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Posts Tagged ‘Cori’


Si preannuncia un evento “megagalattico” quello che si terrà a Giulianello di Cori (LT) il 22 luglio 2017. Protagonista della giornata, infatti, sarà #Inkiostro, una Rassegna di musica e scrittura i cui natali sono proprio nel territorio giulianese. Si tratta di un progetto realizzato da Sofia Bucci, insieme a Veronica Della Vecchia, Matteo Fusella, Claudia Cianfoni, Francesco Del Ferraro, in collaborazione con il Pé i ndò Festival, lo Zooconcept, il Comune di Cori, l’Associazione “La Stazione” e l’Associazione “Chi dice donna”. Inkiostro è una rassegna artistica itinerante che ha l’obiettivo generale di valorizzare luoghi pubblici e non dalla rilevanza storico – artistica mediante la collaborazione di collettivi, associazioni ed individui fisici nei campi della musica, poesia, fotografia, dell’artigianato del libro. Struttura spettacoli di musica, poesia, artigianato, fotografia all’interno di chiostri, luoghi naturali, scorci paesaggistici che sono poco utilizzati, o utilizzati per uno scopo non convenzionale. Per continuare a leggere, cliccare qui: http://it.blastingnews.com/cultura-spettacoli/2017/07/inkiostro-torna-la-rassegna-di-musica-e-scrittura-001821923.html

La novità “mancata” del M5S e il futuro della politica a Cori

on 18 maggio 2017 in Senza categoria Commenti disabilitati su La novità “mancata” del M5S e il futuro della politica a Cori

Foto LaPresse/Emiliano Albensi
15/11/2013 Melfi
Grillo in Basilicata per Succede Tour
Nella foto: uno dei momenti del tour di Beppe Grillo in Basilicata. Grillo è arrivato nella regione lucana per sostenere la candidatura di Piernicola Pedicini alle elezioni regionali. Qui il leader del Movimento Cinque Stelle incontra i cittadini davanti a Fenice, l’inceneritore dell’indotto Fiat di Melfi.Foto LaPresse/Emiliano Albensi
15/11/2013 MelfiMovimento 5 Stelle party leader Beppe Grillo campaign in Basilicata

Diciamo subito una cosa: farsi rifiutare una lista elettorale perché si è cercato di rispettare il numero minimo di candidature conteggiando anche quella del candidato a Sindaco, è un errore abbastanza grossolano, che potrebbe mettere in dubbio le capacità di gestione della cosa pubblica da parte di chi si propone al Governo della città. È l’errore compiuto dal M5S, che di fatto ha già terminato la sua corsa alle amministrative. Altra considerazione: è risaputo che le liste del M5S, prima di poter cominciare la loro corsa elettorale, devono ricevere la certificazione del garante del partito, che risponde al nome di Beppe Grillo. Il fatto che, in tale sistema, non sia stata fatta notare questa piccola ma fondamentale lacuna, non può far altro che destare stupore e clamore, specie quando si parla di un partito ligio alle regole, pronto a far le pulci (legittimamente) anche in aspetti poco rilevanti della vita politica e pubblica.
Al di là di questi aspetti e delle idee che si possono avere sul M5S, l’esclusione della lista non è una buona notizia per il panorama politico locale. La presenza di una novità avrebbe favorito maggiori spazi di pluralismo, un livello propositivo – da parte della politica – più elevato, che avrebbe offerto ai cittadini di poter andare oltre il tradizionale confronto tra centrodestra e centrosinistra. È bene far notare che non si sta parlando di una cosa nuova. Già 5 anni fa ci provò Angelo Palliccia a realizzare “una terza via”, ma il risultato fu abbastanza modesto, in quanto la sua lista raccolse 189 voti, a fronte degli oltre 6mila presi da Cristina Ricci e Tommaso Conti (link: http://www.comune.cori.lt.it/pdf/elettorale/anno_2012/voto/cori%20definitivi.pdf). Era però il 2012 e la situazione politica nazionale era molto diversa. Giusto per dirne una, il M5S si sarebbe affermato in Parlamento “solo” nel 2013. Oggi, i Grillini hanno consolidato le battaglie che li identificano (es.: le lotte agli sprechi), governano diversi Comuni e città come Roma e Torino. In più, è necessario evidenziare l’emergere prepotente delle liste civiche, che già in Provincia di Latina ha portato a vittorie più o meno clamorose (vedasi l’affermazione di Latina Bene Comune). Infine, non è assolutamente da trascurare l’appiattimento della vita politica locale, ove i partiti sono ormai ridotti a comitati elettorali, pronti ad attivarsi solo nei momenti in cui ci sono da vincere le elezioni. Dal 2012 ad oggi, gli schieramenti tradizionali non hanno sentito affatto la necessità di attivarsi sul territorio, limitandosi a presentare “uomini di punta” durante le tornate elettorali. Il M5S poteva essere il buco in questo alone di monotonia politica, il motore propulsore di una nuova e vivace partecipazione alla vita pubblica. La mancata presentazione della lista, molto probabilmente, se non annullato, ha perlomeno posticipato questo momento di rottura. C’è infatti un rovescio della medaglia da considerare. A partire dal post – elezioni, il M5S avrà 5 anni per preparare il terreno per le prossime amministrative locali. Si tratta di un tempo ragionevole, sufficiente per conoscere meglio il territorio e tessere validi rapporti con le realtà locali. Se riuscirà a fare questo, il M5S potrà far “dimenticare” tranquillamente la “macchietta” di questa sessione elettorale e costringerà a mettere in guardia le altre forze politiche. Dai prossimi mesi, insomma, qualcosa potrebbe cambiare. D’altronde, una politica così triste e silente è un danno per la comunità. Giusto per dirne una: qualcuno si è accorto della presenza dell’opposizione in questi ultimi 5 anni?

Amministrative 2017: tra risultati (forse) scontati e novità

on 15 maggio 2017 in Senza categoria Commenti disabilitati su Amministrative 2017: tra risultati (forse) scontati e novità

 

Cori (LT) – tempio di Ercole

I numeri delle amministrative 2012* e delle primarie 2017 sembrano anticipare un esito di queste elezioni abbastanza scontato: una netta riconferma del centrosinistra. C’è un aspetto su cui è inutile girarci troppo intorno: il centrodestra parte dalla seconda fila, stando a quanto accaduto negli ultimi 5 anni. Partiamo innanzitutto dai risultati delle amministrative 2012, quando candidati alla carica di Sindaco erano il Primo Cittadino uscente Tommaso Conti (centrosinistra), e Cristina Ricci (centrodestra). Il primo riconquistò la carica con il sostegno di una lista che riuscì ad ottenere 4348 voti (64,35%) contro gli appena 2220 (32,85%) della squadra di Cristina Ricci.

Nel confronto sulle preferenze tra gli attuali candidati a Sindaco, la storia continua ad avere un senso unico: nel 2012 Mauro De Lillis, come candidato consigliere, ne prese 513, mentre Angelo Sorcecchi si fermò a 76. Potrebbe però trattarsi dell’aspetto meno importante, perché entrambi possono comunque vantare incarichi amministrativi alle spalle. De Lillis, infatti, durante la giunta Conti ha ricoperto il ruolo di Assessore al Bilancio e alle Attività Produttive. Sorcecchi, invece, durante la gestione di Tommaso Bianchi, è stato Vice – Sindaco e Assessore ai Servizi Sociali, Sanità e Sport. Almeno in questo caso, dunque, l’esperienza e la capacità di gestione della cosa pubblica potrebbero cambiare le carte in tavola. Ma il dato che è da tenere molto probabilmente più in considerazione, in quanto è il più recente, è quello delle primarie. L’esito, infatti, sembra certificare quella griglia di partenza di cui si accennava prima, con il centrosinistra in prima fila e il centrodestra indietro. Il dato è abbastanza chiaro: hanno votato in 2356, un numero che già supera il consenso acquisito dal centrodestra nel 2012 (2220).

Alla luce di tutto ciò, dunque, le elezioni dell’11 giugno sembrano quasi una prassi, una passerella volta solo a riconfermare gli stessi equilibri di forza degli ultimi anni. Si tratta però di numeri, che non sempre sono sinonimo di verità certe. Il contesto degli ultimi anni, inoltre, ci insegna ad essere cauti: l’emergere del M5S, la vittoria di Trump e la Brexit ci fanno capire che la sorpresa è sempre dietro l’angolo.

Qualunque sarà il risultato, comunque, queste elezioni hanno il potenziale per lasciare importanti novità nel panorama politico locale. Mentre nella lista di centrodestra, infatti, spiccano le assenze di nomi “storici”, come quelli di Bruno Canale e Tommaso Bianchi, dall’altra parte della barricata emergono le figure di Elisa Massotti, Nicoletta Izzo e Chiara D’Elia, con quest’ultima che potrebbe ritrovarsi ad essere la prima consigliera comunale con un passato nel locale Consiglio Giovani, quando si trovò a ricoprire la carica di Vice – Presidente.

Certezze, smentite e novità sono dunque gli ingredienti che animeranno queste elezioni e il post-11 giugno.

*I dati delle elezioni amministrative 2012 sono consultabili cliccando il seguente link: http://www.comune.cori.lt.it/amministrative_2012.html

LE LISTE E I NOMI DEI CANDIDATI

 

L’opera buffa del Consiglio di Comunità

on 11 maggio 2017 in Senza categoria Commenti disabilitati su L’opera buffa del Consiglio di Comunità

Ogni 5 anni è la stessa storia: coresi e giulianesi sono chiamati ad andare a votare per rinnovare il Consiglio Comunale. Questi ultimi si ritrovano addirittura due schede, perché dovranno esprimersi anche per la composizione del Consiglio di Comunità, un organo propositivo e consultivo che, in linea teorica, dovrebbe farsi portavoce delle istanze della popolazione giulianese. Ad ogni ciclo elettorale, invece, il Consiglio di Comunità si ripresenta come un film già visto, ma con attori quasi sempre diversi, diretto da registi che, più o meno, sono sempre gli stessi. Funziona così: il partito A decide di non presentare una sua lista, consapevole del fatto che tale organo è più un fardello che una risorsa. Di parere contrario è il partito B, sempre pronto a presentare una lista, che sa che non potrà mai vincere le elezioni amministrative. Dunque, il Consiglio di Comunità diventa un intralcio, un ulteriore strumento di opposizione all’operato dell’amministrazione. E se B si presenta da solo, il monopolio dell’organo giulianese è cosa fatta. Dunque, A cambia idea e comincia una affannosa ricerca di nomi disposti a candidarsi al Consiglio di Comunità, al semplice scopo di controbilanciare la forza del partito B. Nessuna scelta è basata sulle competenze, perché l’importante è che ci siano teste disposte a sedersi attorno al tavolo della Delegazione Comunale di Giulianello. D’altronde, quando si chiede alle persone di presentarsi al Consiglio di Comunità, il ragionamento che viene fatto loro (spesso) è molto semplice: Stai tranquillo, tanto non dovrai impegnarti molto, perché il Consiglio di Comunità, dopo pochi mesi dalle elezioni, già non conterà più nulla. Insomma, ogni 5 anni i Giulianesi sono chiamati ad andare a votare per un organo inutile. Eppure, all’interno di questa opera buffa esiste il sogno rivoluzionario: rilanciare il Consiglio di Comunità tramite la fondamentale opera di revisione dello Statuto. Solo che poi, quando i consiglieri cominciano a parlare di certi argomenti, questi vengono interrotti da un pubblico abbastanza particolare, composto soprattutto da Consiglieri Comunali che con arroganza passano sulla voce dei Consiglieri di Comunità e fanno lunghi monologhi allo scopo di orientare il loro voto a favore della propria parte politica. Oppure, succedono inghippi strani: Presidenti che si dimettono senza prima riunirsi con la lista che li ha eletti, lunghe e cruente lotte affinché il primo dei non eletti diventi il nuovo Presidente, noncuranti del fatto che persone che si erano spese per quell’organo meritavano maggiore considerazione. Ce ne sarebbero altre da dire, come alcuni Consiglieri Comunali che rinfacciavano ai loro “colleghi” di non aver fatto nulla (opera buffa alla massima potenza: esponenti di un organo più potente criticano di nullafacenza membri di un Consiglio con pochissimi poteri).  Anche quest’anno, molto probabilmente, lo spettacolo non mancherà: a delle persone verrà chiesto di sacrificare la propria faccia per una presunta Ragione di Stato e perché servono pedine sempre nuove per una scacchiera politica dove, a muovere le parti, sono più o meno sempre le stesse persone. Non sono parole al vento, ma pensieri di chi è stato Consigliere di Comunità ed è, dunque, consapevole di quali ardue prove “psicologiche”, politiche e non solo bisogna affrontare in quell’arena. Candidarsi va bene, ma solo se si è convinti di voler mettere il proprio tempo e le proprie competenze per rendere “utile” qualcosa di “inutile”. Farlo invece per “perdere tempo”, significa umiliare sé stessi e la comunità che si rappresenta.

 

Buon voto.

 

In cammino…

on 14 aprile 2017 in Cori Commenti disabilitati su In cammino…


En Marche
direbbero i francesi. In Italia ci abbiamo messo poco a riprendere quello che oggi è lo slogan di Emmanuel Macron e a trasformarlo in un manifesto politico nostrano: In cammino. Ma non sempre la traduzione genera il medesimo effetto del testo originale. In questo caso, ad esempio, davanti alle parole francesi che richiamano i cittadini all’orgoglio nazionale e ai valori della Francia repubblicana (“Marchons citoyens!” è, d’altronde, un passo dell’inno nazionale), sembra contrapporsi un In cammino che pare rispecchiare più i pellegrini delle Vie Francigene che i programmi politici. Eppure, in entrambi i casi, il segno è stato colto: è necessario non fermarsi, ma restare in movimento, perché camminare è l’unica azione che permette di adeguare noi stessi ad un mondo in continuo mutamento. In questo contesto i Comuni, le realtà che viviamo quotidianamente, non sono affatto una eccezione. Anche loro camminano, perché devono lavorare per garantire alla cittadinanza servizi di qualità e sempre adeguati alle nuove esigenze. L’11 giugno, la città di Cori e la frazione di Giulianello eleggeranno il loro nuovo primo cittadino, ponendo fine ai dieci anni di gestione del centrosinistra a guida Tommaso Conti. Alla luce di quanto detto fino ad ora, è utile comprendere se, in questo decennio, le due amministrazioni Conti si sono rese protagoniste di un processo di immobilismo del paese o di sviluppo dello stesso, sapendo coglierne le risorse e riuscendo a valorizzarle.

È doveroso premettere che, in un contesto caratterizzato da una crisi economica globale e da tagli agli enti locali, con pesanti ricadute su servizi come quelli sociali e culturali, la vita delle amministrazioni locali di tutta Italia non è stata affatto facile. A ciò, è necessario aggiungere i problemi di bilancio riguardanti le casse comunali (un aspetto che precede l’ultimo decennio di centrosinistra) e cercare di fare uno sforzo di memoria su quello che erano Cori e Giulianello fino al 2007.

Secondo molti, un buon termometro per misurare il rapporto di fiducia tra i cittadini e l’amministrazione è la percentuale di raccolta differenziata. Cori si avvia a superare il 65%, un risultato notevolissimo che ben poche realtà in Italia possono vantare (giusto per farsi un’idea di quale è la situazione negli altri Comuni: percentuale raccolta differenziata Comune per Comune). Ma tale risultato, se considerato solo una tessera di un puzzle più ampio, composto da pezzi come cultura, politiche sociali, ambiente, bilancio etc., non è sufficiente per elaborare un giudizio complessivo. È necessario considerare altri aspetti. Difficile, ad esempio, è negare che la realizzazione della nuova scuola media di Giulianello, il recupero del complesso sportivo di Stozza (recentissima è la pubblicazione del bando per la piscina: bando) più il relativo Casale sono dei successi importanti, in quanto, dopo anni di dibattiti e azioni intraprese con risultati zero, si è finalmente riusciti a donare alla comunità un impianto scolastico degno di essere definito tale, si è avviato un percorso concreto di rilancio dell’area simbolo dello sport (e non solo) locale. Obiettivi importanti, che diventano clamorosi se si pensa che sono stati realizzati in un momento in cui qualsiasi idea di grande opera viene vista come uno sperpero di denaro pubblico e non un investimento, come un danno per il suolo e non un’area da sfruttare nel rispetto della sostenibilità ambientale. Le due giunte Conti hanno saputo interpretare quel ruolo che, purtroppo, manca nella stragrande maggioranza dei casi, essendo invece la chiave necessaria per poter far camminare il paese e rispondere alle esigenze dei cittadini: la politica, intesa come capacità di saper ricercare, studiare e applicare le soluzioni migliori anche in periodi difficili, poco floridi dal punto di vista economico e della credibilità verso le istituzioni. A Cori ci sono riusciti e la popolazione, ora, può godere delle opere in precedenza accennate, certa che speculazioni non ci sono state e con un territorio, dal punto di vista ambientale, rimasto pressoché intatto.

È politica, cosa ben diversa dal voler mettere in campo finte rivoluzioni; è lavoro duro, i cui risultati spesso necessitano di anni prima di realizzarsi.

Ma il paese, ovviamente, non si ferma ai grandi traguardi raggiunti di cui si è parlato fino ad ora, in quanto si estende ad altri ambiti. A titolo d’esempio, senza alcuna pretesa di essere esaustivi, è utile ricordare che questi sono stati gli anni della nascita del Consiglio Giovani, della realizzazione della Sala – Lettura Gianluca Canale, della biblioteca Elio Filippo Accrocca come luogo pubblico proiettato verso il futuro, del rilancio dell’impianto sportivo di Giulianello…

Sì, Cori e Giulianello si sono rimesse in cammino. Di ciò, le forze politiche scese in campo ne dovranno tenere conto, se veramente vorranno puntare al buon governo.

 

#AmministrativeCori2017

Il 21 novembre 2014, alle ore 02:00 circa, il 28enne cittadino di Cori Pascariu Sebastian ( nazionalità romena ), veniva colpito da 7 colpi di arma da fuoco sparati da Pasquale Bruno, presso il Vicolo Straccia (Cori). Pasquale Bruno ed altri erano stati importunati da Pascariu Sebastian, in evidente stato di alterazione psico – fisica. Il Bruno reagì malmenandolo e, non soddisfatto, il giorno dopo decise di completare l’opera: sette pallottole e vendetta completata. L’autore della sparatoria è stato ora arrestato dai carabinieri del Reparto Territoriale di Aprilia e sarà giudicato con rito abbreviato per tentato omicidio. Fosse finita qui: durante le perquisizioni, presso la casa del Bruno, il fratello (18 anni) e la compagna (20 anni), venivano beccati con 118 grammi di cocaina, 409 grammi di sostanza da taglio, un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento delle dosi. Accusati di detenzione illecita di stupefacente, ora sono in attesa di giudizio. Per approfondire: http://www.h24notizie.com/2014/12/agguato-a-cori-arrestato-26enne-per-tentato-omicidio/ (link da cui è stato tratto questo sunto).
Insomma, capita che anche un italiano possa «cascare» nella delinquenza. Sicuramente il cittadino romeno non è esente da colpe, ma arrivare ad attentare alla vita di una persona è un atto che non deve essere giustificato in nessun modo. E’ da chiedersi dove sono andate a finire, davanti a questo atto, tutte quelle persone pronte a scendere in piazza (a Roma) per «la sicurezza della città» e contro «la delinquenza rom». Certo, Cori è un paese di circa 10mila abitanti, e nessuno pretende una «presa di posizione» di Matteo Salvini (forse se accadeva il contrario sarebbe addirittura venuto nel nostro Comune). Ma almeno coloro che il territorio lo vivono, che quotidianamente «monitorano» ogni minimo movimento di uno straniero, pronti a condividere sui social networks qualsiasi reato compiuto da chi non è italiano, gli arrivi di massa con i barconi etc., avrebbero potuto dire qualcosa. Evidentemente, ci sono due pesi e due misure. Contenti loro; noi proseguiamo per la nostra strada di uguaglianza e solidarietà.

ELEZIONI EUROPEE 2014: CORI E GIULIANELLO SI SVEGLIANO «DEMOCRATICHE»

on 10 giugno 2014 in Senza categoria Commenti disabilitati su ELEZIONI EUROPEE 2014: CORI E GIULIANELLO SI SVEGLIANO «DEMOCRATICHE»

Un risultato in linea con il dato nazionale quello registrato dal Comune di Cori alle Elezioni Europee del 25 maggio 2014. Mentre la penisola esprime un’affluenza al voto del 58% circa, Cori e Giulianello raggiungono il 57,18%. Rispetto al 2009, si evidenzia un calo dell’affluenza del 14% (da considerare però che, all’epoca, era possibile votare nell’arco di due giorni).

Il comune lepino si conferma comunque “zona rossa”, con un Partito Democratico che raccoglie il 48,76% dei consensi, staccando di gran lunga il Movimento 5 Stelle (22,46%) e Forza Italia (13,97%). Risultati inaspettati alla vigilia, se si pensa alle tante parole spese riguardo un testa a testa tra PD ( + 15% rispetto al 2009) e M5S (il cui paragone possiamo farlo con le politiche del 2013, trattandosi della prima partecipazione alle Europee: – 1,36 % rispetto ai voti per il Senato; + 1,18% rispetto alla Camera dei Deputati). Debacle di Forza Italia ( – 13% circa rispetto al 2009, seppur all’epoca la formazione era il Popolo delle Libertà).

Anche nella battaglia delle preferenze, il Partito Democratico è di gran lunga il più votato: Simona Bonafè (435), Nicola Danti (340), Roberto Gualtieri (323), Maria Goffredo Bettini (277), Enrico Gasbarra (168), Ilaria Bonaccorsi (155). Riguardo gli altri partiti: nonostante il 22%, ad Agea Laura bastano 48 voti per risultare la «preferita» del M5S. Con molti voti di lista in meno rispetto ai pentastellati, Barbara Spinelli ( L’Altra Europa con Tsipras: 3,23%) fa decisamente meglio raccogliendo 52 preferenze. Ma il primo candidato ad «intromettersi» nel dominio dei democratici è Roberta Angelilli con 140 voti (Nuovo Centrodestra “Alfano” – Udc :6,12%), seguita a pochissime lunghezze dal forzista nonché ex presidente della Provincia di Latina Armando Cusani (133).

Cori dunque si tinge di rosso. Ma è un rosso non più forte come una volta, bensì sbiadito dall’elevatissima astensione, primo vero partito a livello locale e nazionale. Ovviamente, le forze di minoranza non se la passano molto meglio. Escluso il M5S, le altre rischiano di spartirsi le briciole in futuro.

La partecipazione politica è ai minimi storici. Sottovalutare ciò significa favorire il disinteresse verso la politica, non preparare talenti per il futuro locale, non affrontare i problemi economici, politici, sociali etc. Che i risultati delle Europee siano un modo per contrastare una delle maggiori piaghe del nostro tempo: la disaffezione alla politica.

Articolo apparso sul mensile LEPINI MAGAZINE di GIUGNO 2014

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Un voto per la terra, il presente ed il futuro

on 17 aprile 2014 in Senza categoria Commenti disabilitati su Un voto per la terra, il presente ed il futuro

panorama giulianello

 

Martedì il Consiglio Comunale ha approvato, a larga maggioranza (11 favorevoli, 3 contrari, 1 astenuto), la declassificazione dell’area artigianale di Giulianello di Cori. Un tema che non è passato affatto inosservato: critiche alla scelta della giunta Conti sono arrivate sia dall’opposizione sia da membri interni alla maggioranza stessa.

Premetto: la questione dell’area artigianale non ho mai avuto modo di studiarla a fondo, soprattutto perchè ho concentrato il mio tempo in altre tematiche (cultura, ambiente, giovani etc.). Ma, se ben abbiamo capito noi «ragazzini» del Consiglio di Comunità, l’area artigianale della frazione – realizzata (a suo tempo) per dare una base di sviluppo al paese – non è mai decollata. In effetti, passando per la strada che porta verso Artena (zona in cui l’area suddetta è stata collocata), si fa fatica a riconoscere tracce di attività commerciali. Eppure, la zona non è malvagia, essendo collocata tra la Provincia di Roma e Latina, vicina a servizi quali Valmontone Outlet e Rainbow MagicLand, a pochi km dall’autostrada più lunga d’Italia. Sorge spontanea una domanda: come mai, dopo anni, in pochissimi hanno deciso di investire in quella zona? Non avendo la competenza necessaria, i dettagli tecnici li trascurerò. Mi orienterò invece su un altro versante. Dunque, fino a qualche anno fa la Provincia di Latina era un polo industriale di tutto rispetto, ricco di piccole, medie e grandi imprese, fonte di occupazione e di guadagno per molte famiglie. Erano gli anni della Cassa del Mezzogiorno, da cui le aziende traevano notevoli benefici economici. Nel 1984, questo ente pubblico viene soppresso: un rubinetto di denaro in meno per le industrie. Intanto, si affermano i fenomeni della delocalizzazione, della globalizzazione, delle politiche industriali che abbandonano il nostro Paese per investire all’Est, dove la pressione fiscale e la manodopera hanno prezzi minori. In più, le grandi infrastrutture (es.: la Bretella) tardano a trovare la luce. In pillole: della vitalità lavorativa che permeava i nostri paesi, resteranno molti capannoni vuoti, destinati ad invecchiare senza alcuna manutenzione e a deturpare il paesaggio.

L’area artigianale di Giulianello intendeva cogliere le opportunità dell’industrializzazione, ma non ci è riuscita. Quando non si ottengono i risultati, il territorio resta come prima, ma qualcuno ci rimette. Chi? In questo caso i proprietari terrieri, che fin da quando si sono ritrovati le loro terre innalzate da territorio agricolo ad artigianale, hanno dovuto pagare un’imposta di 18 euro al metro quadro, in attesa che qualcuno non si decideva ad acquistare i loro lotti. E’ giusto? A chi piacerebbe pagare un’imposta al solo scopo di remissione? Sicuramente a nessuno. Il parere favorevole del Consiglio di Comunità (votazione di lunedì 14 aprile 2014: 4 favorevoli, 3 contrari, 1 astenuto) teneva conto soprattutto di ciò.

E poi, veramente non abbiamo appreso nulla dal nostro passato industriale, di quello che ci sta lasciando in eredità?

Senza poi dimenticare la «tragedia» del consumo di suolo. L’espressione «tragedia» non è affatto esagerata: il nostro tempo è forse il primo che sta conoscendo, in maniera costante e non saltuaria, disastri ambientali. Frane, smottamenti etc. sono ormai all’ordine del giorno. Le future generazioni molto probabilmente avranno a che fare in maniera peggiore con tali disastri, specie se non cominciamo ad avviare una seria politica di tutela del suolo. A tal proposito, è utile ricordare anche due parole: usi civici.

Altra considerazione: i favorevoli al mantenimento della zona hanno motivato la loro scelta con espressioni che più o meno recitavano: « […] in previsione di un eventuale sviluppo del paese », « mettiamo caso che qualcuno ora voglia edificare a Giulianello … » etc. Ma, dopo anni e anni di attesa, non possiamo continuare con questi (ipocriti) periodi ipotetici. Rendiamoci conto che, più anni aspettiamo e più generazioni illudiamo e bruciamo. Allora è necessario un radicale cambio di passo, una scelta che vada in controtendenza con quanto fatto fino ad ora. Garantire la salvaguardia e lo sfruttamento della terra significa dare una certezza al presente e al futuro; aspettare eventuali investimenti commerciali è una probabilità che non possiamo avere il lusso di considerare. E’ una politica che non riguarda solo il Comune di Cori, bensì la penisola. Si pensi solo alla Regione Lazio, che ha deciso di aprire un bando per affidare terreni agricoli a persone tra i 18 ed i 39 anni (http://www.arsialweb.it/cms/index.php?option=com_content&task=view&id=933&Itemid=176 ).

Immancabile, il capitolo « Bretella Cisterna – Valmontone ». Da destra, centro e sinistra arrivano difese dello status quo perchè ora, soprattutto dopo la recente sentenza del TAR (http://www.h24notizie.com/news/2014/04/11/bretella-cisterna-valmontone-via-libera-dal-tar-di-roma/ ), potremo sfruttare la nuova strada di collegamento tra le due province laziali. Tra i fautori di questa tesi, anche chi è avverso al progetto stradale. Insomma, prima la combattiamo e poi favoriamo ulteriore cemento oltre a quello della Cisterna – Valmontone. Mi sembra – detto in gergo natatorio – un tuffo con triplo salto mortale più doppio avvitamento.

Si tratta di tanti buoni motivi che rendono la decisione del Consiglio di Comunità una scelta saggia, e non soggetta a pressioni da parte dei piani superiori. D’altronde, sarebbe troppo comodo etichettare come persone intelligenti e serie i membri dell’organo consultivo quando votano come pensi e speri e, viceversa, parlare di manovre, marionette, inesperienza, ragazzini etc. quando fanno una scelta del tutto opposta. Non è affatto corretto.