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Un “calcio” al cambiamento

on 12 agosto 2014 in SPORT

Un’altra occasione di cambiamento va a farsi benedire. Non ci è bastato il treno perso a febbraio 2013, quando le elezioni politiche delineavano un quadro politico incerto ma che, allo stesso tempo, dava la possibilità di rompere con il passato. No, noi italiani non siamo un popolo di “approfittatori”, non azzardatevi a chiamarci così. Dite quello che volete: siamo pizza, spaghetti, mandolini etc. etc., ma “approfittatori” proprio no; ci piace essere modesti. E così, ieri ci siamo giocati la carta del calcio, nello specifico l’elezione del nuovo Presidente della F.I.G.C. E’ passato il nome di Carlo Tavecchio, voluto dalla stragrande maggioranza dei piani alti dello sport nazionale per eccellenza. Poco importa che se ne sia uscito con espressioni del tipo «Optì Pogba è un mangiatore di banane»: è una persona esperta, e questo basta e avanza. L’alternativa sarebbe stata un «giovane ed inesperto» Demetrio Albertini. In Italia funziona così: se sei giovane ( a 40 anni poi…) ti bollano subito, neanche ti danno il tempo di sbagliare; se sei in età avanzata molti errori te li passano. Dunque, siccome bisogna rompere con il passato, mettere un freno agli scandali (vedi calcioscommesse), fare pulizia, eleggiamo Carlo Tavecchio ( condannato a 4 mesi di reclusione nel 1970 per falsità in titolo di credito continuata in concorso, a 2 mesi e 28 giorni di reclusione nel 1994 per evasione fiscale e dell’IVA, a 3 mesi di reclusione nel 1996 per omissione di versamento di ritenute previdenziali e assicurative, a 3 mesi di reclusione nel 1998 per omissione o falsità in denunce obbligatorie, a 3 mesi di reclusione nel 1998 per abuso d’ufficio per violazione delle norme anti-inquinamento, oltre a multe complessive per oltre 7 000 euro”). Bisogna combattere razzismo e xenofobia negli stadi? Nessun problema: eleggiamo Carlo Tavecchio. D’altronde capita a tutti di fare qualche gaffe in pubblico. Dite che avremmo dovuto nominare un’altra persona perchè FIFA e Commissione Europea ritengono necessario contrastare le derive razziali? Capirai, in Europa già ci impongono sacrifici e di rispettare il bilancio statale. Noi siamo furbi, non ci facciamo coglionare 2 volte. Quindi, nel calcio decidiamo noi: voi non volete Tavecchio? E noi lo eleggiamo. Sentimento di amor patrio, non c’è che dire. Certo, bisogna anche dire che il cambiamento bisogna pretenderlo, avere coraggio nel decidere. Tavecchio ha potuto beneficiare in qualche misura anche di quel documento (inutile a parer mio) con cui 9 squadre chiedevano il ritiro delle candidature per far subentrare un commissario. Una regola del tipo: o tutti o nessuno. Uno parla, fa gaffes, e di conseguenza ci deve rimettere anche l’altro: ragionamento che non porta da nessuna parte. Sarebbe stato più dignitoso presentare una terza candidatura: non sia mai che qualche effetto positivo lo avrebbe portato. Vabbè, tante parole ma alla fine il risultato non cambia: Carlo Tavecchio nuovo Presidente della F.I.G.C. #siamopropriofuoridalmondo

One Response to “Un “calcio” al cambiamento”

  1. […] Fonte: https://elnuevodia.altervista.org/calcio-cambiamento/ […]