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Archive for marzo, 2013


Il rugby (non) supererà il calcio

on 27 marzo 2013 in SPORT Commenti disabilitati su Il rugby (non) supererà il calcio


lo cicero

Forse il sorpasso non arriverà mai, ma sicuramente un dualismo rugby – calcio è destinato a nascere. O forse è già nato. Sicuramente, a fine anno i programmi sportivi ricorderanno – tra le note più importanti del 2013 – la morte di Pietro Mennea, la freccia del Sud che ai mondiali di atletica del 1979 a Città del Messico corse in 19’79 i 200 metri, record mondiale battuto solo nel 1996 e, attualmente, record europeo. Ma, altrettanto sicuramente – parlando di imprese accadute nel 2013 – un posto d’onore lo merita l’Italrugby, classificatasi quarta all’ultimo 6 Nazioni, miglior risultato di sempre della nostra palla ovale.La nazionale italiana debutta nel 6 Nazioni nell’anno 2000, vincendo la prima partita contro la Scozia, campione in carica, 34 a 20. Era il 5 febbraio. Da allora l’interesse verso questo nobile sport cresce anno dopo anno. Certo, l’Italia non si gioca mai la vittoria finale, anzi, nella maggior parte dei casi è costretta a battersi per evitare il Wooden Sponn (il famigerato «cucchiaio di legno», trofeo simbolico assegnato a chi nel torneo si classifica ultimo). Ma, nel Paese di Roberto Baggio, Gigi Riva, Gianni Rivera, della nazionale estromessa dal mondiale 2002 grazie ad un tal Byron Moreno, del 22 azzurro campione del mondo nel 2006 e vice – campione d’Europa nel 2012, sentir riecheggiare tra la gente i nomi di Mirko e Mauro Bergamasco, di Andrea Lo Cicero, di Martin Castrogiovanni ecc., fa un certo effetto. Ma cosa è successo in questo 2013? Come già anticipato, la palla ovale nostrana è arrivata quarta, miglior risultato di sempre. Nel complesso: battiamo 23 – 18 la Francia vice – campione del mondo (seconda vittoria consecutiva a Roma dopo il 2011), perdiamo 18 – 11 contro l’Inghilterra a Twickenham (per la prima volta nella storia gli inglesi non ci fanno meta a casa loro), e infine, battiamo l’Irlanda 22 – 15 (un’altra «prima volta» da ricordare: mai, da quando siamo nel 6 Nazioni, eravamo riusciti a battere O’Driscoll e compagni). Bottino: 2 vittorie, 4 punti e quarto posto. Secondo il ct dell’Italia, Brunel, tempo 2 – 3 anni e anche noi saremo in grado di lottare per il titolo. Per i fan sfegatati (come il sottoscritto), sarebbe una cosa magnifica.

Ma una certezza c’è già: il rugby ha fatto breccia nella nostra penisola. Ma che fatica! Conviene fare una distinzione. Il calcio ha dalla sua una storia rispettabilissima: l’Italia 4 volte campione del mondo, 1 volta campione europea, Milan, Juventus e Inter hanno più volte vinto la Champions League; contemporaneamente, sono stati fatti enormi investimenti, gode di un’ ampissima copertura televisiva ( si pensi solo a Sky ed ai suoi innumerevoli canali). Il rugby in confronto è «povero» in tal senso: le squadre italiane non sono mai andate oltre la bella figura in Europa, solo la «piccola » La7 ci ha creduto fin dall’inizio (negli ultimissimi anni è entrata in gioco Sky). Cosa ha reso il rugby così conosciuto? C’è un qualcosa che la palla rotonda (sport stupendo) ha perduto rispetto a quella ovale: la semplicità. Non ricordo chi mi disse che il «calcio ormai è troppo inflazionato, lo trovi tutti i giorni in ogni parte della vita». Ma, sicuramente aveva (e ha) ragione. E poi: insulti pesanti agli arbitri, risse in campo, scandali (si pensi al calcio – scommesse), giocatori superpagati che cadono a terra «fingendo» dolori atroci per poi rialzarsi un secondo dopo che l’arbitro ha stabilito un provvedimento a favore ecc. Il rugby a questo (fortunatamente) ancora non ci è arrivato: i giocatori si placcano, «sopportano» sul loro corpo 4, 5, 6… persone insieme (più di 600 kg! ) e si rialzano senza problemi, qualsiasi risultato esca dopo l’80° minuto (gli ultimi 60 secondi di gioco) i giocatori, avversari in campo, si incontrano e si rifocillano insieme (il «terzo tempo»).E’ un po’ come la politica nostrana degli ultimi tempi: gli italiani votano coloro che dicono di voler coinvolgere i cittadini nelle istituzioni, di voler garantire una politica pulita e trasparente; nello sport ci si avvicina all’attività che meno (almeno fino ad ora) guarda a soldi ed interessi personali e cerca invece di far divertire il pubblico, anche coinvolgendolo (prima di Italia – Francia, alcuni giocatori si sono inventati «bigliettai» per le vie di Roma: ve la immaginate una cosa simile nel calcio? ). Certo ciò non basta, è fondamentale anche che lo sport abbia una sua bellezza. E il rugby di bellezza ne ha tanta: si pensi solo allo schiacciare la palla in meta, risultato di una faticosa ed estenuante azione (non priva di dolori e doloretti) dei giocatori volta a superare il muro difensivo avversario.

Forse il sorpasso sul calcio non avverrà mai. Ma il rugby ormai non è più uno sport secondario. Se non fosse così, 75mila persone non si sarebbero alzate in piedi ad applaudire l’ultima partita in nazionale del «Barone » Andrea Lo Cicero. Se non fosse così, la casa degli azzurri non sarebbe l’Olimpico, ma starebbero ancora (rispettosamente parlando) nel «piccolo» Flaminio.

ACROPOLI: NUMERO DI MARZO

on 23 marzo 2013 in Senza categoria Commenti disabilitati su ACROPOLI: NUMERO DI MARZO

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(Buona Lettura!)

 

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IL PARTITO DEMOCRATICO DEVE RIPARTIRE

on 22 marzo 2013 in Senza categoria Commenti disabilitati su IL PARTITO DEMOCRATICO DEVE RIPARTIRE

(Parte 1: errori “evitabili” )

In un momento come questo, fare un’analisi interna al Partito Democratico può sembrare u gesto di irresponsabilità: c’è incertezza governativa, la crisi economica continua a mietere danni… Ma, quella che sembrava – 24 ore prima delle elezioni – una vittoria scontata, si è trasformata in una emorragia di voti ed in un boom del M5S (25% di consensi ) che ha portato ad una situazione di instabilità che non si sa fino a quando durerà.

Per comprendere meglio, paragoniamo i risultati del PD nelle ultime due tornate elettorali politiche:

  • ELEZIONI POLITICHE 2008: Veltroni raggiunge il 34 %;
  • ELEZIONI POLITICHE 2013: Bersani si ferma al 25.4 %.

    Quasi 9 punti percentuali persi, nonostante:

  1. la fine (tra i fischi) del governo Berlusconi ;
  2. il sostegno vittorioso ai referendum del 12 – 13 giugno 2011;
  3. l’ «ondata arancione »delle amministrative 2011;
  4. una situazione economica che in qualsiasi altro Paese avrebbe facilmente portato al governo l’opposizione.

Che cosa è successo allora? Semplicemente il PD non ha saputo cogliere al volo l’occasione di rinnovamento che il popolo italiano chiedeva ormai da tempo. E gli errori non sono stati commessi solo nell’ultimo periodo.

In più frangenti il sottoscritto ha criticato l’azione del partito a guida Bersani:

  1. referendum del 12 – 13 giugno 2011: il sostegno arriva solo nella fase più accesa della campagna. Durante tutto il periodo della raccolta firme il partito non si è dimostrato favorevolissimo a battere la strada referendaria promossa da IdV e comitati vari;
  2. elezioni amministrative 2011: eccellente prestazione a Milano con la vittoria di Pisapia. Ma in un’altra città, Napoli, si giocava (secondo me) una partita molto più grande ed importante per il futuro del Partito Democratico. Dopo un quindicennio a marca Bassolino – Iervolino, la città si presentava al mondo con un’immagine fortemente danneggiata dall’ « emergenza rifiuti » (senza poi contare l’ormai consueto problema della criminalità organizzata). In città si auspicava un clima di cambiamento, di forte rottura con il passato. Contemporaneamente però, c’era il rischio di consegnare la città ad un centrodestra che non trovava niente di meglio che candidare Gianni Lettieri . Bisognava sciogliere un quesito: andare da soli o sostenere Luigi De Magistris? Si è scelta la prima opzione, e si è portata avanti la candidatura del prefetto di Napoli Morcone. La scelta è stata un suicidio doppio: in un colpo solo il PD neanche supera lo scoglio del primo turno e brucia la candidatura di una persona di tutto rispetto ( a cui comunque va dato atto del coraggio di presentarsi in un momento di profonda confusione del partito, quando metterci la faccia è ancora più difficile). Fortunatamente, al ballottaggio si è evitata la consegna della città a Cosentino & co. ;
  3. elezioni amministrative 2012 a Palermo: è vero. Il candidato del centrosinistra Maurizio Ferrandelli era stato scelto con il metodo delle primarie. Ma che credibilità può avere un partito che decide di continuare sulla stessa strada nonostante sia stata avviata un’inchiesta su quelle elezioni che avevano incoronato Ferrandelli come candidato sindaco? Nessuna. E allora non può stupire se i palermitani hanno deciso di virare (per la quarta volta) su Leoluca Orlando, ricandidatosi dopo l’uscita dalla coalizione dell’IDV (appunto per l’inchiesta sulle primarie). Non dico di sostenere Orlando, ma perlomeno ripetere le primarie sarebbe stato l’ideale;
  4. boom del Movimento 5 Stelle: veramente non ci si era accorti dell’ascesa del movimento creato da Casaleggio e Grillo? Si pensava forse che i Vaffa – day fossero solo proteste di piazza prive di qualsiasi importanza? Eppure, fin dalla sua nascita, il Movimento 5 Stelle ha conosciuto una forte ascesa nei consensi: dai risicati risultati delle prime amministrative (2011), si è passati alle prime importanti affermazioni (Parma e Sicilia) che solo i più cocciuti avrebbero potuto affermare che si tratta di un becero populismo. Populismo? Probabilmente si. Ma nel suo interno si trattano anche tematiche come sviluppo sostenibile, riduzione dei privilegi ai politici (tematica che in crisi economica va per le maggiori tra i ceti meno abbienti) … Si, ci sono anche proposte come referendum sull’euro (impossibile da fare). Ma almeno le prime un centrosinistra che si ritiene progressista, non dovrebbe temere di discuterle;
  5. elezioni politiche 2013, alleanze: con l’Italia dei Valori no perchè Di Pietro è in preda ad una deriva grillina e populista; con Ingroia no più o meno per gli stessi motivi; con Beppe Grillo ovviamente no perchè è populismo. L’unica certezza era la seguente: se vinciamo bene governeremo da soli, altrimenti collaboreremo con il Centro di Monti. Bene, adesso stiamo chiedendo la fiducia a coloro che, secondo Bersani, esprimono « linguaggi fascisti ». inoltre, stiamo facendo quello che abbiamo sempre criticato a chi ci ha provato: dialogare con il Movimento 5 Stelle.

 

Ci sarebbero anche altri motivi, ma è meglio fermarsi qui. Quello che si evince da quanto scritto sopra è che il partito non ha saputo dare una linea ben precisa al proprio operato. Troppe volte siamo caduti in errori evitabili (si pensi a Palermo, ma anche Genova è un esempio eclatante). Inoltre, i «piani alti » hanno dimostrato una evidente lontananza dalla realtà sociale: come non rendersi conto dell’insoddisfazione sempre crescente verso i partiti, verso la politica in generale… ? Era così difficile dire no ai vitalizi, si ai tagli alla casta… ?

 

Ci vediamo per la seconda puntata: le primarie.

(S)Comunicato Politico: Il M5S ha fallito!

on 15 marzo 2013 in Senza categoria Commenti disabilitati su (S)Comunicato Politico: Il M5S ha fallito!

O perlomeno, ha perso la sua «verginità».

Nella prima seduta del Parlamento più giovane d’Europa, la capo – gruppo M5S alla Camera Roberta Lombardi ha dichiarato che si è trattato solo di un enorme sperpero di denaro pubblico. «Contribuendo» alla spesa di 420mila euro circa utili per garantire la seduta parlamentare, il nuovo arrivato (M5S) è entrato ufficialmente a far parte della famosa «Casta».

Uno spreco accompagnato da un muro contro muro con il Partito Democratico per chiedere la Presidenza di almeno una delle due Camere. Ma non erano il nuovo? Non erano coloro che non si sarebbero aggrappati per forza alle poltrone?

E ora questa legislatura rischia di finire subito se i grillini non voteranno la fiducia. Meglio tornare a votare (quindi: spendere altro denaro pubblico) e conservare quel poco di verginità che ancora è rimasta, piuttosto che cedere a quegli odiosi servitori del sistema di Bersani e company.

Vede cara Lombardi, quando si dice che per entrare in politica ci vuole esperienza, non lo si sostiene perchè non si vogliono i giovani e non si intende cambiare. Lo si sostiene perchè poi si rischia di cadere in gaffes (per ora solo “gaffes”) come quelle che lei ed i suoi parlamentari compiono giorno dopo giorno: «Questa giornata è stata solo un grande sperpero di denaro pubblico » (ma perchè? Pensate di avere la soluzione a tutti i problemi del mondo per caso?); «Vogliamo gli scranni in alto del Parlamento, parte l’operazione “fiato sul collo”» (Detto alla Bersani: vi sentite veramente monopolisti della morale? ); «Giornalisti, o per meglio dire, “pennivendoli”» ( Ma questi “pennivendoli” non saranno esseri umani che lavorano anche loro per campare delle famiglie? Ma veramente pensate che tutti stiano pronti a darvi ragione? Ma lo sapete che vivete in una democrazia, dove chiunque può schierarsi liberamente? Mai sentito parlare di “Art.21” e libertà d’informazione? ); « No alla fiducia, voteremo legge per legge» (per votare legge per legge bisogna prima dare la fiducia ad un governo).

Benvenuta onorevole Lombardi,

è entrata in Parlamento, dove ogni tanto (per fortuna o purtroppo, la pensi come vuole) bisogna dialogare anche con le altre forze politiche. 

Lettera aperta a Nicola Zingaretti

on 9 marzo 2013 in Senza categoria Commenti disabilitati su Lettera aperta a Nicola Zingaretti

Caro Presidente, scrivo questa lettera in questa forma perchè non riesco ad individuarne altre. La politica è ormai diventata tutta virtuale e non si riesce più a parlare guardando negli occhi nessuno. I partiti e le loro sedi abituali sono ormai completamente scomparse, nei paesi, nelle federazioni provinciali, ovunque. Nella mia federazione provinciale è ormai guerra di bande e non so se ci sia un solo partito o più correnti alternate.
Sono il Sindaco di Cori, paese di circa 11.500 abitanti; non il più grande del Lazio, ma neppure il più piccolo. Alle ultime elezioni amministrative abbiamo conseguito il 65% dei consensi, senza alleanze al centro o a destra.
Nelle elezioni regionali Nicola Zingaretti ha conseguito oltre il 50% dei consensi; nonostante una discreta presenza di grillini nelle elezioni politiche, oltre il 20%, il Pd a Cori ha ancora il 37%. Però se continua così, non poter mai parlare con nessuno, non poter dire mai la propria, non avere organismi di consultazione in cui affermare il proprio punto di vista, temo che alle prossime elezioni ci faremo grillini tutti. Anzi, si faranno grillini tutti, perchè io faccio il Sindaco da quasi sei anni, e se riuscirò a terminare questo mandato, alla fine appenderò la bici al chiodo, perchè la mia strada è finita. Troppa fatica e non si capisce neppure più perchè e per chi.
Una volta la politica aveva una sua valenza ideale, attività in grado da sola di dare un senso ad una vita, ora non ce l’ha più.
Se uno non può confrontare mai il proprio punto di vista con nessuno, se non esiste una tensione ideale, ma chi ce la fa fare tutta questa fatica ?
Tutto il giorno a correre dietro alle buche, ai debiti, alle scuole che cadono, ai cittadini in bolletta, anzi stremati dalla impossibilità di pagare le bollette, senza la possibilità di intravedere neppure una luce all’orizzonte, e neppure di tentare di individuarla con gli altri. La politica deve contenere una speranza, non può essere solo una fatica, e se una fatica deve essere, almeno che sia collettiva e condivisa.
Tu hai nelle mani una speranza; una delle ultime. Vedi di non sprecarla, perchè alttrimenti ci arrendiamo in molti.
Ascolta e decidi. Non fermarti nelle scelte, anche in quelle dei ruoli, alle solite congreghe; nella riduzione delle indennità, degli apparati, procedi drasticamente. In Italia c’è bisogno di tagliare privilegi; prima di tagliare le pensioni Monti avrebbe dovuto tagliare le indennità, le pensioni d’oro, gli stipendi dei grand-commis, i militari, i magistrati, i dirigenti di stato e delle regioni, gli stipendi d’oro delle partecipate; a proposito nella Regione Lazio in particolare c’è molto da fare per sfoltire i ranghi dirigenziali di persone incompetenti e inadeguate. Mio padre, che ha lavorato per una vita e a settantacinque anni ancora lavora, nonostante le ossa cigolanti, li chiamava mangia pane a tradimento.
Le comunità montane a che servono ? Eliminale. La tassa di bonifica perchè la debbono pagare solo i contadini ? E tutti gli altri che usufruiscono della bonifica ? Deve rientrare nella fiscalità generale. Oppure togliere i consorzi e redistribuire funzioni e dipendenti tra i comuni. I Comuni aiutateli; sono ancora l’ultima cerniera tra i cittadini e le istituzioni, perchè rappresentano nella storia italiana, la prima vera istituzione; la civitas, i municipia, il Comune medioevale. Quelli a cui i cittadini ancora si rivolgono con un certo garbo, qualche volta ancora con rispetto.
I soldi spendeteli nelle cose essenziali: le scuole, la sanità, la manutenzione e sicurezza; l’equilibrio idro – geologico del territorio.
Tieni conto di questo, perchè altrimenti tutti a casa; ognuno per sè e Dio per tutti. Per qualcuno è peggio, per qualcun altro è una liberazione.
Distinti saluti

 

Tommaso Conti

Ricostruiamo la “Città della Scienza”… tutti insieme!

on 6 marzo 2013 in Senza categoria Commenti disabilitati su Ricostruiamo la “Città della Scienza”… tutti insieme!

Per contribuire singolarmente alla ricostruzione di Città della Scienza è disponibile il conto corrente, intestato a Fondazione Idis Città della Scienza – IBAN IT41X0101003497100000003256 – causale Ricostruire Città della Scienza

Città della Scienza