Crea sito

Ricordi d’infanzia e… Buon Compleanno Elio!

aprile 15th, 2018 / No Comments » / by Angelo Cioeta

#Domenica 22 #aprile parlerò del mio libro “Ricordi d’infanzia (Per un mondo a misura di bambino)”. Lo farò in uno scenario bellissimo, quello della Biblioteca di Cori “Elio Filippo Accrocca” . L’occasione è di quelle stupende: l’evento “Buon compleanno Elio” (https://www.facebook.com/events/2062896690589133/), dedicato al poeta E. Filippo Accrocca, che riunisce in un unico luogo giovani scrittori, poeti, fotografi, artisti e tante altre belle persone.

L’appuntamento è per le ore 18:00, insieme alla poesia di Ioana Husac e alla rivista Locomotiv con Sofia Bucci

Qui il programma completo:

Programma (fonte: https://www.facebook.com/events/2062896690589133/ )
ore 11.30 – Lettura ad alta voce per bambini: “Il piccolo paese silenzioso” di Bruno Agnoni. Età consigliata: 4-6 anni.
Ore 17.00 – Visita guidata al Fondo Accrocca e predisposizione di uno spazio di condivisione creativa – Lettura a bassa voce per adulti.
Ore 18.00 – Presentazione di progetti di giovani autori del territorio: Angelo Cioeta ci parlerà del suo libro “Ricordi d’infanzia (per un mondo a misura di bambino)”, Ioana Husac condividerà una sua poesia vincitrice del premio letterario scolastico “Valeria Pierro”, Sofia Bucci racconterà l’esperienza della rivista “Locomotiv”.
Ore 19.00 – Brindisi
Ore 19.30 – Cardiopoetica in “Mica come Prévert”: reading di poesie e jam session con Francesco Pacifici, Lorenzo Antocchi e Gabriele Quaresima.

Mostra fotografica a cura di: E. Bencivenga, Alessio Cioeta, F. Cucchiarelli, F. Pacifici, M. Zampini
Come partecipare al meglio a questa festa?
1- Omaggio improvvisato: se vuoi puoi condividere un tuo progetto artistico, informandoci prima (scrivendo ai contatti della biblioteca) o sorprendendoci il giorno della festa.
2- Hai visto dal nostro catalogo on line (www.sistemabibliotechelepine.it

) che la biblioteca di Cori non ha il tuo libro preferito e vorresti regalarlo? Portalo incartato (e magari con una dedica come si fa per i regali importanti), durante il brindisi apriremo tutti i vostri doni.
3- Vieni e basta A domenica allora! 

P.S.: nella foto, uno dei tanti eventi culturali realizzati in biblioteca

Intervista al sottoscritto sul libro “Ricordi d’infanzia (Per un mondo a misura di bambino)

aprile 9th, 2018 / No Comments » / by Angelo Cioeta

Una lunga ed imperdibile intervista allo scrittore Angelo Cioeta, autore del libro Ricordi d’infanzia (Per un mondo a misura di bambino). Cliccare qui > http://blog.scritto.io/2018/04/angelo-cioeta/

Severn Kullis Suzuki: discorso al Summit di Rio del 1992

marzo 14th, 2018 / Commenti disabilitati su Severn Kullis Suzuki: discorso al Summit di Rio del 1992 / by Angelo Cioeta

Buonasera,

sono Severn Suzuki e parlo a nome di ECO (Environmental Children Organization). Siamo un gruppo di ragazzini di 12 e 13 anni e cerchiamo di fare la nostra parte: Vanessa Suttie, Morgan Geisler, Michelle Quaigg e me. Abbiamo raccolto da noi tutti i soldi per venire in questo posto lontano 5mila miglia, per dire alle Nazioni Unite che devono cambiare il loro modo di agire.

Venendo a parlare qui non ho un’agenda nascosta, sto lottando per il mio futuro. Perdere il mio futuro non è come perdere un’elezione o alcuni punti sul mercato azionario.

Sono qui per parlare a nome delle generazioni future. Sono qui per parlare a nome dei bambini che stanno morendo di fame in tutto il pianeta e le cui grida rimangono inascoltate. Sono qui per parlare per conto del numero infinito di animali che stanno morendo nel pianeta, perché non hanno più alcun posto dove andare.

Ho paura di uscire fuori al sole a causa dei buchi nell’ozono, ho paura di respirare l’aria perché non so quali sostanze chimiche contiene.
Ero solita andare a pescare a Vancouver, la mia città, con mio padre, ma solo alcuni anni fa abbiamo trovato un pesce pieno di tumori. E ora sentiamo parlare di animali e piante che si estinguono, che ogni giorno svaniscono per sempre.

Nella mia vita ho sognato di vedere grandi mandrie di animali selvatici e giungle e foreste pluviali piene di uccelli e farfalle, ma ora mi chiedo se i miei figli potranno mai vedere tutto questo. Quando avevate la mia età, vi preoccupavate forse di queste cose? Tutto questo sta accadendo sotto i nostri occhi e ciò nonostante continuiamo ad agire come se avessimo a disposizione tutto il tempo che vogliamo e tutte le soluzioni.

Io sono solo una bambina e non ho tutte le soluzioni, ma mi chiedo se siete coscienti del fatto che non le avete neppure voi. Non sapete come si fa a riparare i buchi nello strato di ozono, non sapete come riportare indietro i salmoni in un fiume inquinato, non sapete come si fa a far ritornare in vita una specie animale estinta, non potete far tornare le foreste che un tempo crescevano dove ora c’è un deserto.
Se non sapete come fare a riparare tutto questo, per favore, smettete di distruggerlo.

Qui potete esser presenti in veste di delegati del vostro governo, uomini d’affari, amministratori di organizzazioni, giornalisti o politici, ma in verità siete madri e padri, fratelli e sorelle, zie e zii, e tutti voi siete anche figli.
Sono solo una bambina, ma so che siamo tutti parte di una famiglia che conta 5 miliardi di persone – in realtà, una famiglia di 30 milioni di specie. E nessun governo, nessuna frontiera, potrà cambiare questa realtà.
Sono solo una bambina ma so che dovremmo tenerci per mano e agire insieme come un solo mondo, per raggiungere un solo scopo. Nella mia rabbia non sono cieca e la mia paura non mi impedisce di dire al mondo quello che sento.

Nel mio paese produciamo così tanti rifiuti, compriamo e buttiamo via, compriamo e buttiamo via, compriamo e buttiamo via, e tuttavia i paesi del nord non condividono con i bisognosi. Anche se abbiamo più del necessario, abbiamo paura di condividere, abbiamo paura di dare via un po’ della nostra ricchezza.
In Canada viviamo una vita privilegiata, siamo ricchi d’acqua, di cibo, di case; abbiamo orologi, biciclette, computer e televisioni. La lista potrebbe andare avanti per due giorni.

Due giorni fa, qui in Brasile siamo rimasti scioccati mentre trascorrevamo un po’ di tempo con i bambini di strada. Questo è quello che ci ha detto un bambino di strada: «Vorrei essere ricco, e se lo fossi vorrei dare ai bambini di strada cibo, vestiti, medicine, una casa, amore e affetto».
Se un bimbo di strada che non ha niente è disponibile a condividere, perché noi che abbiamo tutto siamo ancora così avidi? Non posso smettere di pensare che quelli sono bambini che hanno la mia stessa età e che nascere in un Paese o in un altro fa ancora una così grande differenza; che potrei essere uno dei bambini che vivono in una favela di Rio, o uno dei bambini che muoiono di fame in Somalia, una vittima di guerra in medio-oriente o un mendicante in India.

Sono solo una bambina ma so che se tutto il denaro speso in guerre fosse destinato a cercare risposte ambientali, a eliminare la povertà e a siglare degli accordi, che mondo meraviglioso sarebbe questa Terra!

A scuola, persino all’asilo, ci insegnate come ci si comporta al mondo. Ci insegnate a non litigare con gli altri, a risolvere i problemi, a rispettare gli altri, a rimettere a posto tutto il disordine che facciamo, a non ferire altre creature, a condividere le cose, a non essere avari.
Allora perché voi fate proprio quelle cose che ci dite di non fare? Vi siete scordati lo scopo di queste conferenze, perché le state facendo? Noi siamo i vostri figli, voi state decidendo in quale mondo noi dovremo crescere.
I genitori dovrebbero poter consolare i figli dicendo: «Tutto andrà a posto. Non è la fine del mondo, stiamo facendo del nostro meglio». Ma non credo che voi possiate dirci ancora queste cose. Siamo davvero nella lista delle vostre priorità?

Mio padre dice sempre che «siamo ciò che facciamo, non ciò che diciamo». Bene, quello che voi state facendo mi fa piangere la notte. Voi continuate a dire che ci amate, ma io vi lancio una sfida: per favore, fate che le vostre azioni riflettano le vostre parole.

Grazie

Fonte: http://www.manuelmarangoni.it/onemind/2227/severn-suzuki-discorso-di-una-ragazzina-che-mette-in-imbarazzo-il-mondo-degli-adulti/

Discorso di Malala alle Nazioni Unite

marzo 14th, 2018 / Commenti disabilitati su Discorso di Malala alle Nazioni Unite / by Angelo Cioeta

“Onorevole Segretario Generale dell’ONU Ban Ki-moon, spettabile presidente dell’Assemblea Generale Vuk Jeremic, onorevole inviato speciale delle Nazioni Unite per l’istruzione globale Gordon Brown, rispettati anziani rispettati e miei cari fratelli e sorelle: Assalamu alaikum (la pace sia con voi, n.d.T).

Oggi è un onore per me tornare a parlare dopo un lungo periodo di tempo. Essere qui con persone così illustri è un grande momento nella mia vita ed è un onore per me che oggi sto indossando uno scialle della defunta Benazir Bhutto. Non so da dove cominciare il mio discorso. Non so cosa la gente si aspetti che dica, ma prima di tutto voglio ringraziare a Dio per il quale siamo tutti uguali e ringraziare tutti coloro che hanno pregato per una mio veloce guarigione e una nuova vita. Non riesco a credere quanto amore le persone mi hanno dimostrato. Ho ricevuto migliaia di cartoline di auguri e regali da tutto il mondo. Grazie a tutti. Grazie ai bambini le cui parole innocenti mi hanno incoraggiato. Grazie ai miei anziani le cui preghiere mi hanno rafforzato. E grazie agli infermieri, ai medici e al personale degli ospedali in Pakistan e nel Regno Unito e il governo degli Emirati Arabi Uniti che mi hanno aiutato a stare meglio e a riprendere le forze.

Sono qui per dare tutto il mio appoggio al segretario generale dell’ONU Ban Ki-moon nella sua Iniziativa Globale “Prima l’istruzione” e al lavoro dell’inviato speciale delle Nazioni Unite per l’Educazione Globale Gordon Brown. Li ringrazio per la leadership che continuano a esercitare. Essi continuano a stimolare tutti noi all’azione. Cari fratelli e sorelle, ricordiamo una cosa: il Malala Day non è il mio giorno. Oggi è il giorno di ogni donna, ogni ragazzo e ogni ragazza che hanno alzato la voce per i loro diritti.

Ci sono centinaia di attivisti per i diritti umani e operatori sociali che non solo parlano per i loro diritti, ma che lottano per raggiungere un obiettivo di pace, educazione e uguaglianza. Migliaia di persone sono state uccise dai terroristi e milioni sono stati feriti. Io sono solo uno di loro. Così eccomi qui, una ragazza come tante. Io non parlo per me stesso, ma per dare una voce a coloro che meritano di essere ascoltati. Coloro che hanno lottato per i loro diritti. Per il loro diritto a vivere in pace. Per il loro diritto a essere trattati con dignità. Per il loro diritto alle pari opportunità. Per il loro diritto all’istruzione.

Cari amici, il 9 ottobre 2012, i talebani mi hanno sparato sul lato sinistro della fronte. Hanno sparato ai miei amici, anche. Pensavano che i proiettili ci avrebbero messi a tacere, ma hanno fallito. Anzi, dal silenzio sono spuntate migliaia di voci. I terroristi pensavano di cambiare i miei obiettivi e fermare le mie ambizioni. Ma nulla è cambiato nella mia vita, tranne questo: debolezza, paura e disperazione sono morte; forza, energia e coraggio sono nati. Io sono la stessa Malala. Le mie ambizioni sono le stesse. Le mie speranze sono le stesse. E i miei sogni sono gli stessi.

Cari fratelli e sorelle, io non sono contro nessuno. Né sono qui a parlare in termini di vendetta personale contro i talebani o qualsiasi altro gruppo terroristico. Sono qui a parlare per il diritto all’istruzione per tutti i bambini. Voglio un’istruzione per i figli e le figlie dei talebani e di tutti i terroristi e gli estremisti. Non odio nemmeno il talebano che mi ha sparato.

Anche se avessi una pistola in mano e lui fosse in piedi di fronte a me, non gli sparerei. Questa è il sentimento di compassione che ho imparato da Maometto, il profeta della misericordia, da Gesù Cristo e Buddha. Questa è la spinta al cambiamento che ho ereditato da Martin Luther King, Nelson Mandela e Mohammed Ali Jinnah. Questa è la filosofia della non violenza che ho imparato da Gandhi, Bacha Khan e Madre Teresa. E questo è il perdono che ho imparato da mio padre e da mia madre. Questo è ciò che la mia anima mi dice: stai in pace e ama tutti.

Cari fratelli e sorelle, ci rendiamo conto dell’importanza della luce quando vediamo le tenebre. Ci rendiamo conto dell’importanza della nostra voce quando ci mettono a tacere. Allo stesso modo, quando eravamo in Swat, nel Nord del Pakistan, abbiamo capito l’importanza delle penne e dei libri quando abbiamo visto le armi. Il saggio proverbio “La penna è più potente della spada” dice la verità. Gli estremisti hanno paura dei libri e delle penne. Il potere dell’educazione li spaventa. Hanno paura delle donne. Il potere della voce delle donne li spaventa. Questo è il motivo per cui hanno ucciso 14 studenti innocenti nel recente attentato a Quetta. Ed è per questo uccidono le insegnanti donne. Questo è il motivo per cui ogni giorno fanno saltare le scuole: perché hanno paura del cambiamento e dell’uguaglianza che porteremo nella nostra società. Ricordo che c’era un ragazzo della nostra scuola a cui un giornalista chiese: “Perché i talebani sono contro l’educazione dei ragazzi?”. Lui rispose molto semplicemente: indicò il suo libro e disse: “I talebani non sanno che cosa c’è scritto in questo libro”.

Loro pensano che Dio sia un piccolo esseruccio conservatore che punterebbe la pistola alla testa delle persone solo per il fatto che vanno a scuola. Questi terroristi sfruttano il nome dell’islam per i propri interessi. Il Pakistan è un Paese democratico, amante della pace. I Pashtun vogliono educazione per i loro figli e figlie. L’Islam è una religione di pace, umanità e fratellanza. Che dice: è un preciso dovere quello di dare un’educazione a ogni bambino. La pace è necessaria per l’istruzione. In molte parti del mondo, in particolare il Pakistan e l’Afghanistan, il terrorismo, la guerra e i conflitti impediscono ai bambini di andare a scuola. Siamo veramente stanchi di queste guerre. Donne e bambini soffrono in molti modi in molte parti del mondo.

In India, bambini innocenti e poveri sono vittime del lavoro minorile. Molte scuole sono state distrutte in Nigeria. La gente in Afghanistan è colpita dall’estremismo. Le ragazze devono lavorare in casa e sono costrette a sposarsi in età precoce. La povertà, l’ignoranza, l’ingiustizia, il razzismo e la privazione dei diritti fondamentali sono i principali problemi che uomini e donne devono affrontare.

Oggi, mi concentro sui diritti delle donne e sull’istruzione delle ragazze, perché sono quelle che soffrono di più. C’è stato un tempo in cui le donne hanno chiesto agli uomini a difendere i loro diritti. Ma questa volta lo faremo da sole. Non sto dicendo che gli uomini devono smetterla di parlare dei diritti delle donne, ma il mio obiettivo è che le donne diventino indipendenti e capaci di combattere per se stesse. Quindi, cari fratelli e sorelle, ora è il momento di alzare la voce. Oggi invitiamo i leader mondiali a cambiare le loro politiche a favore della pace e della prosperità. Chiediamo ai leader mondiali che i loro accordi servano a proteggere i diritti delle donne e dei bambini. Accordi che vadano contro i diritti delle donne sono inaccettabile.

Facciamo appello a tutti i governi affinché garantiscano un’istruzione gratuita e obbligatoria in tutto il mondo per ogni bambino. Facciamo appello a tutti i governi affinché combattano il terrorismo e la violenza. Affinché proteggano i bambini dalla brutalità e dal dolore. Invitiamo le nazioni sviluppate a favorire l’espansione delle opportunità di istruzione per le ragazze nel mondo in via di sviluppo. Facciamo appello a tutte le comunità affinché siano tolleranti, affinché rifiutino i pregiudizi basati sulle casta, la fede, la setta, il colore, e garantiscano invece libertà e uguaglianza per le donne in modo che esse possano fiorire. Noi non possiamo avere successo se la metà del genere umano è tenuta indietro. Esortiamo le nostre sorelle di tutto il mondo a essere coraggiose, a sentire la forza che hanno dentro e a esprimere il loro pieno potenziale.

Cari fratelli e sorelle, vogliamo scuole e istruzione per il futuro luminoso di ogni bambino. Continueremo il nostro viaggio verso la nostra destinazione di pace e di educazione. Nessuno ci può fermare. Alzeremo la voce per i nostri diritti e la nostra voce porterà al cambiamento.Noi crediamo nella forza delle nostre parole. Le nostre parole possono cambiare il mondo, perché siamo tutti insieme, uniti per la causa dell’istruzione. E se vogliamo raggiungere il nostro obiettivo, cerchiamo di armarci con l’arma della conoscenza e di farci scudo con l’unità e la solidarietà.

Cari fratelli e sorelle, non dobbiamo dimenticare che milioni di persone soffrono la povertà e l’ingiustizia e l’ignoranza. Non dobbiamo dimenticare che milioni di bambini sono fuori dalle loro scuole. Non dobbiamo dimenticare che i nostri fratelli e sorelle sono in attesa di un luminoso futuro di pace.

Cerchiamo quindi di condurre una gloriosa lotta contro l’analfabetismo, la povertà e il terrorismo, dobbiamo imbracciare i libri e le penne, sono le armi più potenti. Un bambino, un insegnante, un libro e una penna possono cambiare il mondo. L’istruzione è l’unica soluzione. L’istruzione è la prima cosa. Grazie”.

(traduzione di Fulvio Scaglione) > Fonte: http://www.famigliacristiana.it/articolo/il-testo-del-discorso-di-malala-all-onu.aspx

RICORDI D’INFANZIA (Per un mondo a misura di bambino)

ottobre 29th, 2017 / Commenti disabilitati su RICORDI D’INFANZIA (Per un mondo a misura di bambino) / by Angelo Cioeta

Un pezzo d’infanzia nostrana che diventa libro;

Una parte di #Giulianello che diventa lo spunto per aprire una #finestrasulmondo.

“RICORDI D’INFANZIA (Per un mondo a misura di bambino)” sarà possibile acquistarlo da domani. Per averlo, è sufficiente contattarmi qui: [email protected] 

P.S. 👉 nella foto, da sinistra verso destra:Gianmarco Mattoccia Piero Massotti Angelo CioetaEmanuele Rungi

Grafica e impaginazione 👉 Sofia Bucci

Vi racconto il VietNam

ottobre 14th, 2017 / Commenti disabilitati su Vi racconto il VietNam / by Angelo Cioeta

Federico Castillo è un ragazzo che ha avuto modo di visitare il VietNam. Da questa esperienza, ha realizzato un piccolo “reportage”, un interessante contributo che ci permette di avvicinare un’area di mondo ai più ancora sconosciuta. Buona lettura!

Tags: , , ,

Un bravo Calciatore Nord Coreano in Italia

ottobre 7th, 2017 / Commenti disabilitati su Un bravo Calciatore Nord Coreano in Italia / by Angelo Cioeta

Nella serie B del calcio italiano c’è un giocatore che sta esaltando una squadra, il Perugia, traghettandola ai vertici del campionato, con buonissime probabilità di ottenere la promozione al campionato di Serie A.

Non si tratta di un brasiliano, di un argentino, di un nostro connazionale, o comunque di un giocatore proveniente da uno dei Paesi dalla grande tradizione calcistica. Arriva da lontano, dal Paese più chiuso e misterioso del mondo, che spesso fa parlare di sé solo per curiosità tragicomiche (non sempre veritiere, intendiamoci), odio verso gli americani e progetti nucleari: la Corea Del Nord […] (per continuare a leggere, cliccare qui: http://www.mondita.it/2017/10/un-bravo-calciatore-nord-coreano-in-italia/)

Il sottile confine tra bufala e verità

ottobre 7th, 2017 / Commenti disabilitati su Il sottile confine tra bufala e verità / by Angelo Cioeta

Sulla scia di quanto scritto negli ultimi due articoli (Prima parte;  Seconda parte), proseguiamo nel percorso volto ad offrire spunti per comprendere la veridicità o meno di una notizia.

La lotta politica: la bufala è per molti un ottimo strumento per cercare di strappare consenso o comunque seminare scompiglio. Nella precedente campagna referendaria, sul progetto di riforma della Costituzione, hanno avuto un alto livello di viralità news, del tipo “Matteo mi spiace, ma voterò NO al referendum” (dichiarazioni attribuite ad Agnese Landini, moglie di Matteo Renzi, ma mai dette)[1] oppure “NOTIZIA SCHOCK! Referendum: trovate 500mila schede già segnate con il SI. Condividete!” (la notizia è stata pubblicata dal sito italiani-informati.com[2] e localizzata nel Comune di Rignano sul Membro; ovviamente, anche questo è un clamoroso falso, soprattutto perché tale Comune non esiste[3]). Sono ormai una triste tradizione, invece, le bufale dei 30 euro agli immigrati, degli alberghi di lusso ai profughi etc. (riguardo ciò, si consiglia di rimandare alla lettura della sezione dedicata all’immigrazione). Prima di fare un favore a colui che è dietro la notizia bufala, cerchiamo di comportarci con lucidità, trovando conferme su internet o altri canali informativi […] (per continuare a leggere, cliccare qui: http://www.mondita.it/2017/10/il-sottile-confine-tra-bufala-e-verita/)

Il pericoloso “vuoto” degli spazi culturali

ottobre 7th, 2017 / Commenti disabilitati su Il pericoloso “vuoto” degli spazi culturali / by Angelo Cioeta

A lungo il punto lettura Gianluca Canale di Giulianello è stato un luogo molto frequentato dal sottoscritto, soprattutto per motivi di studio e associazionismo. Poi, è arrivata la laurea e sono subentrati altri impegni, che mi hanno portato a frequentare sempre meno il posto. Con l’inizio dei corsi di laurea magistrale, ogni tanto mi capita di tornare lì per studiare. Devo ammettere che, rispetto al passato, mi sono trovato davanti un ambiente più vuoto e riflessivo, ideale per lo studio ma adatto anche a snocciolare qualche interessante riflessione. Mi ero abituato a mattinate, pomeriggi ed eventi in compagnia, con un bel viavai di persone che andavano e venivano, che si fermavano per studiare o usare la sala informatica, che passavano pochi minuti, giusto il tempo di chiedere in prestito qualche libro da leggere. Negli ultimi tempi, invece, la calma piatta sembra farla da padrone, almeno per quello che ho potuto notare. Probabilmente si tratta di un periodo momentaneo, di una fase temporanea destinata a concludersi quanto prima. È però giusto approfittarne per fare una riflessione di più ampio respiro, che riguarda tante parti d’Italia. I luoghi della cultura, come i punti – lettura, le biblioteche e i musei, sono servizi culturali fondamentali nella vita di una comunità. Quando questi attirano costantemente persone, allora significa che sono vivi, che funzionano, che riescono a realizzare l’obiettivo a cui sono chiamati: far innamorare uomini e donne alla lettura, all’arte, alla bellezza, a tutto ciò che di positivo sa esprimere la cultura. Sono luoghi di aggregazione e presidi contro l’illegalità e l’ignoranza, il degrado sociale e molto altro. Viceversa, quando viene meno il flusso di persone, perché non motivate ad andare in quel luogo o, ancora più semplicemente, non ne conoscono l’esistenza, il museo e la biblioteca diventano lande desolate, destinate a sparire se non si pone subito rimedio. In tal caso, la comunità si impoverisce, perde vivacità, il degrado sociale e culturale prendono il largo. Si rischia la parabola del Nuovo Cinema Paradiso, il film premio Oscar di Giuseppe Tornatore. Inizialmente, e a lungo, principale luogo di aggregazione per gli abitanti del posto, capace di proiettare film importanti e di saper affrontare a lungo il progresso (la pellicola ignifuga, per esempio), termina la sua gloriosa storia nel peggiore dei modi: abbandonato da tutti causa soprattutto l’avvento delle videocassette, verrà abbattuto per far posto ad un centro commerciale. La cultura deve colmare il più possibile i vuoti che ci sono in una comunità. E’ un lavoro arduo, intenso e importante, che lo si può realizzare in diversi modi: coinvolgimento costante delle scuole, organizzazione di seminari, presentazione di libri, dibattiti. La cultura è uno dei motivi per cui si dà alla comunità il senso di essere tale: non disperdiamola.

Tags: , , , , , , ,

Gentile Sindaco Damiano Coletta…

settembre 30th, 2017 / Commenti disabilitati su Gentile Sindaco Damiano Coletta… / by Angelo Cioeta

Gentile Sindaco,
in questa epoca di lettere di studenti anonimi e di cittadini delusi dalla sua azione amministrativa, qualcosa mi ha spinto ad imitare la loro azione, decidendo di scriverle un mio pensiero su questa moda della corrispondenza e sull’attività politica e amministrativa della sua maggioranza.
Come è stato ben espresso in campagna elettorale, la città di Latina non poteva accontentarsi di voltare pagina, ma doveva assolutamente scrivere un libro nuovo, perché il manuale degli orrori scritto dalle amministrazioni precedenti era ormai un palese e consolidato disastro. Dopo un anno di azione amministrativa, legittimamente molti cittadini fanno notare che questo cambio di passo non c’è stato, criticando la sua amministrazione perché capace solo di giustificarsi con gli errori del passato. Lo studente anonimo chiede i fatti, cinquanta cittadini e più le scrivono facendole notare che il corso della storia non è cambiato, anzi è peggiorato. A queste critiche, però, vorrei porre una domanda: come si può scrivere un libro nuovo per una città di centomila abitanti nel giro di un solo anno? Scrivere un libro è un lavoro lungo e impegnativo, che prima di vedere la luce è preceduto da una intensa attività di ricerca e studio, di parole, frasi, paragrafi e capitoli scritti, modificati, cancellati e poi riscritti. Tale concetto è applicabile nei libri e in altri documenti (es.: la tesi universitaria). Può sembrare romantico, roba da romanzi, ma è necessario accettare l’idea che l’amministrazione è un libro complesso. Non lo dico per giustificare errori della sua amministrazione o al puro scopo di difenderla. Il mio pensiero si basa sull’esperienza amministrativa che c’è stata nell’ultimo decennio nel Comune in cui vivo: Cori. Cercando di essere il più sintetico possibile, credo sia utile riassumere quanto accaduto nella mia città nell’ultima decade. Nel 2007, dopo 8 anni passati tra amministrazioni di centrodestra e un commissariamento dovuto alla fine anticipata della seconda giunta Bianchi, Cori torna al centrosinistra. Il bilancio è in rosso, sputa sangue in ogni sua voce, il rischio di dissesto è fortissimo. Assumersi la responsabilità di dichiarare il fallimento dell’ente avrebbe comportato un immediato fallimento politico della nuova amministrazione, ma soprattutto condannato la comunità a vivere a lungo in una città con cantieri bloccati, scuole che necessitavano di ristrutturazioni, servizi culturali e sociali ridotti al minimo. Si decise quindi di intraprendere la strada del pagamento dei debiti, accompagnata, nei limiti del possibile, da provvedimenti per continuare a fare di Cori un paese adeguato ai tempi. Per i primi tre anni, però, questo cambio di passo fu quasi impercettibile. Ma il centrosinistra si sarebbe riconfermato nel 2012 e nel 2017, riuscendo a ridisegnare le sorti della città, che oggi può vantare una nuova scuola media, impianti scolastici recuperati, un Condominio dell’Arte, una Biblioteca, una Sala – lettura e molto altro. Tutto ciò non è stato fatto dall’oggi al domani, ma è stato il frutto di anni, di cui la prima parte caratterizzata da uno studio delle carte, mentre la seconda è stata una fase più operativa e di concretizzazione dei risultati.
Quanto scritto è per dire, Signor Sindaco, a chi critica e pretende, che non è sufficiente un anno per giudicare un’amministrazione. Piaccia o no, decenni di malagestione non si recuperano con uno schiocco di dita o con la bacchetta magica. Ci vuole il tempo necessario, quantificabile (forse) in decenni. Ben venga la dialettica tra cittadini e amministrazione a colpi di lettere (meglio se non anonime) e articoli, ma occhio a pretendere la luna. Latina si sta svegliando ora da un sonno lungo decadi, dove il dibattito politico sta cominciando a maturare, ma la strada è ancora lunga. Non si può, infatti, fare una caciara assordante sull’intitolazione di un parco a Falcone e Borsellino, in nome di una identità già devastata da altri scempi, per poi votare all’unanimità strade intitolate a Peppino Impastato e Sandro Pertini. Davanti a certi argomenti, il secondo comportamento dovrebbe essere l’unico riconosciuto da parte delle forze politiche. Non ci si può scandalizzare ora delle condizioni degli impianti sportivi di Latina, dopo anni ai vertici nazionali di alcune squadre cittadine (vedasi il Volley, ove il Latina ha saputo raggiungere anche due finali europee). Non ci si può lamentare delle condizioni delle scuole e chiedere ai nuovi amministratori di risolvere il tutto ora e subito.
Piaccia o no, Signor Sindaco, devo dire a chi critica e pretende che il tempo dei lamenti è finito, che ora comincia quello della pazienza per risollevare la città.
Agli occhi di un osservatore esterno, Latina si presenta come una città mancata, che doveva avere le terme e un aeroporto, che voleva essere protagonista di un progetto olimpico e ospitare l’Agenzia Europea del Farmaco. Di tutto ciò, sono rimasti soldi buttati al vento, rammarichi e risate da parte delle opposizioni. In compenso, Latina è città della discarica di Borgo Montello e ospiterà il deposito temporaneo di scorie nucleari.
A chi pretende, signor Sindaco, andrebbe risposto che ogni città si fonda su un patto tra cittadini e istituzioni. Se tale patto, a lungo rinnovato con più o meno gli stessi attori non è piaciuto e ha prodotto soprattutto risultati negativi, adesso non resta altro che prenderne atto, rimboccarsi le maniche e attendere i risultati.
Non c’è alternativa. Il libro, se deve essere scritto da zero, ha bisogno dei suoi tempi.
Buon lavoro e cordiali saluti.

Cioeta Angelo

Tags: , , , ,