IL M5S E LA FINE DI UN’ETICA

In principio vi era Tangentopoli, la drammatica fine della I° Repubblica e la speranza di crearne una seconda più pulita e onesta, con un sistema istituzionale più funzionante ed incisivo nella vita di tutti i cittadini italiani. Poi ci fu l’avvento di Silvio Berlusconi sulla scena politica, e le speranze di cambiamento andarono a farsi fottere, sostituite da leggi ad personam, americanizzazione della politica, etichettature ad avversari politici e magistrati etc. Erano anche gli anni del centrosinistra, dell’Ulivo, dell’Unione, delle spaccature interne e dei governi che cadevano dopo poco tempo. E poi, il grande momento, l’occasione storica per eccellenza: le elezioni del febbraio 2013, che sembravano trasformare il governo Monti in una fase di transizione dalla seconda alla Terza Repubblica. Esito: crollo dei partiti tradizionali e boom del M5S, 101, Bersani che fallisce nella mediazione con Grillo e Governo Letta. Di nuovo: fine delle speranze di cambiamento. Fino ad arrivare ad oggi: Matteo Renzi attuale Presidente del Consiglio e 40% del PD alle Europee. Di treni ne abbiamo persi tanti, ma la cosa più grave è che abbiamo perduto qualcosa di più, un nostro modo di essere e di fare politica, di dialogare e non insultare, di vedere nell’avversario politico (appunto) un avversario e non un nemico, di vedere nella politica un campo ove si parla, si scambiano idee etc. e non un campo di guerra. In passato, dei delinquenti implicati in Mani Pulite non avrebbero mai avuto una seconda occasione per far danni 20 anni dopo, in occasione di Expo2015. Eppure sarebbe il male minore, perchè sarebbero sempre le stesse persone: non ci sarebbero, cioè, altri soggetti ex novo. In passato, un Giorgio Almirante avrebbe potuto salutare il suo «nemico storico» Enrico Berlinguer nel suo ultimo viaggio; oggi, un grave problema di salute è l’unica occasione (quasi) per vedere un gesto di umanità da parte di un avversario nei confronti di un altro. Soprattutto, era più facile vedere politici competenti, sicuramente attaccati ai loro interessi in molti casi, ma in grado di saper misurare le parole ed il proprio pensiero. Oggi invece assistiamo ad una seria degenerazione di tutto ciò: i giudici “antropologicamente diversi”, gli italiani “coglioni” che votano a sinistra, il “tricolore” con cui ci si pulisce il c**o etc. sono ormai espressioni superate, figlie di un passato che ci stiamo lasciando alle spalle. Oggi si preferisce proporre il dialogo con i terroristi, magari elevandoli a soggetti del diritto internazionale (Alessandro Di Battista), tanto “sti cavoli” che decapitano persone, seppelliscono vivi uomini, donne e bambini… Oggi c’è il coraggio di supporre “una coincidenza” tra la decapitazione di un giornalista americano e i raid americani (Davide Bono), senza il minimo rispetto per l’orrore provato dalla famiglia… La cosa peggiore è che tutto ciò è frutto di chi, 1 anno fa, si era presentato come il nuovo, la Rivoluzione… Si fosse trattato di estrema destra, di Lega Nord, uno neanche si stupiva più… In Italia abbiamo pagato l’onestà ad un prezzo troppo caro: abbiamo ucciso l’etica in cambio di incompetenza. 

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3 commenti su “IL M5S E LA FINE DI UN’ETICA

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  2. L’etica?….quale etica?…..quella che permette al sistema….di dominare in barba proprio all’etica?……ma se viviamo…..in una pseudo-democrazia,,,,ipocrita .e corrotta…e voi vorreste l’etica da chi?……ma vergognatevi……tutti……difensori di uno status quo….che sopravvive proprio alla mancanza di etica……e ricordatevi chi è causa del suo mal pianga se stesso!…..

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