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Posts Tagged ‘Razzismo’


16 maggio 2015: cittadini italiani in marcia a difesa dei loro diritti

on 16 maggio 2015 in DIRITTI Commenti disabilitati su 16 maggio 2015: cittadini italiani in marcia a difesa dei loro diritti

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 BOLOGNA, 16 MAGGIO 2015

 

Si, sono rom e sinti, perchè anche loro sono cittadini italiani. Non lo sapevate? Bene, ora lo sapete.

COMMISSIONE EUROPEA E IMMIGRATI: UN BREVE SULLE QUOTE

on 13 maggio 2015 in DIRITTI Commenti disabilitati su COMMISSIONE EUROPEA E IMMIGRATI: UN BREVE SULLE QUOTE

mare nostrumLa Commissione Europea ha approvato il progetto per la redistribuzione degli immigrati, mediante un sistema di quote. L’Europa accoglierà 20mila persone (il 9,94% spetteranno all’Italia) mentre, riguardo il collocamento degli immigrati già arrivati in Europa, al nostro Paese spetterà l’11,84%.
Un grande passo in avanti, purtroppo rovinato da una forte spaccatura riguardo tale tematica: Gran Bretagna, Slovacchia e Repubblica Ceca hanno risposto con un deciso NO. Sinceramente, non mi preoccupo di ciò: il processo di costruzione degli Stati Uniti d’Europa è lungo, va realizzato mattone dopo mattone. Non si può pretendere che Paesi che, per secoli si sono fatti la guerra tra loro, nel giro di meno di un secolo accettino facilmente determinate politiche (ovviamente, non mi riferisco solo a UK, Repubblica Ceca e Slovacchia, ma a tutta l’area dell’UE). Oggi è stato messo un mattone importante, andiamo avanti su questa strada, le future generazioni ce ne saranno grate.

14 luglio 1938 – 29 giugno 1939: Vergogniamoci! (parte 2)

on 6 aprile 2015 in Senza categoria Commenti disabilitati su 14 luglio 1938 – 29 giugno 1939: Vergogniamoci! (parte 2)

“Io amo la notte perché di notte tutti

i colori sono uguali e io sono uguale agli altri…”

 

Bob Marley

 

Parte 2

Leggi la puntata precedente:

https://elnuevodia.altervista.org/14-luglio-1938-29-giugno-1939-vergogniamoci/

  • 5 settembre 1938: regio decreto per la difesa della razza nella scuola > decreto con effetti retroattivi, vieta agli ebrei di accedere agli studi scolastici ed universitari, impone il non esercizio (o l’abbandono, qualora già avviate) delle professioni inerenti l’ambito dell’istruzione (docente, preside, direttore etc.). Tale «pulizia» riguarda anche Accademie, Istituti culturali e scientifici etc. Stando all’art.6 del decreto, è «considerato di razza ebraica colui che è nato da genitori entrambi di razza ebraica, anche se egli professa religione diversa da quella ebraica»;
  • 7 settembre 1938: regio decreto sugli ebrei stranieri > si vieta agli ebrei stranieri di avere fissa dimora nei territori del Regno e dell’Impero; la cittadinanza italiana di tali persone, ottenuta dal 1° gennaio 1919, si intende revocata. Non solo: «Gli stranieri ebrei che, alla data di pubblicazione del presente decreto-legge, si trovano nel Regno, in Libia e nei Possedimenti dell’Egeo e che vi hanno iniziato il loro soggiorno posteriormente al 1° gennaio 1919, devono lasciare il territorio del Regno, della Libia e dei Possedimenti dell’Egeo, entro sei mesi dalla data di pubblicazione del presente decreto. Coloro che non avranno ottemperato a tale obbligo entro il termine suddetto saranno espulsi dal Regno a norma dell’Articolo 150 del testo unico delle leggi di P.S., previa l’applicazione delle pene stabilite dalla legge» (art.4);

6 ottobre 1938: dichiarazione sulla razza votata dal Gran Consiglio del Fascismo > si dichiara che la « razza italiana » potrebbe essere minacciata da «incroci e imbastardimenti». Da questo momento: 1) sono vietati i matrimoni di italiani e italiane con persone di razza camita, semita e non ariani in generale; 2) è vietato per i dipendenti dello Stato e di enti pubblici, di contrarre matrimonio « con donne straniere di qualsiasi razza»; 3) italiani e italiane che intendono contrarre matrimonio con straniere/i, dovranno ottenere il preventivo assenso del Ministero dell’Interno; 4) «dovranno essere rafforzate le misure contro chi attenta al prestigio della razza nei territori dell’Impero». La dichiarazione, inoltre, evidenzia che ebrei ed ebraismo sono elementi che hanno contribuito nel tempo a sostenere l’antifascismo. In Spagna, l’ebraismo è «colpevole» di essere dalla parte dei bolscevichi russi. Si realizza un appunto riguardo l’espulsione degli ebrei stranieri: «Il Gran Consiglio del Fascismo ritiene che la legge concernente il divieto d’ingresso nel Regno degli ebrei stranieri non poteva più essere ritardata e che l’espulsione degli indesiderabili, secondo il termine messo in voga e applicato dalle grandi democrazie, è indispensabile. Il Gran Consiglio del Fascismo decide che oltre ai casi singolarmente controversi che saranno sottoposti all’esame dell’apposita commissione del Ministero dell’Interno, non sia applicata l’espulsione nei riguardi degli ebrei stranieri i quali:a) abbiano un’età superiore agli anni 65; b) abbiamo contratto un matrimonio misto italiano prima del 1° ottobre XVI ». Si specifica chi è di razza ebraica: colui che nasce da genitori entrambi ebrei; chi  nasce da padre ebreo e da madre di nazionalità straniera; la persona che, pur essendo nata da matrimonio misto, professa la religione ebraica; «non è considerato di razza ebraica colui che è nato da un matrimonio misto, qualora professi altra religione all’infuori della ebraica, alla data del 1° ottobre XVI». Ma, non tutti gli ebrei sono uguali. Infatti, se appartenevano a: famiglie di caduti/volontari/combattenti delle guerre «libica, mondiale, etiopica, spagnola»; famiglie dei Caduti/mutilati/invalidi/feriti per la causa fascista; a «famiglie di Fascisti iscritti al Partito negli anni 1919, 1920, 1921, 1922 e nel secondo semestre del 1924 e famiglie di legionari fiumani»; a «famiglie aventi eccezionali benemerenze che saranno accertate da apposita commissione», nessuna discriminazione sarebbe stata applicata. Viceversa, sarebbero scattate numerose limitazioni: divieto di iscrizione al Partito Nazionale Fascista; essere possessore o dirigente di grandi aziende; prestare servizio militare etc. Infine, «Il Gran Consiglio del Fascismo prende atto con soddisfazione che il Ministro dell’Educazione Nazionale ha istituito cattedre di studi sulla razza nelle principali Università del Regno»

 

Fine parte 2

Non tutti gli italiani celebrano allo stesso modo il 25 aprile, data in cui l’Italia viene liberata dal nazifascismo. Per molti è il momento di celebrare la Resistenza, la ritrovata libertà, la fine di un incubo; per altri è un giorno di lutto, il momento in cui il nostro Paese «legittimo» (quello di Salò, dell’Italia ancora alleata con la Germania) viene sconfitto da Alleati e «traditori». In quest’ultimo caso, al 25 aprile si accompagna il 28, giorno della fucilazione di Benito Mussolini. In pillole: prima celebro il «lutto nazionale», poi ricordo il più grande statista di tutti i tempi, il Duce. Casomai lo si farà scrivendo quelle frasi di circostanza, del tipo « Muoiono gli uomini, ma non gli ideali». Ognuno ricorda quello che vuole, è legittimato a farlo. E’ necessario però evidenziare che, qualora la guerra fosse stata vinta da nazisti e fascisti, oggi qualsiasi cosa della nostra vita sarebbe stata diversa. Prendiamo ad esempio il dibattito politico: la crisi economica sarebbe stata risolta da un Duce o da un Fuhrer che avrebbero proposto investimenti sui campi di concentramento, allo scopo di rafforzare l’eliminazione di quelle razze inferiori dannose per l’economia dei popoli ariani. Pensate che bello: comprando un giornale (per esempio, un interessante «Il Popolo d’Italia») avresti potuto leggere un dibattito tra due rappresentanti del governo che la pensavano diversamente sul medesimo argomento. Altro che costruzione di centrali a biogas, di valorizzazione del fotovoltaico etc. Qui il quesito sarebbe stato: meglio eliminare prima tutti gli omosessuali o gli ultimi ebrei presenti sulla faccia della Terra?

Traditori o no, celebrare Benito Mussolini significa uccidere più volte tutti coloro che, senza colpe, sono stati condannati alle camere a gas, sfruttati come manodopera gratuita fino allo stremo delle forze. Allearsi e vincere con la Germania nazista significava creare una Europa unita fondata sul razzismo e l’eliminazione di propri simili causa puri motivi di fanatismo.

Un altro esempio: quanto sarebbe stato bello scambiare 4 chiacchiere al bar tra amici – sorseggiando una birra Peroni (ovviamente solo birre italiane o tedesche, al massimo giapponesi) – e parlare di quanti neonati disabili sono stati uccisi con iniezioni letali, perché imperfetti ed incompatibili con la razza ariana? E pensate che spettacolo indossare parrucche fatte con capelli di donne destinate ai forni, oppure indossare occhiali, vestiti etc. di esseri umani «inferiori».

Questo sarebbe stato il nostro mondo, in caso di vittoria nazifascista. Forse avremmo avuto tutti un lavoro, ma a prezzo di un annullamento della dignità umana; saremmo tutti nazifascisti, legittimati a picchiare un non ariano.

Traditori o no, meno male che è andata così: fortuna che oggi discutiamo con la Troika e non con Hitler; evviva la democrazia, abbasso la dittatura; oggi Ventotene non è un’isola di confino, ma turistica. Sinceramente, il mondo di oggi è infinitamente migliore di quello che immaginano i fans del Duce.

Quanto siete belli. Soprattutto, quanto siete solidali con gli altri. Forse siete (non tutti) anche quelli che hanno vestito la maglia ‪#‎jesuischarlie‬ e che, addirittura, sono scesi in piazza qualche giorno dopo a Parigi. Qualche giorno fa un ragazzo, Davide Raggi, è stato ucciso da un marocchino già espulso dall’Italia e rientrato con i barconi. Non avete esitato un attimo a condividere quel meraviglioso video con il quale vi scagliate contro lo Stato, contro i “buonisti” che “difendono l’immigrazione clandestina… Anzi, addirittura pretendete che noi, “difensori dell’immigrazione clandestina”, andiamo dalla famiglia di Davide a chiedere umilmente scusa. Siete dei poveracci, persone che non capiscono nulla. Guardate il video che avete condiviso: si parla di un ragazzo “sgozzato” (ci avete pensato al dolore di una famiglia che, quando va su internet, si ritrova questo video in faccia e gli ricorda quella triste vicenda?) “da un marocchino” (sicuramente voi avreste condiviso comunque il video, qualora la nazionalità dell’assassino fosse stata “italiana”). “”Lo Stato è dalla parte dell’immigrazione clandestina” (ovviamente queste cose le leggete su quei siti tipo UNAR, UNCHR etc., ma cosa dico? Voi le uniche sigle che conoscete sono FIFA e FIGC), dicono molti di voi. E poi, il ricordo del ragazzo: “ciao Davide! A noi piace ricordarti cosi!”. Eh si, chissà quanti bei momenti insieme avete passato con quel ragazzo, quanti viaggi avete condiviso con lui. Forse nemmeno lui sapeva di avere tuttiquesti “amici” (oltre ventimila fino a qualche giorno fa). Chissa’,;forse vi sarete fatti anche un selfie con la sua salma, giusto per dare un estremissimo saluto con scatto fotografico.

Però, ci fosse stato un solo cane che avesse scritto qualosa su quei poveracci di giornalisti che, senza scorta, combattono la criminalità organizzata. Ci fosse stato qualcuno di questi che avesse scritto “LA MAFIA È UNA MONTAGNA DI MERDA”, che avesse preso le difese di quel 21enne picchiato da CASAPOUND (scusate, BLOCCO STUDENTESCO, ah è la stessacosa) solo perché gay…

Ecco, queste persone che si presentano come solidali sono le peggiori: trasformate in martirio la morte diun poveraccio (per i vostri interessi), vi scagliate contro gli immigrati ma non avete le palle di urlare contro il crimine organizzato…

Fate schifo!

Il video lo trovate qui: https://www.facebook.com/video.php?v=759600950814397&pnref=story

(5° ed ultima parte)

LEGGI LE PUNTATE PRECEDENTI:

I° PARTE – II° PARTE – III° PARTEIV°PARTE

Eccoci alla fine di questo lungo percorso durato 5 puntate. Abbiamo cominciato evidenziando contraddizioni storiche nel nostro modo di pensare, per passare poi a smontare – passo dopo passo, parola dopo parola – ogni pensiero e luogo comune sugli immigrati. Non si tratta di schierarsi dalla parte degli uni o degli altri, bensì di dire le cose come stanno, che la radice dei nostri problemi sociali ed economici va ricercata in altri ambiti, ma non in quello dell’immigrazione (intesa come odio razziale a prescindere). Siamo il Paese dove la criminalità organizzata è forte, dove l’evasione fiscale è tra le più alte al mondo, dove la burocrazia comanda ed impedisce il progresso… Insomma, se si avesse un millesimo di quella cattiveria rivolta verso gli immigrati nelle questioni storiche della nostra penisola, il passo in avanti sarebbe notevole. Diceva Indro Montanelli: «Siamo tolleranti e civili, noi italiani, nei confronti di tutti i diversi. Neri, rossi, gialli. Specie quando si trovano lontano, a distanza telescopica da noi ». Rendiamoci conto che in un periodo storico come il nostro, ove la globalizzazione è in continua affermazione, pensare di poter vivere ognuno a casa propria (i cinesi in Cina, gli italiani in Italia etc.) è impossibile, perchè le persone vogliono viaggiare, cambiare stile di vita, lavorare al di fuori del proprio Paese natio, fuggire da massacri e persecuzioni… Cerchiamo di capire che l’integrazione è ricchezza per tutti e non solo per una parte, che se oggi molti vengono a cercare lavoro «a casa nostra» è perchè siamo stati artefici di un processo storico ove il colonialismo, lo sfruttamento, le guerre che (soprattutto) noi Europei abbiamo portato in quei Paesi hanno realizzato conseguenze disumane che, ancora oggi, fanno sentire tragici i loro effetti. Detto questo, andiamo a smontare gli ultimi luoghi comuni.

#CASEPOPOLARIPRIMAAGLIIMMIGRATI

Premesso il fatto che tutti hanno diritto di vivere in un alloggio dignitoso, è necessario dire le cose come stanno. Per smentire questo luogo comune, sintetizzeremo il seguente articolo: “Case popolari agli stranieri a scapito degli italiani, vero o falso?» (articolo integrale qui: http://blog.you-ng.it/2012/11/04/case-popolari-agli-stranieri-a-scapito-degli-italiani-vero-o-falso/ ):

  • «a vedersi assegnare un alloggio, sono più spesso gli italiani rispetto agli stranieri, con il rapporto di 1 a 5 per le famiglie italiane e 1 a 10 fra gli stranieri che ne fanno richiesta. Secondo le graduatorie infatti, le fasce privilegiate sono rappresentate dagli anziani, dagli invalidi e dai nuclei uni personali e monigenitoriali. Tra le maggiori problematiche riguardanti gli immigrati, una delle più importanti è sicuramente quella della mancanza di alloggi adatti alle famiglie numerose straniere che richiedono una casa popolare »;
  • «Ho cercato poi qualche graduatoria nei comuni e vedo che, per lo più,le case sono  assegnate agli italiani  rispetto che non agli stranieri o quanto meno non trovo nessun elenco illimitato di nomi arabi , ma al più riscontro alternanza. Basta cercare le graduatorie delle case popolari  dei singoli comuni semplicemente con google o qualsiasi altro browser ».

Forse qualche luogo comune lo abbiamo dimenticato, ma nel complesso il muro del razzismo lo abbiamo demolito. Se però avete altri «strani pensieri» da segnalare, c’è la bacheca dei commenti (saremo ben felici di rispondere a qualsiasi questione logica e non pregiudizievole ).

Abbiamo imparato a volare come gli uccelli, a nuotare come i pesci, ma non abbiamo ancora imparato la semplice arte di vivere insieme come fratelli.
MARTIN LUTHER KING

LA CADUTA DEL RAZZISMO… PASSO DOPO PASSO

on 22 novembre 2014 in DIRITTI Commenti disabilitati su LA CADUTA DEL RAZZISMO… PASSO DOPO PASSO

 

4° parte

LEGGI LE PUNTATE PRECEDENTI:

I° PARTE – II° PARTEIII° PARTE

Studiando storia contemporanea (a proposito: consiglio a tutti la lettura del libro Storia contemporanea – Il novecento di G.Sabbatucci e V.Vidotto) è inevitabile che – prima o poi – arrivi a leggere il periodo della Germania nazista. Senza entrare nello specifico (ormai sappiamo tutti cosa ha significato per tutti noi quel tragico pezzo di storia), mi limito a riprendere alcune righe che, paradossalmente, sembrano un po’ rispecchiare l’attualità. Teniamo in considerazione l’utopia nazista: costituire una comunità di popolo pura, composta da persone di razza ariana, considerata superiore a tutte le altre: «dalla comunità di popolo erano esclusi per definizione gli elementi antinazionali, i cittadini di origine straniera o di discendenza non ariana e soprattutto gli ebrei, investiti del ruolo di polo negativo, di capro espiatorio, di obiettivo predeterminato del malcontento popolare. Gli ebrei erano allora in Germania una ristretta minoranza: circa 500mila su una popolazione di oltre 60 milioni di abitanti. Ma […], pur non facendo parte della classe dirigente tradizionale, occupavano le zone medio – alte della scala sociale: erano commercianti, liberi professionisti, intellettuali ed artisti, parecchi avevano posizioni di prestigio nell’industria e nell’alta finanza. Nei confronti di questa minoranza attivamente inserita nella comunità nazionale, la propaganda nazista riuscì a risvegliare quei sentimenti di ostilità che erano largamente diffusi, soprattutto fra le classi popolari, nell’Europa Centro – Orientale». Di lì a poco: le leggi di Norimberga (1935) e la soluzione finale durante il secondo conflitto mondiale. Qualcosa in comune c’è (fortunatamente, si spera, il razzismo di stampo nazista non è più ripetibile) con oggi: gli immigrati in Italia sono una minoranza (basta leggere la 2° parte: Razzisti con le spalle al muro) ma si tende a percepirli quasi una “presenza cinese”, vengono visti come uno dei principali problemi socio – economici etc. Senza ripetere cose già dette in precedenza: stiamo attenti a dar adito a notizie “megafono” e utilizziamo maggiormente il lavoro del concetto: informarsi presso organi competenti e poi farsi un’idea, onde evitare di contribuire a conseguenze clamorose e negative. Detto questo, torniamo a «picconare»:

  • #FERMIAMOMARENOSTRUM

Ci ha già pensato il governo Renzi: dal 1° novembre 2014 Mare Nostrum è sostituita da Triton. Tale hashtag è stato comunque molto utilizzato durante il periodo in cui l’omonima operazione è stata attiva. Quali motivi hanno fatto si che, un’operazione umanitaria come Mare Nostrum spaccasse l’opinione pubblica tra chi era favorevole e chi contrario? Risposte scontate: sono un costo per lo Stato italiano, chi viene salvato è clandestino, illegale, porta malattie etc. etc. Insomma, le solite cose. Anche qui mettiamoci l’anima in pace e cerchiamo di capire. Per smontare tale luogo comune ci serviremo di un articolo che pubblicai il 1° novembre 2014, in occasione della fine dell’operazione (per chi volesse leggerlo integralmente: https://elnuevodia.altervista.org/addio-mare-nostrum-grazie/ ):

  1. Mare Nostrum campa sulle tasche degli italiani > FALSO: «Persone prima che numeri. Una delle critiche principali rivolte a Mare Nostrum è stato il costo dell’operazione: 9,5 milioni di euro al mese per un totale di 114 milioni di euro, presi dal bilancio della Marina Militare, senza toccare le tasche degli italiani (cavallo di battaglia di razzisti e nazionalisti facilmente smontato). Spesa eccessiva? Si poteva aggiungere qualche euro in più? Io preferisco chiuderla così: la vita umana non ha prezzo, è più preziosa di qualsiasi altra cosa. Oggi, se migliaia e migliaia di persone si ritrovano sul nostro suolo piuttosto che in fondo al mare, ciò lo si deve allo Stato italiano, alle organizzazioni umanitarie, a chi ha dedicato il suo impegno allo Stretto di Sicilia. Poi, possono anche cominciare i discorsi sugli immigrati «portatori di malattie gravi», «esempi di delinquenza» etc »;
  2. Sono troppi, l’Europa venga a darci una mano > Si, ok. Siamo d’accordo che serve un maggiore intervento dell’UE. Certo, è anche vero che ogni anno godiamo di stanziamenti europei volti a realizzare una politica di accoglienza nei confronti degli immigrati. Inoltre: «Mare Nostrum opera in sinergia con FRONTEX (istituzione dell’Unione Europea il cui scopo è il coordinamento del pattugliamento delle frontiere esterne aeree, marittime e terrestri degli Stati della UE e l’implementazione di accordi con i Paesi confinanti con l’Unione europea per la riammissione dei migranti extracomunitari respinti lungo le frontiere) ed EUROSUR (nuovo sistema di sorveglianza delle frontiere marittime e terrestri sotto egida dell’Unione Europea che prevede, principalmente, l’impiego di droni) »;
  3. Mare Nostrum aiuta l’illegalità > e derivati: “aiuta gli scafisti”, “salva delinquenti” etc. La verità: « Mare Nostrum: progetto nato il 18 ottobre 2013 per fronteggiare lo stato di emergenza umanitaria in corso nello Stretto di Sicilia, dovuto all’eccezionale afflusso di migranti. Ha una duplice missione: garantire la salvaguardia della vita in mare, assicurare alla giustizia tutti coloro i quali lucrano sul traffico illegale di migranti ». Conviene anche evidenziare l’aspetto più brutto – quello dei numeri – (non è bello affiancare espressioni come “vita umana” e “numeri”, almeno secondo me), ma importante per farci un’idea più solida: «558 interventi svolti, 100.250 le persone salvate. Sul fronte giudiziario, 728 sono stati gli scafisti arrestati e 8 le navi-madre sequestrate. Pesano quei 499 morti, i 1.446 presunti dispersi, e i 192 cadaveri da identificare» (fonte: http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2014/10/31/da-mare-nostrum-a-frontex-tutti-i-numeri_d05e9755-fc61-4a10-aab5-294ca930133c.html ). In poche parole, si è evitato che il Mediterraneo diventasse un cimitero di dimensioni abissali. Riguardo i delinquenti salvati: diamogli almeno il tempo di fargli fare un reato; fino a prova contraria, hai la fedina penale pulita. Semplice no?;
  4. Mare Nostrum favorisce le malattie come l’ebola > FALSO: premesso che chi è malato grave difficilmente arriva a destinazione, le persone vengono comunque accolte da personale sanitario e sottoposte a cure.
  5. Per smontare altri luoghi comuni: https://elnuevodia.altervista.org/addio-mare-nostrum-grazie/
  • #NOALLACLANDESTINITA’

La clandestinità è un reato, si dice. Molto spesso la clandestinità è una situazione temporanea: la persona interessata si presenta alla frontiera senza presentare le proprie generalità, ma poi regolarizza in un momento successivo la propria situazione. Si tratta di quelle situazioni in cui le persone fuggono dai loro Paesi di origine per cercare una vita migliore, per evitare persecuzioni etc. Comunque vi allego questo link, onde capirci di più: http://www.vistoturistico.it/zoom_news.asp?id=398 .

  • #GLIIMMIGRATICOSTANO #GLIITALIANINONHANNOLAVORO #GLIDIAMO40EUROALGIORNO

Si vocifera che lo Stato dia 40 euro al giorno agli immigrati. Il numero è (quasi) esatto; la destinazione un po’ meno. Conviene sintetizzare un interessante articolo di INTERNAZIONALE (per leggero integralmente: http://www.internazionale.it/notizie/2014/11/15/quanti-soldi-ricevono-davvero-i-rifugiati ):

  1. «Quaranta euro versati in media alle cooperative, meno di tre euro ai migranti. Il costo medio per l’accoglienza di un richiedente asilo o rifugiato è di 35 euro al giorno. Un importo non definito per decreto, ma calcolato in base alla valutazione dei costi di gestione dei centri»;
  2. «Questi soldi però, dai 35 ai 40 euro al giorno, non finiscono in tasca agli ospiti dei centri ma vengono dati alle cooperative, di cui i comuni si avvalgono per la gestione dell’accoglienza. E servono a coprire le spese per il vitto, l’alloggio, la pulizia dello stabile e la manutenzione. Una piccola quota copre anche i progetti di inserimento lavorativo.Della somma complessiva, solo 2,5 euro in media – il cosiddetto pocket money – è la cifra che viene data ai migranti per le piccole spese quotidiane (dalle ricariche telefoniche per chiamare i parenti, alle sigarette, alle piccole necessità come comprarsi una bottiglia d’acqua o un caffè)»;
  3. «I soldi per l’accoglienza vengono presi dal fondo ordinario che il ministero dell’interno ha a disposizione per l’immigrazione e l’asilo» (aggiungo: soldi stanziati dal governo italiano ma provenienti dall’Unione Europea: http://www1.interno.gov.it/mininterno/export/sites/default/it/temi/immigrazione/sottotema009.html ).

Possiamo fermarci qui oggi. Mi scuso per i tanti links e per la lunghezza del post (e con chi, forse, dopo aver letto anche le puntate precedenti, comincia ad averne piene le scatole), ma su tematiche che interessano tutti noi è necessario sprecarvi tempo e pazienza. Oggi comunque abbiamo fatto un bel passo in avanti, il prossimo post sarà l’ultima parte, quella in cui il muro (finalmente) cadrà 😉

 

RAZZISMO E ACQUA CALDA

on 19 novembre 2014 in DIRITTI Commenti disabilitati su RAZZISMO E ACQUA CALDA

I° PARTE > MANIFESTO DELL’ANTIRAZZISMO;

II° PARTE > RAZZISTI CON LE SPALLE AL MURO,

Nella prima e seconda parte ho evidenziato il ruolo di standardizzazione che le TV sono riuscite a realizzare tra le masse, favorendo un pensiero politico frutto non di studio accorto delle tematiche, bensì delle voci degli esponenti che più occupano l’etere. Non ho pensato però ad internet, al ruolo che social, testate giornalistiche online, spazi web produttori di bufale etc. sono riusciti a creare nel tempo. Prima di riprendere la demolizione di quel muro di mattoni e ignoranza sull’immigrazione, è necessario dunque spendere qualche parola anche sul web. Internet ha permesso nel tempo di aprire le porte dell’informazione e della comunicazione alla stragrande maggioranza delle persone del nostro pianeta. Ma ha favorito anche il fenomeno delle bufale, notizie inventate prive di fondamento, che però vengono spacciate per vere e rese virali sul web. Così, capiterà che un attore famoso muoia 5 o 6 volte nella sua vita, che 3 o 4 volte un rom di origine africana uccida un italiano usando come sicario un tunisino di origine cinese etc. Nella maggior parte dei casi, chi legge siti del genere (spesso privi di redazione e di tutti quei requisiti che permettono di riconoscere l’autenticità della testata) non si accerta della veridicità o meno dei fatti, ma la dà per scontata che sia attendibile. Ciò non va affatto bene per diversi motivi: 1) si inganna sé stessi; 2) nel tempo, a furia di leggere tali news, si crea nella nostra mente un pensiero fantoccio, frutto di falsità. Non dimentichiamoci poi di Facebook e Twitter. Concentriamoci solo sul secondo caso, in quanto lo ritengo più eloquente. Dunque, Twtter è per me un social network con molti vantaggi, soprattutto ti garantisce un aggiornamento costante di ciò che accade nel mondo. Ha però un difetto, se lo mescoliamo con la comunicazione politica: i 140 caratteri come limite per scrivere i post. E’ vero che i tempi sono cambiati ma, un conto è sentir parlare un Enrico Berlinguer, un conto è farsi un’idea leggendo due righe del proprio politico preferito. La sintesi estrema non permette di capire i pro ed i contro del pensiero (es.: “lo Stato finanzia gli immigrati, intanto gli alluvionati devono pagare le tasse” > non è un post di 140 caratteri, però nell’immediato non ci permette di pensare: è vero? Non è vero? Quale è la fonte? Etc. > cosa che invece andrebbe fatta). Insomma, internet è una comodità, ma come tutte le cose comode addormenta alcune parti di noi: in questo caso alcune sezioni dell’encefalo, che andrebbero invece tenute sveglie. Bene, torniamo all’opera di demolizione:

#GLIIMMIGRATIDELINQUONO

Mettiamola così: gli immigrati delinquono, dunque tutti gli italiani che risiedono all’estero sono criminali. Oppure diciamo anche: i francesi sono tutti snob, i tedeschi soffrono tutti di complesso d’accerchiamento, gli italiani sono tutti mafiosi. Siamo disposti ad accettare questi luoghi comuni? Io no, poi fate voi. Torniamo alla matematica e serviamoci, ancora una volta, del link di Tiscali (il cui contenuto tiene conto di quanto prodotto dall’UNAR): « Ldenunce contro gli italiani sono passate da 467.345 a 642.992 (con un aumento del 37,6 per cento), mentre quelle contro gli stranieri da 224.515 a 290.902 (con un aumento del 29,6 per cento).Il dato diventa ancora più significativo se lo si incrocia con l’andamento demografico dello stesso periodo 2004-1012. Infatti in questo arco di tempo la popolazione italiana è leggermente diminuita mentre il numero di stranieri presenti nel nostro territorio è passato da due milioni 210mila a quattro milioni 387mila. Il risultato è che a fronte di un aumento pari a circa il 100 per 100 del numero di stranieri, l’incremento delle denunce è stato inferiore al 30 per cento. A tutto questo va aggiunto un dato ulteriore: circa il 17 per cento delle denunce a carico degli stranieri si riferisce a un reato specifico del loro status, un reato, cioè, che gli italiani non posso compiere: la violazione della normativa sul soggiorno. In definitiva, se si effettua il confronto al netto di questa fattispecie, la media delle denunce a carico degli stranieri diminuisce ulteriormente» (fonte: http://notizie.tiscali.it/articoli/cronaca/14/10/30/immigrati-meno-reati-di-italiani.html ). In pillole: buoni e cattivi si trovano in tutti i gruppi della specie umana (la scoperta dell’acqua calda).

#GLIIMMIGRATIPORTANOMALATTIE

Ad esempio, abbiamo scoperto che gli immigrati portano l’ebola. Strano, perchè i casi che si sono registrati in Europa sono dovuti a persone europee che erano tornate dall’Africa dopo aver svolto una missione sanitaria contro il diffondersi del virus. Eppure questa voce qualche risultato lo ha prodotto: un danno di 10 milioni di euro nei confronti del Comune di Lampedusa. Cosa è successo? Semplicemente un genio ha deciso di fare un post su facebook, con il quale scriveva – a caratteri grandi e con immagini pronte a colpire l’emotività delle persone – che nell’isola era arrivata l’ebola. Così, in molti, appena hanno visto tale notizia, hanno deciso di disdire le loro prenotazioni turistiche ( a proposito di quanto scrivevo all’inizio di questo articolo). Per approfondire: http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/08/10/ebola-bufala-su-casi-a-lampedusa-chiederemo-10-milioni-di-risarcimento/1087332/. A noi però piace la suggestiva immagine dell’immigrato sul barcone che, dopo tanta fatica e paura arriva stanco, denutrito e disidratato sulle nostre coste e, in un colpo solo porta: delinquenza e malattie. Stiamo tranquilli: un malato di ebola (o di altre gravi patologie) non può resistere un viaggio intero su un barcone, morirebbe molto prima. Inoltre, chi arriva sulle nostre coste è sottoposto, da personale specializzato, a cure mediche. E’ più facile che il contaggio avvenga tramite aerei di linea. P.S.: ci spaventiamo tanto per l’ebola, ma la fame che colpisce molte zone depresse nel mondo fa molti più morti.

Il muro comincia a perdere i primi veri pezzi. Nel prossimo articolo forse cadrà definitivamente. #Seeyousoon! 😉

(2° parte)

(1° parte: MANIFESTO DELL’ANTIRAZZISMO)

Dunque, ci siamo lasciati dopo aver fatto una lunga copertina riguardo incomprensioni italiche che, in diversi modi, ci aiutano a comprendere che noi siamo un popolo che spesso ha cercato solidarietà all’estero (ma è restio a fare l’inverso), che ha nella sua storia e nella sua cultura elementi che dovrebbero favorire il processo di integrazione (invece si tende a dimenticare il nostro passato). Inoltre, abbiamo evidenziato come la politica per molti si è ridotta al mero voto periodico e a quanto passa la televisione, causando una standardizzazione dei propri pensieri. Ecco, conviene partire proprio da tale punto: gli effetti della comunicazione proveniente dai mezzi di informazione di massa. A partire dal 1994, anno della prima vittoria di Silvio Berlusconi, soprattutto la televisione è diventata un formidabile catalizzatore di voti, un mezzo che per vincere va assolutamente utilizzato. Ma, la politica è confronto, approfondimento, è arte del governare, è studio etc. E senza tali requisiti, forse occupare gli scranni delle istituzioni non conviene, se proprio si vuol bene alla collettività. Nell’ambito dell’immigrazione capita spesso che a parlare in tv sono politici che assolutamente nulla conoscono del fenomeno, facendolo passare per quello che non è. Sarebbe dunque più giusto far parlare gli esperti, coloro che, nel silenzio, sono a contatto tutti i giorni con la tematica interessata. Siate sinceri: quanti di voi hanno sentito parlare un rappresentate di un centro per rifugiati, un esponente dell’ UNAR (Unione Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) etc.? Ben pochi. Ecco, se ci si impegnasse di più ad informarsi presso gli organi competenti le cose andrebbero meglio per tutti. Detto questo, andiamo a smontare i tanti, troppi, tristi luoghi comuni sugli immigrati.

  • #FERMIAMOLINVASIONE

Nell’aria si percepisce una presenza di immigrati talmente elevata da poter dar vita ad una occupazione dello Stato italiano, ad una cacciata dei «nativi» da «casa loro». Stiamo tranquilli, stando al rapporto DossierImmigrazione2014 (Fonti: http://www.dossierimmigrazione.it/ / http://notizie.tiscali.it/articoli/cronaca/14/10/30/immigrati-meno-reati-di-italiani.html / http://www.unar.it ), attualmente in Italia sono presenti 5 milioni 364 mila persone su un totale di 60 milioni circa di anime presenti nella penisola. Nel giro di un anno si sono registrati circa 178mila nuovi arrivi.

  • #RUBANOILLAVOROAGLIITALIANI

Innanzitutto, diciamo subito una cosa: chi viene in Italia lo fa non per rubare, bensì per cercare lavoro. Un po’ come fanno i nostri connazionali all’estero. C’è anche da dire che, in buona parte dei casi, gli immigrati decidono di aprire attività inerenti i loro costumi, le loro tradizioni, la cultura che si portano dietro etc. Dunque, ecco fiorire ristoranti indiani, egiziani etc. Ci sarebbe poi un lungo discorso sulle persone che sfruttano la manodopera straniera, riducendola anche in schiavitù giusto per fare un esempio: http://www.uil.it/immigrazione/NewsSX.asp?ID_News=3370 ). Passiamo ora ad alcuni numeri: nel 2013 i visti per motivi di lavoro sono stati 25683 per il lavoro subordinato e 1810 per quello autonomo. Mentre ben 76164 sono stati rilasciati per “ricongiungimento familiare”. In sostanza, gli stranieri che ultimamente entrano in modo regolare in Italia hanno già un nucleo familiare radicato nel nostro Paese. L’Italia è una meta sempre meno ambita. Anche perchè gli stranieri sono pagati meno (la loro retribuzione media è di 959 euro contro i 1313 dei lavoratori italiani), perdono con più facilità il lavoro ed hanno difficoltà a trovarlo. Benchè i lavoratori stranieri occupati siano circa due milioni e 400mila (il 10 per cento del totale degli occupati), il loro tasso di disoccupazione ha superato il 17 per cento, contro l’11 per cento degli italiani. (Fonte: http://notizie.tiscali.it/articoli/cronaca/14/10/30/immigrati-meno-reati-di-italiani.html ).

  • #RESPINGIAMOLI

Giustamente, quando c’è un’invasione, questa deve essere respinta. E’ da capire con quali armi e con quale esercito, visto che stiamo parlando di persone normalissime che, nella stragrande maggioranza dei casi, entrano con regolare documentazione e, solo in minima parte hanno la fedina penale sporca. Dunque, respingere persone che rispettano la legge sarebbe abbastanza contraddittorio. C’è però la questione dei barconi provenienti dalle coste africane: questa è la situazione accusata di “invasione”. Ora, se delle carrette scassate, che (purtroppo) spesso finiscono il loro viaggio prima di arrivare a destinazione, sono motivo di pericolo, tanto vale evitare di definirci orgogliosi italiani (vabbè che poi noi soffriamo della sindrome di Adua). Di nuovo, la matematica interviene in nostro aiuto: dal 2008 al 2013 il numero dei migranti respinti dall’Europa si è quasi dimezzato (da 634975 a 327255). E le frontiere dove si è registrata la maggior pressione non sono state quelle marittime (dove si è registrato il 2,2 per cento dei casi), ma quelle terrestri (84,3 per cento) e gli aeroporti (13,5 per cento) (fonte: http://notizie.tiscali.it/articoli/cronaca/14/10/30/immigrati-meno-reati-di-italiani.html ). Altro sostegno ci viene dal diritto: Allo straniero comunque presente alla frontiera o nel territorio dello Stato sono riconosciuti i diritti fondamentali della persona umana previsti dalle norme di diritto interno, dalle convenzioni internazionali in vigore e dai principi di diritto internazionale generalmente riconosciuti.” (dlgs 286, art. 2, c. 1). Dunque: diritto alla vita e alla salute, del diritto di asilo, del diritto alla libertà di manifestazione del pensiero, alla protezione della maternità, della famiglia e dell’infanzia etc. Ci sarebbero poi articoli della nostra Costituzione, del Trattato di Lisbona e tanto altro, ma fermiamoci qui. Aggiungo solo un’altra cosa: la legge del mare impone alle persone in difficoltà di essere portate in salvo, non di abbandonarle in braccio alla morte.

Riprendiamo fiato, e diamoci appuntamento alla terza parte, che non tarderà a venire 😉

Parte I°

Costruire una società migliore, basata sull’uguaglianza sostanziale (e non solo formale), sulla solidarietà tra le persone (concreta e non solo a parole), deve avere un punto di partenza imprescindibile: l’abbattimento dell’ignoranza di cui molte persone nutrono la loro pancia, facendo lievitare il consenso di politici la cui unica qualità è quella di saper urlare insulti od essere presenti in TV quasi come fosse casa loro. Si dirà che ciò è dovuto alla disperazione, alla fame, alla difficoltà di arrivare alla fine del mese etc. Evitiamo di non abusare di queste giustificazioni: non siamo la prima generazione che affronta questi problemi. Anzi, chi ci ha preceduto ha saputo molto spesso trasformare le sofferenze in benzina per le rivoluzioni, per conquistare diritti fondamentali (la nostra Repubblica è figlia delle macerie che il fascismo, molto gentilmente, ci ha lasciato) etc. Ma in passato c’era un senso di collettività molto più forte, la partecipazione politica non si riduceva al mero voto periodico per eleggere rappresentanti nelle istituzioni. Ora invece si tende a restare alla finestra, aspettare che passi sotto il primo problema e spendere quante più parole possibili per risolverlo (nella nostra testa però, non nella realtà). E poi, altra cruda realtà: la televisione, principale mezzo di comunicazione di massa, ha trasformato la società in un gruppo di persone il cui aspetto individuale è nettamente prevalente rispetto invece a quello di comunità. Peccato, perchè la TV inizialmente si era caratterizzata per un carattere educativo (il maestro Manzi, per chi ne può parlare, è un esempio eccezionale di ciò). Inoltre, ha standardizzato notevolmente le opinioni: basta che un politico furbo decida di monopolizzare l’etere ed ecco fatto che, nel giro di pochissimo tempo, ciò che dice diventa Vangelo. Poi, nessuno si preoccuperà di capire se tale Vangelo racconta verità o bugie (e quei pochi che lo fanno vengono subito emarginati). Così, ed eccoci arrivare al succo del post, gli immigrati diventano gli artefici dei nostri problemi socio – economici. Diventano una nuova Kasta che si ciba di soldi dei contribuenti pubblici senza far nulla (le famose storie dei 30, 40, 50… euro al giorno in hotel a 5 stelle etc.). Ok, se 25 anni fa i tedeschi si preoccuparono di abbattere il Muro di Berlino, a noi oggi spetta distruggerne uno più pericoloso: quello composto da mattoni di ignoranza e razzismo. A queste ultime due parole bisogna però aggiungerne un’altra: l’incoerenza del nostro popolo. Dunque, leggendo qualsiasi libro di storia si potrà comprendere che l’Italia è un Paese unito ed indipendente dal dominio straniero dal 17 marzo 1861, quindi da 153 anni. I valori risorgimentali della cacciata dello straniero, dell’indipendenza e, soprattutto dell’autodeterminazione dei popoli, in poco tempo sono evaporati, sostituiti da quelli prodotti dalla politica del colonialismo. Insomma, noi che più di tutti abbiamo sofferto l’occupazione straniera, decidiamo ad un certo punto di andare a colonizzare i Paesi africani, considerati inferiori rispetto all’Europa industriale e civile. In poche parole: non venite a casa nostra, però noi veniamo da voi anche senza permesso. Coerenza portami via. Certo, potrei anche ricordare esempi di superiorità italica clamorosi come Adua ma, lasciamo perdere, onde evitare di urtare le sensibilità patriottiche di qualcuno.

Prima ho utilizzato il termine Vangelo. Ovviamente, quando si dice tale parola, subito viene in mente la religione cattolica. Facendo una rapida ricerca, si comprenderà che l’Italia è un Paese con una netta prevalenza della religione cattolica (come potrebbe essere altrimenti, in quanto la Chiesa da sempre, nella nostra penisola, ha esercitato un’influenza notevolissima?). Il mio è un cattolicesimo molto flebile, ma da quel poco che ricordo, esistono comandamenti che dicono di amare il prossimo tuo come te stesso, parabole come quella del Buon Samaritano (di cui spesso si tende ad impersonare la parte del menfreghista e non di chi aiuta). Bene, sarebbe quindi utile raddrizzare le nostre contraddizioni storiche. Ora che ci penso, aggiungo un’altra notizia interessante. Nel lontano ‘500 in Francia si diffuse l’espressione machiavellico: era colui che si rendeva colpevole di diffondere nel Paese transalpino pratiche fino ad allora sconosciute, come la congiura, la truffa etc. Termine che ebbe origine in Niccolò Machiavelli e che fece degli italiani i principali bersagli di colpevolezza (d’altronde, in Francia, durante il ‘500 la Corte ebbe tra le sue fila alcuni nostri connazionali).

Abbiamo fatto una lunga premessa, un lungo lavoro di preparazione per realizzare l’abbattimento del muro. Adesso, immergendoci nella nostra attualità, provvederemo alle operazioni di distruzione dell’impianto, tappa dopo tappa, mattone dopo mattone.