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Posts Tagged ‘Immigrazione’


16 maggio 2015: cittadini italiani in marcia a difesa dei loro diritti

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 BOLOGNA, 16 MAGGIO 2015

 

Si, sono rom e sinti, perchè anche loro sono cittadini italiani. Non lo sapevate? Bene, ora lo sapete.

COMMISSIONE EUROPEA E IMMIGRATI: UN BREVE SULLE QUOTE

on 13 maggio 2015 in DIRITTI Commenti disabilitati su COMMISSIONE EUROPEA E IMMIGRATI: UN BREVE SULLE QUOTE

mare nostrumLa Commissione Europea ha approvato il progetto per la redistribuzione degli immigrati, mediante un sistema di quote. L’Europa accoglierà 20mila persone (il 9,94% spetteranno all’Italia) mentre, riguardo il collocamento degli immigrati già arrivati in Europa, al nostro Paese spetterà l’11,84%.
Un grande passo in avanti, purtroppo rovinato da una forte spaccatura riguardo tale tematica: Gran Bretagna, Slovacchia e Repubblica Ceca hanno risposto con un deciso NO. Sinceramente, non mi preoccupo di ciò: il processo di costruzione degli Stati Uniti d’Europa è lungo, va realizzato mattone dopo mattone. Non si può pretendere che Paesi che, per secoli si sono fatti la guerra tra loro, nel giro di meno di un secolo accettino facilmente determinate politiche (ovviamente, non mi riferisco solo a UK, Repubblica Ceca e Slovacchia, ma a tutta l’area dell’UE). Oggi è stato messo un mattone importante, andiamo avanti su questa strada, le future generazioni ce ne saranno grate.


8 APRILE 2015: GIORNATA INTERNAZIONALE DEI ROM E DEI SINTI.

Lo sapete che:

1) Rom e Sinti sono la più grande minoranza europea (oltre 12 milioni di persone)?

2) non hanno Patria e non hanno mai fatto una guerra per rivendicarne una?

3) in Italia sono oltre 150mila, di cui la metà e più hanno cittadinanza italiana?

4) durante il nazismo, oltre 500mila tra Rom e Sinti furono sterminati?

ROM e SINTI si suddividono in tante sottocategorie: intellettuali, operai, delinquenti, studenti etc. Insomma, come gli ITALIANI: ci sono italiani intellettuali, italiani studenti, italiani delinquenti…

Per questo discriminare è un atteggiamento da idioti, perché in questo Pianeta apparteniamo tutti ad un unico genere: quello umano.

Quanto siete belli. Soprattutto, quanto siete solidali con gli altri. Forse siete (non tutti) anche quelli che hanno vestito la maglia ‪#‎jesuischarlie‬ e che, addirittura, sono scesi in piazza qualche giorno dopo a Parigi. Qualche giorno fa un ragazzo, Davide Raggi, è stato ucciso da un marocchino già espulso dall’Italia e rientrato con i barconi. Non avete esitato un attimo a condividere quel meraviglioso video con il quale vi scagliate contro lo Stato, contro i “buonisti” che “difendono l’immigrazione clandestina… Anzi, addirittura pretendete che noi, “difensori dell’immigrazione clandestina”, andiamo dalla famiglia di Davide a chiedere umilmente scusa. Siete dei poveracci, persone che non capiscono nulla. Guardate il video che avete condiviso: si parla di un ragazzo “sgozzato” (ci avete pensato al dolore di una famiglia che, quando va su internet, si ritrova questo video in faccia e gli ricorda quella triste vicenda?) “da un marocchino” (sicuramente voi avreste condiviso comunque il video, qualora la nazionalità dell’assassino fosse stata “italiana”). “”Lo Stato è dalla parte dell’immigrazione clandestina” (ovviamente queste cose le leggete su quei siti tipo UNAR, UNCHR etc., ma cosa dico? Voi le uniche sigle che conoscete sono FIFA e FIGC), dicono molti di voi. E poi, il ricordo del ragazzo: “ciao Davide! A noi piace ricordarti cosi!”. Eh si, chissà quanti bei momenti insieme avete passato con quel ragazzo, quanti viaggi avete condiviso con lui. Forse nemmeno lui sapeva di avere tuttiquesti “amici” (oltre ventimila fino a qualche giorno fa). Chissa’,;forse vi sarete fatti anche un selfie con la sua salma, giusto per dare un estremissimo saluto con scatto fotografico.

Però, ci fosse stato un solo cane che avesse scritto qualosa su quei poveracci di giornalisti che, senza scorta, combattono la criminalità organizzata. Ci fosse stato qualcuno di questi che avesse scritto “LA MAFIA È UNA MONTAGNA DI MERDA”, che avesse preso le difese di quel 21enne picchiato da CASAPOUND (scusate, BLOCCO STUDENTESCO, ah è la stessacosa) solo perché gay…

Ecco, queste persone che si presentano come solidali sono le peggiori: trasformate in martirio la morte diun poveraccio (per i vostri interessi), vi scagliate contro gli immigrati ma non avete le palle di urlare contro il crimine organizzato…

Fate schifo!

Il video lo trovate qui: https://www.facebook.com/video.php?v=759600950814397&pnref=story

(5° ed ultima parte)

LEGGI LE PUNTATE PRECEDENTI:

I° PARTE – II° PARTE – III° PARTEIV°PARTE

Eccoci alla fine di questo lungo percorso durato 5 puntate. Abbiamo cominciato evidenziando contraddizioni storiche nel nostro modo di pensare, per passare poi a smontare – passo dopo passo, parola dopo parola – ogni pensiero e luogo comune sugli immigrati. Non si tratta di schierarsi dalla parte degli uni o degli altri, bensì di dire le cose come stanno, che la radice dei nostri problemi sociali ed economici va ricercata in altri ambiti, ma non in quello dell’immigrazione (intesa come odio razziale a prescindere). Siamo il Paese dove la criminalità organizzata è forte, dove l’evasione fiscale è tra le più alte al mondo, dove la burocrazia comanda ed impedisce il progresso… Insomma, se si avesse un millesimo di quella cattiveria rivolta verso gli immigrati nelle questioni storiche della nostra penisola, il passo in avanti sarebbe notevole. Diceva Indro Montanelli: «Siamo tolleranti e civili, noi italiani, nei confronti di tutti i diversi. Neri, rossi, gialli. Specie quando si trovano lontano, a distanza telescopica da noi ». Rendiamoci conto che in un periodo storico come il nostro, ove la globalizzazione è in continua affermazione, pensare di poter vivere ognuno a casa propria (i cinesi in Cina, gli italiani in Italia etc.) è impossibile, perchè le persone vogliono viaggiare, cambiare stile di vita, lavorare al di fuori del proprio Paese natio, fuggire da massacri e persecuzioni… Cerchiamo di capire che l’integrazione è ricchezza per tutti e non solo per una parte, che se oggi molti vengono a cercare lavoro «a casa nostra» è perchè siamo stati artefici di un processo storico ove il colonialismo, lo sfruttamento, le guerre che (soprattutto) noi Europei abbiamo portato in quei Paesi hanno realizzato conseguenze disumane che, ancora oggi, fanno sentire tragici i loro effetti. Detto questo, andiamo a smontare gli ultimi luoghi comuni.

#CASEPOPOLARIPRIMAAGLIIMMIGRATI

Premesso il fatto che tutti hanno diritto di vivere in un alloggio dignitoso, è necessario dire le cose come stanno. Per smentire questo luogo comune, sintetizzeremo il seguente articolo: “Case popolari agli stranieri a scapito degli italiani, vero o falso?» (articolo integrale qui: http://blog.you-ng.it/2012/11/04/case-popolari-agli-stranieri-a-scapito-degli-italiani-vero-o-falso/ ):

  • «a vedersi assegnare un alloggio, sono più spesso gli italiani rispetto agli stranieri, con il rapporto di 1 a 5 per le famiglie italiane e 1 a 10 fra gli stranieri che ne fanno richiesta. Secondo le graduatorie infatti, le fasce privilegiate sono rappresentate dagli anziani, dagli invalidi e dai nuclei uni personali e monigenitoriali. Tra le maggiori problematiche riguardanti gli immigrati, una delle più importanti è sicuramente quella della mancanza di alloggi adatti alle famiglie numerose straniere che richiedono una casa popolare »;
  • «Ho cercato poi qualche graduatoria nei comuni e vedo che, per lo più,le case sono  assegnate agli italiani  rispetto che non agli stranieri o quanto meno non trovo nessun elenco illimitato di nomi arabi , ma al più riscontro alternanza. Basta cercare le graduatorie delle case popolari  dei singoli comuni semplicemente con google o qualsiasi altro browser ».

Forse qualche luogo comune lo abbiamo dimenticato, ma nel complesso il muro del razzismo lo abbiamo demolito. Se però avete altri «strani pensieri» da segnalare, c’è la bacheca dei commenti (saremo ben felici di rispondere a qualsiasi questione logica e non pregiudizievole ).

Abbiamo imparato a volare come gli uccelli, a nuotare come i pesci, ma non abbiamo ancora imparato la semplice arte di vivere insieme come fratelli.
MARTIN LUTHER KING

(2° parte)

(1° parte: MANIFESTO DELL’ANTIRAZZISMO)

Dunque, ci siamo lasciati dopo aver fatto una lunga copertina riguardo incomprensioni italiche che, in diversi modi, ci aiutano a comprendere che noi siamo un popolo che spesso ha cercato solidarietà all’estero (ma è restio a fare l’inverso), che ha nella sua storia e nella sua cultura elementi che dovrebbero favorire il processo di integrazione (invece si tende a dimenticare il nostro passato). Inoltre, abbiamo evidenziato come la politica per molti si è ridotta al mero voto periodico e a quanto passa la televisione, causando una standardizzazione dei propri pensieri. Ecco, conviene partire proprio da tale punto: gli effetti della comunicazione proveniente dai mezzi di informazione di massa. A partire dal 1994, anno della prima vittoria di Silvio Berlusconi, soprattutto la televisione è diventata un formidabile catalizzatore di voti, un mezzo che per vincere va assolutamente utilizzato. Ma, la politica è confronto, approfondimento, è arte del governare, è studio etc. E senza tali requisiti, forse occupare gli scranni delle istituzioni non conviene, se proprio si vuol bene alla collettività. Nell’ambito dell’immigrazione capita spesso che a parlare in tv sono politici che assolutamente nulla conoscono del fenomeno, facendolo passare per quello che non è. Sarebbe dunque più giusto far parlare gli esperti, coloro che, nel silenzio, sono a contatto tutti i giorni con la tematica interessata. Siate sinceri: quanti di voi hanno sentito parlare un rappresentate di un centro per rifugiati, un esponente dell’ UNAR (Unione Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) etc.? Ben pochi. Ecco, se ci si impegnasse di più ad informarsi presso gli organi competenti le cose andrebbero meglio per tutti. Detto questo, andiamo a smontare i tanti, troppi, tristi luoghi comuni sugli immigrati.

  • #FERMIAMOLINVASIONE

Nell’aria si percepisce una presenza di immigrati talmente elevata da poter dar vita ad una occupazione dello Stato italiano, ad una cacciata dei «nativi» da «casa loro». Stiamo tranquilli, stando al rapporto DossierImmigrazione2014 (Fonti: http://www.dossierimmigrazione.it/ / http://notizie.tiscali.it/articoli/cronaca/14/10/30/immigrati-meno-reati-di-italiani.html / http://www.unar.it ), attualmente in Italia sono presenti 5 milioni 364 mila persone su un totale di 60 milioni circa di anime presenti nella penisola. Nel giro di un anno si sono registrati circa 178mila nuovi arrivi.

  • #RUBANOILLAVOROAGLIITALIANI

Innanzitutto, diciamo subito una cosa: chi viene in Italia lo fa non per rubare, bensì per cercare lavoro. Un po’ come fanno i nostri connazionali all’estero. C’è anche da dire che, in buona parte dei casi, gli immigrati decidono di aprire attività inerenti i loro costumi, le loro tradizioni, la cultura che si portano dietro etc. Dunque, ecco fiorire ristoranti indiani, egiziani etc. Ci sarebbe poi un lungo discorso sulle persone che sfruttano la manodopera straniera, riducendola anche in schiavitù giusto per fare un esempio: http://www.uil.it/immigrazione/NewsSX.asp?ID_News=3370 ). Passiamo ora ad alcuni numeri: nel 2013 i visti per motivi di lavoro sono stati 25683 per il lavoro subordinato e 1810 per quello autonomo. Mentre ben 76164 sono stati rilasciati per “ricongiungimento familiare”. In sostanza, gli stranieri che ultimamente entrano in modo regolare in Italia hanno già un nucleo familiare radicato nel nostro Paese. L’Italia è una meta sempre meno ambita. Anche perchè gli stranieri sono pagati meno (la loro retribuzione media è di 959 euro contro i 1313 dei lavoratori italiani), perdono con più facilità il lavoro ed hanno difficoltà a trovarlo. Benchè i lavoratori stranieri occupati siano circa due milioni e 400mila (il 10 per cento del totale degli occupati), il loro tasso di disoccupazione ha superato il 17 per cento, contro l’11 per cento degli italiani. (Fonte: http://notizie.tiscali.it/articoli/cronaca/14/10/30/immigrati-meno-reati-di-italiani.html ).

  • #RESPINGIAMOLI

Giustamente, quando c’è un’invasione, questa deve essere respinta. E’ da capire con quali armi e con quale esercito, visto che stiamo parlando di persone normalissime che, nella stragrande maggioranza dei casi, entrano con regolare documentazione e, solo in minima parte hanno la fedina penale sporca. Dunque, respingere persone che rispettano la legge sarebbe abbastanza contraddittorio. C’è però la questione dei barconi provenienti dalle coste africane: questa è la situazione accusata di “invasione”. Ora, se delle carrette scassate, che (purtroppo) spesso finiscono il loro viaggio prima di arrivare a destinazione, sono motivo di pericolo, tanto vale evitare di definirci orgogliosi italiani (vabbè che poi noi soffriamo della sindrome di Adua). Di nuovo, la matematica interviene in nostro aiuto: dal 2008 al 2013 il numero dei migranti respinti dall’Europa si è quasi dimezzato (da 634975 a 327255). E le frontiere dove si è registrata la maggior pressione non sono state quelle marittime (dove si è registrato il 2,2 per cento dei casi), ma quelle terrestri (84,3 per cento) e gli aeroporti (13,5 per cento) (fonte: http://notizie.tiscali.it/articoli/cronaca/14/10/30/immigrati-meno-reati-di-italiani.html ). Altro sostegno ci viene dal diritto: Allo straniero comunque presente alla frontiera o nel territorio dello Stato sono riconosciuti i diritti fondamentali della persona umana previsti dalle norme di diritto interno, dalle convenzioni internazionali in vigore e dai principi di diritto internazionale generalmente riconosciuti.” (dlgs 286, art. 2, c. 1). Dunque: diritto alla vita e alla salute, del diritto di asilo, del diritto alla libertà di manifestazione del pensiero, alla protezione della maternità, della famiglia e dell’infanzia etc. Ci sarebbero poi articoli della nostra Costituzione, del Trattato di Lisbona e tanto altro, ma fermiamoci qui. Aggiungo solo un’altra cosa: la legge del mare impone alle persone in difficoltà di essere portate in salvo, non di abbandonarle in braccio alla morte.

Riprendiamo fiato, e diamoci appuntamento alla terza parte, che non tarderà a venire 😉

Parte I°

Costruire una società migliore, basata sull’uguaglianza sostanziale (e non solo formale), sulla solidarietà tra le persone (concreta e non solo a parole), deve avere un punto di partenza imprescindibile: l’abbattimento dell’ignoranza di cui molte persone nutrono la loro pancia, facendo lievitare il consenso di politici la cui unica qualità è quella di saper urlare insulti od essere presenti in TV quasi come fosse casa loro. Si dirà che ciò è dovuto alla disperazione, alla fame, alla difficoltà di arrivare alla fine del mese etc. Evitiamo di non abusare di queste giustificazioni: non siamo la prima generazione che affronta questi problemi. Anzi, chi ci ha preceduto ha saputo molto spesso trasformare le sofferenze in benzina per le rivoluzioni, per conquistare diritti fondamentali (la nostra Repubblica è figlia delle macerie che il fascismo, molto gentilmente, ci ha lasciato) etc. Ma in passato c’era un senso di collettività molto più forte, la partecipazione politica non si riduceva al mero voto periodico per eleggere rappresentanti nelle istituzioni. Ora invece si tende a restare alla finestra, aspettare che passi sotto il primo problema e spendere quante più parole possibili per risolverlo (nella nostra testa però, non nella realtà). E poi, altra cruda realtà: la televisione, principale mezzo di comunicazione di massa, ha trasformato la società in un gruppo di persone il cui aspetto individuale è nettamente prevalente rispetto invece a quello di comunità. Peccato, perchè la TV inizialmente si era caratterizzata per un carattere educativo (il maestro Manzi, per chi ne può parlare, è un esempio eccezionale di ciò). Inoltre, ha standardizzato notevolmente le opinioni: basta che un politico furbo decida di monopolizzare l’etere ed ecco fatto che, nel giro di pochissimo tempo, ciò che dice diventa Vangelo. Poi, nessuno si preoccuperà di capire se tale Vangelo racconta verità o bugie (e quei pochi che lo fanno vengono subito emarginati). Così, ed eccoci arrivare al succo del post, gli immigrati diventano gli artefici dei nostri problemi socio – economici. Diventano una nuova Kasta che si ciba di soldi dei contribuenti pubblici senza far nulla (le famose storie dei 30, 40, 50… euro al giorno in hotel a 5 stelle etc.). Ok, se 25 anni fa i tedeschi si preoccuparono di abbattere il Muro di Berlino, a noi oggi spetta distruggerne uno più pericoloso: quello composto da mattoni di ignoranza e razzismo. A queste ultime due parole bisogna però aggiungerne un’altra: l’incoerenza del nostro popolo. Dunque, leggendo qualsiasi libro di storia si potrà comprendere che l’Italia è un Paese unito ed indipendente dal dominio straniero dal 17 marzo 1861, quindi da 153 anni. I valori risorgimentali della cacciata dello straniero, dell’indipendenza e, soprattutto dell’autodeterminazione dei popoli, in poco tempo sono evaporati, sostituiti da quelli prodotti dalla politica del colonialismo. Insomma, noi che più di tutti abbiamo sofferto l’occupazione straniera, decidiamo ad un certo punto di andare a colonizzare i Paesi africani, considerati inferiori rispetto all’Europa industriale e civile. In poche parole: non venite a casa nostra, però noi veniamo da voi anche senza permesso. Coerenza portami via. Certo, potrei anche ricordare esempi di superiorità italica clamorosi come Adua ma, lasciamo perdere, onde evitare di urtare le sensibilità patriottiche di qualcuno.

Prima ho utilizzato il termine Vangelo. Ovviamente, quando si dice tale parola, subito viene in mente la religione cattolica. Facendo una rapida ricerca, si comprenderà che l’Italia è un Paese con una netta prevalenza della religione cattolica (come potrebbe essere altrimenti, in quanto la Chiesa da sempre, nella nostra penisola, ha esercitato un’influenza notevolissima?). Il mio è un cattolicesimo molto flebile, ma da quel poco che ricordo, esistono comandamenti che dicono di amare il prossimo tuo come te stesso, parabole come quella del Buon Samaritano (di cui spesso si tende ad impersonare la parte del menfreghista e non di chi aiuta). Bene, sarebbe quindi utile raddrizzare le nostre contraddizioni storiche. Ora che ci penso, aggiungo un’altra notizia interessante. Nel lontano ‘500 in Francia si diffuse l’espressione machiavellico: era colui che si rendeva colpevole di diffondere nel Paese transalpino pratiche fino ad allora sconosciute, come la congiura, la truffa etc. Termine che ebbe origine in Niccolò Machiavelli e che fece degli italiani i principali bersagli di colpevolezza (d’altronde, in Francia, durante il ‘500 la Corte ebbe tra le sue fila alcuni nostri connazionali).

Abbiamo fatto una lunga premessa, un lungo lavoro di preparazione per realizzare l’abbattimento del muro. Adesso, immergendoci nella nostra attualità, provvederemo alle operazioni di distruzione dell’impianto, tappa dopo tappa, mattone dopo mattone.

Innanzitutto un «Grazie!». Un «Grazie» grande come il Mare Mediterraneo ai membri della Marina Militare Italiana, alle organizzazioni di volontariato ed a tutti coloro che in questo anno hanno contribuito alla realizzazione dell’operazione umanitaria Mare Nostrum. Vanno ringraziati per l’impegno che ci hanno dedicato, per il tempo della loro vita che hanno sacrificato, per aver dato un’immagine dell’Italia solidale, accogliente, pronta a sacrificarsi per salvaguardare quanto di più prezioso abbiamo: la vita umana. Questo era innanzitutto Mare Nostrum. Uomini, donne, bambini di ogni età, dopo miglia e miglia percorse lungo quel lembo d’acqua tra il continente europeo e le coste africane, dopo aver rischiato la vita per giorni su un barcone, senza possibilità di mangiare, bere, costretti a fare a meno delle più scontate regole igieniche, si ritrovavano dinanzi a motovedette, aerei, navi… pronti a soccorrerli ed a portarli in salvo. Prima la vita, poi tutto il resto; dai respingimenti di Maroni all’umanità. Era stato fatto un bellissimo passo in avanti. Ma Mare Nostrum non era solo questo. L’operazione intendeva « assicurare alla giustizia tutti coloro i quali lucrano sul traffico illegale di migranti »(Fonte: http://www.marina.difesa.it/attivita/operativa/Pagine/MareNostrum.aspx ). Perchè, per chi ancora non lo sapesse: dietro ai barconi vi lucrano dei banditi. Un viaggio per una o più persone costa migliaia e migliaia di euro. Si tratta spesso dell’unica possibilità per poter fuggire dalle persecuzioni, per poter salvare i propri familiari e garantire loro una vita migliore. In pillole: o paghi salato o muori.

Umanità, giustizia, speranza… era tante belle parole questo progetto. Nel tempo, poteva addirittura diventare il punto di accensione di una nuova ( e più efficace) primavera araba. Lo sanno anche i governanti africani che la fuoriuscita di propri cittadini, a lungo andare, può far sorgere negli emigrati la pazza idea di realizzare un moto rivoluzionario. L’incontro con la democrazia, con uno stile di vita superiore economicamente a quello che fino ad ora avevi visto, con Paesi ove non è contemplata la pena di morte bensì lo status di «rifugiato politico» e tanto altro avrebbero fatto scattare, prima o poi, qualche sommovimento. E chissà…

Persone prima che numeri. Una delle critiche principali rivolte a Mare Nostrum è stato il costo dell’operazione: 9,5 milioni di euro al mese per un totale di 114 milioni di euro, presi dal bilancio della Marina Militare, senza toccare le tasche degli italiani (cavallo di battaglia di razzisti e nazionalisti facilmente smontato). Spesa eccessiva? Si poteva aggiungere qualche euro in più? Io preferisco chiuderla così: la vita umana non ha prezzo, è più preziosa di qualsiasi altra cosa. Oggi, se migliaia e migliaia di persone si ritrovano sul nostro suolo, piuttosto che in fondo al mare, ciò lo si deve allo Stato italiano, alle organizzazioni umanitarie, a chi ha dedicato il suo impegno allo Stretto di Sicilia. Poi, possono anche cominciare i discorsi sugli immigrati «portatori di malattie gravi», «esempi di delinquenza» etc. Ma, prima aspettiamo che compiano la fattispecie illegale (colpevoli di essere malati, un reato che intaccherebbe con il diritto alla salute sancito dal nostro ordinamento giuridico) e poi giudichiamo (siamo pur sempre innocenti fino al terzo grado di giudizio, oppure no?).

Ora Mare Nostrum chiude, sostituita dall’operazione Triton. L’Europa scende in campo finalmente, dopo tante e tante pressioni esercitate dal nostro Paese che non poteva accollarsi da solo l’intero peso del flusso migratorio dall’Africa all’Italia. Francia, Spagna, Portogallo, Finlandia, Lettonia, Islanda, Malta, Olanda, Austria, Belgio, Polonia, Romania, Svezia e Slovenia contribuiranno alla realizzazione di questo nuovo progetto. Finalmente un progetto comune europeo in grado di confrontarsi con il fenomeno migratorio. Peccato che Triton sia un pochino diversa da Mare Nostrum. Ci sono piccole ma significative differenze:

Mare Nostrum: progetto nato il 18 ottobre 2013 per fronteggiare lo stato di emergenza umanitaria in corso nello Stretto di Sicilia, dovuto all’eccezionale afflusso di migranti. Ha una duplice missione: garantire la salvaguardia della vita in mare, assicurare alla giustizia tutti coloro i quali lucrano sul traffico illegale di migranti. Ne fanno parte Marina Militare, Aeronautica Militare, Carabinieri, Guardia di Finanza, Capitaneria di Porto, Croce Rossa Italiana, Polizia di Stato e altri Corpi dello Stato. Inoltre, i controlli sanitari sono svolti dai medici dell’ISMAF (Istituto di Santa Marittima Aeronautica delle Frontiere), dal personale del Corpo Militare e dalle Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana, dal CISOM (Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta) e dalla fondazione RAVA. Mare Nostrum opera in sinergia con FRONTEX (istituzione dell’Unione Europea il cui scopo è il coordinamento del pattugliamento delle frontiere esterne aeree, marittime e terrestri degli Stati della UE e l’implementazione di accordi con i Paesi confinanti con l’Unione europea per la riammissione dei migranti extracomunitari respinti lungo le frontiere) ed EUROSUR (nuovo sistema di sorveglianza delle frontiere marittime e terrestri sotto egida dell’Unione Europea che prevede, principalmente, l’impiego di droni). Fonte: http://www.marina.difesa.it/attivita/operativa/Pagine/MareNostrum.aspx ;

Triton: missione europea gestita da Frontex. Mentre Mare Nostrum si spingeva fino al limite con le acque territoriali libiche per salvare i migranti in difficoltà, Triton arriva fino a 30 miglia dalla coste italiane. L’obiettivo è garantire una «cogestione rinforzata delle frontiere esterne». Dunque, si insisterà più sulla sorveglianza dei confini piuttosto che sulle operazioni di salvataggio. Le operazioni di salvataggio proseguiranno (il diritto internazionale lo impone) ma i tempi di intervento si allungheranno e non è chiaro se – naufragi a parte – le navi di Triton agiranno direttamente o non si limiteranno solo a segnalare la presenza di barconi. Oltre all’Italia partecipano i Paesi citati in precedenza. Riguardo il nostro Paese, una nave anfibia, con a bordo anche un ospedale e tre pattugliatori rimarranno a Lampedusa. Stando poi al Commissario agli Affari Interni dell’UE Cecilia Malmstrom: «Triton non incide in alcun modo sulla responsabilità dell’Italia di controllare la propria parte delle frontiere esterne dell’UE, nonché i suoi obblighi in materia di ricerca e salvataggio delle persone bisognose di soccorso». Fonte: http://ilmanifesto.info/renzi-rottama-mare-nostrum/ .

In conclusione:

  1. L’Italia ha ottenuto una maggiore partecipazione dell’Unione Europea. Un numero notevole di Paesi parteciperà – dal 1° novembre – al controllo delle frontiere tra Italia e Africa, ma il raggio d’azione sarà ridotto (come detto in precedenza) e diversi gli obiettivi dell’operazione: da umanitaria diventa di rafforzamento del controllo alle frontiere;
  2. affinchè l’intervento europeo ottenesse maggiori effetti, logica voleva che Mare Nostrum continuasse. Invece no, l’Italia ha ridimensionato il suo impegno, nonostante l’arrivo degli “alleati”. Ci siamo fatti male da soli.

 

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COS’E’ IL MALPAESE… L’ITALIA SCRIVE.

on 2 giugno 2014 in Senza categoria Commenti disabilitati su COS’E’ IL MALPAESE… L’ITALIA SCRIVE.

foto copertina

Da circa 4 anni collaboro con il blog http://www.ilmalpaese.wordpress.com . Si tratta di uno spazio online ove persone con la passione della scrittura e della politica, provenienti da diverse parti d’Italia e aventi opinioni politiche tra loro diverse, esprimono le loro idee su politica, società, ambiente, lavoro e tanto altro. Nato nel 2010, il blog negli anni 2012 – 2013 ha raggiunto importanti traguardi: 10° su BlogBabel (principale classifica italiana di blog), attualmente 1947° su E-Buzzing (altra classifica di blog) e 190° nella categoria politica del medesimo sito. Non solo: circa 1 milione di visitatori, 3342 followers su Facebook (numero in costante crescita). Sono risultati notevoli, se si considera che l’unico dispendio fatto è stato di energie e tempo, senza toccare denaro. Per festeggiare questi primi traguardi, si è deciso di realizzare un e – book gratuito dal titolo Cos’è IlMalpaese? – Voci dell’Italia che (r)esiste. Si tratta di una raccolta dei migliori articoli scritti da ciascuno dei blogger del sito in questi anni, suddivisi in diverse categorie: economia, donne, diritti, cultura etc. Riguardo il sottoscritto, troverete un contributo al progetto di 7 articoli. Di questi, 5 riguardano razzismo, immigrazione, memoria ed Europa: Francia negrizzata; Ricordando la tragedia di Lampedusa: immaginate se… ; Il giorno del ricordo… vero; Si può uscire dall’euro? Istruzioni per l’uso; Il discorso che ha sconfitto per sempre il razzismo. Altri 2 hanno invece un carattere prettamente più «provinciale», nel senso che riguardano vicissitudini del territorio pontino. In poche parole: la provincia di Latina. Si tratta di: Damasco 2 (il caso Fondi) e Mamma GoodYear, post volti a non far cadere nell’oblio quanto accaduto in questi ultimi anni e sperare che tali vicende non si ripetano nel futuro.

A seguire trovate l’e-book. Nella speranza che il contenuto sia di vostro interesse: buona lettura!

 

IL DISCORSO CHE HA SCONFITTO PER SEMPRE IL RAZZISMO

on 17 gennaio 2014 in Senza categoria Commenti disabilitati su IL DISCORSO CHE HA SCONFITTO PER SEMPRE IL RAZZISMO

Copio ed incollo qui il discorso dell’anno, scritto da Marco De Cave (http://www.vongolemerluzzi.wordpress.com).

Il testo è stato preso da una conversazione online.

Scusate se mi metto a fare il maestrino – cosa che non mi va – ma me lo portate a fare perché tutte le affermazioni precedenti sono basate su CONVINZIONI IDEOLOGICHE e non su DATI RIPORTATI DA ENTI ACCREDITATI.
Innanzitutto, il mito per cui gli stranieri rubano lavoro.
Gli occupati stranieri nel 2012 ammontano a circa 2 milioni e rappresentano il 10,1% degli occupati totali. Sono in quei settori lavorativi che gli “italiani” rifiutano di fare. Un Rapporto della Banca d’Italia sulle economie regionali, scardina il senso comune. Agricoltura, costruzioni, ristorazione, servizi per gli anziani: settori con prevalente presenza straniera. Ma, invito ancora una volta a leggere i giornali, sì proprio i giornali, per capire come questi settori, per via della crisi, si stiano ritialinizzando. La presenza di stranieri, come prosegue lo studio della Banca d’Italia, afferma che l’arrivo di stranieri ha aumentato l’offerta di lavoro, piuttosto che diminuirla. Gli immigrati pagano oltre 5 miliardi di euro all’INPS che coprono, per ora, le pensioni degli italiani; gli immigrati, ovvero persone non italiane che hanno deciso di spostarsi e scommettere sul nostro territorio, hanno aperto oltre 100 mila imprese negli ultimi anni, in piena crisi. Guardiamo Cori e Giulianello: senza rumeni e indiani (chiedo scusa per l’estrema semplificazione che sto attuando) agricoltura, panificazione e servizi per gli anziani sarebbero morti. M-o-r-t-i. Non venitemi a dire: loro prendono di meno. Vi ricordo che sono gli italiani che pagano meno, facendo una differenziazione tra italiani e non-italiani. Quando andate a lavorare in nero nel cogliere l’uva ve lo farò notare: o non vi piace domandare?
SECONDO MITO da sfatare. Dati Istat e Caritas Migrantes (anche loro dicono bugie?) dicono che non esiste alcuna correlazione tra aumento di criminalità in Italia e l’arrivo di stranieri. Anzi, spesso la condizione di criminalità collegata agli stranieri è solo dovuta (nella maggioranza dei casi) alle assurde leggi sull’immigrazione che postulano una immigrazione sempre sul punto di diventare criminosa. Il tasso di criminalità tra gli stranieri regolari residenti in Italia che abbiano più di 40 anni d’età è inferiore rispetto a quello dei loro coetanei italiani. La ricerca conferma poi che il tasso di criminalita’ degli immigrati regolari, nel nostro paese, e’ “solo leggermente piu’ alto” di quello degli italiani (tra l’1,23% e l’1,4%, contro lo 0,75%) ma, ad esempio, e’ inferiore tra le persone oltre i 40. Quindi non si può parlare in maniera generica e senza ausilio di dati
TERZO MITO da sfatare: fanno tutto in nero e noi paghiamo le tasse. Risulta molto bassa l’incidenza degli stranieri sul totale delle denunce per reati come rapine in banca (3%) o uffici postali (6%), evasione fiscale e contributiva (5,8%), omissione dei contributi previdenziali (8%), associazione per delinquere (10,6%). Si stima (e non lo stimo io, ma studi anche statunitensi) che l’evasione in Italia equivale al 20% del PIL (prodotto interlo lordo, ovvero la ricchezza prodotta dal nostro Paese). Non credo sia un problema di immigrati: l’economia del sud, senza evasione, sarebbe scomparsa. L’evasione, poi, non nasce dalle piccole attività, ma dalle grandi società. E non sono certo straniere, ma italiane. La crisi l’abbiamo creata noi, per il nostro debolissimo senso civico. Il fatto che gli stranieri lavorino in nero deriva dall’assenza di documenti di immigrazione, persi o mai ottenuti grazie alle nostre leggi che impongono l’avere un lavoro fisso. 
Ecco la parolina magica: in un momento in cui neanche gli italiani hanno un lavoro fisso, come è possibile pretendere che gli stranieri lo abbiano? E se lo perdono? Diventano irregolari, ovvero passibili di espulsione. Ecco cosa dice la nostra fantastica legge Bossi-Fini. Allora, facciamo così. Provoco. Cacciamo anche gli italiani che perdono il proprio posto. Facciamoli diventare italiani irregolari. Ecco, cosa succede. Una guerra civile tra poveri. 
Uno studio di Boeri (noto economista italiano, uno di quelli che non sono dalla parte dei cattivi però, DI FAMA MONDIALE e ho paura se non lo conoscete!!!) fa vedere come nei grandi centri urbani italiani aumenti lo schiavismo per gli stranieri, con lo sfruttamento ad opera principalmente di datori italiani. Peccato che nessuno parli dei cattivoni italiani.
MITO DA SFATARE ULTIMO: CLANDESTINITA’ = CRIMINALITA’. La perversione di questo nasce dalla Legge Bossi-Fini, condannata anche in sede europea per la propria componente spiccatamente antieuropeista. Praticamente la logica della riforma sta nel fatto che, se hai lavoro, sei legale nel paese Italia, altrimenti hai max 6 mesi e te ne stai fuori. Dunque, in un momento di estrema crisi, vi sfido a trovare un lavoro a tempo indeterminato/determinato per uno straniero. MATEMATICAMENTE IMPOSSIBILE. Da qui la necessità di togliere il reato di clandestinità.
Poi rispondo a chi ha detto che l’Africa sbarcherà in Italia. FALSO. Il 60% dei clandestini sono in reatà turisti (quindi regolari) che arrivano in Italia mediante normale visto turistico e che, rimanendo di più, diventano “CLANDESTINI”. Questa parola risulta ODIOSA: lo sapete?? Da Lampedusa, nello scorso anno, è arrivata più o meno una quantità grande come CORI. MA VI RENDETE CONTO INVECE DI BLATERARE COSE A CASO?
In particolar modo è anche FALSO che l’Europa sia un colabrodo. Esiste una politica delle frontiere comuni che si chiama FRONTEX il cui obiettivo è la creazione di quella che in gergo viene chiamata FORTEZZA EUROPA. Ovviamente, l’obiettivo è quella di regolarizzare l’immigrazione. Purtroppo l’immigrazione, di per sè, è un fenomeno che nasce al di là degli stati nazione (a cui vedo molti commentatori e ‘likers’ sono attaccati). Vi voglio dare un esempio che vale per tutti. Tra Italia e Svezia negli scorsi due anni c’è stato un conteso per quanto riguarda la presenza di rifugiati politici. L’Italia li ha mandati in Svezia perché non se ne voleva occupare, ma la Svezia si è appellata alla corte europea dei diritti umani che, però, ha dato torto alla Svezia PERCHE’ L’ITALIA E’ INCAPACE DI FAR FRONTE ALL’IMMIGRAZIONE. SIGNIFICA CHE SIAMO UN PAESELLO DI SERIE B 
Non vi sto dicendo che le persone straniere sono tutte buone. Vi sto dicendo che il fenomeno dell’immigrazione è complesso. Cacciare non porta a nulla. Usare la polizia, telecamere, repressione ecc. come uniche soluzioni non porta a nulla. L’immigrazione è fatta di bambini con tantissimi colori che parleranno italiano volentieri se si sentissero parte di una società civile. Che non andranno a rubare se vivono in maniera dignitosa, come aspettiamo anche per gli italiani. Il parlare e dire: prima gli italiani o prima gli stranieri? Non ha senso. Dobbiamo uscire da questa alternativa distruttiva. Riformare la politica. ”

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“Non si tratta di opinioni, ma fatti. Vi consiglio di leggere fonti e non di parlare in maniera generica e facile. La nostra generazione fallirà come quelle precedenti se non analizziamo in maniera critica. Basta con il minestrone. Non ce la faccio più. Parliamo di persone, di visi, di volti. Quando dite clandestino non mettete in conti che sono PERSONE, non animali, non mandrie. Si chiamano con tantissimi nomi, sono persone perbene, che cercano solo una vita dignitosa. Poi un conto è distinguere chi è un malfattore e chi non lo è. Ma queste persone hanno una dignità, avevano un lavoro: chi in Afghanistan, chi in Perù, chi in Somalia, chi in Uzbekistan. Ma l’hanno perso e vengono in Italia, ma sono ‘clandestini’ perché non sono in regola con la legislazione italiana. Non sono ANIMALI E CRIMINALI PER NATURA. Chi è un ladro va condannato, a prescindere dall’estrazione sociale. Le aspirazioni del popolo italiano (con tutte le sue bellissime sfumature) vanno difese per tutti. TUTTI. ARTICOLO 3 DELLA COSTITUZIONE.”

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“La legge esiste e fa riferimento alla legge Turco-Napolitano, modificata in parte dall’intervento Bossi-Fini. Non esiste l’organicità. Gli sconosciuti esistono e anche tu sei uno sconociuto quando viaggi con gli sbandieratori: quando fai il visto e arrivi potresti, come fanno molti, semplicemente rimanere e dopo un po’ diventare clandestino. Ma ciò non significa che tu sia un ladro, ecco ciò che ti sto dicendo. Invece, a differenza di altri, tu ritorni a casa. Ciò non toglie che sei stato uno sconosciuto in Cina, Giappone od ovunque tu sia stato. Ti posso assicurare che US e Canada hanno vedute molto più limitate delle nostre e basta analizzare la legislazione che hanno (ripeto: non parliamo per propaganda, ma fatti precisi). Ci sono leggi e ne abbiamo. Le persone si muovono ed è un fatto: non puoi fermare i flussi. E’ un’idea ottocentesca delle cose. Il punto è che fa più comodo tenere quelli che tu chiami ‘sconosciuti’ in uno stato di serie B perché fa prendere voti, perché aumenta la paura. Quando sei stato in Cina o in Russia nessuno ti ha impedito di farlo e non sei stato trattato di serie B semplicemente perché europeo, perché stiamo strenuamente lottando per mantenere i nostri diritti a scapito di chi viene. Io non ho spostato, tra l’altro, il discorso. Ho preso i punti di cui tu parli e li ho sviscerati: così fa un vero anti-razzista. Il razzismo, caro Marco, e non la faccio una posizione verso di te ormai si è spostato su argomentazioni come: “mandiamoli fuori”, “lavoro per gli italiani” , “sì al reato di clandestinità”. Io rompo così tanto perché sono miei argomenti di studio, di analisi e di aspirazione. Il numero degli immigrati, se ti conforta, è diminuito drasticamente nel 2012 a causa della crisi economica (-500mila unità). Tranquillo, se ne vanno da soli perché l’Italia è diventata una terra arida per TUTTI. Ecco, il diritto a cui aspiriamo. Spero tu riesca a comprendere che una legge NON BASTA. Mettiamo anche che tu effettivamente riesca ad approvare democraticamente una legge che dice “max 200mila persone” entreranno quest’anno. Dopo cosa fai? Ti senti più tranquillo? Come la implementi la leggi? Come selezioni? Come distingui? Che accordi prendi? Chi è che ti viene a bussare a casa? Nessuno!! Nessuno più vuole stare qui in Italia. Tutti puntano alla Germania, Svezia, Norvegia, Danimarca, Finlandia. Quindi così avresti risolto il problema? Ti faccio tutte queste domande perché vorrei che tutte le persone che hanno messo un like al tuo commento ragionassero, pensassero, problematizzassero. Non si tratta di libertà di opinione, ma di opinione sensata, con fatti e analisi. Poi possiamo certamente discutere di qualunque cosa. Questo è il senso della politica. Mi dispiace se non riesci a capirmi, ma non solo me. Tante persone che stanno cercando un sogno e che neghiamo perché siamo troppo miopi per ragionare in maniera futuribile”

Marco De Cave