Stranissimo e (bellissimo) viaggio in Italia

Per un po’ voglio abbandonare le tematiche politiche che, da sempre, hanno caratterizzato per maggioranza in blog. Oggi, iniziamo, come dice il titolo, uno stranissimo e bellissimo viaggio in ItaliaSi tratta di un percorso che ha un obiettivo ben preciso, ma che scoprirete solo alla fine. 

Da Venezia ai Castelli Romani

Girare l’Italia è un’esperienza da provare almeno una volta nella vita. Non esiste posto al mondo come la nostra penisola, capace di farti emozionare e provare la visione di bellezze insuperabili che, passo dopo passo, strada per strada, ti si presentano dinanzi. Neanche a dire che ad un certo punto ti stanchi perchè, nel giro di pochi chilometri, città e paesi ti offrono un quadro culturale, gastronomico e non solo affatto non uguale a quanto hai visto in precedenza. Così, ti capiterà di andare a Venezia, città lagunare per eccellenza e gloriosa capitale di quella Serenissima Repubblica che per secoli è stata la potenza marinara più forte d’Europa, un importantissimo ponte commerciale tra l’Impero Ottomano e l’Europa Continentale. Quando avrai visitato Piazza San Marco, assistito al carnevale locale, fatto un giro in gondola, goduto di una cucina che risente della lunga tradizione marinara della città (il baccalà proveniente dal Baltico, le spezie provenienti dalle rotte asiatiche etc.) e, in generale, approfondito la conoscenza di Venezia, nulla ti vieterà di proseguire o tornare più volte nel BelPaese per conoscerne altri aspetti. Mettiamo caso che decidi di fare un secondo viaggio nella terra dei Santi, dei Poeti e dei Navigatori e, questa volta, ti piacerebbe fare una capatina verso il centro. Hai l’imbarazzo della scelta: Firenze, Roma, Bologna, Perugia etc. Decidi di andare sul «classico»: Firenze e Roma. Ecco che ti ritrovi a viaggiare tra Dante Alighieri e Giulio Cesare, tra la città dei Medici e quella dei Papi… Insomma, rispetto a Venezia cambia tutto: mentre in Veneto degustavi soprattutto piatti marinari, ora non puoi fare a meno di provare una bistecca alla fiorentina con tanto di vino “Chianti”, una coda alla vaccinara accompagnata da un ottimo «vino dei Castelli ». Ecco, i Castelli Romani: se vai a Roma sei «obbligato» a fare un salto a Frascati «ch’è tutto un sorriso ‘na delizia, n’amore, ‘na bellezza da incanta’ », a Marino (« la sagra c’è dell’uva fontane che danno vino quant’abbondanza c’è »). E poi, « Appresso vi è Genzano cor pittoresco Albano », «Là c’è l’Ariccia più giù c’è Castello ch’è davvero un goiello co’ quel lago da incanta’. E de fravole ‘n profumo solo a Nemi poi senti». Ed infine, ecco Velletri, dove « le velletranelle se mettono a canta’, se sente ‘no stornello, risponde un ritornello che coro vie’ a senti’ ». E dopo un po’ di vino dei Castelli ed una buona porchetta d’Ariccia, esci dalla Provincia di Roma ed entri in quella di Latina, dove il mondo degli imperatori e dei Papi lascia il passo al più grande esempio di progettazione ed edificazione fascista realizzatosi nella penisola. Un momento, abbiamo fatto un balzo leggermente troppo grande.

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