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La novità “mancata” del M5S e il futuro della politica a Cori

on 18 maggio 2017 in Senza categoria | Commenti disabilitati su La novità “mancata” del M5S e il futuro della politica a Cori

Foto LaPresse/Emiliano Albensi
15/11/2013 Melfi
Grillo in Basilicata per Succede Tour
Nella foto: uno dei momenti del tour di Beppe Grillo in Basilicata. Grillo è arrivato nella regione lucana per sostenere la candidatura di Piernicola Pedicini alle elezioni regionali. Qui il leader del Movimento Cinque Stelle incontra i cittadini davanti a Fenice, l’inceneritore dell’indotto Fiat di Melfi.Foto LaPresse/Emiliano Albensi
15/11/2013 MelfiMovimento 5 Stelle party leader Beppe Grillo campaign in Basilicata

Diciamo subito una cosa: farsi rifiutare una lista elettorale perché si è cercato di rispettare il numero minimo di candidature conteggiando anche quella del candidato a Sindaco, è un errore abbastanza grossolano, che potrebbe mettere in dubbio le capacità di gestione della cosa pubblica da parte di chi si propone al Governo della città. È l’errore compiuto dal M5S, che di fatto ha già terminato la sua corsa alle amministrative. Altra considerazione: è risaputo che le liste del M5S, prima di poter cominciare la loro corsa elettorale, devono ricevere la certificazione del garante del partito, che risponde al nome di Beppe Grillo. Il fatto che, in tale sistema, non sia stata fatta notare questa piccola ma fondamentale lacuna, non può far altro che destare stupore e clamore, specie quando si parla di un partito ligio alle regole, pronto a far le pulci (legittimamente) anche in aspetti poco rilevanti della vita politica e pubblica.
Al di là di questi aspetti e delle idee che si possono avere sul M5S, l’esclusione della lista non è una buona notizia per il panorama politico locale. La presenza di una novità avrebbe favorito maggiori spazi di pluralismo, un livello propositivo – da parte della politica – più elevato, che avrebbe offerto ai cittadini di poter andare oltre il tradizionale confronto tra centrodestra e centrosinistra. È bene far notare che non si sta parlando di una cosa nuova. Già 5 anni fa ci provò Angelo Palliccia a realizzare “una terza via”, ma il risultato fu abbastanza modesto, in quanto la sua lista raccolse 189 voti, a fronte degli oltre 6mila presi da Cristina Ricci e Tommaso Conti (link: http://www.comune.cori.lt.it/pdf/elettorale/anno_2012/voto/cori%20definitivi.pdf). Era però il 2012 e la situazione politica nazionale era molto diversa. Giusto per dirne una, il M5S si sarebbe affermato in Parlamento “solo” nel 2013. Oggi, i Grillini hanno consolidato le battaglie che li identificano (es.: le lotte agli sprechi), governano diversi Comuni e città come Roma e Torino. In più, è necessario evidenziare l’emergere prepotente delle liste civiche, che già in Provincia di Latina ha portato a vittorie più o meno clamorose (vedasi l’affermazione di Latina Bene Comune). Infine, non è assolutamente da trascurare l’appiattimento della vita politica locale, ove i partiti sono ormai ridotti a comitati elettorali, pronti ad attivarsi solo nei momenti in cui ci sono da vincere le elezioni. Dal 2012 ad oggi, gli schieramenti tradizionali non hanno sentito affatto la necessità di attivarsi sul territorio, limitandosi a presentare “uomini di punta” durante le tornate elettorali. Il M5S poteva essere il buco in questo alone di monotonia politica, il motore propulsore di una nuova e vivace partecipazione alla vita pubblica. La mancata presentazione della lista, molto probabilmente, se non annullato, ha perlomeno posticipato questo momento di rottura. C’è infatti un rovescio della medaglia da considerare. A partire dal post – elezioni, il M5S avrà 5 anni per preparare il terreno per le prossime amministrative locali. Si tratta di un tempo ragionevole, sufficiente per conoscere meglio il territorio e tessere validi rapporti con le realtà locali. Se riuscirà a fare questo, il M5S potrà far “dimenticare” tranquillamente la “macchietta” di questa sessione elettorale e costringerà a mettere in guardia le altre forze politiche. Dai prossimi mesi, insomma, qualcosa potrebbe cambiare. D’altronde, una politica così triste e silente è un danno per la comunità. Giusto per dirne una: qualcuno si è accorto della presenza dell’opposizione in questi ultimi 5 anni?

AlmaLaurea, presentato il rapporto sulla condizione occupazionale dei laureati

on 16 maggio 2017 in Senza categoria | Commenti disabilitati su AlmaLaurea, presentato il rapporto sulla condizione occupazionale dei laureati

È stato presentato oggi, 16 maggio 2017, il XIX° Rapporto sul Profilo e sulla Condizione occupazionale dei laureati, in occasione del Convegno “Università e Skill nella seconda fase della globalizzazione”. Il rapporto è stato presentato all’Università di Parma ed è il frutto di un’indagine che ha coinvolto 71 università sulle 74 aderenti al Consorzio AlmaLaurea. Oltre 270mila laureati sono stati coinvolti nello studio: 156mila triennali o di primo livello, 79mila riguardanti i percorsi magistrali biennali e 34mila riguardanti il ciclo unico.

Il 47% dei laureati ha conseguito il titolo nella medesima provincia ove ha concluso gli studi di scuola media secondaria… Per proseguire la lettura, cliccare qui: http://it.blastingnews.com/politica/2017/05/almalaurea-presentato-il-rapporto-sulla-condizione-occupazionale-dei-laureati-001703241.html

E’ un Dio che è morto

on 16 maggio 2017 in Senza categoria | Commenti disabilitati su E’ un Dio che è morto

Articolo del sottoscritto pubblicato qui: http://www.asslastazione.it/2017/05/15/e-un-dio-che-ricorda/

Si narra che siamo tutti corrotti dal peccato originale. Chissà cosa gli sarà saltato in testa a questo Dio misericordioso, nel decidere di condannare tutte le generazioni esistenti sulla Terra per l’errore di una coppia e la complicità di una mela e di un serpente. Chissà se anche lui si sarà fatto un esame di coscienza dopo aver letto Se un Dio esiste, dovrà chiedermi scusa in quel di Auschwitz. Probabilmente avrà capito di aver sbagliato, che non è stato giusto scaricare la punizione su tutte le persone del pianeta per l’insipienza di Adamo ed Eva. E se proprio se ne sarà accorto del suo errore, del suo essersi lasciato guidare dalla rabbia, mi auguro che abbia una memoria bella grande, o perlomeno un registro con i nomi delle persone a cui chiedere scusa, una ad una, che hanno lasciato ingiustamente e troppo presto la vita terrena. Che sia chiaro a tutti: non c’è Regno dei cieli che tenga nel lasciar morire bambini soffocati dal gas nervino o caduti dentro un pozzo, nel vedere persone umiliate fino alla morte da loro simili per motivi etnici o religiosi, nell’assistere a violenze sessuali sulle donne per “amore” o “divertimento”. Certo sarà un lavoro lungo, perché secoli e secoli di guerre, pestilenze e calamità varie hanno generato milioni, forse miliardi di vittime. Se però questo Dio ha una sua coscienza e memoria, questa sua opera di pentimento dovrà farla. Qualora non fosse così, non mi resterà altro che dare ragione a ciò che canta Francesco Guccini in Dio è morto.

Amministrative 2017: tra risultati (forse) scontati e novità

on 15 maggio 2017 in Senza categoria | Commenti disabilitati su Amministrative 2017: tra risultati (forse) scontati e novità

 

Cori (LT) – tempio di Ercole

I numeri delle amministrative 2012* e delle primarie 2017 sembrano anticipare un esito di queste elezioni abbastanza scontato: una netta riconferma del centrosinistra. C’è un aspetto su cui è inutile girarci troppo intorno: il centrodestra parte dalla seconda fila, stando a quanto accaduto negli ultimi 5 anni. Partiamo innanzitutto dai risultati delle amministrative 2012, quando candidati alla carica di Sindaco erano il Primo Cittadino uscente Tommaso Conti (centrosinistra), e Cristina Ricci (centrodestra). Il primo riconquistò la carica con il sostegno di una lista che riuscì ad ottenere 4348 voti (64,35%) contro gli appena 2220 (32,85%) della squadra di Cristina Ricci.

Nel confronto sulle preferenze tra gli attuali candidati a Sindaco, la storia continua ad avere un senso unico: nel 2012 Mauro De Lillis, come candidato consigliere, ne prese 513, mentre Angelo Sorcecchi si fermò a 76. Potrebbe però trattarsi dell’aspetto meno importante, perché entrambi possono comunque vantare incarichi amministrativi alle spalle. De Lillis, infatti, durante la giunta Conti ha ricoperto il ruolo di Assessore al Bilancio e alle Attività Produttive. Sorcecchi, invece, durante la gestione di Tommaso Bianchi, è stato Vice – Sindaco e Assessore ai Servizi Sociali, Sanità e Sport. Almeno in questo caso, dunque, l’esperienza e la capacità di gestione della cosa pubblica potrebbero cambiare le carte in tavola. Ma il dato che è da tenere molto probabilmente più in considerazione, in quanto è il più recente, è quello delle primarie. L’esito, infatti, sembra certificare quella griglia di partenza di cui si accennava prima, con il centrosinistra in prima fila e il centrodestra indietro. Il dato è abbastanza chiaro: hanno votato in 2356, un numero che già supera il consenso acquisito dal centrodestra nel 2012 (2220).

Alla luce di tutto ciò, dunque, le elezioni dell’11 giugno sembrano quasi una prassi, una passerella volta solo a riconfermare gli stessi equilibri di forza degli ultimi anni. Si tratta però di numeri, che non sempre sono sinonimo di verità certe. Il contesto degli ultimi anni, inoltre, ci insegna ad essere cauti: l’emergere del M5S, la vittoria di Trump e la Brexit ci fanno capire che la sorpresa è sempre dietro l’angolo.

Qualunque sarà il risultato, comunque, queste elezioni hanno il potenziale per lasciare importanti novità nel panorama politico locale. Mentre nella lista di centrodestra, infatti, spiccano le assenze di nomi “storici”, come quelli di Bruno Canale e Tommaso Bianchi, dall’altra parte della barricata emergono le figure di Elisa Massotti, Nicoletta Izzo e Chiara D’Elia, con quest’ultima che potrebbe ritrovarsi ad essere la prima consigliera comunale con un passato nel locale Consiglio Giovani, quando si trovò a ricoprire la carica di Vice – Presidente.

Certezze, smentite e novità sono dunque gli ingredienti che animeranno queste elezioni e il post-11 giugno.

*I dati delle elezioni amministrative 2012 sono consultabili cliccando il seguente link: http://www.comune.cori.lt.it/amministrative_2012.html

LE LISTE E I NOMI DEI CANDIDATI

 

Tumori: l’Italia registra progressi importanti nella guarigione

on 13 maggio 2017 in Senza categoria | Commenti disabilitati su Tumori: l’Italia registra progressi importanti nella guarigione

In un mondo caratterizzato da una cruda lotta tra vaccinisti e non, e dalla diffidenza verso le cure per la propria salute, la lettura di dati che indicano progressi importanti in malattie spesso difficili da combattere è uno squarcio di luce in un mondo dove le tenebre dell’ignoranza stanno avendo un momento di gloria… Per continuare a leggere l’articolo, cliccare qui: http://it.blastingnews.com/salute/2017/05/tumori-litalia-registra-progressi-importanti-nella-guarigione-001691111.html

L’opera buffa del Consiglio di Comunità

on 11 maggio 2017 in Senza categoria | Commenti disabilitati su L’opera buffa del Consiglio di Comunità

Ogni 5 anni è la stessa storia: coresi e giulianesi sono chiamati ad andare a votare per rinnovare il Consiglio Comunale. Questi ultimi si ritrovano addirittura due schede, perché dovranno esprimersi anche per la composizione del Consiglio di Comunità, un organo propositivo e consultivo che, in linea teorica, dovrebbe farsi portavoce delle istanze della popolazione giulianese. Ad ogni ciclo elettorale, invece, il Consiglio di Comunità si ripresenta come un film già visto, ma con attori quasi sempre diversi, diretto da registi che, più o meno, sono sempre gli stessi. Funziona così: il partito A decide di non presentare una sua lista, consapevole del fatto che tale organo è più un fardello che una risorsa. Di parere contrario è il partito B, sempre pronto a presentare una lista, che sa che non potrà mai vincere le elezioni amministrative. Dunque, il Consiglio di Comunità diventa un intralcio, un ulteriore strumento di opposizione all’operato dell’amministrazione. E se B si presenta da solo, il monopolio dell’organo giulianese è cosa fatta. Dunque, A cambia idea e comincia una affannosa ricerca di nomi disposti a candidarsi al Consiglio di Comunità, al semplice scopo di controbilanciare la forza del partito B. Nessuna scelta è basata sulle competenze, perché l’importante è che ci siano teste disposte a sedersi attorno al tavolo della Delegazione Comunale di Giulianello. D’altronde, quando si chiede alle persone di presentarsi al Consiglio di Comunità, il ragionamento che viene fatto loro (spesso) è molto semplice: Stai tranquillo, tanto non dovrai impegnarti molto, perché il Consiglio di Comunità, dopo pochi mesi dalle elezioni, già non conterà più nulla. Insomma, ogni 5 anni i Giulianesi sono chiamati ad andare a votare per un organo inutile. Eppure, all’interno di questa opera buffa esiste il sogno rivoluzionario: rilanciare il Consiglio di Comunità tramite la fondamentale opera di revisione dello Statuto. Solo che poi, quando i consiglieri cominciano a parlare di certi argomenti, questi vengono interrotti da un pubblico abbastanza particolare, composto soprattutto da Consiglieri Comunali che con arroganza passano sulla voce dei Consiglieri di Comunità e fanno lunghi monologhi allo scopo di orientare il loro voto a favore della propria parte politica. Oppure, succedono inghippi strani: Presidenti che si dimettono senza prima riunirsi con la lista che li ha eletti, lunghe e cruente lotte affinché il primo dei non eletti diventi il nuovo Presidente, noncuranti del fatto che persone che si erano spese per quell’organo meritavano maggiore considerazione. Ce ne sarebbero altre da dire, come alcuni Consiglieri Comunali che rinfacciavano ai loro “colleghi” di non aver fatto nulla (opera buffa alla massima potenza: esponenti di un organo più potente criticano di nullafacenza membri di un Consiglio con pochissimi poteri).  Anche quest’anno, molto probabilmente, lo spettacolo non mancherà: a delle persone verrà chiesto di sacrificare la propria faccia per una presunta Ragione di Stato e perché servono pedine sempre nuove per una scacchiera politica dove, a muovere le parti, sono più o meno sempre le stesse persone. Non sono parole al vento, ma pensieri di chi è stato Consigliere di Comunità ed è, dunque, consapevole di quali ardue prove “psicologiche”, politiche e non solo bisogna affrontare in quell’arena. Candidarsi va bene, ma solo se si è convinti di voler mettere il proprio tempo e le proprie competenze per rendere “utile” qualcosa di “inutile”. Farlo invece per “perdere tempo”, significa umiliare sé stessi e la comunità che si rappresenta.

 

Buon voto.

 

#Fermiamolinvasione

on 11 maggio 2017 in Senza categoria | Commenti disabilitati su #Fermiamolinvasione

Per leggere l’articolo del sottoscritto, dal titolo #Fermiamolinvasione, cliccare il seguente link: http://www.mondita.it/2017/05/fermare-linvasione/ 

Bandiera blu 2017: 342 le località premiate

on 8 maggio 2017 in AMBIENTE, ITALIA | Commenti disabilitati su Bandiera blu 2017: 342 le località premiate

Articolo del sottoscritto pubblicato qui: http://it.blastingnews.com/ambiente/2017/05/bandiera-blu-2017-342-le-localita-premiate-001682607.html

#mare sempre più blu in Italia, sempre più puntellato dalle bandiere di tale colore. È quanto emerge dalla 30° edizione della Bandiera Blu, assegnata dalla Foundation for Environmental Education (FEE): 342 sono infatti le spiagge premiate, con un incremento del 5% rispetto all’anno precedente, quando il numero si era fermato a 293. Nello specifico, per quel che riguarda la Regione Lazio, quest’anno l’ambito riconoscimento è spettato ai seguenti Comuni: Anzio, Gaeta, Latina, Sabaudia, San Felice Circeo, Sperlonga, Terracina e Ventotene. Il Lazio, così, si piazza al sesto posto nella classifica delle regioni che detengono bandiere blu.. Davanti alla regione della capitale, infatti, si collocano: Liguria (27 bandiere blu), Toscana (19), Marche (17), Campania (14), Puglia e Sardegna (11). Deludente la performance della Sicilia, con appena 6 bandiere blu. Il riconoscimento è stato istituito nel 1987 (Anno Europeo dell’Ambiente), attualmente assegnato in 49 Paesi. È il frutto di una sinergia tra FEE e due agenzie dell’ONU: l’UNEP (Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente) e UNWTO (Organizzazione Mondiale del turismo). L’assegnazione si basa sul rispetto di criteri volti a valorizzare la gestione sostenibile del territorio, a far sì che le aree marine possano sviluppare un modello di sviluppo nel rispetto dell’ambiente. I criteri di assegnazione sono divisi in due categorie: i (imperativo: devono essere assolutamente rispettati) e g (guida: si deve cercare di rispettarne il maggior numero possibile). Obbligatorio è il rispetto di tutti i criteri presenti nella categoria Educazione Ambientale e Informazione (es.: Un minimo di 5 attività di educazione ambientale devono essere offerte ogni anno. Per continuare a leggere, cliccare qui: http://it.blastingnews.com/ambiente/2017/05/bandiera-blu-2017-342-le-localita-premiate-001682607.html

Francia, la fine di una storia lunga secoli

on 28 aprile 2017 in ATTUALITA', MONDO | Commenti disabilitati su Francia, la fine di una storia lunga secoli

Articolo del sottoscritto apparso qui: https://issuu.com/walkietalkie/docs/frequenze_04/4

Stiamo vivendo cambiamenti epocali, di cui ora ce ne stiamo accorgendo solo in modo impercettibile. Tra qualche anno, però, i libri di storia renderanno giustizia a quanto sta accadendo nel mondo: la vittoria di Donald Trump negli States, la vittoria del Leave nel referendum sulla Brexit e la fine del tradizionale scontro tra socialisti e gollisti in Francia, giusto per citare qualche evento. In merito a quest’ultimo, accaduto il 23 aprile 2017, c’è molto da dire, in quanto non si tratta solo della fine di un processo politico nato dopo la seconda guerra mondiale, ma del culmine di un pezzo di storia francese le cui radici vanno ricercate nella Rivoluzione Francese del 1789. Scrive bene Mario Lavia su L’Unità, nel suo pezzo E’ la fine del Partito Socialista francese. Il PS, infatti, tenendo fede a quanto sancito dalle primarie, si è presentato all’elettorato francese con la figura di Benoit Hamon, chiamato ad una impresa titanica: risalire la china dopo l’esperienza fallimentare del governo di Francois Hollande, considerato da molti il peggiore Presidente della Repubblica dal dopoguerra ad oggi. Non è andata affatto bene, in quanto il risultato è stato addirittura peggiore delle aspettative: 6,3% e quinto posto, scavalcato e ridicolizzato anche da Jean-Luc Mélenchon, il candidato della sinistra estrema. Quel 6,3% può essere paragonato, ovviamente con le dovute differenze, alla fine del Partito Comunista Italiano. Lavia ha ben ragione nel parlare del mito del 1789, della grande predicazione intellettuale e letteraria dell’Ottocento, vista come il faro ideologico e morale cui rivolgere l’animo e lo sguardo, perché questo era il socialismo per molti francesi. È la fine del socialismo di Simone De Beauvoir, di quel modello politico, sociale e culturale capace di resistere all’esperienza negativa della Terza Repubblica e al nazismo, in grado di giocare un ruolo nel Maggio francese del ’68, di creare l’esperienza di Francois Mitterrand. La vera notizia, insomma, seppur in modo paradossale se consideriamo il contesto storico che stiamo vivendo, non è il nuovo record di voti raggiunto dal Front National (21,5%), non è il confronto al ballottaggio tra due partiti non tradizionali (En Marche! e Front National) e neanche la clamorosa ascesa di Melenchon (19,6%), ma la fine della secolare tradizione politica del socialismo, la cui parabola si è conclusa con il governo Hollande, che solo 5 anni fa vinceva le elezioni. Non mancano gli aspetti positivi nell’ultima esperienza di governo a guida PS. Giusto per fare qualche esempio, in questi ultimi 5 anni la Francia si è (ri)scoperta patria dei diritti civili, con leggi che ora permettono agli omosessuali di sposarsi, adottare figli e donare sangue (un divieto durato 30 anni). Allo stesso tempo però, gli attentati hanno messo a nudo le falle sulla sicurezza nazionale e alla maggioranza dei francesi non è affatto piaciuta la Loi Travail, una legge avente l’obiettivo di rilanciare l’occupazione, ma vista troppo vicina alle imprese e lontana dai dipendenti. Il Partito Socialista Francese, insomma, è chiamato a rimboccarsi le maniche, a riflettere sugli errori attuali e storici (perché ridursi al 6% dopo essere stato sempre in doppia cifra, è un risultato che va studiato in profondità), se veramente vorrà tornare a primeggiare. Nel frattempo, Macron, Le Pen e Melenchon se la godono, con scenari di cui ancora sappiamo ben poco.

Il futuro demografico del Paese: l’Italia che verrà

on 28 aprile 2017 in ANGELO CIOETA, ITALIA | Commenti disabilitati su Il futuro demografico del Paese: l’Italia che verrà

È uscito il report dell’#ISTAT, dal titolo Il futuro demografico del Paese, Previsioni regionali della popolazione residente al 2065. Stando ai dati, il nostro Paese, che attualmente conta circa 60,7 milioni di anime, sarà destinato a conoscere un decremento della popolazione, che toccherà i 58,6 milioni nel 2045 e i 53,7 milioni nel 2065. Nel giro di una cinquantina di anni, dunque, ci sarà un saldo demografico negativo di 7 milioni di abitanti… Per continuare a leggere, cliccare qui > http://it.blastingnews.com/cronaca/2017/04/il-futuro-demografico-del-paese-litalia-che-verra-001656957.html