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Posts Tagged ‘Fantasia’


Via Vigne Corte: tra nostalgia e utopia

on 18 giugno 2017 in Senza categoria Commenti disabilitati su Via Vigne Corte: tra nostalgia e utopia
Per coloro nati almeno fino alla metà degli anni ’90, quel tratto di strada oggi denominato Via Madre Teresa di Calcutta (in passato parte integrante di Via Vigne Corte) era il regno dei bambini, il luogo della fantasia e del divertimento. Ogni pomeriggio, al ritorno da scuola, il primo che usciva di casa, quasi come fosse un rito sacro, faceva il giro dei citofoni degli amici per radunare il gruppo e dare inizio al divertimento. Una storia questa, che d’estate e negli altri periodi di vacanza dell’anno, si ripeteva il triplo delle volte: mattina, pomeriggio e sera. Primavera, estate, autunno, inverno… Poco importava della stagione: si stava fuori a giocare sia con il caldo di agosto sia con il freddo invernale (quello che ti fa intirizzire le mani, per intenderci). Si usciva e si giocava, in una zona dove c’era tutto e niente. Non c’era un campo da calcio, però i sassi o i bidoni della spazzatura per fare le porte non mancavano, così come i gessetti per delimitare l’area di gioco. Gessetti che ben si incontravano con l’asfalto, anche quando si trattava di fare giochi come “campana”.  Non avevamo ovviamente piste di Formula 1, macchine e cavalli, ma in compenso c’era a disposizione un’aiuola, intorno alla quale si facevano corse con le nostre biciclette o (udite udite!) corse all’anello (funzionava così: con la bicicletta si faceva un giro completo dell’aiuta, per poi cercare di strappare una foglia da un albero, che era appunto il nostro “anello”). Era il trionfo della fantasia, dell’infanzia, dell’aggregazione di bambini e bambine: ogni casa diventava un ottimo nascondiglio quando si giocava a “nascondino” o “guardie e ladri”, così come alternative valide erano molte piante e le macchine parcheggiate. I marciapiedi diventavano i “tavoli” per giochi di carte e figurine, per sfide a colpi di game – boy (gli anni in cui la tecnologia era costretta ad uscire di casa, a differenza di oggi), le campagne circostanti un’America infinita da esplorare giorno dopo giorno, un luogo ove raccogliere castagne e andare a caccia di lucciole nelle sere d’estate. Tutto e niente: un filo collegato tra un albero e un muro per giocare a pallavolo, la griglia per lo scolo dell’acqua che diventava la rete per giocare a tennis. Tante gioie e qualche dolore, inteso come cadute e sbucciature, di palloni sacrificati perché divorati  dai cani dei vicini o finiti contro qualche pianta con tanto di “pungiglione”. Oggi non è più così: con la crescita umana dell’ultima generazione che preferiva l’aria aperta alla casa, quel luogo è diventato silente, movimentato solo dal passaggio di qualche macchina, da alcune chiacchiere scambiate tra vicini, dall’abbaiare dei cani e da qualche allarme domestico che ogni tanto parte. La “piazzetta”, da luogo di divertimento, è ormai solo un parcheggio per le macchine. Tutto ormai sembra essere consegnato alla nostalgia e al ricordo di chi ha vissuto quei luoghi, come uno spezzone di vita e di storia che non tornerà più. Eppure, quel luogo, quel quartiere, potrebbe ancora giocare un ruolo attivo grazie a un mix semplice di forza di volontà e di fantasia. Ogni tanto immagino delle “utopie”: la “piazzetta” che si riempie di persone per assistere alla presentazione di un libro o ad una piccola rappresentazione teatrale, mamme e papà che portano i loro figli a vedere uno spettacolo di marionette. Il tutto con la partecipazione del vicinato, che dalle finestre di casa assiste, fa foto e video, oppure esce per dare una mano nell’allestimento.
Forse è un’utopia che non si trasformerà mai in realtà, ma qualora ciò dovesse accadere, sarebbe un segnale altissimo di appartenenza alla comunità in cui si vive, perché con il contributo di tutti, anche il più semplice dei quartieri può diventare un luogo bellissimo, un laboratorio ricco di fantasia, cultura e vitalità.

LA REALTÀ CHE SUPERA LA FANTASIA E UCCIDE

on 23 febbraio 2017 in ATTUALITA', GIUSTIZIA, MONDO Commenti disabilitati su LA REALTÀ CHE SUPERA LA FANTASIA E UCCIDE

realta supera la fantasia-500x500Campo minato. È un videogioco per PC molto famoso, anche se il nome, nel rispetto del tanto declamato politically correct, è stato poi modificato in Prato Fiorito. Il giocatore ha lo scopo di liberare un campo dalle mine nel minor tempo possibile. Ovviamente, c’è il rischio di imbattersi in una mina, momento in cui la tua missione fallisce e sei costretto a ricominciare, se proprio vuoi portare a termine l’obiettivo.  Stimolante per la mente, ma In alcune parti del mondo come Somalia, Mozambico, Bosnia – Herzegovina e Iraq, Campo minato supera la fantasia e diventa reale: il giocatore, in carne ed ossa, se mette un piede sopra una mina, esplode con essa e muore, senza possibilità di rimediare. Tiro al bersaglio. Puoi farlo in diversi modi, come arco e freccia, pistola, una palla da lanciare contro dei barattoli. Divertente, perché ti scarica, stimola la vista e l’autostima. Ci sono versioni in cui il bersaglio è l’essere umano, dove lo scopo è colpire l’avversario prima che lui lo faccia con te. C’è però una bella differenza tra l’essere colpiti da pallini di plastica o ceramica e l’essere presi da una pallottola di piombo: nel primo caso muori per finta, nel secondo la realtà supera la fantasia e uccide. Quest’ultima situazione, ultimamente, succede in buona parte del continente nero, in Siria ed in tanti altri luoghi, talmente tanti che se li elenchi tutti ne dimenticheresti sicuramente qualcuno. La realtà che supera la fantasia e uccide… e poi c’è PokemonGo: è un gioco per smartphone che trasforma come non mai prima il giocatore in un virtuale allenatore di Pokemon. E’ interessante, perché stimola le persone ad uscire da casa, a camminare, a respirare aria pulita. L’importante è che non si offuschi il cervello delle persone, perché mentre qui cerchiamo pokemon, ad Aleppo, in Darfur e non solo, uomini, donne e bambini cercano pace, cibo e divertimento, quello vero, che non uccide. La realtà che supera la fantasia e uccide.

Articolo del sottoscritto pubblicato qui: http://www.asslastazione.it/2017/02/23/la-realta-che-supera-la-fantasia-e-uccide/