, Comunisti italiani), movimenti civici (Movimento per l’Autonomia di Giulianello), associazioni e liberi cittadini che hanno voluto condividere con me un idea per il paese che dia continuità al percorso della vecchia amministrazione e che sia momento propulsivo  verso altre possibilità per questo territorio. Ad oggi ci sono anche pezzi del PD che appoggiano la mia candidatura. Ciò che mi spinge a fare questo passo è l’amore che nutro per il paese in cui vivo e la possibilità di dare continuità a tanti progetti avviati.

     

    1. Sei stato /a parte della squadra amministrativa che ha governato Cori e Giulianello negli ultimi 10 anni. Nell’ambito di cui ti sei occupato/a, quale successo rivendichi con maggiore orgoglio?

    L’ assessorato alle Politiche sociali non svolge un lavoro visibile, né eclatante come un’opera pubblica: è un operare che pone piccoli e invisibili tasselli nell’evoluzione dei rapporti tra le persone e del sistema sociale del paese. Si ha a che fare con interventi sulle singole persone e con sistemi complessi come la famiglia, la scuola, le coppie, i gruppi, la comunità e soprattutto i bambini, gli anziani, i disabili, i giovani. Dal suo funzionamento si determinano anche alcuni equilibri dell’intera Comunità.

    Per l’organizzazione delle politiche sociali di un territorio è necessario tener presenti due momenti di programmazione che sono distinti e che allo stesso tempo si muovono in modo coerente lungo la stessa direzione: le linee programmatiche delle politiche sociali del distretto socio-sanitario, regolato dalle normative regionali relative alla dgr 136 del 25.03.2014, e le linee programmatiche sulle politiche sociali legate all’intervento comunale. Le prime fanno riferimento ad un ambito territoriale più ampio, la cui programmazione avviene su un tavolo distrettuale costituito da quattro comuni: Aprilia, Cisterna, Cori e Roccamassima e dalla Asl di distretto, il cui comune capofila è Aprilia.   Invece, con la programmazione delle politiche sociali comunali, l’analisi del contesto si concentra sul territorio del nostro Comune e qui, a finanziare le attività che vengono definite prioritarie, interviene l’ente e quindi i servizi vengono finanziati direttamente con il bilancio del comune di Cori. Tra questi interventi troviamo: assistenza specialistica nelle scuole, il servizio domiciliare per anziani disabili o minori, il centro del sollievo per disabili adulti, i sussidi per gli indigenti. Uno dei grandi obiettivi raggiunti dall’assessorato è stato quello di riuscire a mantenere l’elevata qualità e quantità degli interventi che fino ad oggi abbiamo offerto. Molto importante è stato il lavoro svolto all’interno del tavolo distrettuale del comitato dei sindaci per le politiche sociali. Lì siamo riusciti a tener testa a comuni che hanno molti più abitanti del nostro e a garantirci un’equilibrata ridistribuzione di servizi e dei fondi. Inoltre, grazie al piano sulle povertà regionale stiamo lavorando insieme alla Caritas del nostro comune, al fine di potenziare e migliorare il progetto di mensa sociale e questo ci rende molto soddisfatti e orgogliosi perché è uno dei primi passi di un’importante collaborazione tra istituzioni che intervengono per il sociale sul nostro territorio. Ad oggi collaboriamo insieme alla Caritas di Cori e alla Protezione Civile. Molto importante è stato il lavoro svolto sui temi dell’immigrazione: corsi di lingua italiana per stranieri, momenti di integrazione culinaria tra comunità locale e comunità ospiti e di scambi culturali. Rispetto alle Politiche Giovanili sono molto soddisfatta degli obiettivi che sta raggiungendo il Condominio dell’Arte di Cori. Ad oggi stiamo trasformando la sua struttura in officina delle arti e dei mestieri, strutturando una sartoria di abiti d’epoca. Importante è il lavoro che il Consiglio dei giovani sta facendo per la valorizzazione dei percorsi turistici del territorio predisponendo delle istallazioni nei pressi dei monumenti attraverso cui, tramite un codice QR e un telefonino, sarà possibile accedere alle informazioni,fornite in varie lingue, sul monumento. Altro fiore all’occhiello è il punto lettura “G. Canale” di Giulianello: uno spazio gestito completamente da giovani che hanno riorganizzato il primo piano della stazione di Giulianello come spazio aggregativo e di studio.

     

    1. Immaginiamo la situazione in cui ti ritroverai a vestire dall’11 giugno la fascia tricolore: sai già quali saranno i primi provvedimenti da adottare? Da qui a 5 anni, che Comune ti immagini?

    Molto ambizioso immaginare di poter indossare la fascia senza aver prima superato le primarie e le elezioni! Sono solita costruire e organizzare i progetti stando sempre ben salda alla realtà e con i piedi a terra. Insieme al gruppo che mi  appoggia, stiamo riflettendo  su cinque  linee  prioritarie  di intervento che  non sono altro che aspetti che vanno in continuità con il lavoro che l’amministrazione uscente ha portato avanti in  questi anni. Le priorità che abbiamo individuato riguardano: AMBIENTE, MACCHINA AMMINISTRATIVA, POLITICHE SOCIALI E CULTURALI, CENTRI STORICI, ATTIVITA’ PRODUTTIVE.

    Primo tra tutti è il tema dell’AMBIENTE perché riteniamo che una delle più grandi ricchezze che abbiamo è l’ambiente nel quale viviamo: per noi prioritario sarà la sensibilità ai temi legati al rispetto del territorio e dello sfruttamento del suolo: sosterremo i comitati che lottano contro le grandi opere, le cave, le lobbies dei rifiuti; valorizzeremo il patrimonio boschivo e montano,  continueremo a tutelare il Monumento Naturale “Lago di Giulianello”, i fossi e le aree demaniali; promuoveremo gli sport naturalistici e tuteleremo i sentieri esistenti; rispetto alla raccolta differenziata attueremo la tariffazione puntuale e la zonizzazione della raccolta. MACCHINA AMMINISTRATIVA: c’è necessità di un bilancio trasparente e partecipato, dove i cittadini abbiano la possibilità di comprendere e capire come ci si muove e perché si fanno determinate scelte ed interventi; riteniamo che ad oggi i problemi territoriali di sviluppo e creazione di servizi possano essere risolti attraendo fondi europei diretti e indiretti; altra necessità sarà intervenire sulla riorganizzazione degli uffici comunali.  POLITICHE SOCIALI E CULTURALI: il nostro obiettivo sarà quello di individuare risorse e strumenti per potenziare l’attività degli istituti culturali e delle associazioni locali. Continueremo il lavoro svolto sui temi dell’immigrazione. Manterremo alta la qualità delle politiche sociali e giovanili sul territorio. CENTRI STORICI: ci piacerebbe immaginare dei centri storici valorizzati nella loro bellezza e accoglienza e soprattutto vivibilità. Pensiamo che tra gli interventi che bisognerà mettere in atto ci sarà quello di rendere la città “a misura di bambino” creando dei percorsi  sicuri casa-scuola e casa- parco. È necessario mettere in sicurezza e adeguare i parchi urbani e avviare uno studio della viabilità urbana e delle zone pedonali. ATTIVITA’ PRODUTTIVE: il nostro obiettivo è quello di potenziare le politiche agricole , attuare campagne di promozione dei prodotti locali con particolare riferimento alla filiera corta e ai mercati contadini. Sarà importante sostenere la nascita nei centri storici di botteghe di artigianato e d’arte.

    1. Quale merito riconosci maggiormente nell’operato amministrativo del/della tuo/tua sfidante?

    Il mio sfidante è prima di tutto un fidato collega di giunta con cui in questi anni ho lavorato e collaborato  sempre molto bene. Riconosco la sua grande capacità e competenza nella gestione del bilancio e del patrimonio comunale; è un ottimo amministratore responsabile e attento.

  4.  

  5. CHIARA COCHI

#AMMINISTRATIVECORI2017: ARCHIVIO ARTICOLI

Tributo

on 16 marzo 2017 in Senza categoria Commenti disabilitati su Tributo

Se ti capita di parlare con una persona convinta dello stereotipo Italia, pizza, mafia e mandolino, non esitare a dimostrarle il contrario. Falle fare un giro turistico e culturale del Paese, parlale della Firenze dei Medici, della Milano sforzesca, della Venezia dei Dogi, della Roma imperiale e papale, della Napoli capitale di un Regno. Ricordati di non tralasciare la bellezza del tuo borgo medioevale, rinascimentale o antico, della golosa cucina romagnola, umbra, laziale o di altra regione e dimostrale che anche il più piccolo paese d’Italia sa raffinare il palato con un’arte culinaria tutta sua. Se ti fa saltare il nervo con termini del tipo Camorra, N’drangheta, Mafia, Sacra Corona Unita, con calma elenca i nomi di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Rosario Livatino, Joe Petrosino, di Libera e di tutti quei collettivi e individui che ogni giorno lavorano a favore della legalità. Se azzardano confronti d’oltreoceano, magari citando Apple e Microsoft, tu rammenta loro l’opera epocale di Adriano Olivetti nel campo tecnologico, sociale, culturale e territoriale, pioniere del connubio bellezza – efficienza, oggi alla base delle più importanti industrie tecnologiche del globo. Spendi due parole sulla lingua degli angeli, padrona della musica classica, esaltata da Dante, Leopardi, Manzoni, Umberto Eco. «Attracca» su quell’isola incastonata nell’arcipelago pontino da cui sarebbe nata, tra l’esilio e le bombe, l’idea di Europa unita. E sempre a proposito di Europa unita, cita anche quel nome poco conosciuto di Sofia Corradi, detta mamma Erasmus, perché da lei nacque quel progetto che, ancora oggi, permette a tantissimi studenti di fare una bellissima esperienza all’estero. Parlale di Bartali, di Coppi, di Roberto Baggio, dell’Italvolley di Julio Velasco, di Beatrice Vio. Insomma, attento a non tralasciare lo sport. Qualcuno suggerirebbe di “sbattergli sulla faccia cos’è il Rinascimento”, allora fallo. Qualcun altro, più moderatamente, ti inviterebbe a dire sì, “noi maledettamente piemontesi e napoletani, ma fortunatamente, Italiani.

Le Bufale corrono cavalcate da troppi

on 17 gennaio 2016 in Senza categoria Commenti disabilitati su Le Bufale corrono cavalcate da troppi

Articolo apparso su http://www.mondita.it il 12 gennaio 2016. E’ il post che inaugura la rubrica Bufala Nera, curata dal sottoscritto per un numero totale di 10 post.

Per leggere l’articolo, cliccare qui > http://www.mondita.it/2016/01/le-bufale-corrono-cavalcate-da-troppi/. Buona lettura!

L’ultima tessera

on 10 luglio 2015 in Senza categoria Commenti disabilitati su L’ultima tessera

Al Segretario provinciale del Partito Democratico

della Provincia di Latina;

Al Segretario Comunale del Partito Democratico di Cori.

Giulianello, 12 giugno 2015

Carissime/i,

dopo una lunga e attenta riflessione, ho deciso di concludere anticipatamente il mandato da

coordinatore del Circolo del Partito Democratico di Giulianello. Si tratta di una scelta sofferta, non

affatto facile, figlia di uno studio accurato di quello che è stato il mandato in questi 19 mesi.

Quando decisi di proporre il mio nome per il nuovo coordinamento, ero consapevole che sarebbe

stata dura: il circolo veniva da un lungo periodo di vuoto riguardo l’attivismo politico, i rapporti con

i rappresentanti nelle istituzioni locali, il coinvolgimento della cittadinanza etc. Eppure, nel

contempo, si tratta del circolo che ha contribuito fortemente alla nascita dell’attuale maggioranza

nell’amministrazione comunale. Insomma, vedevo una sfida difficile ma non impossibile, che

sarebbe stato possibile vincere con il lavoro di tutti, nei limiti delle proprie possibilità. Gli inizi

sembravano promettere bene: rilanciare il sistema di comunicazione internet del PD, mediante una

nuova pagina Facebook, un sito internet che avrebbe dovuto svolgere la funzione di informazione

costante dell’attività partitica e dei consiglieri comunali eletti. Intanto, si provava a «riallacciare» il

rapporto partito – cittadinanza – amministrazione comunale. In pillole: il PD si prendeva il compito

di organizzare periodicamente incontri tra un esponente della maggioranza del consiglio comunale

ed i cittadini. Le cose sembravano iniziare a girare ad un certo ritmo. Inoltre, alle ovvie riunioni di

direttivo, almeno 3 o 4 volte al mese il circolo veniva aperto per degli incontri informali tra i

tesserati e coloro interessati ad entrare nella vita politica. Per un momento, vista la gran mole di

giovani che si era avvicinata, avevo cominciato a credere seriamente alla possibilità di creare una

giovanile del Partito Democratico. D’altronde, il crollo della partecipazione politica – molto spesso

limitata al voto elettorale – è un fattore che ho sempre sostenuto, su cui ho cercato di improntare il

lavoro del direttivo, ritenendo necessario ridare entusiasmo alle persone, renderle consapevoli che

ogni minuto impiegato per esprimere un’idea, un ideale, un pensiero… cercandolo di renderlo

concreto, è un minuto investito non solo per se stessi, ma per la collettività e le future generazioni.

D’altronde, se durante il secondo conflitto mondiale, qualche matto non si fosse preso la briga di

rischiare la propria vita contro il nazifascismo, oggi staremmo sotto un Reich tedesco o un Impero

fascista fantoccio, con tanto di campi di concentramento come principale motore della nostra

economia.

A fatica, come un bambino ai primi passi su due piedi – e non a gattoni – il nostro lavoro sembrava

produrre qualche buon frutto. Forse, il momento più alto lo abbiamo raggiunto con la raccolta firme

per stimolare un lavoro legislativo in Parlamento riguardo dieci tematiche importanti:

legalizzazione delle droghe leggere, testamento biologico, cittadinanza e diritto di voto agli

stranieri, matrimonio egualitario, tassa su carbone e rendite finanziarie, voto a lavoratori e studenti

fuori sede, accesso alla rete come diritto del cittadino, consumo di suolo, statuto delle attività

professionali, no al parasubordinato e si alla formazione continua. Una giornata bellissima sotto il

freddo di novembre, mattina e pomeriggio, a parlare con le persone, a dimostrare che il circolo non

aveva paura di mettere la propria faccia sul territorio.

Intanto, si cercava di contrastare l’emorragia di forze umane ( il circolo è crollato sotto le 10 tessere)

scrivendo appelli indirizzati soprattutto a chi il partito lo aveva vissuto a lungo, consapevoli che il

dialogo tra generazioni non deve mai mancare. Le speranze riposte in ciò, ovviamente, sono state

vane.

Poi eccoci qui: dopo tanto resistere, non sono riuscito ad evitare di girarmi, guardarmi alle spalle e

vedere il percorso fatto. Di tanto lavoro, non è rimasto nulla: la partecipazione politica non è affatto

aumentata. Anzi, forse siamo caduti in una dimensione pericolosa: quella della paura di esprimere

una idea politica, una vicinanza ad un certo partito; il timore di sentirsi etichettati in un certo modo

Non mi stupisco, è il frutto del vento dell’antipolitica, i cui semi hanno gettato tra le persone la

convinzione che tutta la politica è uno schifo, che i politici sono tutti delinquenti etc. Un circolo che

si rispetti: deve parlare 365 giorni all’anno con i cittadini (e non solo in periodo elettorale); deve

essere un sostegno alla propria maggioranza di governo per tutto il mandato, senza timore di

evidenziare eventuali errori. Invece, si fatica a ricreare un rapporto di collaborazione con cittadini e

amministrazione, la pagina facebook e il sito internet possiamo dichiararli già obsoleti. Insomma, in

poche parole: un circolo che funziona viene aperto il più possibile, lavora etc.,ma tutto ciò si

realizza solo se dietro c’è un lavoro di squadra.

Sicuramente, il sottoscritto si prende la responsabilità degli errori compiuti come coordinatore, ma è

doveroso precisare che, se il Partito Democratico non è stato in grado di ripartire come si deve, le

colpe vanno redistribuite anche tra tutti coloro che hanno deciso di accettare un incarico il 2

novembre 2013, data del congresso locale. Per carità, non è successo nulla di drammatico: si è

partiti con degli obiettivi, ma con la consapevolezza che si poteva arrivare al traguardo oppure

ritirarsi prima. Ho notato, strada facendo, una sfiducia crescente tra i membri (molto probabilmente

soprattutto nei miei confronti) e quasi una rassegnazione. Si, qualche malumore era stato espresso,

ma non pensavo che potesse arrivare a tal punto da poter parlare di una arrendevolezza. Invece,

purtroppo, è così: nel circolo non ci crede veramente più nessuno, e se vengono meno anche coloro

che hanno contribuito a fondarlo, a farlo crescere e vincere, allora è doveroso prendere atto di ciò e

gettare la spugna.

A tutto ciò, aggiungo anche i dubbi sempre più forti maturati verso l’attività del Partito Democratico

nei piani superiori, specie nazionali. Quando una organizzazione politica è maggioranza nel

governo nazionale, imbocca una via piena di ostacoli e facilmente soggetta a critiche, chi lavora nei

circoli deve essere convinto di ciò e fare di tutto per promuoverla. Viceversa, se cominciano a

sorgere forti dubbi, il lavoro sul territorio rallenta, si ferma e diventa controproducente. Negli ultimi

mesi soprattutto, il sottoscritto spesso si è ritrovato in contrasto con molte scelte “contrarie” a quel

Partito Democratico che in realtà si intendeva costruire. Ti ritrovi in una situazione ove, in pubblico,

indossi una maschera e affermi posizioni completamente opposte – a quello che invece pensi

veramente – solo per responsabilità di partito. Bisogna essere bravi a fare ciò, a saper recitare, cosa

che non è mai stata nelle mie corde.

Il Partito Democratico non è più promozione di idee e valori, ma è pura tattica: allearsi con

chiunque – destra, centro, sinistra -, l’importante è vincere le elezioni e governare (e poco importa

se i nuovi amici sono i vecchi nemici che hai sempre combattuto); poco importa se il partito è

spaccato, tanto ci sono i numeri provenienti dall’opposizione che permetteranno di approvare la

legge (e tanti saluti all’idea di partito come comunità democratica, volta a raggiungere una sintesi

delle diverse posizioni); poco importa che entrano a far parte del PD persone che nulla c’entrano, da

sempre intente a soddisfare i propri interessi personali salendo sul carro dei vincitori etc. Mettere

una maschera su tutto ciò, continuare a far finta che nulla è cambiato, è pressochè impossibile.

Ma quello che mi dispiace veramente, con la fine di questa esperienza, è il prendere atto di una

orribile realtà. Ho 23 anni, quando dissi ad alcuni che ero stato eletto coordinatore di circolo

rimasero sorpresi: è difficile incontrare persone che, poco più che ventenni, ricoprono tale carica già

da quasi due anni. Nel direttivo siamo in tre ad essere nati – più o meno – nel medesimo periodo. La

speranza era che ciò avrebbe contribuito a riavvicinare molti coetanei alla politica attiva, addirittura

parlavo della sfida di una generazione. Ma il calice è amaro: rassegnazione, paura di prendere

posizione ed avvicinarsi ad un partito, nessuna volontà di comprendere che bisogna lavorare

quotidianamente per difendere diritti conquistati e per ottenerne di nuovi.

In conclusione, in tutto il Paese si inizi a riflettere su un fatto: ogni generazione è figlia di una

generazione precedente, da cui riceve onori e oneri. Dunque, se oggi la sfiducia è così alta, forse

conviene che chi ci ha immediatamente proceduto, si faccia qualche domanda e si dia delle risposte.

Contemporaneamente, chi oggi ha deciso di astenersi da qualsiasi presa di posizione, cominci a

ripensarci, se proprio ci tiene a costruire un domani migliore per sé e per tutti noi.

Dunque, concludo anticipatamente il mio mandato da coordinatore del Circolo del Partito Democratico di Giulianello di Cori. Inoltre, in virtù di quanto accennato – specie nella seconda parte del discorso – comunico di lasciare il Partito Democratico.

Cioeta Angelo

24 maggio 1915: entriamo in guerra

on 24 maggio 2015 in Senza categoria Commenti disabilitati su 24 maggio 1915: entriamo in guerra

24 maggio 1915: entriamo in guerra

Il 24 maggio 1915 l’Italia entra in guerra: una decisione sofferta, a lungo dibattuta tra neutralisti (contrari all’intervento) e interventisti (favorevoli alla partecipazione al conflitto). La decisione sarà assunta dal governo Salandra, certo di una rapida fine del conflitto (la famosa «guerra lampo»). Ovviamente, non sarà così: la guerra breve diventerà un conflitto lungo 4 anni (1914 – 1918). I nostri nemici saranno coloro che, fino a pochi giorni prima, erano nostri alleati: gli Imperi Centrali.

A 100 anni dall’inteverto dell’Italia, ecco qui una piccola rassegna di pensieri provenienti dai contemporanei dell’epoca:

  • “Vi sono truppe allo scoperto, sotto il tiro del cannone nemico, con 15° sotto zero, e si vuole che avanzino. Muoiono gelati a centinaia e ciò è ignorato dal paese. Gli ufficiali più arditi hanno crisi di pianto di fronte alla vanità degli sforzi, davanti all’impossibile. Sull’Isonzo si muore a torrenti umani e nulla finora si è raggiunto.” (lettera di un generale dissidente a Giolitti);

  • ” Siamo balzati fuori tutti insieme: siamo a 1.000m dalle prime trincee tedesche. Il rumore dalla fucileria e del bombardamento è infernale. Un proiettile scoppia a 2m da me: una scheggia mi ammacca l’elmetto, ma non sono ferito. Altri 15m e un altro proiettile mi cade ai piedi. Abbiamo conquistato la prima linea: un centinaio di tedeschi, con le mani alzate, corrono verso di noi. Non riesco a impedirmi di sparargli addosso. Molti miei compagni sono morti, non abbiamo più ufficiali. Anche le trincee adesso sono piene di tedeschi che sono morti.” (lettera proveniente dal fronte occidentale);

  • “Non si creda agli atti di valore dei soldati, non si dia retta alle altre fandonie del giornale, sono menzogne. Non combattono, no, con orgoglio, né con ardore; essi vanno al macello perché sono guidati e perché temono la fucilazione. Se avessi per le mani il capo del governo, o meglio dei briganti, lo strozzerei” (B.N. anni 25, soldato; condannato a 4 anni di reclusione per lettera denigratoria,1916)

  • Sono ritornato dalla più dura prova che abbia mai sopportato: quattro giorni e quattro notti, 96 ore, le ultime due immerso nel fango ghiacciato, sotto un terribile bombardamento, senza altro riparo che la strettezza della trincea, che sembrava persino troppo ampia. I tedeschi non attaccavano, naturalmente, sarebbe stato troppo stupido. Era molto più conveniente effettuare una bella esercitazione a fuoco su di noi; risultato: sono arrivato là con 175 uomini, sono ritornato con 34, parecchi quasi impazziti” (lettera dal fronte occidentale).

Corrado Govoni:

arrivare a vedere

la carne tedesca cadere

afflosciati testa in giù

porci insaccati

nel budellame dei cappotti blu

Giuseppe Ungaretti

Di queste case
non e’ rimasto
che qualche
brandello di muro

Di tanti
che mi corrispondevano
non e’ rimasto
neppure tanto

Ma nel cuore
nessuna croce manca

E’ il mio cuore
il paese piu’ straziato