Tributo

Italia in festaSe ti capita di parlare con una persona convinta dello stereotipo Italia, pizza, mafia e mandolino, non esitare a dimostrarle il contrario. Falle fare un giro turistico e culturale del Paese, parlale della Firenze dei Medici, della Milano sforzesca, della Venezia dei Dogi, della Roma imperiale e papale, della Napoli capitale di un Regno. Ricordati di non tralasciare la bellezza del tuo borgo medioevale, rinascimentale o antico, della golosa cucina romagnola, umbra, laziale o di altra regione e dimostrale che anche il più piccolo paese d’Italia sa raffinare il palato con un’arte culinaria tutta sua. Se ti fa saltare il nervo con termini del tipo Camorra, N’drangheta, Mafia, Sacra Corona Unita, con calma elenca i nomi di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Rosario Livatino, Joe Petrosino, di Libera e di tutti quei collettivi e individui che ogni giorno lavorano a favore della legalità. Se azzardano confronti d’oltreoceano, magari citando Apple e Microsoft, tu rammenta loro l’opera epocale di Adriano Olivetti nel campo tecnologico, sociale, culturale e territoriale, pioniere del connubio bellezza – efficienza, oggi alla base delle più importanti industrie tecnologiche del globo. Spendi due parole sulla lingua degli angeli, padrona della musica classica, esaltata da Dante, Leopardi, Manzoni, Umberto Eco. «Attracca» su quell’isola incastonata nell’arcipelago pontino da cui sarebbe nata, tra l’esilio e le bombe, l’idea di Europa unita. E sempre a proposito di Europa unita, cita anche quel nome poco conosciuto di Sofia Corradi, detta mamma Erasmus, perché da lei nacque quel progetto che, ancora oggi, permette a tantissimi studenti di fare una bellissima esperienza all’estero. Parlale di Bartali, di Coppi, di Roberto Baggio, dell’Italvolley di Julio Velasco, di Beatrice Vio. Insomma, attento a non tralasciare lo sport. Qualcuno suggerirebbe di “sbattergli sulla faccia cos’è il Rinascimento”, allora fallo. Qualcun altro, più moderatamente, ti inviterebbe a dire sì, “noi maledettamente piemontesi e napoletani, ma fortunatamente, Italiani.

Precedente Foibe e immigrazione: un paragone pericoloso Successivo Populismi: ore contate?