IL DRAMMA DE “L’UNITA’ ”: UN DRAMMA DI TUTTI NOI

Il dramma dell’Unità è una tragedia non solo per la sinistra, ma per 90 anni di storia d’Italia. Il quotidiano fondato da Antonio Gramsci è un simbolo del nostro passato, delle battaglie combattute in nome di un’Italia libera, eguale, fatta di diritti e solidarietà. L’Unità non ha avuto paura del fascismo, anzi l’ha combattuto affrontando purghe e olio di ricino, uscendo clandestinamente, anche scritto a penna se necessario; è il quotidiano degli operai, di chi lo portava in fabbrica (magari nascondendolo sotto un vestito) per vedere «cosa diceva il partito»; è il giornale delle battaglie sul divorzio, delle denunce riguardo la pericolosità della diga del Vajont…E’ stato il giornale di Enrico Berlinguer, la testata che forse più di tutte ha saputo regalare un Addio! dignitoso al segretario del Partito Comunista Italiano. Insomma, è stato tanta roba. Forse oggi l’Unità sconta una sfida (quasi) impari con la rete e l’antipolitica. Piaccia o non piaccia, la testata una volta organo del PCI, poi di PDS e DS, ha sempre cercato di mantenere un modo di scrivere elegante, riflessivo. Certo, è capitato che ogni tanto cascasse in quei titoli a sensazione che, colpendo l’emotività delle persone (quelle che vedono un titolo forte, credono ciecamente a tutto ciò che c’è scritto senza verificare la veridicità della notizia), oggi vanno tanto di moda. Ma non gli è andata bene: l’Unità oggi era (è?) ormai il giornale «di regime», colpevole di prendere finanziamenti pubblici per vivere. I soldi così sono buttati, dicono; i giornali che vogliono vendere, devono fare i soldi da loro, senza aiuto dallo Stato. Perchè nell’Italia del 2014 – quella dell’antipolitica per intenderci – finanziare il pluralismo è uno sperpero, è roba da Kasta! E poi, perchè buttare soldi quando oggi c’è Internet? L’Italia è il BelPaese, lo Stato che ha saputo proporre personaggi all’avanguardia in tutti i campi ed in tutte le epoche: Galileo Galilei, Leonardo da Vinci, Adriano Olivetti, Dante Alighieri… Ma è anche quel Paese che spesso il cambiamento lo ha accettato in ritardo e male: così rischia di essere anche per Internet. Il web 2.0 ha permesso di espandere sensibilmente le forme e le possibilità di partecipazione politica, di espressione del pensiero etc. come non era mai accaduto prima. Ma l’estrema espansione di queste possibilità ha portato all’idea che un blog, un sito che si spaccia per testata giornalistica ma in realtà è anonima, senza che si citino fonti etc. possano essere più attendibili di un quotidiano cartaceo, registrato presso un tribunale, fatto di firme più o meno autorevoli. Stiamo andando verso un mondo dove anche la raccomandazione è ormai obsoleta: per diventare parlamentare basta prendere voti online e ritrovarti in un posto comodo nella lista elettorale ( non c’è più bisogno di farsi conoscere nel giro di anni, di fare eventualmente “gavetta” in un partito, di prendere schiaffi e rimproveri). Ora, se vuoi scrivere notizie e farle leggere a milioni di persone, basta avere un blog (casomai con un nome accattivante del tipo “loschifo” e non modestie come il mio: “elnuevodia”), avere qualche capacità minima di scrittura e sapere cogliere il tema che interessa alle persone, senza ovviamente dimenticare qualche “etichettatura” per dare un po’ più di sapore pepato al post. Quindi: basta con gli anni di studio di giornalismo, con la necessità di studiare le fonti, di citarle etc. L’Unità è una delle tante vittime cartacee di questa degenerazione, e riprendere nuovamente le forze per tornare in edicola sarà ancora più difficile del passato. Perfino la repressione fascista era meno terribile dinanzi a questo trionfo dell’antipolitica, dell’ignoranza, delle persone che si lasciano trascinare dall’emotività. Un saluto a pugno chiuso, compagna “Unità”. 

Precedente Chapeau allo sport italiano, ma non al calcio Successivo SCHETTINO, PINOCCHIO & LUCIGNOLO

3 commenti su “IL DRAMMA DE “L’UNITA’ ”: UN DRAMMA DI TUTTI NOI

  1. Pingback: IL DRAMMA DE “L’UNITA’ ”: UN DRAMMA DI TUTTI NOI | Il Malpaese

  2. Ma quale dramma? Il dramma fu quando, con l’attuale presidente della repubblica, difese l’invasione dell’Ungheria e di Praga dai comunisti russi. Gramsci se ne sarebbe vergognato!

I commenti sono chiusi.